|
|
|
|||||||||||
|
|
|||||||||||
|
IL CASO
di
Maurizio De Tullio
L'evento è stato preceduto da una massiccia e onerosa
pubblicizzazione consistente in numerosi maxi-manifesti 6x3, spot
radiotelevisivi, ripetute inserzioni su quotidiani e periodici, compresa
l'attivazione di un sito internet (www.prendilaparola.it)
che resterà a disposizione dei cittadini per un anno interno, e con la
possibilità di partecipare a un forum
guidato. Chiunque ha avuto la possibilità di accedere allo
spazio-ring allestito in Fiera e gestito da Enrico Ciccarelli, e di
"prendere la parola" attraverso uno dei microfoni gentilmente
sorretti dai colleghi Daniela Zazzara (di 'Teleradioerre',
che ha curato la diretta televisiva anche per conto delle altre due
consorelle foggiane), Vincenzo D'Errico (di 'Teleblu'),
Ciro Dattoli (di 'Telefoggia')
e Daniela Eronia. I promotori, una decina oltre l'illustre assessore, si
attendevano il tutto esaurito, che non c'è stato. Anzi: all'inizio si
potevano contare circa 400 persone, dopo un'ora metà parterre
era già vuoto e alla fine della 'convention',
cioè alle 12,45, erano rimasti in poco più di una cinquantina, compresi
diretti interessati, tecnici e faccendieri vari. Insomma, pubblico da
comizio di piazza, persona più persona meno. Doveva essere la storica giornata dei cittadini semplici,
quelli a cui la parola normalmente non viene data. E al microfono si sono
alternati ancora una volta i soliti noti, quelli che straparlano ogni
giorno e su tutti i media locali. Per carità, in maggioranza hanno
riempito i tre minuti d'ufficio volti ignoti di una città variamente
rappresentata (studenti universitari, docenti, sfollati, piccoli
imprenditori etc.) ma come negare che la passerella sia stata appannaggio
di assessori, imprenditori, giornalisti che normalmente hanno luoghi,
tempi e modi di ragionare a voce alta? Ed anche ammesso che fossero
intervenuti in qualità di semplici cittadini, hanno avuto poca accortezza
nel non farsi da parte per i motivi suddetti. Saranno stati una trentina gli interventi, alcuni di
indubbio spessore, altri di scontato elogio ai Più Sani, Più Belli di
turno. Alla fine i conti vanno così tirati: il 50% è fortemente critico
con la gestione della cosa pubblica di pertinenza della Giunta
Agostinacchio (presente nella quasi
totalità - ndr), un altro 50% di interventi è consistito in
suggerimenti, sollecitazioni per il Sindaco che verrà (provate a
indovinare un nome su tutti? Bravi...). Morale? Decine di milioni di vecchie lire spesi per una
specie di "comizio al contrario" - dove sul palco parlano gli
astanti e a sentirli da terra resta l'oratore silenzioso - sono sembrati
uno schiaffo all'intelligenza. Parliamoci chiaro: c'è un uomo politico, Enrico
Santaniello, che vuol fare il Sindaco. Legittimo. Ha tanti soldi da
spendere da qui a giugno per farsi eleggere? Benissimo, ne faccia l'uso
che crede. Ma cosa c'entra la supposta mancanza di Libertà? Quasi che,
coi mezzi che abbiamo, si sia davvero ridotti al silenzio
istituzionalizzato? Eccessivo crederlo. C'è un uso pilotato delle risorse
pubbliche verso certa stampa, questo magari siamo più propensi a pensarlo
ed anzi cerchiamo di denunciarlo quando capita l'occasione. Invece, come
crediamo un po' tutti, si trattava di "dare una lezione" di
immagine e bon ton al Sindaco
Agostinacchio: ma il primo cittadino di Foggia quel che aveva da dire
almeno ha avuto il coraggio di dirlo apertamente. Certo, coi toni e le
acrobazie che gli sono noti, ma è stato diretto ed esplicito. Nè ha
pensato di far parlare altri al posto suo. Unica concomitanza mediatica un
microfono gentilmente sorretto da un esponente del mondo
dell'informazione. Ma, riprendendo il discorso, davvero dovremmo credere che
domenica 15 dicembre 2002, in un padiglione della Fiera, sia stata
"generosamente" concessa la possibilità di esprimersi? Quale
persona di buon senso spenderebbe decine di milioni di vecchie lire per
ascoltare trenta persone che riferiscono di cose che un politico svezzato
dovrebbe già ben conoscere? Il candidato Santaniello è certo che tutto quel bailamme -
organizzativo, pubblicitario, mediatico - gli tornerà utile? Noi saremmo
più cauti, ed anzi gli suggeriamo di pensarci meglio la prossima volta,
magari organizzando sin da ora le proverbiali cene elettorali, squadre di
attacchini e quant'altro la febbre da elezione ha suggerito in questi
cinquant'anni di (discutibile, questo sì) democrazia. Lo diciamo
estremizzando il concetto ma è per capirci. Tutto ciò crediamo che non gli tornerà utile perchè la
parola Libertà è una di quelle da usare sempre con grande parsimonia.
Proprio lui che è uno degli inquilini della nobile Casa delle Libertà
non si rende conto di quale abuso se ne sia fatto finora, e sempre a
scapito dei cittadini, quegli stessi a cui ha voluto concedere (con vigore
Messianico) tre minuti di protagonismo per riempire di volti uno show di
voti? Caro assessore, per fare il Sindaco (e prima ancora il
Candidato Sindaco) c'è bisogno di un contatto vero con la città e coi
cittadini. Quello di domenica era così edulcorato che ci meravigliamo di
come non se ne sia accorto, forse malamente consigliato dai soliti
"quattro amici" del Bar delle Libertà. Guardi, a noi risulta che nelle sedi di partito, nei
sindacati, nelle associazioni, nelle conferenze, nei convegni, nelle
trasmissioni radio-televisive, sulla stampa, su internet sia ancora
possibile esprimersi. Non c'era bisogno di tutto quel casino, per giunta
all'americana, per far esprimere una trentina di onesti cittadini. Avesse
citofonato ai condomini di un palazzo avrebbe raccolto più materiale per
il suo lavoro. Insomma, bastava organizzare una trasmissione televisiva
con telefonate in diretta. Del resto la sua manifestazione è andata
abbondantemente in video a conferma che lo strumento catodico resta
tuttora una soluzione vincente. Avrebbe risparmiato un bel po' di quattrini, non fatto
rinunciare alla Santa Messa televisiva tanti foggiani e soprattutto
avrebbe dialogato con molti più cittadini. Di certo quella parola, "Libertà", sarebbe
circolata quel tanto che basta per far capire che è appena cominciata la
campagna elettorale. E infine una cortesia: scenda subito dal piedistallo: «Ho
tolto la disperazione, ho tolto l'indifferenza!» - le sue prime
parole in video al termine della manifestazione - ci ricordano troppo da
vicino un Suo illustre compagno di partito, Silvio Berlusconi. La preghiamo umilmente di non imitare i momenti peggiori dell'uomo che considera la parola Libertà alla stregua di un'altra con cui fa rima: Proprietà.
A MARGINE Ricci e capricci Appare senz’altro singolare la concomitanza che ha visto
protagonista, direttamente o meno, Michele Ricci. Dapprima il ‘Giornale
d’Italia’ ha chiuso la redazione di Foggia, e poche ore dopo si è
appreso dalla stampa che l’ex parlamentare aveva rotto il tavolo
dell’Ulivo a causa della sua mancata candidatura a Presidente della
Provincia. Non sappiamo se si tratta di due episodi tra loro legati, certo
fanno pensare. A noi, come è noto, interessa maggiormente la prima
questione anche se evidentemente legata a maglie strette alla seconda. Colpisce soprattutto il comportamento tenuto nella vicenda
editoriale da Ricci, rilevato e sottolineato anche da Michele Loffredo nel
corso della conferenza stampa di sabato scorso: “Immaginavo che con tutto il suo passato (di sindacalista prima e
di parlamentare poi - ndr) potesse
davvero prendere a cuore la situazione dei colleghi di Foggia. Così non
è stato, addolorandomi molto”. Spiace che Michele Ricci non abbia trovato modo migliore
per rappresentare la sua solidarietà ai colleghi della sua Cooperativa di
Giornalisti dal momento che si tratta anche di un giornalista pubblicista.
Per anni Ricci ha infatti diretto il periodico politico-sindacale 'Presenza
CISL'. E’ soprattutto il silenzio, la mancanza di chiarezza, la
precarietà di una struttura nata mastodontica rispetto al prodotto
finale, gli intrecci spesso perversi tra politica, imprenditoria e
informazione a caratterizzare una vicenda che proprio il ‘Vadonline’
aveva inquadrato con parole di speranza lasciando spazio nel contempo a più
di un dubbio, gli stessi che oggi accompagnano i colleghi coinvolti nella
redazione foggiana del ‘Giornale d’Italia’ ai quali va naturalmente
tutta la nostra solidarietà e l'invito a non desistere. |
Anno
2, n. 70 IN QUESTO NUMERO
APPUNTAMENTO
AL PROSSIMO NUMERO CHE SARA' IN RETE |
|||||||||||
|
|
||||||||||||