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INTERVENTI L'italiano è il nostro strumento di
lavoro L'ultimo numero di un
mensile free-press in distribuzione nella nostra città intitolava il suo
editoriale "Amor, che nulla ho amato amar perdona"; una
citazione dantesca sbagliata in modo grossolano, e che tuttavia è solo
l'ultimo di una lunga serie di strafalcioni indecorosi diffusi in modo
impressionante nell'informazione locale. Sulla carta stampata, siccome
scripta manent, spiccano di più; ma anche nelle emittenti locali si può
spesso gustare qualche solacismo. Per carità, l'Italiano è una lingua
così difficile e complessa che scrivere e fare errori sono quasi
sinonimi; se a questo aggiungiamo le diverse imperfezioni della catena
produttiva di un prodotto editoriale, si capisce perchè la fortunata
rubrica "errori ed orrori" del Vademecum non abbia mai accusato
carenza di materiale (purtroppo c'è evidente carenza di tempo o di voglia
da parte del curatore, visto che questo divertente ed utile contributo
manca da tempo). Direi però che a tutto c'è un limite: l'Italiano è lo
strumento di lavoro indispensabile a chi vuole fare il giornalista o il
comunicatore; conoscerlo è un dovere deontologico al pari della verifica
della fondatezza e della correttezza delle notizie (a proposito: quante
redazioni possiedono un dizionario e magari un dizionario enciclopedico?).
L'idea allegra che scrivere sui giornali, essendo una professione (per
ora) priva di percorsi culturali e teorici di accesso, sia alla portata di
tutti, inclusi i semianalfabeti, è del tutto sbagliata. Propongo di
stabilire dei corsi di recupero con bravi insegnanti di Italiano per i
colleghi che scrivono qual è con l'apostrofo, novantatrè senza accento,
un intervistatore con l'apostrofo, trade union al posto di trait-d'union e
via massacrando. Per le citazioni sbagliate, per quelli che dicono
"se io sarei" eccetera, propongo invece una soluzione
calcistica: ammonizione alla prima "frittata" pubblicata e
radiazione perpetua alla seconda. Dite che dopo un po' di giornalisti non
ne resterebbero molti? E' possibile. Ma sarebbe un gran male? Tanti auguri Enrico Ciccarelli |
Anno
2, n. 70 IN QUESTO NUMERO
APPUNTAMENTO
AL PROSSIMO NUMERO CHE SARA' IN RETE |
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