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Dello Iacovo: «Ecco come 'La Grande Provincia' ha trattato l'affare Albacom-Agostinacchio»

 

Egregio Direttore

Ho voluto evitarlo la prima volta. Tuttavia - dato che Enrico Ciccarelli abusa della possibilità di ripetere una coglioneria confidando che, nel tempo, si trasformi in verità – circa le indagini della Procura della Repubblica di Firenze cui sono conseguiti avvisi di garanzia al sindaco di Foggia, Paolo Agostinacchio, per il reato di corruzione, segnalo che “La Grande Provincia” ha trattato l’argomento così:

- un articolo sul fatto del giorno consistente nella conferenza stampa convocata da Agostinacchio;

- un articolo sulle reazioni di esponenti politici del centrodestra e del centrosinistra.

E fin qui abbiamo proceduto con l’ordine imposto dalla cronaca e dal fatto che lo “scoop” fosse stato pubblicato, il giorno prima, su un giornale concorrente.

Fatto ciò nelle redazioni, normalmente, ci si interroga su cosa si può dare di più. Alla domanda “La Grande Provincia” ha risposto:

- con un articolo sui retroscena delle indagini, che ha rivelato date e circostanze di fatto che hanno condotto la Procura fiorentina a indagare il sindaco di Foggia;

- con un articolo sulle indagini della Procura fiorentina su Albacom e i molti sindaci e amministratori d’Italia coinvolti, fra i quali il sindaco di Foggia, nonché sul personaggio dell’allora vicesindaco di Firenze che ha dato la stura all’inchiesta;

- con un articolo su cosa significhi, a Foggia, l’affare cablaggio della città, quali e quanti siano le grandi società delle telecomunicazioni interessate nonché quali siano stati gli esiti politico-amministrativi fin qui raggiunti.

Penso che l'incisività del lavoro giornalistico sviluppato sull'argomento sia stata facilmente misurabile dall'attività, nei due giorni successivi, dei giornali concorrenti. Come sempre succede, quando un giornale ha coperto in maniera completa un evento, mi sembra ci sia stata una duplice reazione. O si sono “riprese” alcune delle informazioni già pubblicate e, scegliendo di non citare la fonte, si sono assegnati, nell’impaginazione, spazi subordinati ad altri argomenti (cosa successa, per esempio, alla “Gazzetta del Mezzogiorno”). Oppure si è scelto di non affrontare più l’argomento in attesa di novità riscontrate in proprio.

Da ultimo, una puntualizzazione non marginale. Nel contestare la titolazione de “La Grande Provincia” nell’occasione, a Ciccarelli è scappata una parola e un intero catenaccio che, come è noto, quando è di un carattere con dimensioni considerevoli, si definisce più correttamente “sottotitolo”.

«Il sindaco si difende», ha trascritto Ciccarelli, tralasciando di dire che uscivamo il giorno dopo la rivelazione di “Repubblica”. Il titolo principale della prima pagina era piuttosto: «Tangenti, il sindaco si difende». Il sottotitolo recitava: «L’affare cablaggio a Foggia nel mirino della Procura di Firenze». Devo ammettere che, come tentativo di attutire un’informazione sgradita, non era granché. Ciccarelli ha fatto e avrebbe fatto di meglio, nelle tante occasioni che ha avuto di trovare un titolo ai resoconti circa le disavventure giudiziarie occorse a suoi datori di lavoro.

Giovanni Dello Iacovo
Direttore de “La Grande Provincia”

Anno 3, n. 72
13
gennaio 2003

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