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FOGGIA, ITALIA

Dove e come si parla di Foggia e dei foggiani

 

Da: www.corrierealpi.quotidianiespresso.it del 12-1-2003

 

ALPAGO

 

Zoldo. Mini-sindaco e assessori andranno in trasferta sul Gargano,

ma nel 2004 l'ospitalità sarà in provincia

 

Una scuola da scoprire anche per adulti

 

L'Istituto comprensivo presenta l'offerta formativa alle famiglie

 

ZOLDO. Intensa l'attività nell'Istituto Comprensivo. In primo luogo per l'imminente scadenza (24 gennaio) delle iscrizioni al nuovo anno scolastico, per l'attività curriculare e per la realizzazione dei numerosi progetti in itinere. «Le iscrizioni», dice il preside Massimo Pisello, «riguardano il passaggio dalla quinta elementare alla prima media e dall'asilo alla prima elementare».

«Per spiegare le attività legate alla continuità didattica», spiega il preside, «verranno effettuate degli incontri ai quali partecipano ragazzi, genitori e docenti, che illustreranno le varie opportunità formative proposte e realizzate. Tra queste c'è anche l'orario prolungato. Per quanto riguarda i progetti procedono nel miglioer dei modi sia quelle rivolti ai ragazzi (teatro, inglese e informatica), ma anche quelli rivolti agli adulti (inglese e informatica)».

Sono proprio questi la vera sorpresa di quest'anno. Finito il primo corso è già iniziato il secondo e questa volta a livello avanzato. «Siamo a metà anno scolastico e sono soddisfatto dell'andamento didattico e disciplinare», continua il preside dell'istituto comprensivo, «Negli scrutini del 1º quadrimestre di fine gennaio avrò il quadro completo della situazione sugli apprendimenti e sull'azione formativa rivolta ai ragazzi a metà anno. E a proposito di apprendimenti la nostra scuola ha aderito ad una progetto pilota per dimensionare le risorse necessarie per l'istituzione del servizio di valutazione; stabilire le modalità operative della valutazione e definire le modalità di trattamento dei dati raccolti».

Ma veniamo alla trasferta in vista del mini-sindaco e dei suoi collaboratori. «La nostra scuola», dice soddisfatto il preside, «partecipa per il terzo anno consecutivo a questo progetto caratterizzante il nostro istituto. E' un progetto che tende ad ampliarsi, anche, in provincia di Belluno. La terza edizione, organizzata dall'Istituto Comprensivo di Carpino ci vede impegnati dal 19 al 23 maggio nel Parco del Gargano. Nel 2004 l'organizazzione dovrebbe essere di competenza del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi. A maggio, quindi, una nostra delegazione, formata dal minisindaco, dai suoi assessori e dalla responsabile del progetto la docente Milli Fontanella partirà alla volta della Puglia per partecipare al convegno. Sempre in tale occasione le due classi terze effettueranno un viaggio di istruzione nel Parco del Gargano».

 

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Da: www.lastampa.it del 12-1-2003

 

Imperia

 

SINGOLARE VICENDA CHE SI DIPANA TRA VENTIMIGLIA, FRANCIA E PUGLIA

 

«Cercate mio marito, voglio separarmi»

 

Appello di una donna: senza divorzio non può risposarsi

 

E´ da dodici, lunghi anni che tenta di divorziare, ma non ci riesce perchè il marito è irreperibile. Una quarantenne di San Severo, località nella provincia di Foggia, che si era sposata a Ventimiglia, dove aveva abitato per diverso tempo, ha chiesto di nuovo l´intervento della polizia per rintracciare il marito, un marocchino di 43 anni, per potere così procedere alla separazione e al divorzio. Già sei anni fa si era rivolta agli agenti del commissariato di Ventimiglia, che erano riusciti a trovare l´uomo. Viveva a Roquebrune. Si era rifatto una vita a pochi chilometri dalla città dove si era sposato, grazie al permesso di soggiorno italiano che aveva ottenuto con il matrimonio. Ma, a quanto pare, i due non sono riusciti a mettersi d´accordo, e il maghrebino ha fatto nuovamente perdere le sue tracce. Ora la donna, che nel frattempo vive con un altro uomo dal quale ha avuto due figli, è sempre più intenzionata ad accasarsi in Puglia. Ma non può farlo, anche a causa delle sue ridotte disponibilità economiche che non le permettono di pagarsi un avvocato. E così ha di nuovo scritto al dirigente del commissariato ventimigliese, Giuseppe Mauceri, per esporre un caso particolare. Forse quello con l´extracomunitario era stato un matrimonio simulato, per consentire al marocchino di acquisire il permesso di soggiorno in Italia (in seguito lo ha ottenuto anche in Francia). Oppure, la donna è stata presa in giro dallo sposo che, appena ottenuti i documenti, si è dato alla macchia? Il quesito è irrisolto. Le nozze erano state celebrate a Ventimiglia nel marzo 1990. I due avevano convissuto per un periodo di tempo a Grimaldi, prima di fare il «grande passo». Subito dopo, i due si erano trasferiti in Puglia, nel paese originario della moglie. Ma, quindici giorni dopo la cerimonia, lui è sparito. Dal momento che dispone di mezzi limitati, non può neanche affidarsi a un legale e trovare procedure alternative che le permettano di divorziare pur in assenza del marito. In questi giorni ha scritto una lunga lettera agli agenti del commissariato di Ventimiglia, chiedendo di rintracciare l´uomo, che fino a 1996 viveva in Francia. Non si sa se si sia trattato di un matrimonio fittizio, un fenomeno sempre più di attualità in Riviera e in tutta Italia, con il quale italiani vendono il proprio matrimonio con uno o una extracomunitaria in cerca di documenti per regolarizzare la presenza in Italia. Questa potrebbe essere una delle conseguenze di un´unione vera solo sulla carta.

 

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Da: http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net del 12-1-2003

 

Bologna

 

Tre ragazzi (uno minorenne) denunciati per ricettazione

 

In tre non fanno sessant'anni. Sono i giovani denunciati a piede libero per ricettazione dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di San Lazzaro. Il terzetto, composto da due ventenni e da un minorenne, è stato fermato nella notte fra venerdì e sabato in via Amendola, il tratto di fondovalle Savena che, dalla frazione di Pian di Macina, porta a Pianoro Vecchio. La Fiat Uno sulla quale viaggiavano, è risultata rubata. Era sparita a Bologna, in un parcheggio di via Tacconi. Non si sa se il furto fosse fine a se stesso, cioè se l'auto servisse per una gita notturna fuori porta o per compiere altre malefatte. L'intercettazione della Fiat Uno è avvenuta nell'ambito dei continui controlli che i carabinieri di Pianoro stanno da tempo effettuando in collaborazione con i colleghi di San Lazzaro per mettere fine allo stillicidio di furti d'automobili che interessa tutta la cintura dell'hinterland bolognese. Per i tre ragazzi, due dei quali bolognesi ed uno nativo di Foggia, è scattata immediatamente una denuncia a piede libero. L'accusa di ricettazione, codice alla mano, non è considerata meno grave di quella di furto.

p. b.

 

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Da: http://lanazione.quotidiano.net del 12-1-2003

 

Prato

 

Carta di credito 'vuota' fa arrestare il ricercato

 

PRATO — Hanno trascorso la notte in uno dei migliori alberghi cittadini e pensavano di pagare con la carta di credito. Vuota. Senza credito, insomma. E' stato così che la polizia ha rintracciato un uomo originario di Foggia ma trapiantato in Toscana, nei cui confronti esisteva un ordine di carcerazione del tribunale di Firenze.

A trascorrere la notte nell'hotel Datini di viale Marconi si erano presentati in quattro. Tutti italiani, di età compresa fra i ventidue e i trentacinque anni, due dei quali con qualche trascorso di polizia.

I quattro si sono svegliati alle 10 di venerdì e hanno chiesto di saldare il conto. Uno di loro ha presentato alla reception la carta di credito, che tuttavia è risultata inutilizzabile perché i fondi erano ormai esauriti.

A quel punto il personale ha chiesto l'intervento della polizia. L'equipaggio della volante ha effettuato i controlli di routine sui quattro in questione — due con precedenti penali e uno segnalato al Ced del ministero dell'Interno: S.M., 35 anni, foggiano, M.M., 34 anni, torinese e D.C., 22 anni, fiorentino — e li ha poi accompagnati in questura.

Qui è emerso che a carico di S.M. pendeva l'ordine di carcerazione con sospensione dell'affidamento in prova ai servizi sociali .

L'uomo infatti aveva ottenuto l'applicazione della misura alternativa dal tribunale di Firenze, ma successivamente si era reso protagonista di un episodio di violenza nei confronti di un educatore.

Così la volante lo ha accompagnato alla Dogaia.

Nei confronti degli altri due giovani già noti alle forze dell'ordine, il questore Giacomo Dentici ha firmato il foglio di via da Prato per tre anni.

 

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Da: www.lastampa.it dell’11-1-2003

 

«MARCELLA» SALVATORE GORGOGLIONE ERA STATA FERITA IN CASA A SAN SALVARIO: FORSE LA VENDETTA DI UN CLIENTE CONTAGIATO

 

Morto il transessuale aggredito ad aprile

 

I carabinieri: ecco l´identikit del suo assassino

 

Si è fermato il cuore di Salvatore Gorgoglione, per tutti «Marcella», 55 anni, il travestito di San Salvario aggredito a sprangate il mattino del primo aprile nella sua casa di via Principe Tommaso 12. Le lesioni riportate in quell´occasione erano sembrate subito gravissime ed i medici avevano lasciato pochissime speranze: Marcella (che era anche sieropositiva e quindi con l´apparato immunitario in condizioni precarie) ha retto sinchè ha potuto, emergendo anche per qualche istante dal coma nel quale era precipitata. Sino all´altra notte, quando ha cessato di vivere, nell´istituto di Leinì che la ospitava. C´è comunque una speranza in più sul fronte delle indagini dei carabinieri del Nucleo Operativo. Quella che viene da un identikit che è stato diffuso proprio ieri, nel tentativo di dare un nome a quello che è adesso un assassino. I carabinieri erano stati abili a reperire un testimone che aveva visto un personaggio sospetto allontanarsi da quel cortile verso le 11 del 1° aprile. E sono stati abili anche ad ottenere le confidenze di alcune compagne di vita di Marcella che hanno raccontato, e ripetuto, di avere visto e rivisto un uomo cercare con determinazione, in qualche caso anche con violenza, di raggiungere Marcella nelle settimane precedenti l´aggressione (suonando il campanello ed anche cercando di salire le scale che portano all´alloggio di ringhiera). E il movente? Scartata la rapina, scartata la gelosia, scartata l´omicidio d´impeto sembra resistere solo la complessa, ma credibile, ipotesi di una vendetta per il contagio: Marcella era sieropositiva ed un cliente potrebbe essersi vendicato così per avere contratto l´Aids durante un incontro sessuale. A poco sono poi servite le parole mormorate da Marcella alle infermiere della casa di cura di Leinì: aveva perso gran parte della memoria, e soprattutto non appariva più in grado di riferire nulla sui suoi ultimi mesi di vita, che erano andati in una sorta di «black-out». Marcella lascia a San Salvario un ricordo che è ancora molto vivo: «Era un personaggio senza sesso, dai tratti effeminati e dai lunghi capelli rossi - spiegano nel quartiere - , ma colmo di umanità, così da destare pietà ed affetto. Anche per la capacità di vivere la sua condizione con discrezione, senza mai mettere gli altri in difficoltà, senza farsi troppo notare». Nata in provincia di Foggia, da famiglia tradizionalista, si era trovata di fronte ad un´adolescenza complessa: « Mi sono subito accorta - aveva raccontato alle amiche - di non essere un uomo, ma in un paese così piccolo non potevo fare la donna. Così ricorrevo ad un trucco: quando ero a Santa Margherita mi vestivo e mi comportavo da uomo, quando mi trasferivo in un altro paese diventavo donna. Portavo sempre gli abiti per cambiarmi, in una borsa. La mia più grande felicità, in quegli anni, fu un lavoro da domestica a Foggia. Potevo essere donna sempre». L´emigrazione al Nord è una scelta obbligata: Marcella la compie a quasi trent´anni. A Torino va subito a vivere a San Salvario: prima in via Galliari, poi in via Principe Tommaso. Sono gli anni della «vita» alla Crocetta, con travestimenti sempre curati..Qualche anno fa l´evento che le cambia la vita: i medici ne scoprono la sieropositività e la ricoverano. Quando torna a San Salvario spiega che quella situazione l´ha cambiata dentro: «Non tornerò sul marciapiede». Nell´autunno dello scorso anno si trova in difficoltà economiche e decide di tornare sulla strada: «Aveva ricominciato a uscire a mezzanotte - raccontano i vicini - ed a tornare all´alba».

 

Angelo Conti

 

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Da: www.tribunatreviso.quotidianiespresso.it del 10-1-2003

 

Il primo colpo dell'anno in un istituto di credito della Marca è stato

messo a segno ieri nella filiale di via Bibano

 

Tre banditi per settemila euro

 

Cassiera in ostaggio alla Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

 

Sandro Bolognini

 

La prima rapina del 2003 in banca è stata messa a segno nove giorni dopo l'inizio dell'anno. A essere presa di mira è stata la filiale della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo situata in via Bibano 41. Due banditi sono entrati nell'istituto di credito, mentre un complice li attendeva all'esterno. Hanno minacciato una giovane cassiera e se la sono svignata impossessandosi di circa settemila euro. Il blitz dei banditi, che secondo le dirette testimonianze degli impiegati avevano uno spiccato accento meridionale, è durato pressapoco tre minuti.

Verso le 12,45 un individuo si presenta sull'uscio della banca. Entra, immediatamente si copre il volto con una bandana. Salta il bancone e minaccia la cassiera, una giovane di 22 anni di Treviso, afferrandole il collo e puntandole il taglierino alla gola. Nel frattempo il bandito urla agli altri 5-6 dipendenti di aprire la bussola a un secondo malvivente che attende all'esterno. Ma qui si verifica un inghippo. La porta, probabilmente a causa della concitazione, non si apre. E allora viene spalancata la porta antipanico. Entra il secondo malvivente. Ha il volto coperto con il bavero del giaccone e ha un sacchetto in mano che viene subito riempito dei soldi in cassa: quasi settemila euro.

Soddisfatti del malloppo racimolato, i due fuggono all'esterno dove sono attesi da un terzo malvivente a bordo di una Fiat Punto grigia che è parcheggiata a poca distanza dalla banca. L'auto era stata rubata mezz'ora prima a Villorba.

I tre fuggono sgommando a tutta velocità, ma la corsa si ferma 200 metri più avanti, in via degli Alpini, dove viene abbandonata la vettura. I tre salgono a bordo di un altro mezzo e fuggono senza che nessuno si accorga di nulla.

Viene dato l'allarme e sul posto arrivano gli agenti della sezione antirapine della squadra mobile della polizia con la gazzella dei carabinieri.

E' il primo istituto di credito rapinato nel corso dell'anno in provincia di Treviso, dopo l'escalation dell'ultimo trimestre del 2002 dove i banditi hanno preso di mira banche, uffici postali, negozi e grandi magazzini in ogni parte del territorio. Nei giorni scorsi la malavita aveva colpito nel Coneglianese, dov'erano stati alleggeriti un cliente di un viado a San Fior e tre prostitute a Ponte della Priula presumibilmente dalla stessa mano. Il giorno dell'Epifania sulla Restera del Sile a Treviso, nei pressi di Prato della Fiera, era stato rapinato un giovane, il quale, mentre camminava, era stato avvicinato da un individuo in bicicletta che gli aveva puntato un coltello serramanico sul ventre impossessandosi di un orologio Rolex, un cellulare e 300 euro.

L'escalation delle rapine in provincia di Treviso è stato evidenziato nella statistica di fine anno dei carabinieri. I «numeri» in possesso dei militari dell'Arma parlano di 30 colpi in banca consumati nel 2002, contro i 50 dell'anno prima e i 91 del 2000, di cui 17 scoperti nel 2000, 8 nel 2001 e 7 nel 2002. Il calo del 67% è stato nettissimo.

Per contro sono cresciute le altre rapine del 34%: 177 nel 2002 contro le 132 del 2001 e le 145 del 2000, per un totale complessivo di un aumento del 13% pari a 207 nel 2002, 182 nel 2001 e 236 nel 2000. L'aumento in generale delle rapine, viene giustificato dal fatto che i banditi hanno cambiato obiettivi, preferendo i grandi magazzini e i negozi anziché le banche diventati bersagli meno accessibili e quindi più sicuri.

La banda in azione alla filiale della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo potrebbe essere di «trasfertisti» che provengono dal Sud; la squadra mobile aveva catturato, in due operazioni distinte, sei individui di Cerignola e siciliani accusati di alcune rapine in provincia.

 

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Da: www.gazzettadiparma.it del 10-1-2003

 

Pelliccia di cane? Blitz e polemiche

 

Lav: «In vendita in due grandi magazzini di Torino». Ma i negozi smentiscono

 

ROMA - Passano di moda le pellicce di visone ed ermellino, prendono sempre più piede quelle di...cane, in vendita in due noti grandi magazzini italiani, con i clienti ignari di acquistare un capo confezionato con la pelle del migliore amico dell'uomo. La denuncia arriva dalla Lav (Lega antivivisezione), che ha fatto la scoperta analizzando il Dna della pelliccia di due giacconi acquistati il 7 dicembre scorso a Torino alla «Rinascente» e al «Carrefour». Ma «Rinascente» e «Carrefour» smentiscono.

 

Il test, eseguito dal Laboratorio chimico della Camera di Commercio di Torino, dove ieri mattina si è svolta la conferenza stampa della Lav, in contemporanea con una manifestazione di protesta davanti alla «Rinascente» di via del Corso a Roma, secondo l'associazione, «certifica in maniera inequivocabile che la pelliccia dei due indumenti è di "canis familiaris", ovvero di cane domestico, in barba all'ordinanza del ministero della Salute, recentemente rinnovata fino al gennaio 2004, che vieta l'importazione e il commercio di pelli e pellicce di cani e gatti». L'ordinanza era stata emanata un anno fa, subito dopo la scoperta da parte della Lav, sempre grazie ad analisi del Dna, di pellicce di cane in vendita nei negozi «Upim» (gruppo Rinascente) e «Oviesse» (gruppo Coin).

 

Per altri capi di abbigliamento e oggetti sospetti in vendita in negozi di Vicenza, Pistoia, Pesaro, Teramo, Napoli, Foggia e Sassari, l'associazione ha inoltrato dettagliati esposti al Nas dei Carabinieri.

 

La «Rinascente» non vende capi confezionati con pellicce di animali domestici: replica così, in sintesi, l'azienda alla denuncia mossa dalla Lav. La società «ha preso atto, con profondo stupore» delle affermazioni della Lav: «"Rinascente" afferma - si legge in una nota - di avere come missione primaria quella di assicurare alla propria clientela prodotti di qualità, realizzati nel rispetto di tutte le norme di legge e in linea con i principi di etica; di avere ben presente l'esistenza dell'ordinanza ministeriale del 21 dicembre 2001 che impedisce l'utilizzo del pelo di animali domestici e di essere in possesso di certificazione dei fornitori, che attestano che le pellicce utilizzate sono di origine non domestica. Nel caso specifico del capo citato dalla Lav, "Rinascente" - prosegue il comunicato - è in possesso di dichiarazione del fornitore del capo e del fornitore dell'accessorio pelliccia, che certificano trattarsi di pelo di Murmasky, animale non domestico».

 

Anche «Carrefour Italia» esprime «sorpresa»: la pelliccia del capo in questione, sostiene l'azienda in un comunicato, è stata dichiarata dal fornitore di procione lavatore. E comunque, a scopo cautelativo, «Carrefour» ha deciso di ritirare dalla vendita i capi riservandosi ulteriori analisi per chiarire «la verità dei fatti».

 

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Da: http://ilmattino.caltanet.it del 9-1-2003

 

Palazzo di Città sarà presto cablato

 

Vogliono cablare il municipio

 

La gara di appalto è stata vinta dalla Telein di Foggia

pontecagnano Previsti 10mila euro di spesa

 

Maria Grazia Giacente

 

pontecagnano. Prende corpo la città del futuro, città riservata, però, a pochi eletti. La scommessa del nuovo millennio dell'amministrazione Sica riguarda la cablatura degli impianti comunali. Presto le strutture che fanno parte del civico consesso saranno, infatti, interessate da lavori di ammodernamento. La novità, però, non riguarderà la città, che dovrà attendere ancora diversi anni prima che il sistema di cablatura delle linee (telefoniche, internet, etc.) coinvolga anche i sistemi di ordinaria comunicazione. Per il momento l'amministrazione comunale di Pontecagnano Faiano ha privilegiato le strutture comunali, domani, chissàÉ Quattro le ditte che hanno partecipato alla gara d'appalto indetta nello scorso mese di novembre: Teleservice S.p.A da Gravina di Catania, Telein da Foggia, QU.IM.EL da Milano e Valtennina S.p.A da Gorle in provincia di Bergamo. Espletate le formalità di rito, l'ufficio gare e contratti del comune picentino ha da poco comunicato l'avviso di appalto vinto dalla Telein di Giovanni Lallo di Foggia per un importo che si aggira intorno ai 10mila euro. La ditta aggiudicatrice dell'appalto avrà ora trenta giorni di tempo per portare a termine i lavori che verranno coordinati dall'ingegnere capo dell'ufficio lavori pubblici e manutenzioni del comune di Pontecagnano Faiano, Carmine Avagliano. Grazie a questa importante innovazione tecnologica sarà quindi possibile fruire con maggiore celerità ed efficienza del nuovo sito internet del Comune.

 

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Da: http://lanazione.quotidiano.net del 9-1-2003

 

Pisa

Arrestata in centro coppia di pluripregiudicati

 

Ucraino e marocchino sorpresi su un'auto rubata

 

PISA — Gli agenti della sezione «Volanti» della Polizia di Stato hanno arrestato due persone e poste altrettante in stato di fermo di polizia giudiziaria, nell'àmbito di una serie di servizi disposti dal questore, il dottor Eugenio Introcaso, allo scopo di intensificare i pattugliamenti nel centro e nella periferia cittadina per prevenire il verificarsi di fenomeni di microcriminalità. Questi servizi hanno consentito, infatti, nella giornata di martedì, di portare a termine due operazioni. Durante un controllo nel centro storico sono stati tratti in arresto due italiani. Si tratta del cinquantanovenne romano Mario Crobu, e della sua convivente Filomena Aquilano, nata 46 anni fa in provincia di Foggia, ma residente a Roma; fermati nel quartiere di San Francesco, i due a un controllo dei poliziotti delle «Volanti» sono risultati essere colpiti da due differenti provvedimenti di carcerazione dovendo espiare Mario Crobu anni 4 mesi e 26 giorni di reclusione (provvedimento emesso dall'autorità giudiziaria di Roma) e la Aquilano 4 anni, 4 mesi e 23 giorni di reclusione (provvedimento emesso dall'autorità giudiziaria di Bologna). Successivamente è emerso che Crobu deve scontare ben 9 anni e 27 giorni, per un un cumulo di condanne passate in giudicato per reati contro il patrimonio (furti, truffe e ricettazione) commesse negli ultimi anni in varie città italiane (Modena, Lucca, Massa, Roma e altre). I due sono stati rinchiusi nella casa circondariale Don Bosco a disposizione dell'autorità giudiziaria. In seguito a un'altro intervento, invece, sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria una 'strana coppia' di cittadini extracomunitari. Si tratta infatti di un ucraino, il cinquantanovenne Alesa Nagy, e di un marocchino, il ventisettenne Mohamed Amin, che si sono resi responsabili del reati di ricettazione e di porto di arnesi atti allo scasso e e di oggetti atti a offendere. Poco dopo le 22.40 di martedì una pattuglia della sezione «Volanti» ha notato un'auto nei pressi del parcheggio scambiatore di via Pietrasantina con due persone sospette a bordo. Sottoposti a controllo i due sono risultati essere clandestini sul territorio nazionale e privi di documentazione. L'auto sulla quale viaggiavano, una Volkswagen Golf, è risultata essere stata rubata in città lo scorso 19 dicembre e il furto denunciato alla stazione dei carabinieri di Porta a Mare. Inoltre, i due sono stati trovati in possesso di arnesi atti allo scasso e di due coltelli di genere proibito. Stante gli elementi a loro carico e il pericolo di fuga, i poliziotti li hanno sottoposti al fermo di indiziato di delitto.

 

di Federico Cortesi

 

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Da: www.ilsecoloxix.it del 9-1-2003

Il caso Droga, a giudizio il maresciallo

Diciassette mesi per rapina e furto aggravato, oltre a sette mesi per spaccio di droga. È la condanna patteggiata ieri davanti al gip Fois da Andrea Chimenzo (nella foto), 24 anni, di Cairo. Il maresciallo capo Stefano Stella, 39 anni, in servizio fino a qualche mese fa al nucleo radiomobile di Cairo, dovrà invece rispondere davanti ai giudici di non aver denunciato Chimenzo, suo rifornitore di droga, e di spaccio. Il gip Emilio Fois ha invece disposto di non doversi procedere per l'accusa di rivelazione di segreti d'ufficio. Il maresciallo Stella era infatti accusato di aver rivelato ad Andrea Chimenzo l'arresto di uno spacciatore.

Sono quindi arrivati i primi verdetti nella vicenda che per quasi un anno ha sconvolto la tranquillità della valle Bormida. Un mix tra spaccio di cocaina e rapine che ha coinvolto e travolto nomi eccellenti.

Tutto è cominciato dall'inchiesta avviata dai carabinieri di Cairo per la rapina compiuta il 25 ottobre 2000 alla filiale di Carcare del Nuovo Banco Ambrosiano. Un colpo che aveva fruttato ai banditi, fuggiti su una Fiat Uno rubata il giorno precedente, diverse migliaia di euro. E proprio dalla macchina, ritrovata vicino ad un alloggio di proprietà di Andrea Chimenzo, gli inquirenti sono risaliti ad altri due componenti la banda: Savino Bollino, 24 anni, originario di Cerignola, ma residente a Cairo, e Massimo Macchiarulo, 22 anni, di Cerignola. Entrambi sono stati arrestati e ieri, la loro posizione, è stata esaminata dal gip. Il giudice Fois ha ammesso la richiesta di accedere al rito abbreviato per rapina, porto abusivo del cutter usato per il colpo e furto aggravato dell'auto. L'udienza è stata fissata per il 23 aprile.

Andrea Chimenzo, assistito da Attilio Bonifacino, ma ieri seguito dall'avvocato Sandra Chiarlone, ha invece definito ieri i suoi conti con la giustizia. Un patteggiamento annunciato e favorito dal suo comportamento collaborativo con il pm Franco Greco, protagonista dell'inchiesta.

Ma proprio dalle intercettazioni telefoniche approntate per scoprire gli autori della rapina, i carabinieri cairesi hanno scoperto il giro di droga e soprattutto si sono trovati di fronte alla spiacevole sorpresa del presunto coinvolgimento del collega Stefano Stella.

Una posizione, quella del maresciallo apparsa subito delicata. In un primo momento il pm Greco ha chiesto e ottenuto dal gip Zerilli la sospensione per alcuni mesi dal servizio. Poi Stella è rientrato, benché in un altro reparto. Fino all'arresto scattato negli ultimi mesi del 2002 che hanno portato Stella agli arresti domiciliari. In un primo momento nella caserma dell'Arma a Cairo, poi in provincia di Viterbo, dove risiede la famiglia del sottufficiale. Ieri almeno questo fardello è caduto. Stefano Stella è tornato libero. Il primo ottobre, difeso dall'avvocato Carlo Coniglio, cercherà di dimostrare la sua estraneità alle accuse.

 

Giovanni Ciolina

 

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Da: www.laprovinciadicremona.it del 9-1-2003

 

Archeologia

 

Scoperta ‘Lourdes’ dei pagani nel Gargano

      

FOGGIA — Rappresentava la Lourdes di antiche popolazioni locali pagane, scomparse intorno al V secolo dopo Cristo, l’ area adiacente all’attuale abbazia di Santa Maria di Pulsano, nelle campagne di Monte Sant’Angelo nel Gargano, dove scorreva il fiume Alteno in cui si immergevano i malati per ottenere la guarigione. La scoperta del luogo dove scorreva il fiume, oltre a quella che in una grotta a pochi metri dal fiume avveniva l’adorazione di Podalirio, la divinità pagana alla quale ci si rivolgeva appunto per le guarigioni, è stata fatta dal responsabile del settore archeologia della Soprintendenza ai beni culturali di Foggia, Francesco Paolo Maulucci. «Abbiamo ritrovato — ha detto — la montagna da dove sgorgava l’acqua del fiume Alteno, che passava a pochissimi metri dalla grotta di Pulsano dove avveniva il culto di Podalirio, la divinità pagana alla quale si chiedeva di intercedere per la cura del corpo. Nella roccia, infatti, ho individuato numerose fessure da dove sgorgava l’acqua del fiume e poi ci sono tantissime altre tracce che ci hanno permesso di ricostruire il rituale della guarigione». Nei pressi dell’abbazia di Pulsano esiste anche un vallone dove confluiva l’acqua del fiume Alteno che poi raggiungeva l’attuale golfo di Manfredonia. «Ci sono moltissimi scrittori greci — ha aggiunto Maulucci — che indicano la grotta della divinità di Podalirio a una distanza di 100 stadi dal mare nei pressi del fiumicello. Ebbene dal Golfo di Manfredonia,percorrendo a piedi la strada, fino alla grotta che si trova nei pressi dell’abbazia la distanza è esattamente di 100 stadi e poi ci sono le tracce del fiume che sono inequivocabili».

Anno 3, n. 72
13
gennaio 2003

IN QUESTO NUMERO

APPUNTAMENTO AL PROSSIMO NUMERO CHE SARA' IN RETE

LUNEDI 
20 gennaio 2003