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FOGGIA, ITALIA Dove e come si parla
di Foggia e dei foggiani Da: www.lastampa.it del 23-12-2002 GIOVANNI
PAOLO II INVITA A PRIVILEGIARE L´ATTENZIONE
E L´ACCOGLIENZA VERSO I POVERI «Il consumismo oscura il vero spirito
del Natale» Il Papa: la semplicità
del presepe contrasta con la festa proposta dalla pubblicità
CITTÀ DEL VATICANO - La corsa ai consumi tradisce il vero
spirito natalizio: Giovanni Paolo II, nell´ultimo «Angelus» prima del
Natale, ricorda la povertà del presepe, e lancia un appello di solidarietà
con i meno fortunati. Con una scelta di tempo certamente azzeccata, vista
la situazione economica e le nuove forme di povertà sempre più visibili.
Giovanni Paolo II sembrava in forma discreta. Anche se nella sua
tradizione, quella polacca, è l´albero che ha il posto d´onore, ha però
voluto rendere omaggio all´usanza più latina del presepe. «Il richiamo
più suggestivo alla nascita del Signore, ormai imminente, viene dal
presepe, che in tante case è già stato allestito», ha esordito. «La
semplicità del presepe contrasta però con quell'immagine del Natale che
talora viene proposta in modo insistente dai messaggi pubblicitari». I
regali, ha spiegato Papa Wojtyla, in una breve «catechesi» in piazza,
hanno un significato spirituale: «In effetti, questa usanza si comprende
a partire dal fatto che Gesù in persona è il Dono di Dio all'umanità,
di cui i nostri doni in questa festa vogliono essere riflesso ed
espressione». Ma ormai l´oggetto ha spinto molto sullo sfondo il senso
religioso dello scambiarsi doni: «Anche la bella tradizione di
scambiarsi, tra familiari ed amici, i doni in occasione del Natale, sotto
l'urto di una certa mentalità consumistica rischia di perdere il suo
autentico senso "natalizio"». La proposta del Pontefice è
quella di modificare le abitudini correnti, e ricaricare il Natale di un
significato spirituale: «Per tale ragione, è quanto mai opportuno
privilegiare quei gesti che manifestano solidarietà ed accoglienza verso
i poveri e i bisognosi». Non solo: questa festa dovrebbe essere vissuta
seguendo l´esempio di Maria e Giuseppe: «In Lei, e nel suo Sposo
castissimo, vediamo così realizzate le condizioni indispensabili per
prepararci al Natale di Cristo. Anzitutto, il silenzio interiore e la
preghiera, che permettono di contemplare il mistero che si commemora. In
secondo luogo, la disponibilità ad accogliere la volontà di Dio,
comunque essa si manifesti». Sono innumerevoli, le prese di posizione
anti-consumistiche di questo Papa di cui si ricorderanno anche le tonache
un po´ lise. Una delle più originali la pronunciò in un viaggio
italiano, a Troia, in provincia di Foggia. Evocò lo spettro dei pirati
saraceni, che nei secoli passati spargevano il terrore fra quelle
popolazioni rivierasche. «Se nel passato - disse Papa Wojtyla il 25
maggio 1987 - l´esercito saraceno ha cercato di privarvi del bene della
fede, oggi possono esistere ed esistono di fatto altri pericoli, altre
tentazioni non di rado striscianti, quali certe ideologie di ispirazione
materialistica o consumistica, e comportamenti propagandati dagli
strumenti della comunicazione sociale che inculcano una mentalità se non
anticristiana per lo meno indifferente nei confronti dei massimi problemi
dell´esistenza e della visione cristiana della vita e della storia». E
in un´altra occasione disse che «Oggi si comprende meglio che la pura
accumulazione di beni e servizi, anche a favore della maggioranza, non
basta a realizzare la felicità umana». In realtà una parte del mondo è
vittima delle miserie del sottosviluppo, mentre «ci troviamo di fronte a
una sorta di supersviluppo, egualmente inammissibile, perchè, come il
primo, è contrario alla felicità autentica. tale supersviluppo consiste
nell'eccessiva disponibilità di ogni tipo di beni materiali in favore di
alcune fasce sociali», e «rende facilmente gli uomini schiavi del
possesso e del godimento immediato, senza altro orizzonte che la
moltiplicazione o la continua sostituzione delle cose che già possiedono
con altre ancora più perfette». Giovanni Paolo II ha concluso
ringraziando tutti coloro che in questi giorni gli hanno inviato gli
auguri di buone feste. Marco Tosatt ==== Da: http://ilmessaggero.caltanet.it del 23-12-2002 E San Severo dice addio al vino “da
taglio” per puntare sul richiamo dello spumante dal nostro inviato SAN SEVERO (Foggia) — Uno faceva il professore di
pianoforte, l’altro insegnava contrabbasso, il terzo era un chimico.
Dopo più di vent’anni non hanno cambiato mestiere, però sono anche
diventati produttori di uno dei più celebrati spumanti italiani, il
Daraprì, nome strano che in realtà e la composizione delle prime sillabi
dei loro cognomi. Non stanno in Trentino o in Piemonte, stanno a San
Severo di Foggia che è sì circondato da vigneti, ma è pure il posto
dove secondo tradizione si produce vino di scarsa qualità. A fine anni settanta San Severo era in mano alle cantine
sociali (spartite politicamente e per lo più in contrasto fra loro) da
cui uscivano centinaia di migliaia di ettolitri di vino destinato ai
tagli. I tre, sfidando la tradizione e le derisioni altrui, cominciarono
quasi per scherzo a fare l’esatto opposto: produrre vino di qualità. I
primi tentativi furono disastrosi, con le bottiglie che esplodevano e il
paese che se la godeva. Poi ci hanno messo studi, fatica, esperimenti,
sono andati a prendere lezioni in Francia, nello Champagne. Quando le bottiglie smisero di esplodere, riuscirono a
metterne in cantina una sessantina. L’anno dopo cominciarono pure a
vendere qualcosa; con qualche sgravio fiscale di una legge dell’epoca
acquistarono i primi macchinari, si attrezzarono, affinarono il prodotto,
cominciarono a veder crescere la produzione e la qualità in una zona, va
ricordato, dove ha sempre dominato la cultura della quantità. Adesso di
bottiglie ne producono quarantamila l’anno (che sono tante per una ditta
in cui lavorano ancora -nel tempo libero- soltanto loro tre), vendono in
Italia e all’estero, vincono premi, hanno una delle cantine più belle
d’Italia scavata nel sottosuolo del centro di San Severo, fanno scuola.
E quelli che vent’anni fa ridevano, oggi non solo li rispettano, ma li
imitano. Quella di "Daraprì" potrebbe essere soltanto la
bella storia di tre amici ingegnosi, invece è il simbolo di una svolta
che progressivamente ha coinvolto buona parte delle aziende vinicole
pugliesi e di buona parte del sud. Meno vino, ma più buono. E fatturati
che crescono. Re. Pez. ==== Da: www.ilcentro.quotidianiespresso.it del 22-12-2002 CC
DI ASCOLI Operazione antidroga Con sei ordinanze di custodia cautelare in carcere - a
carico di due napoletani, due ascolani e un foggiano - firmate dal gip di
Teramo per favoreggiamento e per un traffico di stupefacenti fra il
Foggiano e la provincia di Ascoli (oltre ad altri reati minori) si è
conclusa l'operazione "Plaza limpia" (piazza pulita), condotta
dai carabinieri di Ascoli Piceno e che l'estate scorsa aveva portato in
carcere anche cinque teramani. ==== Da: http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net del 22-12-2002 Caccia ai ladri a folle velocità Pareva di essere sul set di un film d'azione l'altra notte
a Crevalcore, quelli alla Rambo, per intenderci. Ma il protagonista non
era Stallone, bensì un ragazzo, S.C., che con un amico ha inseguito prima
a piedi e poi in auto tre ladri che gli avevano rubato il giubbotto. I
malviventi sono stati arrestati mezz'ora dopo dai carabinieri di Sala
Bolognese con la pesante accusa di rapina impropria. In manette F.W., 26
anni, C.S., 27enne, entrambi di Foggia e il trentaduenne A.M. di Messina,
che ieri mattina sono comparsi con rito per direttissima davanti al
giudice di Bologna. Tutto ha inizio in un noto locale notturno crevalcorese, un
club frequentato da molti giovani della zona. Dove S.C. aveva deciso di
trascorrere la serata con altri amici. Sembrava un venerdì come tanti.
Poco dopo le due il giovane, stanco, decide di salutare il gruppo e andare
a casa. Cerca il suo giubbotto in pelle contenente le chiavi della
macchina e il cellulare, ma la poltrona sul quale era appoggiato è vuota.
Alza gli occhi e scorge tre individui che stanno uscendo dal locale in
fretta e furia. Sotto il braccio di uno, il suo giaccone. Veloce, si fa largo tra la folla e raggiunge il terzetto
proprio mentre sta salendo su un'auto, una Golf nera. Sì, è proprio il
suo giubbotto quello che uno dei tre cerca di nascondere sotto il sedile.
Il conducente della Golf mette in moto e ingrana la prima. S.C. non
demorde. Un balzo felino e si aggrappa al finestrino della vettura. L'auto parte e per una decina di metri il giovane Rambo
mantiene la presa, ma poi è costretto a lasciarla. Chiama in aiuto un
amico, uscito nel frattempo dal locale, e salgono sulla sua auto dando
inizio all'inseguimento della Golf che fuggiva in direzione Persiceto. Tra
sorpassi e testacoda mozzafiato, i due amici raggiungo la Golf che
bloccano, ironia della sorte, proprio davanti alla vecchia caserma dei
carabinieri. Tutti e cinque scendono dalle auto, cominciando a discutere
animatamente. Quando ormai stavano passando alle vie di fatto,
l'intervento di una gazzella ha placato gli animi. Poche spiegazioni,
oltre alla prova schiacciante del giubbotto ancora nella Golf, sono state
più che sufficienti a convincere i carabinieri e per il terzetto la notte
brava è finita dietro le sbarre. di Mauro Spinato ==== Da: http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net del 22-12-2002 Ancona Infermiere sorpreso a spacciare ANCONA — Sono stati sorpresi mentre si scambiavano un
pacchetto con dentro della cocaina nel parcheggio di un albergo di
Falconara. Uno è stato arrestato, l'altro denunciato. A finire nei guai, con l'accusa di detenzione e spaccio di
sostanze stupefacenti, due giovani di 24 anni, originari di Cerignola
(Foggia) ma ad Ancona per motivi di lavoro. Antonio Dolcezza, il ragazzo
finito in manette, e M. M., l'amico denunciato, lavorano infatti come
infermieri in una casa di cura tra Falconara e Ancona. E, stando a quanto
sono riusciti ad appurare i carabinieri di Falconara che hanno eseguito
l'operazione, alcuni movimenti strani erano stati notati anche nei
dintorni dell'istituto sanitario. Tant'è che nell'armadietto di M. M., i
militari hanno anche dell'altra sostanza da taglio, sodio di potassio,
utilizzata come energizzante nelle dosi di cocaina. Il blitz dei carabinieri, portato a termine da due militari
in borghese che da un po' di tempo seguivano i movimenti dei due giovani
pugliesi, è scattato venerdì pomeriggio intorno alle 17 davanti ad un
hotel di Falconara, vicino all'aeroporto, dove i due alloggiavano. I
carabinieri si sono appostati ed hanno atteso che i due si scambiassero la
droga. Poi, quando hanno visto Dolcezza estrarre dalla tasca un pacchetto
e consegnarlo all'altro che a sua volta è andato a nasconderlo vicino
all'auto, sono piombati addosso ai due. Nel pacchetto, subito recuperato, i carabinieri hanno
trovato circa cinque grammi di cocaina e dalla successiva perquisizione
delle stanze occupate dai due nell'albergo sono saltati fuori anche sette
grammi di mannite, una sostanza da taglio, e bilancini di precisione. Dolcezza, difeso dall'avvocato Domenico Liso, è stato
processato ieri mattina per direttissima dal giudice monocratico
Pallucchini ed ha patteggiato sei mesi di reclusione più duemila euro di
multa, pena sospesa. Il giovane è stato quindi rimesso in libertà. l. mo. ==== Da: http://ilmessaggero.caltanet.it del 22-12-2002 Tolentino/Si estende
in Abruzzo l’“Operazione Family” Mezzo chilo di eroina e cocaina, in carcere giovane coppia di
conviventi TOLENTINO — All'arrivo dei carabinieri tentano di
disfarsi della droga gettandola nel water senza riuscirci. Una coppia di
Montesilvano (Pescara), Monica Spinelli casalinga di 22 anni originaria di
S. Severo (Foggia), e Michele Pignatelli, agente pubblicitario 29enne, è
stata arrestata per detenzione di droga a fini di spaccio. I due
conviventi, ora in carcere a Pescara, da tempo venivano pedinati dai
carabinieri di Tolentino e da quelli abruzzesi. L'altra mattina il blitz
nella casa della coppia rientrata per il pranzo. Perquisizione, ed è
stato trovato mezzo chilo di droga (280 grammi di eroina, il resto
cocaina, sul mercato avrebbero fruttato 50 mila euro); 2.000 euro; un
assegno di 6.000 euro; bilancini di precisione; telefonini. Nuovi frutti quindi dalle indagini dei carabinieri guidati
dal cap. Giovanni Battista Mele dopo i due arresti della Operazione Family
che lo scorso 24 ottobre condusse a ritrovare42 chili e mezzo di hashish
in un garage, 4 persone erano state arrestate quattro persone: i
tolentinati Sabrina Pettinari, 34 anni, casalinga, e Fulvio Barbagallo,
imprenditore di 35, che si servivano di una bimba di 10 anni come
“corriere"; Emerson Stortini, 27 anni, di Montecosaro, Fausto
Olivieri (34) di Casette d'Ete. C. Pass. ==== Da: www.gazzettadelsud.it del 20-12-2002 Lungro
/ Domani convegno-dibattito all'ospedale Si parla di musicoterapia Antonio
Franzese CASSANO JONIO – «Musicoterapia, una nuova tecnica per
una nuova professione: risvolti psicopedagogici e riabilitativi»: è
questo il tema di un convegno-dibattito in programma domani alle 9 nel
nosocomio di Lungro, promosso e organizzato dall'Associazione volontari
ospedalieri (Avo). I lavori saranno introdotti dal presidente dell'Avo,
prof.ssa Anna Stratigò. Interverranno: Camillo Mancioli, direttore
sanitario del presidio ospedaliero lungrese; Mario Albino Gagliardi,
consigliere regionale; Vincenzo Jannuzzi, sindaco di Lungro; Gianni
Malgeri, presidente regionale di «Calabria civica». La relazione
introduttiva sarà tenuta da Gianluigi Di Franco, direttore dell'Istituto
di formazione Musicoterapisti di Napoli. Il dibattito sarà moderato dal
giornalista Alfredo Frega. «In questi 10 anni di volontariato ospedaliero
nelle corsie abbiamo constatato – ha spiegato Stratigò nel dare
l'annuncio dell'iniziativa – quanto beneficio traggono i pazienti
dell'animazione e in particolare quella musicale tanto da trasformarli
spesso in attori, tanto da dimenticare di essere ricoverati. Questa
esperienza deriva dalle numerose ore di animazione musicale e in
particolare durante le feste che sono un'occasione importante per
verificare i benefici dell'animazione musicale come, per esempio, il
cambiamento dell'umore con ripercussioni positive sul piano fisico e
morale. «Purtroppo – ha evidenziato la presidente dell'Avo – molti
interventi sono limitati in mancanza di spazi e strumenti nonché di una
specifica formazione, condizioni necessarie per fare della musica una vera
e propria tecnica riabilitativa, tecnica che da vent'anni viene già
applicata con successo in alcuni paesi europei. «L'Avo – ha aggiunto
Stratigò – intende stimolare l'applicazione della Musicoterapia perché
mette in evidenza non tanto il potenziale terapeutico intrinseco alla
musica e alle sue componenti in sé, ma l'uso che di tali potenzialità se
ne può fare in diversi contesti diversificati, di malessere sociale
specifico come di problematiche legate a diagnosi cliniche». Per
realizzare questo progetto i responsabili dell'associazione di
volontariato intendono intraprendere – fanno sapere – un rapporto di
particolare collaborazione con la scuola di formazione di musicoterapia
dell'istituto Isfom di Napoli diretta dal musicoterapista Gianluigi Di
Franco, pioniere della musicoterapia nazionale e internazionale. Di
Franco, musicista e cantante, dirige, tra l'altro, il corso di formazione
triennale di musicoterapia presso il conservatorio «U. Giordano» di
Foggia e coordina l'attività di musicoterapia presso l'Istituto di
audiologia del secondo Policlinico di Napoli che della cardiochirurgia
pediatrica dell'ospedale Monaldi di Napoli. Il prof. Di Franco è stato
anche fino al 2001 presidente per un triennio dell'European Music Therapy
Confederation. ===== Da: www.gazzettadimodena.quotidianiespresso.it del
20-12-2002 MODENA
Gli è stata ritirata
la patente Guida ubriaco e causa incidente. E'
stato bloccato L'8 giugno scorso, in stato di ebbrezza, era alla guida di
un'autovettura e aveva causato un incidente stradale, allontanandosi poi
dal luogo dello scontro. A sei mesi di distanza un uomo nativo di Foggia,
ma residente a Maranello, è ricaduto nello stesso reato. Mercoledì
scorso verso le 23,20 una pattuglia dei vigili urbani si è recata
all'incrocio fra via Cabassi e via Emilia Ovest perchè un automobilista
aveva segnalato che, mentre era alla guida della sua Bmw sul cavalcavia
della Madonnina, era stato urtato da un'auto, una Fiat Uno, che procedeva
in senso contrario e che il conducente non si era fermato. Alcuni passanti
avevano comunque notato il tipo di autovettura e la targa della macchina
"pirata". A quel punto è scattato l'allarme. Pochi minuti dopo
una pattuglia del 113 ha intercettato e fermato l'auto. Il conducente è
apparso subito annebbiato dai fumi dell'alcool tanto che barcollava e
profferiva parole sena senso e affermava di non ricordare nulla
dell'incidente. Per l'uomo, che ha rifiutato il controllo con l'etilometro,
è scattato il ritiro immediato della patente e al sequestro dell'auto
poichè non coperta da assicurazione. ===== Da: www.lacittadisalerno.quotidianiespresso.it del
20-12-2002 cultura Le opere di Modica nella ''rete'' Un
sito per l'artista cilentano VALLO DELLA LUCANIA. Il professore Mario Modica conosciuto
in tutta Italia per i suoi dipinti, adesso è anche in rete, i suoi
capolavori si possono ammirare anche su internet visitando il suo sito
www.mariomodica.it. Un ennesimo traguardo per l'artista cilentano. Mario
Modica, nato a Foggia e cilentano d'adozione, vive ed opera a Vallo della
Lucania dove è docente di disegno e storia dell'arte allo Scientifico
locale. Le sue opere figurano in collezioni private e pubbliche un po'
dappertutto: all'archivio della Biennale di Venezia, al Museo d'Arte
Moderna di Roma, Parigi, Amsterdam e Bruxelles; nella pinacoteca vescovile
di Vallo della Lucania, al museo di Capodimonte e inoltre nelle
biblioteche nazionali di Roma e Firenze. Numerose anche le sue mostre sul
territorio nazionale: Pescara, Bologna, Foggia, Salerno, Avellino e
Gallipoli. La carriera artistica di Modica cominciò a Salerno dove si
trasferì con la sua famiglia all'età di 12 anni. Proprio a Salerno
frequentò le scuole medie e qualcuno capì la sua vena artistica
stimolandolo nella pittura. Ad appassionarlo e ad evidenziare la sua
bravura nel disegno fu il professore e pittore Mario Carotenuto. Così
Modica decise di frequentare l'accademia delle belle arti a Napoli dove ne
uscì con ottimi risultati. A seguire cominciò ben presto ad insegnare e
venne trasferito nel Cilento dove ancora oggi risiede. (v.r.) ===== Da: www.repubblica.it del 19-12-2002 Babyfax Poche piastrine, esiste una cura? Quest’estate, in vacanza in Abruzzo, vedendo apparire sul
corpo della nostra bambina di 10 anni dei lividi spropositati e,
successivamente, numerosi puntini rossi emorragici, abbiamo dovuto farla
ricoverare d’urgenza all’ospedale di Pescara. Al primo controllo
ematico il numero delle piastrine risultava sceso a circa trentamila.
Prima diagnosi, quindi, di porpora trombicitopenica idiopatica. Durante il
ricovero ha fatto molti test (…). Dopo pochi giorni di terapia la piccola è stata dimessa
con cure da proseguire a domicilio, e terminate dopo circa un mese con
dosi a scalare. Come alternative possibili era stato prospettato: la
remissione totale del problema oppure la cronicizzazione. Purtroppo alla
fine del ciclo di cure e dopo altri 30 giorni di relativo benessere il
calo piastrinico si è riproposto (ultimo controllo di circa 15 giorni fa
dava 23000 piastrine) causando una fiacca permanente. La stessa cosa è
accaduta a un’altra bambina nella stessa zona di vacanza. Ci sono altre
spiegazioni e/o soluzioni oppure nostra figlia dovrà convivere con il
rischio di emorragie tutta la vita? Carlo Vezzaro, Milano La porpora trombocitopenica idiopatica (PTI), malattia (o
sindrome) a patologia autoimmune, spesso preceduta qualche settimana prima
da una infezione virale, è caratterizzata da un aumento nel midollo osseo
del numero delle cellule madri delle piastrine (megacariociti) e da una
marcata riduzione del numero delle piastrine circolanti per aumentata
distruzione periferica delle stesse. La causa della malattia risiede
fondamentalmente nell’attività autoaggressiva di immunoglobuline che si
comportano come autoanticorpi. I macrofagi, che possiedono recettori
specifici per il frammento Fc delle immunoglobuline catturano, fagocitano
e distruggono le piastrine e gli autoanticorpi adesi alle stesse. Da ciò
ne deriva una ridotta sopravvivenza delle piastrine (da 710 giorni a poche
ore!!). La forma di PTI acuta è tipica dell’infanzia ed
adolescenza mentre quella cronica è più frequente nell’adulto. In
tutti i casi non vi è splenomegalia, anzi si deve sempre orientare il
diagnostico verso piastrinopenie nonPTI quando è presente splenomegalia. In molti pazienti la guarigione avviene spontaneamente. I
corticosteroidi sono efficaci soprattutto perchè accelerano la
guarigione. In pazienti con gravissima piastrinopenia, è giustificato
l’uso di Immunoglobulina ad alte dosi. La forma cronica di PTI necessita
sempre di terapia cortocosteroidea; purtroppo la guarigione clinica è
difficile ma la malattia può essere stabilizzata. La rimozione della
milza, attuata dopo almeno 6 mesi dall’esordio della malattia, determina
la remissione completa in una elevata percentuale di pazienti nei quali si
sia dimostrato il sequestro delle piastrine a livello splenico e
splenoepatico. Nei pazienti che non rispondono alle succitate terapie, i
risultati sono piuttosto incostanti anche con i farmaci immunosoppressori
più moderni. Risultati transitori sono stati ottenuti con le IgG antiRh(D)x
ed il danazolo. I concentrati piastrinici andranno riservati solo per
situazioni di particolare gravità anche perché inducono una
isoimmunizzazione con ridotta sopravvivenza delle piastrine infuse. Al
contrario, il trapianto allogenico con protocolli di condizionamenti
immunosoppressivi nonmieloablativi si sta rivelando di grande interesse ed
il nostro gruppo ha già ottenuto risultati molto interessanti in una
piccola coorte di pazienti con PTI refrattaria. Prof. Angelo Maria
Carella, direttore Dipartimento di EmatoOncologia, Ospedale Casa Sollievo
della Sofferenza, IRCCS, San Giovanni Rotondo, Foggia ==== Da: http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net del 19-12-2002 Reggio
Emilia Un intero per ricordare mezzo secolo
di Siracusana Sono ben 17 le emissioni aggiunte al programma 2003 dalla
consulta per la filatelia che ha approvato anche le celebrazioni del 2004.
Deciso anche che il 50° della prima emissione della Siracusana sarà
celebrato sull'intero postale dedicato alla manifestazione filatelica
nazionale. Ecco le nuove emissioni del prossimo anno: la Repubblica
italiana nei francobolli in occasione della mostra che si terrà alla
Camera, circolo golf Acquasanta di Roma, Confedilizia, museo nazionale
delle paste alimentari, servizio nazionale civile, liceo ginnasio Gian
Rinaldo Carli di Pisino d'Istria (ora scomparso, a ricordo dei valori
storici e culturali rappresentati), liceo Tasso di Roma e università
Luiss Guido Carli, universiadi invernali di Tarvisio, disfida di Barletta,
Bernardino Ramazzini fondatore della medicina del lavoro, abbazia di
Nonantola, Corrado Giaquinto, Eni, Eugenio Balzan, Archivio centrale dello
Stato di Roma, Duccio di Buoninsegna in occasione della mostra a Siena e
Veronafil. Il francobollo turistico per l'Italia centrale raffigurerà
Lanciano. Questo invece il programma 2004, oltre alle consuete serie
Europa, squadra vincitrice del campionato di calcio, giornata della
filatelia e intero per la manifestazione filatelica nazionale: abbazia di
San Nilo di Grottaferrata, Archivio di Stato di Firenze, arsenale di
Venezia, festival Puccini, Genova capitale europea della cultura, isole
Egadi e Viterbo per la serie turistica, K2, Madonna del Tirano, tempio
ebraico di Roma, la transumanza (il tratturo Magno che dall'Aquila giunge
a Foggia), università di Torino, la calzatura per la serie Made in Italy,
Bangkok-Roma (emissione congiunta con la Thailandia nel giorno comune di
fondazione delle due città), regioni d'Italia, università Lumsa (Maria
Ss. Assunta), museo della liquirizia, Trieste e Louis Braille. * San Marino emetterà invece 13 serie per un costo
complessivo di 45 euro. Chi vorrà acquistare (è già prenotabile)
l'intera annata dovrà sborsare un sovrapprezzo di 5 euro, oltre a 2,64
per spese di spedizione, un balzello che ci sembra francamente eccessivo
visto che altre amministrazioni postali non richiedono nulla oltre il
facciale (o al massimo le spese di spedizione). Ecco comunque il programma
2003. Gennaio: mondiali di sci nordico, la cucina, maestri della pittura.
Marzo: Veronafil, Europa, ippica. Giugno: ciclismo, diligenze. Settembre:
burattini, mondiali di rugby, giochi e giocattoli. Novembre: Natale e
avvenimento sammarinese o internazionale. Gigi Zerbini Luigi.Zerbini@ilrestodelcarlino.it ==== Da:www.lanuovaferrara.quotidianiespresso.it del 19-12-2002 PORTOMAGGIORE
Migliarino.
Ripristinate le norme di sicurezza Tangenziale, il cantiere è stato
dissequestrato. I lavori sono già ripresi m.bar. MIGLIARINO. Il cantiere della circonvallazione di
Migliarino, che era stato sequestrato il 13 novembre scorso per
inosservanza delle norme sulla prevenzione infortuni e igiene sul lavoro,
è stato dissequestrato e da qualche giorno gli operai della ditta
Benedetta di Foggia hanno ripreso a lavorare. Il 4 dicembre il servizio di
prevenzione e sicurezza ambienti del lavoro dell'Usl di Comacchio ha tolto
i sigilli ma, causa le pessime condizioni meteorologiche gli operai sono
ritornati nel cantiere solo da pochi giorni. L'ordine di dissequestro è partito dalla Procura della
Repubblica di Ferrara in quanto la ditta ha provveduto a dotare gli operai
delle cinture di sicurezza agganciate (durante l'ispezione solamente uno
degli operai ne era provvisto) e a dotare le maestranze di tutte le
condizioni di sicurezza. Nel corso dei controlli alla ditta era stata
inflitta una sanzione pecuniaria per l'inosservanza delle leggi in materia
di sicurezza del lavoro. I lavori per la costruzione della circonvallazione di
Migliarino sono ostacolati dalle pessime condizioni meteorologiche. Se
tutto però andrà per il verso giusto il 2003 dovrebbe proprio essere
l'anno buono per la conclusione dei lavori di un'opera che la popolazione
di Migliarino attende da tempo immemorabile. L'impresa aggiudicataria dei
lavori è la Rillo di Benevento che poi ha subappaltato i lavori
all'azienda pugliese Benedetta. Ogni anno l'apposito servizio dell'Usl che consta di una
sede a Ferrara e di sedi periferiche a Cento, Copparo, Portomaggiore e
Comacchio, visita circa 350 cantieri edili. Se si riscontrano delle
irregolarità viene stilato un verbale di contravvenzione e prescrizione
ed il passo successivo è quello del sequestro. Per il servizio di
Comacchio questo è stato il primo sequestro di un cantiere nel corso di
quest'anno. Il servizio ha competenza nei comuni di Codigoro,
Comacchio, Lagosanto, Goro, Mesola, Massa Fiscaglia, Migliaro e Migliarino
ma non Ostellato che dipende da Portomaggiore. Lo scorso anno, solamente
attraverso le sanzioni sono stati riscossi circa 450 mila euro a livello
provinciale. ===== Da: http://ilgiorno.quotidiano.net del 19-12-2002 Sondrio Arrestato a Novara il cervello
dell'operazione Cc «Venere» SONDRIO — È stato arrestato a Novara, Angelo Sebastiano
Palmieri, 57enne originario di Sannicandro Garganico in provincia di
Foggia e residente a Bergamo, uno dei cervelli dell'organizzazione dedita
allo sfruttamento di ragazze dell'Est Europa e del Sud America che
ricevevano i clienti in appartamenti di Sondrio, Brescia, Alessandria,
Padova, Treviso, Bergamo, Modena, Varese. Con l' arresto di Palmieri, sale
a 12 il numero degli arrestati dai carabinieri del Reparto operativo di
Sondrio per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione nell'ambito
dell'operazione «Venere». Ancora tre le persone latitanti. Colpito da
ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal Gip di Sondrio,
Palmieri era latitante dal 27 novembre. ===== Da: www.corriereromagna.it del 18-12-2002 RIMINI Inghiotte una bustina sospetta per far
sparire la prova “Impossibile dire che era droga” RIMINI - Ingoiando il sacchetto di cellophane contenente la
sostanza sospetta ha cancellato la prova dello spaccio. E ieri Ruggiero
Calvio , 50 anni, nato a Lucera (Foggia) residente ad Assago (Milano),
domiciliato a Riccione ha incassato, rito abbreviato, un'assoluzione nel
primo di una serie di processi per droga che lo attende nei prossimi mesi.
Il giudice Luca Ghedini Ferri ha condiviso la tesi difensiva dell'avvocato
Piero Ippoliti secondo cui nel caso specifico non è provato che la
sostanza ingerita fosse davvero droga. I carabinieri di Cattolica erano
convinti di averlo sorpreso nel luglio scorso mentre, in cambio di soldi,
cedeva una dose a un 37enne tossicodipendente di origine napoletana. Sia
Calvio sia il presunto acquirente alla vista dei militari avevano
ingoiato, rispettivamente, sacchetto e bustina.Lo stratagemma non aveva
evitato le manette al 50enne e il giudice aveva convalidato l'arresto.
Calvio dopo lo "spuntino" si era sentito male, ma non era stato
sottoposto a un accertamento mirato alla ricerca di eventuali tracce di
stupefacenti nel sangue ==== Da: http://www.tribunatreviso.quotidianiespresso.it del
18-12-2002 Arrestati con 300 pasticche di ecstasy MONTEBELLUNA. Sono stati convalidati ieri dal giudice per
le indagini preliminari Francesco Giuliano gli arresti di Stefano
Battistella di Montebelluna e di Alessandro Cascella, originario di
Cerignola, militare di carriera in Friuli, finiti nei guai per droga. I
carabinieri di Sacile li hanno bloccati l'altra sera a Maserada,
trovandoli in possesso di diverse pasticche di ecstasy: 69 per Battistella
e 267 per Cascella che aveva anche sei grammi di eroina (il giudice ha
deciso che resterà in carcere). L'operazione rientra nell'ambito dei servizi antidroga
portati avanti dai carabiniere di Sacile. ==== Da: http://ilmessaggero.caltanet.it del 18-12-2002 SAN
BENEDETTO / Nell’operazione che ha portato allo smantellamento di un
clan malavitoso in tutta Italia accertamenti anche sulla costa Sacra Corona, indagini in Riviera Arrestato albanese
per traffico di droga: è accusato di far parte del «giro» di
PAOLA PENNACCHIETTI Si nascondeva in una pensione nel pieno centro della città
l’albanese arrestato ieri mattina perché ritenuto uno degli
appartenenti al clan italo-albanese dedito al traffico di clandestini e
droga, sgominato nell’operazione Helmas. L’uomo, Armando Demo, 30
anni, residente nel Foggiano, è accusato di concorso in traffico e
spaccio di stupefacenti. E’ stato fermato alle 7 nella pensione dove
aveva trovato rifugio, dagli agenti del commissariato e da quelli della
squadra mobile di Teramo. L’arresto è avvenuto in esecuzione di una delle 46
ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del tribunale di Lecce
Pietro Baffa su richiesta del Pm della Direzione Distrettuale Antimafia
salentina Giuseppe Capoccia. Pesantissime le accuse nei confronti del clan
che, secondo gli investigatori, si occupava di immigrazione clandestina e
di traffico di droga, ma anche di usura e riciclaggio di denaro. Sette
membri della banda sono accusati anche di associazione per delinquere di
stampo mafioso. Le altre ordinanze sono state eseguite a Brindisi, Taranto,
Roma, Bergamo, Mantova, Venezia, Treviso e Teramo. L’albanese arrestato
a San Benedetto sarebbe stato legato proprio all’organizzazione che
operava in Abruzzo. Armando Demo, probabilmente già in fuga, si sarebbe
rifugiato a San Benedetto dove era arrivato da qualche giorno con un
passaporto falso. Nel corso dell’operazione, gli inquirenti hanno
sequestrato 100 chilogrammi di marijuana, 2 di eroina, 28 di hashish e un
ingente quantitativo di ecstasy, oltre a diversi beni immobili, tutti nel
leccese, per svariati milioni di euro di valore. La prima fase
dell’inchiesta è stata seguita da una seconda dalla quale sono emersi
collegamenti del clan con esponenti di rilievo della Sacra Corona Unita
leccese. Le indagini, a livello locale, puntano a stabilire come mai
l’albanese si trovasse proprio a San Benedetto e se nella zona poteva
contare su aiuti o avere legami. ==== Da: http://ilmessaggero.caltanet.it del 18-12-2002 UMBRIA
/ CRIMINALITÀ, BOTTA E RISPOSTA Negoziante presa a calci e rapinata,
un fermo E’ un foggiano che
aveva con sè i monili di bigiotteria rubati una settimana fa alla donna Per lei, pochi giorni fa, la rapina era finita nel dramma.
Tre giovani le stavano portando via la borsa e i contenitori in cui
c’erano monili di bigiotteria per il suo piccolo negozio di via dei
Priori. Caduta a terra la giovane donna aveva tentato di fermare uno dei
rapinatori trattenendolo per una gamba ma questo non aveva esitato, per
liberarsi, a darle calci in faccia e sulla testa. I tre giovani erano spariti nei vicoli del centro. Ma ieri
la squadra volante della questura ha fermato un foggiano di 24 anni, con
l’accusa di ricettazione: la polizia gli ha sequestrato i monili che
appartenevano alla donna rapinata. Il giovane è stato bloccato dopo un breve inseguimento
nella zona di Fontivegge. Un passante si era insospettito vedendolo uscire
con un basso elettronico da un negozio di strumenti musicali all’interno
del centro commerciale di via Martiri dei Lagher. L’uomo aveva quindi
avvertito il titolare dell’esercizio commerciale il quale, dopo avere
verificato che lo strumento era stato rubato, ha dato l’allarme alla
polizia. Una pattuglia della volante ha così intercettato il
foggiano che alla vista degli agenti ha tentato di scappare dopo avere
abbandonato sotto a un’auto in sosta il basso. È stato però bloccato
dalla polizia e perquisito. Gli agenti hanno così sequestrato al giovane collane,
bracciale e altri monili che appartenevano alla donna. Al foggiano è
stata contestata la ricettazione dei preziosi. Proseguono comunque le indagini della polizia per
identificare gli autori della rapina: il fatto è avvenuto di sera ma la
polizia sta cercando comunque testimoni che possano identificare gli
autori. Nel corso degli accertamenti compiuti dopo il furto del
basso, il giovane (ora rinchiuso nel carcere di Perugia) è stato comunque
accusato da uno dei dipendenti del negozio di avere rubato una decina di
giorni fa il suo marsupio con soldi e documenti. La polizia lo ha quindi
denunciato anche per questi due episodi. ==== Da: http://ilmessaggero.caltanet.it del 17-12-2002 In pensione il
procuratore, due Pm in maternità e una valanga di fascicoli. Valori: «Penalizzati
i piccoli tribunali» Tre magistrati per ottomila indagini Emergenza
in Procura: il 2003 promette tanto lavoro e buchi in organico di
ROSALBA EMILIOZZI Una valanga di lavoro in Procura, ma i magistrati
diminuiscono. Resteranno in tre per ottomila fascicoli? La possibilità è
concreta anche se non imminente. E fa tremare il presidente della Camera
penale, Federico Valori: «Per il cittadino si fa sempre più reale il
rischio che non vi sia giustizia». In Procura sono pronti a fronteggiare
il peggio, la riduzione all’osso dell’organico. «Se accadrà sarà
molto dura, ma cercheremo di sostenere la situazione anche in tre» dice
il sostituto Massimiliano Rossi, che svolge le funzioni di procuratore. Per ora al quarto piano di palazzo di giustizia c’è una
sola scrivania vuota, quella dell’ex capo dei Pm, Ennio Formiconi,
andato in pensione. I suoi fascicoli sono stati già divisi tra i
sostituti. I quali aspettano un rinforzo ma rischiano seriamente di
rimanere in tre. La nomina del nuovo procuratore della Repubblica ha tempi
lunghi. A fare previsioni rosee, il posto verrà coperto prima
dell’estate oppure, se va male, in autunno. E’, poi, in attesa del
secondo figlio la dottoressa Antonella Redaelli, che potrebbe lasciare
l’ufficio per maternità a marzo. Per allora non si sa se arriverà la
dottoressa Irene Lilliu, 35 anni, originaria di Ancona, Pm a Foggia,
destinata a ricoprire il posto vacante di sostituto. Anche il Pm Lilliu è
in dolce attesa. Quindi l’operatività non sarà immediata. La Procura
potrà contare sui sostituiti: Rossi (già gravato dalla funzione di
procuratore), Andrea Laurino e Massimiliano Siddi. In tre, come a Camerino
dove «la Procura tratta 800 fascicoli l’anno, contro gli ottomila di
Macerata» ricorda Vando Scheggia, ex presidente del penalisti, che di
quei dati ne avava fatto un suo cavallo di battaglia. Le cifre. A Macerata sono cinquemila i fascicoli con
indagati, aperti dall’inizio del 2002 ad oggi, ai quali si sommano altri
duemila procedimenti contro ignoti e un numero imprecisato di indagini che
vanno a finire sui tavoli dei giudici di pace. Con questi numeri non sarà
un 2003 facile. «La situazione di Macerata ricorre in tutti i Tribunali
più piccoli — dice Valori — e rispecchia il più grande problema
della carenza di organico della magistratura». La soluzione, «l’allargamento
dei ranghi all’avvocatura ma con trattamenti giuridico ed economico seri».
Inoltre Valori ritiene «fuorviante la rivalità tra penale e civile» (a
Macerata vi è anche una carenza di giudici). «E’ vero che da noi vi è
prevalenza di cause civili, ma la criminalità che osserviamo è da
colletti bianchi, economica, e si traduce in reati di bancarotta, falso in
bilancio che vogliono uguale certezza di tempi del processo civile». ==== Da: http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net del 18-12-2002 Ferrara Gorino trionfa a Lesina con il suo
brodetto d'anguilla Si è svolta nei giorni scorsi a Lesina (Foggia)
l'importante manifestazione 'Lagune d'Italia', che ha visto partecipare i
Comuni di Comacchio e Goro, insieme all'on. Alfredo Sandri. Presenti per
Comacchio il sindaco Giglio Zarattini, l'assessore alla Pesca Eugenio
Gramolelli, l'assessore al Turismo Cristina Cicognani; e per Goro
l'assessore all'Ambiente Valis Paesanti. Oltre al convegno sulle
possibilità d'azione dei comuni lagunari nell'ambito di Agenda 21, e
sulla possibilità di essere riconosciuti dal Ministero entrando in un
filone a sé delle città lagunari, si è svolta, nella serata di sabato,
una degustazione/gara dei prodotti tipici locali organizzata dal Presidio
di Slow Food di Lesina. La disfida gastronomica ha visto i nostri comuni
ben piazzati, grazie anche al contributo dei numerosi fornitori, ed ha
sancito la supremazia di Goro e Gorino, che hanno conquistato tre delle
dieci posizioni della classifica finale. Se il primo posto è andato ex-equo al comune ospitante,
con la 'minestra d'anguilla' e ad Orbetello con la 'Spigola coi funghi',
al secondo si è piazzato Goro, con il 'Broeto di bisoti' (Brodetto di
anguille giovani). Non potevano mancare le vongole, il più tipico dei
prodotti di Goro, che hanno conquistato il quinto posto. Sesto piazzamento
per il celebre 'Brodetto con la verza' di Comacchio, che ritroviamo anche
al decimo con il tipico 'Risotto d'anguilla'. E a Goro, che ha conquistato
anche l'ottavo posto, si gongola: «Finalmente una giuria
professional-popolare — commenta, non senza ironia, l'assessore
all'ambiente Valis Paesanti — ha chiarito, a chi ancora aveva dei
dubbi… che il miglior brodetto d'anguilla in generale è quello di
Gorino. Attendiamo ora la prossima degustazione-gara, sempre a livello
professionale, per dimostrare qual è il miglior risotto d'anguilla». p.v. ==== Da: http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net del 18-12-2002 Bologna E' un Barbone il bruto arrestato in
via Carracci «Ho la 'roba' con me, seguimi». S'era inventato la scusa
della droga per appartarsi con la vittima e violentarla, l'uomo arrestato
l'altro pomeriggio dopo un tentativo di stupro su un carro merci, in
stazione, dalla parte di via Carracci. Si chiama Giuseppe Barbone, ha 38
anni, è originario della provincia di Foggia, alloggia nel dormitorio di
via Sabatucci. Ora dovrà rispondere di violenza sessuale e lesioni. Il clochard s'era incontrato con una tossicodipendente di
20 anni, in un vagone merci abbandonato su un binario morto.Ma una volta
all'interno del carro, Barbone l'aveva aggredita, mettendole una mano
sulla bocca per impedirle di urlare e chiedere aiuto, e cercando di
sfilarle i pantaloni. La ragazza, però, era riuscita a sfuggire alla
presa dell'uomo e a scappare in direzione di via Carracci, dando l'allarme
e facendo arrestare il bruto. l. p. ==== Da: http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net del 17-12-2002 Ancona Scontro a tre sul ponte dell'Arzilla FANO — E' stato un week-end caratterizzato dagli
incidenti stradali quello che si è appena concluso. Il più grave si è
verificato nella notte tra domenica e lunedì in viale 1° Maggio, proprio
sopra il ponte dell'Arzilla all'ingresso nord della città. Tre le auto
coinvolte nella carambola: una Fiat Punto, condotta dal 66enne Raffaele
Ferrara di Manfredonia, una Y-10 con alla guida il 27enne fanese Damiano
Tombari ed una Smart, condotta dal 20enne fanese Giulio Tomassoli.
Nell'impatto hanno riportato la peggio Raffaele Ferrara e il passeggero
che si trovava a bordo della Smart, il 25enne Marco Bertusi di Gabicce
Mare. Entrambi si trovano ricoverati nel reparto di ortopedia
dell'ospedale di Fano con 40 giorni di prognosi. Giulio Tomassoli è stato
invece giudicato guaribile con 14 giorni di prognosi. Sul posto anche il
personale medico del 118. Sempre all'ingresso nord della città si sono
verificati altri due incidenti nella notte tra sabato e domenica: due auto
si sono scontrate frontalmente ed una terza è finita fuori strada
autonomamente. Fortunatamente in tutti e due i casi non ci sono stati
feriti gravi. ==== Da: www.messaggeroveneto.quotidianiespresso.it del
17-12-2002 Dopo un anno e mezzo scarcerato il
carabiniere È stato un anno e mezzo in carcere sottoposto a misura
cautelare, per dieci mesi in isolamento. Adesso il tribunale l’ha
scarcerato, ponendolo agli arresti domiciliari nella casa della madre, a
Melfi in provincia di Potenza. Parliamo di Roberto Consiglio, il
carabiniere in servizio alla Banca d’Italia il 26 giugno 2001, giorno
della rapina da 2 miliardi al furgone portavalori. La settimana scorsa, in
udienza, aveva letto una lunga confessione pur prendendo le distanze dagli
esecutori materiali del colpo, tutti già rei-confessi. Lui fino a quel
giorno era rimasto zitto, negando ogni legame. Anche con la sua
confessione ha voluto prendere le distanze dai foggiani già condannati,
non negando alcuni ruoli “marginali” ricoperti nel colpo. Il suo
avvocato, Piergiorgio Bertoli, in udienza aveva presentato l’istanza di
scarcerazione ieri accolta dal tribunale. Il processo continuerà domani.
Consiglio aveva anche chiesto ai giudici di espiare la pena ai
domiciliari. Si vedrà dopo la sentenza. ==== Da: http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net del 17-12-2002 Lite davanti al cinema 18enne sferra
coltellata BOLOGNA — Un diciottenne di Foggia che aveva cercato di
accoltellare un ragazzo bolognese durante una rissa, è stato denunciato
domenica pomeriggio dalla polizia. Ad accorgersi della zuffa, davanti alla
multisala Medusa, sono stati due poliziotti, intervenuti bloccando il
pugliese col coltello con cui aveva lacerato il giubbotto dell'avversario,
ma senza ferirlo. ==== Da: http://ilmessaggero.caltanet.it del 16-12-2202 Statale Appia, camion carico di frutta
si ribalta Una prognosi di 25 giorni per l'autista del camion carico
di frutta ribaltatosi nella notte tra sabato e domenica al km 131 della
via Appia. L'uomo, proveniente da Foggia e diretto a Fondi per il mercato
domenicale. viaggiava nei pressi del cimitero di Itri quando, forse a
causa di un colpo di sonno, è uscito fuori strada, provocando il
ribaltamento del mezzo pesante. Sul posto sono intervenuti sia i
carabinieri che i vigili del fuoco di Gaeta che hanno provveduto a
soccorrere il sessantunenne rimasto ferito nell'incidente che,
fortunatamente, non ha coinvolto altre vetture. Dalle 2.40 alle 7.30 il
tratto di strada è rimasto chiuso al traffico (a quell'ora praticamente
inesistente) per consentire ai vigili e ad un appositamente arrivata da
Latina, di risollevare il camion e ripulire la carreggiata dall'uva
fuoriuscita dal mezzo. ==== Da:
http://ilmessaggero.caltanet.it del 16-12-2202 Smantellato il
“mostro Enichem”, sulle sue ceneri sorge un nuovo polo industriale. «Un
miracolo», dice il sindaco Campo Manfredonia, come rinascere senza
chimica Contratto
d’area e porte aperte alle imprese di Treviso: così finisce l’incubo
pugliese dal
nostro inviato RENATO PEZZINI MANFREDONIA (Foggia) — Cosa accade in una città - si
chiami Termini Imerese o Manfredonia, poco importa - in cui
improvvisamente la fabbrica che dava lavoro e benessere a mille, duemila
famiglie, rischia di chiudere? La fabbrica di Manfredonia si chiamava "Enichem".
Alla fine degli anni 60 arrivò qui per seminare e far crescere i
"benefici della grande industria" costruendo un impianto per la
produzione di concimi chimici. Duemila posti di lavoro più quelli
dell’indotto, certo. Ma anche devastanti colate di cemento, solventi
scaricati in mare, veleni a deturpare l’ambiente e a incattivire
l’aria. Parte di quel "mostro" è ancora lì, immobile e
inerte. Ciminiere, giganteschi grovigli d’acciaio, tubi e silos
metallici mangiati dalla ruggine, spianate di asfalto corroso dal tempo e
dalle sterpaglie. E poi, due chilometri di ferro e cemento che si spingono
fino in mezzo al mare, violentando la bellezza di un golfo che doveva
essere meraviglioso: là doveva esserci il porto collegato a terra da
nastri trasportatori costati la modica cifra di 350 miliardi. Per farla breve, a metà anni 90 la situazione era questa:
Enichem chiusa, porto inattivo, nastri trasportatori fermi (non hanno mai
portato neppure un grammo di merce), qualche politico sotto inchiesta,
turismo a livello zero, danni ambientali inestimabili, diecimila
disoccupati in una città di sessantamila abitanti. Una catastrofe. Da quel momento in poi Manfredonia ha lavorato per
rimettersi in piedi divenendo in qualche modo uno dei simboli dei
tentativi fatti nel Mezzogiorno per tirarsi fuori dai guai. Tentativi
difficili, dove buone volontà e inventiva sovente hanno dovuto fare i
conti con obsoleti burocratismi e logiche di campanile. La via d’uscita dalla crisi ha preso il nome di contratto
d’area. In Italia ne sono stati pianificati diciassette sul finire degli
anni 90. Quello di Manfredonia è senz’altro il più importante, il più
costoso, in qualche modo il più pretenzioso. Qui ha funzionato così: che
i sindacalisti hanno accettato di sottoscrivere contratti di lavoro meno
favorevoli rispetto alle tabelle nazionali; che Comune e Regioni hanno
assicurato snellezza burocratica e procedure preferenziali, che imprese di
varia natura hanno garantito investimenti e occupazione, e che Roma ha
provveduto a cospicui finanziamenti: più di mille miliardi di vecchie
lire. Per fare cosa? Per smantellare tutto ciò che del
"mostro Enichem" era smantellabile e costruire al suo posto una
nuova cittadella industriale dislocata in parte dove una volta ansimava il
motore bolso del polo chimico, e in parte sulle colline che sovrastano la
città. Le hanno chiamate Manfredonia Uno e Manfredonia Due. E
all’inizio ci hanno creduto in tanti. Ci hanno creduto, soprattutto, gli industriali di Treviso:
«La nostra regione è ormai a un livello di saturazione» è la
pragmatica spiegazione data dal presidente Bellato «andare a investire
altrove per allargare le nostre imprese era ed è un obbligo». Così dal
Veneto sono scesi in una trentina, fra cui marchi celebri come Sangalli
(vetro) e Giò Style; un altro po’ da Lazio e Lombardia, il resto dalla
Puglia. Totale: più di sessanta aziende che cercavano nuovi spazi su cui
costruire nuove fabbriche, personale già addestrato (e a Manfredonia ce
n’era in abbondanza), facilitazioni burocratiche e aiuti finanziari. Sarebbe bello e di buon auspicio poter raccontare che la
cosa ha funzionato a meraviglia, che dal giorno della sottoscrizione del
contratto d’area (1998) tutto è stato messo in funzione e migliaia di
lavoratori hanno già trovato occupazione. Non è andata proprio così.
Per colpa di una storia tipicamente italiana. Mentre la Regione Puglia sottoscriveva il contratto
d’area, infatti, un’assessore della stessa Regione inseriva i terreni
destinati alla costruzione di Manfredonia Due fra i siti ambientali della
zona. Perché lì, in quelle radure che altri avevano destinato alla
costruzione degli stabilimenti, nidificava talvolta la "gallina
prataiola", raro volatile in via di estinzione. Non che la gallina
prataiola non avesse i suoi diritti, ma forse bastava solo un po’ di
coordinamento per evitare l’equivoco. Risultato: per più di due anni, nell’area destinata agli
opifici, non si sono potute fare strade e fognature, nè sotterrare cavi e
tubi, nè portare l’energia elettrica. Due anni di stop che a molti
hanno fatto venire la tentazione di mollare tutto e andare altrove.
Tentazione a cui fortunatamente hanno resistito cinquanta delle sessantuno
aziende che si erano impegnate a portare qui le loro produzioni, anche
perché nel frattempo - ma non senza fatica - il problema del "sito
ambientale" è stato risolto. Adesso dove c’era l’Enichem ci sono stabilimenti nuovi
di zecca che danno lavoro a millecinquecento persone; e dove c’era la
"gallina prataiola" ci sono una quindicina di capannoni che
entro pochi mesi dovrebbero dover dare lavoro a un altro migliaio di
dipendenti. Più l’indotto, più i fondi che hanno permesso di
risistemare un po’ il paese, più i progetti per investire le rimanenze
in un dissalatore e in un villaggio turistico. Ne valeva la pena? «Certo che ne valeva la pena» dice il sindaco di
Manfredonia, che si chiama Paolo Campo ed è responsabile
dell’attuazione del contratto d’area. Cammina fra i capannoni
ristrutturati dell’ex Enichem e ricorda i mesi terribili in cui in città
si fecero barricate, e ci furono scontri, i lavoratori contro gli
ambientalisti, l’azienda contro i sindacati, le famiglie dei pescatori
contro quelle degli operai, i politici stremati da una lotta fratricida,
tutti contro tutti, con due navi cariche di veleni alla fonda davanti al
polo chimico (fra cui la famigerata Deep Sea Carrier), la minaccia di un
inceneritore in costruzione, e il pericolo incombente della chiusura dello
stabilimento e di licenziamenti. Era la fine degli anni 80: «E si aveva
la sensazione che tutto potesse crollare: il lavoro, la possibilità di
rinascere, la pace sociale. A voi, la faccia di oggi di Manfredonia può
sembrare quella di una delle tante città del sud costrette a fare i conti
con un sviluppo stentato. A noi, che qui viviamo da sempre, quello di oggi
appare come un miracolo». (3/continua) LA
SCHEDA COSA SONO I CONTRATTI D’AREA Il contratto d’area - così lo definisce la legge - è
uno «strumento operativo funzionale alla realizzazione di un ambiente
economico favorevole all’attivazione di nuove iniziative imprenditoriali
e alla creazione di nuova occupazione nei settori dell’industria,
dell’agroindustria, servizi e turismo, attraverso condizioni di massima
flessibilità amministrativa ed in presenza di investimenti qualificati da
validità tecnica, economica e finanziaria». In pratica un finanziamento
alla creazione di nuove aziende e di nuovi posti di lavoro in aree
interessate da «gravi crisi occupazionali» dovute per lo più alla
chiusura di importanti stabilimenti. COME NASCONO Sono sindacati e datori di lavoro, insieme, a presentare il
“contratto d’area". Le Regioni e i Comuni sottoscrivono,
garantendo la costruzione di infrastrutture adeguate (strade, reti
telefoniche, cablaggio); lo Stato, se approva, finanzia più del 50 per
cento delle iniziative. QUANTI SONO In Italia i "contratti d’area" approvati sono
stati diciassette per una spesa complessiva di quasi 4 mila miliardi di
vecchie lire. A Manfredonia e a Crotone i più importanti; e poi a
Potenza, nell’area Asi di Agrigento, nel Molise interno, a Torres
Stabiese, a Terni. CHE RISULTATI HANNO AVUTO L’obiettivo era quello di finanziare progetti industriali
che potessero creare oltre quindicimila posti di lavoro. Obiettivo non
ancora completamente raggiunto. ==== Da:
www.corriere.it del 17-12-2002 CRONACA DI ROMA PREMI «Famiglia Dauna» vinto da Cassieri Giuseppe Cassieri è il primo vincitore del «Premio
Famiglia Dauna di Roma», un riconoscimento riservato a personaggi non
facenti parte dell’associazione che da trentacinque anni riunisce
quanti, nati o formatisi nella provincia di Foggia, vivono a Roma.
Cassieri ha recentemente pubblicato per le edizioni Marsilio il romanzo «Homo
felix». La premiazione si svolgerà entro febbraio. ==== Da:
http://ilmessaggero.caltanet.it del 16-12-2202 L’INTERVISTA
Il presidente degli industriali:
investimenti dal Nord, unica salvezza dal
nostro inviato FOGGIA — Nicola Biscotti è il presidente degli
industriali di Foggia. Ed è uno di quelli che con più vigore, nelle
settimane di discussione della legge finanziaria, ha reclamato più
attenzione per il Sud: «Perché» dice «abbiamo ancora pochi anni a
disposizione per far partire un’economia solida nel Mezzogiorno, e per
farlo bisogna riuscire a coinvincere gli industriali di fuori a investire
da noi». Una delle critiche che vengono mosse al Sud, e in
particolare agli industriali, è quella di prendere i soldi -dello Stato-
e di fuggire... «A Manfredonia abbiamo dimostrato l’esatto contrario,
abbiamo risposto con un approccio progettuale e competitivo». Insomma, è soddisfatto di come ha funzionato il contratto
d’area? «Il progetto ha retto nella sua sostanza. Più di
cinquanta imprese hanno aperto nuovi stabilimenti, o li stanno aprendo.
Milletrecento persone hanno già un lavoro, entro l’anno prossimo
verranno creati altri millesettecento posti. Non mi va di essere
trionfalista, ma il pessimismo di molti è davvero incomprensibile». Cosa ha funzionato a Manfredonia? «Ha funzionato il fatto che tutti si sono messi a
progettare insieme una possibile linea di sviluppo: sindacati, imprese,
enti locali, e lo Stato che ha investito molte risorse. Quando si riesce a
discutere e a capire le ragioni degli altri, le cose vanno bene». E cosa non ha funzionato? «Ci sono stati degli intoppi burocratici. Le
infrastrutture in una delle due aree destinate a diventare area
industriale hanno tardato a venire. Ma non per colpa di sindaci o di
qualcuno in particolare. Anzi, il Comune di Manfredonia ha facilitato il
più possibile i lavori, e anche i sindaci degli altri Comuni interessati,
che pure sono di orientamento politico diverso, hanno fatto altrettanto».
E a chi dice che in realtà il bilancio dell’operazione
è negativo? «Rispondo che abbiamo intenzione, come industriali di
Foggia, di riproporre un progetto simile in un’altra zona della
Provincia, ad Ascoli Satriano. E uno non ripete un’esperienza se la
giudica negativamente». re. pez. ==== Da: http://lanazione.quotidiano.net del 17-12-2002 Cronaca L'inchiesta su Albalcom è finita L'inchiesta su Albalcom è finita. In questi giorni il pm
Giulio Monferini ha fatto spedire l'avviso di conclusione indagini. Le
quindici persone coinvolte nell'inchiesta e sottoposte a indagini non lo
hanno ancora ricevuto. Dal momento in cui lo avranno in mano decorreranno
venti giorni per presentare memorie difensive o chiedere di essere
interrogate. Solo dopo il magistrato deciderà per quali indagati
richiedere al gip il rinvio a giudizio o il proscioglimento. L'inchiesta,
che consta di 6.500 pagine, ha riguardato Roma, Foggia, Messina, Firenze,
Scandicci e Lastra a Signa. Quattro però sono le persone sottoposte a
indagini nella nostra provincia: il sindaco diessino di Lastra a Signa
Carlo Moscardini, il suo assessore Carlo Nannetti (difesi entrambi
dall'avvocato Ferruccio Fortini) e un funzionario del Comune (assistitito
dall'avvocato Lucia Mininni) e l'assessore ai lavoripubblici del comune di
Scandicci Marcello Dugini, difeso dagli avvocati Neri Pinucci e Sigfrido
Fenyes. Anche il sindaco di Foggia Paolo Agostinacchio di An, presidente
del consiglio nazionale dei comuni d'Italia, è sotto indagine. Cinque dirigenti di Albacom (Arturo Bonfanti, Angelo Di
Padova, Mauro Cerioli, Federico Marigliano e Giovanni Pietro Soffiantini)
sono accusati di corruzione e istigazione alla corruzione. Secondo il pm
si sarebbero serviti dell'imprenditrice Adelaide Ramacci per promuovere in
diversi comuni italiani i progetti di cablaggio. L'imprenditrice —
secondo il pm Giulio Monferini — aveva una riserva di denaro e se ne
sarebbe servita per far ottenere ad Albacom le autorizzazioni per piazzare
i cavi di cablaggio. Adelaide Ramacci venne arrestata dalla Finanza in
Palazzo Vecchio nel maggio 2001 mentre lasciava sulla scrivania del
vicensindaco Graziano Cioni 30 milioni di lire. Il sindaco Moscardini (che appena riceverà l'avviso farà
una conferenza stampa), ma anche Nannetti e Dugini, hanno sempre sostenuto
che Albacom non doveva cablare Lastra a Signa nè Scandicci ma solo
passarci per arrivare a Firenze. E non dovevano promuovere niente visto
che avevano ottenuto il permesso di passaggio sia dal decreto del
Presidente della Repubblica del 19 settembre 1997, numero 318, sia perchè
la relativa autorizzazione era già stata concessa dalla Provincia.
Avevano invece chiesto ad Albacom di cambiare il tracciato. Il funzionario
del Comune è finito nel mirino del pm per aver spedito ad Albacom un fax
con una annotazione di suo pugno che nell'originale non c'è. Per questo
motivo è stato indagato per favoreggiamento e alterazione di documento. |
Anno
2, n. 70 IN QUESTO NUMERO
APPUNTAMENTO
AL PROSSIMO NUMERO CHE SARA' IN RETE |
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