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IlVademecum - settimanale di informazione su chi fa informazione
Registrato al Trib. di Foggia al n. 1/2001 - Direttore responsabile: Arcangelo Renzulli
Editore: Agorà Service Editoriale. - Sede legale Via S. Antonio, 214 - Foggia

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AI LETTORI
Ancora un altro anno
 

di Arcangelo Renzulli 

Siamo prossimi al nostro secondo anno di pubblicazione del 'Vademecum on Line' e con soddisfazione registriamo un discreto successo.

Non abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissi, almeno non tutti, ma siamo riusciti quasi sempre a “smuovere” le acque che per troppo tempo sono state torbidamente tranquille.

Il nostro campo di azione non è certo tra i più facili da solcare e indagare e le ultime novità di fine anno – vedi licenziamenti, comunicati e lettere anonime giunte anche alla nostra redazione – ne sono la lampante testimonianza.

L’informazione o la si fa o la si usa!

Il filo sottile che separa questi due fronti è flebile e leggero; basta un nonnulla perché si muova in una direzione piuttosto che in un’altra.

Non abbiamo la pretesa, mai l’abbiamo avuta e mai l’avremo, di pensare di poter essere più bravi di altri, ma ai nostri colleghi e soprattutto a coloro che vivono ogni giorno di questo lavoro chiediamo la “fedeltà” al rapporto di fiducia che hanno con i propri lettori e con il proprio mestiere.

Piegare l’informazione e i suoi strumenti ai “padrini” del momento o assecondarli ai bisogni del potente di turno o di chi, gestendo le leve del potere, assicura “beneficenze” e “provvidenze” non può giovare che per lo spazio di una stagione affossando per sempre la forza che l’informazione-verità ha rappresentato e rappresenta per l’opinione pubblica.

Ribadiamo il concetto che se una comunità esiste lo deve al rispetto di regole che si è data con il presupposto del rispetto da parte di tutti i suoi componenti.

Stabilite le regole tutto può essere operato nel loro rispetto, ma pensiamo che debba esserci un luogo neutro dove il confronto di opinioni diverse, di strategie diverse, di punti di vista diversi, sia garanzia di lealtà e onestà intellettuale di chi vi partecipa.

La fiducia nelle Istituzioni da parte dei cittadini, la fiducia di questi ultimi negli strumenti democratici e nell’insieme delle strutture e “infrastrutture” che ogni giorno dovrebbero garantire la neutralità del confronto tra la formazione del consenso allo “status quo” o alla sua dissoluzione è,  a nostro avviso, il fiato, il respiro, il nutrimento primo di ogni agire.

L’uomo è “prevedibile”: le sue azioni sono mosse quasi sempre dal bisogno di soddisfare bisogni egoistici per sete di potere o fame di ricchezza o, comunque, per affermare il proprio predominio sugli altri.

Ci sono persone alle quali ciò sta bene e quindi finisce per diventare cortigiano, e c’è chi queste cose le vuole smascherare. C’è bisogno di aver fiducia, c’è bisogno di ottimismo, c’è bisogno d’altro, di qualcosa di nuovo!

Il Papa, in un suo messaggio di qualche settimana fa, ammoniva gli uomini, sostenendo che “al Signore il comportamento dell’Uomo non piace, e non gli piace al punto che né è costernato” e noi non sappiamo se questo monito in qualche modo sia servito e sia stato recepito nel suo senso profondo: non un anatema sull’Uomo ma un invito a rivedere il proprio operato.

E' strano, come sempre, che proprio mentre sembra che il progresso, il benessere assicurato all’Uomo debba essere il segnale che nella pace, nella comprensione, nel rispetto sia possibile far lievitare e progredire l’Uomo nelle sue più alte virtù e aspirazioni, accada, al contrario, che questo progresso, questo sviluppo siano il segnale di un falso benessere che affascina e interessa solo una parte del genere umano.

Con l’augurio per tutti di trascorrere un sereno Natale e che il nuovo anno possa essere più roseo di quello che lasciamo, auguriamo “Pace per tutti gli uomini di buona volontà”.

Anno 2, n. 70
24 dicembre 2002

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7 gennaio 2003