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ERRORI & ORRORI

Lapsus, refusi e autogol ripresi dalla stampa nazionale, regionale e locale

Ogni promessa è debito. Risolti alcuni problemi, rieccoci nello spazio del buon umore. Non sappiamo se lo è anche per alcuni dei diretti interessati inevitabilmente chiamati in causa (anche se privati delle generalità) in seguito a refusi o tremendi autogol, spesso involontari altre volte decisamente no.

Il ritorno della popolare e seguitissima rubrica 'Errori & Orrori' coincide con la perlina regalataci dal collega Patrizio Mannu e contenuta nel suo intervento che trovate in apertura di giornale con la quale ha colto in fallo il buon Ciccarelli. Leggere per credere!

Ed ora, in cammino: ce n'è per tutti e per tutti i gusti!

 

 

L'Inferno di Dante "made in Foggia"

 

Titolo della pagina di apertura dell'ultimo numero (6/2002) del mensile 'Leggodonna'. Amor che nulla ho amato amar perdona. Naturalmente si tratta di una famosissima citazione tratta dall'Inferno di Dante Alighieri che però il titolista stravolge. In realtà, come sanno anche i non laureati, la frase corretta è: «Amor, che a nullo amato amar perdona»: amore non perdona, non esonera alcuno che sia amato dal riamare, chi è amato deve riamare.

Qualche titolo onorifico in meno sul colophon gioverebbe alla causa. Dell'Italiano.

 

 

Più che Lettere al Direttore ci vorrebbe un Direttore di Lettere!

 

Ma su 'Leggodonna' dello stesso numero c'è tanto altro, che val la pena proporre ai nostri lettori, oltre che ai colleghi della rivista, ai quali suggeriamo di lavorare su internet con più dimestichezza e con la tastiera del computer con più calma. Comprendiamo, del resto, che le nostre recenti segnalazioni (vedi Sezione 'Osservatorio sulla Qualità dell'Informazione Locale del 'Vadonline' - ndr) devono aver turbato gli amici di 'Leggodonna', ai quali avevamo rimproverato semplicemente di non citare la fonte, cosa che ci pare del tutto legittima. Invece, da quel che comprendiamo, si seguita a utilizzare internet nel modo peggiore con il rischio - che di seguito andiamo a segnalare - di commettere ulteriori strafalcioni o evidenti errori causati dalla fretta.

Pagina 3: al di là del titolazzo per il quale il Sommo Poeta si sarà non poco arrabbiato, c'è la lettera del solito lettore anonimo. Un trentenne ci narra le proprie disavvenutre con l'altro sesso. Poichè è normale che ai giornali pervengano lettere scritte in un italiano approssimativo, come nel caso in questione, vien da chiedersi:

1) la lettera pubblicata in quel modo è arrivata proprio così o è stata "depurata" e resa comprensibile ai lettori?

2) se è arrivata proprio così non potevate correggerla nei tanti punti che cozzano ancora una volta con la lingua nazionale e che avranno fatto sobbalzare venti volte il buon Dante?

3) se, come crediamo, l'avete "depurata" non vi siete accorti dei ripetuti errori presenti anche nella versione "depurata"?

Se vi sono sfuggiti ve li proponiamo in sequenza.

Rigo 11: «...ho capito che vogliono chi le tratta un male, no invece chi le rispetti...».

Rigo 13: «...Mi sa che si sono persi tanti valori, ci si nascondi...».

Rigo 15: «...ho corteggiato una ragazza di 28 anni in modo molto galante, con fori e belle parole...».

Rigo 17: «...ma dietro i suoi modi fini e gentili, dietro alla sua timidezza...».

Rigo 26: «...A questa ragazze le faccio i migliori auguri...».

Morale: più che Lettere al Direttore ci vorrebbe un Direttore... di Lettere!

 

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Mai perdere il lume della... regione

 

Nella pagina che 'Leggodonna' di dicembre dedica alla salute c'è un bel servizio su uno studio che riguarda il vicino Molise. Peccato che l'incipit del pezzo coincida con un errore piuttosto elementare: «Il Molise diventerà la popolazione modello per lo studio dei fattori di rischio delle malattie del cuore e dei tumori». Tutto chiaro, peccato che il Molise sia una regione e non una popolazione!

 

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Numeri d.o.c.

 

A pagina 22, ancora su 'Leggodonna', si parla di turismo: Le destinazioni straniere più richieste, titola il mensile. Il giornale pubblica un elenco presentandolo con queste parole: «Abbiamo stilato una classifica delle località più richieste, soprattutto dalle donne, dove trascorrere la settimana di festività tra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio 2003». Peccato che non si tratti di una classifica "originale" ma di una indagine condotta dall'Assoturismo-Confesercenti tra le agenzie di viaggio ed i tour operators italiani tra la fine di novembre ed i primi di dicembre e che i dati si riferiscano all'insieme di uomini e donne!

 

Per conoscenza digitare www.confesercenti.it/

 

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Testi & tasti

 

Su 'Leggodonna' c'è dell'altro. A pagina 24 il periodico si occupa della libertà di procreare e prende spunto dalla notizia che in Cina per la prima volta è stato dato il via libera alla fecondazione artificiale. Ciò che colpisce è la sforbiciata che ha letteralmente mozzato l'inizio di due periodi. Il risultato? Questo:

serisce nella crescente tendenza dei giovani cinesi a posticipare il matrimonio e, una volta sposati, la procreazione.

L'altro periodo mozzato comincia così: e l'introduzione di altre misure di sicurezza sociale per gli anziani non è più necessario avere dei figli ai quali appoggiarsi", dice Li Jianmin, professore di demografia all'università di Tianijn, una città portuale vicina a Pechino.

Ecchevvoddì?!

 

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L'Ottavo giorno la 'Gazzetta' si riposò

 

Cominciamo la sfilza degli errori tratti dai quotidiani locali, alcuni davvero molto singolari. Come questo, che è tratto dalla edizione di domenica 22 dicembre de 'La Gazzetta del Mezzogiorno/Capitanata'. A pagina 8 si parla di una iniziativa che cerca di riportare la solidarietà in primo piano, tra le buone abitudini dei foggiani. Titolo: Ecco la tenda della solidarietà. Occhiello: Al via con mons. D'Ambrosio il cartellone dell'Ottavo giorno. C'è anche una bella foto scattata all'esterno della Villa Comunale di Foggia, con questa didascalia: L'arcivescovo D'Ambrosio nella tenda allestita innanzi alla villa. Vi proponiamo anche il pezzo iniziale dell'articoletto: La musica del violino e del mandolino e le note dolci della poesia, ma anche la benedizione dell'arcivescovo Domenico D'Ambrosio. E l'errore (o meglio l'orrore) stavolta dov'è? Nel poco edificante particolare che c'erano tutti... tranne l'Arcivescovo D'Ambrosio, come anche le immagini dei TG locali hanno potuto dimostrare. Anzi no: non c'era nemmeno il giornalista della 'Gazzetta', come non c'era in redazione il collega che dovrebbe sovrintendere alla quadratura degli articoli e alla regolarità delle didascalie. Possibile che nessuno abbia notato che il sacerdote immortalato dal buon Maizzi non fosse D'Ambrosio?

 

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Tra chiese e santi

 

Un altro esempio di didascalia fantasiosa lo troviamo ancora su 'La Gazzetta di Capitanata' del 19 dicembre. La corrispondente da Sannicandro Garganico manda un pezzo sull'avvenuta operazione di restauro che ha interessato la Vergine di Costantinopoli. L'articolo è distribuito a piede pagina e su cinque colonne. Una foto accompagna il pezzo ma ancora con didascalia errata. La foto ritrae la Madonna col Bambino mentre la didascia recita genericamente: La chiesetta di San Giorgio.

 

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Gli stage della 'Gazzetta'

 

Non piacerà, ma le parole inglesi al plurale finiscono con 's'. Non fa eccezione quindi nemmeno la tanto utilizzata parola stage che la 'Gazzetta del Mezzogiorno/ Capitanata', domenica 22 dicembre, cita al plurale ma senza la dovuta 's': Quegli stage in azienda...

 

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Gli annuci di 'Foggia&Foggia'

 

Da mesi compare nelle pagine interne del settimanale 'Foggia & Foggia'. E' l'invito a pubblicare i propri annunci economici (in prevalenza gratuiti) sul giornale diretto da Enrico Ciccarelli e sul gemello - a quanto pare dato per defunto - 'Gargano & Tavoliere'.

Peccato che quell'invito sia invariabilmente accompagnato da una vistosa 'n' in meno. La frase compare infatti così: Fai l'annucio sul giornale della tua città.

 

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Solo 2000 euro per riparare i danni del terremoto? Ma va là!

 

La 'Gazzetta del Mezzogiorno/Capitanata' del 6 dicembre nella pagina di Lucera si occupa dei danni che il sisma del 31 ottobre scorso ha causato anche nel nostro Subappennino. Il servizio è ampio e distribuito su ben sei colonne e il titolo è altrettanto vistoso: I sindaci: «servono duemila euro non più tardi della fine del mese». Fatto un rapido calcolo abbiamo compreso che la somma rivendicata per sanare una parte delle ferite del terremoto ammonterebbe a 4 milioni circa di vecchie lire. Così poco? Forse prevale il carattere mite e riservato degli abitanti delle nostre zone interne che non vogliono disturbare più di tanto. No, l'errore c'è ed è grande come una montagna. Leggendo l'articolo si apprende che la somma richiesta è... due milioni di euro.

 

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Da Carlantino a Velenza

 

Nella stessa pagina della 'Gazzetta del Mezzogiorno/Capitanata' del 6 dicembre, proprio sotto l'articolo citato in precedenza, fa bella mostra di sè un altro esemplare di titolo con annesso strafalcione. Per la precisione si tratta di un catenaccio, quella parte cioè compresa tra titolo e testo. Il giornalista della 'Gazzetta' scrive sempre a proposito dei danni del post-terremoto. Il titolo è: Monitorare il Subappennino. Il catenaccio invece ricorda: Dalla frana di Carlantino a quella di Velenza: 20 anni di apprensioni. Carlantino sappiamo cosa sia e dove si trovi ma quel Velenza ci obbliga a una veloce ricerca sulla cartina geografica. Naturalmente non c'è traccia, a meno che la 'Gazzetta' non si riferisse a Celenza Valfortore che è da quelle parti. Due grossi refusi in due grossi titoli, un bel record certamente.

Ci piace a tale proposito ricordare ai nostri lettori che fino a qualche decennio fa, articoli e titoli venivano composti a mano e rileggendo proprio in questi giorni quotidiani e periodici degli anni Venti e Trenta non siamo riusciti a trovare un solo errore, nemmeno a pagarlo!

 

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A 'La Grande Provincia' fanno già il doppi-turno

 

Ed eccoci all'esordio assoluto de 'La Grande Provincia', il nuovo quotidiano foggiano nato lo scorso 15 ottobre. Precisiamo che il materiale "a carico" de 'LGP' è notevole e quindi solo per ragioni di tempo siamo costretti a presentarvi 'Errori & Orrori' a piccole dosi. Cominciamo con un titoletto che compare sulla prima pagina del giornale foggiano del 23 novembre. La notizia riguarda San Paolo di Civitate e il titolo è: Terremoto, i fedeli costretti al doppi-turno in Chiesa. Avevamo sentito di doppio-turno (scolastico o all'inglese), di doppi-turni ma sinceramente mai di doppi-turno!

 

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Cosimo Damato, un mito

 

E addentriamoci subito nei piaceri dei "brani incolti" (nel senso di non controllati) de 'La Grande Provincia'. Il giornale foggiano, sempre nella edizione del 23 novembre, piazza due articoli a firma di uno che noi consideriamo ormai, a giusta ragione, un mito!

Per introdurre il Personaggio, siamo costretti nostro malgrado a fare nome e cognome. Si tratta del collega Cosimo D. Damato che non sappiamo dove, quando e soprattutto come, faccia a intervistare nel giro di poche ore così tanti personaggi dello spettacolo e della cultura!

Nella edizione citata, si occupa solo di Francesco De Gregori (cantautore) e di Gino Russo (promoter). Il suo stile è abbastanza diretto e le frasi riportate ricordano molto il parlare comune, insomma della serie "scrivi come parli".

E veniamo ai due articoli "incriminati". Sono uno sopra l'altro. Il primo è una intervista a Francesco De Gregori (in tutta onestà ci piacerebbe ascoltare una delle cassette utilizzate...). Il cantautore romano una volta ha i connotati giusti ma in altre tre circostanze diventa nell'ordine: De Gregari, De Gregorio e ancora De Gregari!

Un grande nome della canzone di protesta, Giovanna Marini, finisce per subire anche lei un attacco anagrafico diventando Giovanna Merini. E una serie di concerti viene definita - un po' alla milanese - tournè.

 

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Al Russo preferiamo l'italiano

 

L'altro articolo de 'La Grande Provincia' ha per titolo: Promoter per amore della buona musica. E' un incontro ravvicinato con un nostro comprovinciale, Gino Russo appunto, che di mestiere fa l'organizzatore di concerti. Le bizzarrìe cominciano subito: Gino Russo, nato a Trinitapoli, è sicuramente uno dei più stimati promoter italiani nonchè il più giovane. Russo insieme al collega Pino Spano ha fondato l'agenzia di spettacolo Equipe e in più di vent'anni è riuscito a portare sul palco pugliese i più grandi artisti nazionali ed internazionali. E qui occorre fare una prima puntualizzazione. Non dubitiamo naturalmente delle qualità professionali del soggetto, ma se ha già collezionato più di vent'anni di esperienza vuol dire che avrà cominciato minimo a 24-25 anni. Vuol dire quindi che oggi ha superato abbondantemente la quarantina: possibile che in tutta Italia, tra migliaia di promoter, non ve ne sia qualcuno più giovane di Russo? Difficile crederlo!

Ma eccoci alle perline contenute nell'intervista, datata ancora 23 novembre. Parla Russo: ...ricordo le centinaia di chilometri che facevo per andare a Milano o Roma a seguire i Big della musica, che oggi hanno il mio numero nell'agenda dei loro amici... Francamente ci sfugge il senso di questa affermazione: perchè mai Ivano Fossati - citiamo un nome a caso, visto che viene immortalato in una foto col Nostro - dovrebbe avere il numero di Gino Russo... nell'agenda di Pinco Pallino?

L'articolista, particolarmente avaro di virgole o fantasioso nel loro utilizzo, ci costringe poi a seguirlo in percorsi linguistici molto arditi. Come in questo passo: Abbiamo incontrato Gino Russo, per fare il punto sulla situazione degli spazi musicali nella nostra regione anticipato alcuni eventi che porterà in Puglia nei prossimi mesi.

Poi, alla domanda/affermazione: Non ci sono molti spazi in Puglia per fare concerti, Russo risponde: Si bisognerebbe investire nella costruzione di palazzotti come ad esempio quello di Andria...

Alla successiva domanda - Puoi anticiparci qualche nome che porterai in puglia nei prossimi mesi? - Russo sciorina una sorta di Nazionale Cantanti, così dettagliata: A dicembre ci saranno gli Articoli 31, Tiromancino, Gino Paoli, Paola Turci, a gennaio torna Francesco De Gregari, Ligabue, e a metà anno Vasco Rossi, Claudio Baglioni, Lucio Dalla, Piero Pelù, Carmen Consoli, Franceasco Guccini, Ivano Fossati e probabilmente Bruce Spreengsteen in duetto con Ligabue, Sting, Lenny Kravitz, Alanis Morrisette, solo per citarne qualcuno.

Meno male fossero "solo" 18...

 

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Annullo, non francobollo

 

A pagina 11, ancora su 'La Grande Provincia' del 23 novembre, nella colonnina degli spettacoli e delle notizie in breve, troviamo questo titolo: San Giovanni Rotondo ha il suo francobollo. Spiace correggere il tiro e informare i sangiovannesi che si tratta di altro. Leggendo la notizia infatti si apprende, più correttamente, che ...E' disponibile un annullo filatelico... Ovvio, quindi, che si trattasse non di francobollo ma di un annullo, operazione questa che coincide con un timbro posto sul francobollo.

 

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Natale in casa Cupellio... e orrori vari

 

Sul 'Quotidiano di Foggia' del 19 dicembre, a pagina 15, compare un box con la notizia di una rappresentazione teatrale. Il titolo stravolge l'opera originale del grande Eduardo: Natale in casa Cupellio. Naturalmente si tratta di un'altra casa, quella della famiglia Cupiello. E come nella migliore... tradizione "quotidianesca", in poche righe si è capaci di dare prova di grande confusione sui tasti del computer. La scuola foggiana che organizza la rappresentazione - l'Istituto Tecnico Professionale "Pacinotti" - diventa "Pacinatti". Il buffet di auguri natalizi si trasforma in un foggianissimo buffè. Il programma di manifestazioni, infine, nell'ultimo giorno prevede scuola aperte alle famiglie.

Le feste dànno proprio alla testa!

 

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Tempi bui per il 'Quotidiano': ora lo dirige un defunto!

 

Su 'Italia Oggi' del 6 novembre, a pagina 20, leggiamo: A Foggia torna la Provincia.

 A parte che si tratta di una bella invenzione: non c'è mai stato nessun quotidiano con questa denominazione in passato. Ma il quotidiano milanese si riferisce ai quattro ex 'Oggi' che il buon Tatarella Matteo ha riunito sotto la testata 'La Provincia Oggi' e che, per la cronaca, è già sparito dalla circolazione dopo qualche settimana!

Ma quel che ci ha colpito è la frase finale, quella in cui 'Italia Oggi' attribuisce la direzione a un defunto, anche se di famiglia: ...Il direttore è Giuseppe Tatarella.

 

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Il boom delle estorsioni fa scrivere raket e rachet!

 

E' ormai un fenomeno dilagante, specie in Capitanata. Tanto che 'La Gazzetta del Mezzogiorno/Capitanata' del 5 dicembre arriva a scrivere in un titolo piuttosto vistoso: Estorsioni - Nasce altra associazione. Cioè? Sarebbe nato un nuovo club dedito alle estorsioni? Suvvìa: non era meglio scrivere Antiracket, nasce altra associazione?

Probabilmente quella parola - racket - incute timore ai giornalisti locali. La prova? Sia i colleghi della 'Gazzetta' che quelli del 'Corriere del Mezzogiorno'... hanno preferito scriverla in modo ripetutamente difforme. I primi si sono così espressi: E' stata costituita ieri sera a Foggia presso le sale della prefettura l'associazione Antirachet di Capitanata...

Quelli del 'Corriere', in un altrettanto vistoso titolo: Nasce l'associazione antiraket di Capitanata. Fantasiosa la performance dell'anonimo articolista del 'Corriere' che nelle sedici righe è stato capace di scrivere quella parola - racket - in ben tre versioni: racket, raket e rachet!

A quando l'associazione antigiornalisti di Capitanata?

 

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Catastrofisti a 'Puglia': crollo agli OO.RR. di Foggia!

 

Dite la verità: sentivate anche voi la mancanza dei bei titoli un po' sballati del quotidiano 'Puglia'? Ed eccovi accontentati, ma tenetevi forte. Secondo il giornale barese - l'edizione è quella del 1° dicembre scorso, pagina 10 - Dopo il crollo nell'ospedale di Foggia trasferiti malati e medici. A parte che era superfluo precisare anche i medici (sennò i malati chi li segue? E allora perchè non citare anche infermieri, ausiliari e magazzinieri?...), possibile che agli Ospedali Riuniti di Foggia vi siano stati dei crolli e nessuno se ne sia accorto qui in città? E dire che è lo stesso quotidiano a spiegare cosa sia in realtà successo: ...In una delle stanze alcune mattonelle si erano staccate dai muri...

Ciò che crolla, a volte, è la credibilità di certi giornali!

 

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Per 'Puglia' e 'Paese Nuovo' il «nuovo» Pascal  è nella vecchia sede

 

Divertente anche quest'altra vistosa distrazione, ancora ad opera di 'Puglia' e dell'altro quotidiano barese, 'Paese Nuovo'. Ecco quello che scrive 'Puglia' nella edizione del 5 dicembre a pagina 9: ...Ma alcuni studenti dell'Istituto Commerciale Programmatori P. Pascal di Viale Di Vittorio, a Foggia, sono dovuti ricorrere al casco... per timanere incolumi nell'istituto scolastico. Questo, infatti, nonostante sia stato consegnato solo due anni fa, perde pezzi.

A nostro avviso i pezzi li perdono 'Puglia' e 'Paese Nuovo'! Secondo i due giornali il "nuovo" Istituto «Blaise Pascal» si chiamerebbe «P. Pascal» e avrebbe la propria - ripetiamo "nuova" - sede in viale Di Vittorio. Ma se, appunto, sono due anni che la nuova sede è in via Napoli, cioè in tutt'altra zona di Foggia?! Viale Di Vittorio, dove ora sono ospitati alcuni uffici decentrati della Provincia, era la strada dove si affacciava la vecchia sede, quella inadeguata. Proprio a causa di questa limitatezza la Provincia provvide a realizzare il nuovo Istituto che, nonostante due soli anni di vita, già denuncia qualche problema.

 

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Cosa fa quando esplode un... ordino?

 

Già, forse prima di fare 'boom' mette a posto polvere da sparo e miccia! Scherzi a parte, ecco il solito titolista stanco che su  'Puglia' del 5 dicembre ha scritto: A Mottola esplode un ordino. Ovviamente si trattava di un ordigno, che ha distrutto parzialmente un ristorante in costruzione.

 

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'La Grande Provincia' e i numeri che non tornano

 

Guerra di cifre ancora su 'La Grande Provincia'. No, non ci riferiamo alla polemica sul vero numero di copie vendute in edicola ma ai titoli con numeri eloquentemente sballati. Prendete l'edizione del giornale foggiano del 20 dicembre. In prima pagina, sotto al titolone principale, leggiamo: Tutte le 21 Regioni italiane ricorreranno al Tar contro il decreto tagliaspese del Governo.

Noi eravamo fermi a quota 20. Vuoi vedere che la 21ª sarà proprio la ...Grande Provincia sognata da Pellegrino e Paciello?

Ma i problemi con le cifre proseguono anche all'interno, nella stessa edizione del 20 dicembre. A pagina 5 il giornale pubblica un interessante speciale su I piccoli paradisi della Capitanata. Non è uno speciale sul turismo ma un approfondimento che muove dalla sollecitazione avviata lo scorso anno da Virgilio Caivano e da Pasquale Murgante sulla rinascita dei centri minori. Al centro della pagina il grafico (o meglio la brava grafica del Gruppo) riproduce una mappa un po' stilizzata della provincia foggiana con questo titolo: 38 campanili Lilliput. Si tratta dei (presunti) 38 centri minori, quelli con meno di 5.000 abitanti, presenti in Capitanata. Quel dato - i 38 comuni - figura anche nella colonnina posta di lato comprendente una serie di numeri utili.

Peccato, però, che la mappa pubblicata in grande evidenza da 'LGP' indichi anche le aree geografiche di riferimento (Monti Dauni settentrionali, Alto Tavoliere, Gargano, Monti Dauni meridionali e Basso Tavoliere) e citi per nome quei (presunti) 38 Comuni. Fatta la conta scopriamo che in realtà i comuni sono... 32, sei in meno. Sbaglia il grafico o l'articolista? Noi abbiamo consultato l'edizione cartacea del 'Vademecum' (anno 2000, con gli abitanti al 31-12-1999) ed i Comuni con meno di 5.000 abitanti erano 40...

Al problema dei numeri se ne aggiunge anche uno di carattere diciamo amministrativo.  In uno dei boxini che la brava grafica ha posto a corredo della citata mappa della provincia di Foggia, quello dei Monti Dauni Settentrionali, è inserito - ma solo nelle intenzioni - anche il Comune di Casalvecchio di Puglia.

E allora, dov'è l'inghippo? Nel modo in cui è stato scritto il nome del Comune subappenninico: Castelvecchio!

 

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Sale Bingo (e scende Bongo!)

 

La febbre per l'inaugurazione della prima Sala Bingo di Foggia deve aver dato alla testa ai colleghi dei principali quotidiani cittadini. 'La Gazzetta del Mezzogiorno/Capitanata' e 'La Grande Provincia' non si sono poste il problema di aver erroneamente pubblicato nei giorni precedenti il nome di Elenoire Casalegno quale madrina d'eccezione in occasione della inaugurazione della sala foggiana. Come si sa, è stata invece Natalie Caldonazzo a fare da testimonial alla 'prima' del Bingo foggiano. In particolare, la 'Gazzetta del Mezzogiorno' di sabato 28 dicembre ha scritto, in uno dei tre richiami di prima pagina della edizione nazionale, BINGO La Casalegno ha «aperto» la sala giochi a Foggia mentre nella prima pagina della edizione di Capitanata, nell'occhiello sovrastante il grande titolo a cinque colonne, si poteva leggere: L'attrice Natalie Caldonazzo testimonial dell'inaugurazione della prima sala foggiana.

'La Grande Provincia' di sabato 28, in un riquadro in pagina interna, cita la Caldonazzo e presenta delle cifre che paiono contrastare quelle della 'Gazzetta': il giornale parla di 592 posti per i giocatori contro i 650 della 'Gazzetta' e di 25 operatori contro i 40 della 'Gazzetta'.

"Guerra di cifre" addirittura sul costo della singola cartella: per 'LGP' costerebbe un euro e trenta, per la 'Gazzetta' uno e cinquanta! E a che ora si comincia a giocare? Alle 16, secondo il TG dell'emittente televisiva 'Teleblu'. Alle 17 secondo la 'Gazzetta del Mezzogiorno'...

Vatti a fidare dei giornalisti!

Anno 3, n. 71
7
gennaio 2003

IN QUESTO NUMERO

APPUNTAMENTO AL PROSSIMO NUMERO CHE SARA' IN RETE

LUNEDI 
13 gennaio 2003