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A MARGINE Ricci e capricci Appare senz’altro singolare la concomitanza che ha visto
protagonista, direttamente o meno, Michele Ricci. Dapprima il ‘Giornale
d’Italia’ ha chiuso la redazione di Foggia, e poche ore dopo si è
appreso dalla stampa che l’ex parlamentare aveva rotto il tavolo
dell’Ulivo a causa della sua mancata candidatura a Presidente della
Provincia. Non sappiamo se si tratta di due episodi tra loro legati, certo
fanno pensare. A noi, come è noto, interessa maggiormente la prima
questione anche se evidentemente legata a maglie strette alla seconda. Colpisce soprattutto il comportamento tenuto nella vicenda
editoriale da Ricci, rilevato e sottolineato anche da Michele Loffredo nel
corso della conferenza stampa di sabato scorso: “Immaginavo che con tutto il suo passato (di sindacalista prima e
di parlamentare poi - ndr) potesse
davvero prendere a cuore la situazione dei colleghi di Foggia. Così non
è stato, addolorandomi molto”. Spiace che Michele Ricci non abbia trovato modo migliore
per rappresentare la sua solidarietà ai colleghi della sua Cooperativa di
Giornalisti dal momento che si tratta anche di un giornalista pubblicista.
Per anni Ricci ha infatti diretto il periodico politico-sindacale 'Presenza
CISL'. E’ soprattutto il silenzio, la mancanza di chiarezza, la
precarietà di una struttura nata mastodontica rispetto al prodotto
finale, gli intrecci spesso perversi tra politica, imprenditoria e
informazione a caratterizzare una vicenda che proprio il ‘Vadonline’
aveva inquadrato con parole di speranza lasciando spazio nel contempo a più
di un dubbio, gli stessi che oggi accompagnano i colleghi coinvolti nella
redazione foggiana del ‘Giornale d’Italia’ ai quali va naturalmente
tutta la nostra solidarietà e l'invito a non desistere. |
Anno
2, n. 70 IN QUESTO NUMERO
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