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IL CASO
L'attivismo di Bari, il silenzio di Foggia

E' legittimo pensare che la «cultura del piagnisteo» non abbandonerà mai i foggiani. Per la precisione ci riferiamo al piagnisteo peggiore, quello fine a se stesso. E' nota per esempio  la polemica che lega, in senso negativo, foggiani e baresi. I primi contestano ai secondi la tendenza ad accentrare e monopolizzare quanto più possibile. In parte sarà anche avvenuto ma possibile che i foggiani siano esenti da colpe? L'onore dell'autocritica, del sapersi mettere in discussione non appartiene ai nostri concittadini, abituati a lamentarsi mentre nello stesso tempo altrove si blatera meno e si opera di più. Sarà anche questo un luogo comune, ma gli esempi non mancano.

Alcune novità che provengono da Bari, in tema di comunicazione ed informazione, rappresentano l'ennesimo atto a riprova della proverbiale tempestività dei baresi.

La notizia è di qualche giorno fa. Il Comune di Bari, retto da una giunta di centro-destra, ha da poco dato vita ad una agenzia quotidiana di informazione. Si chiama 'Il Comune Comunica' - che in verità non è il massimo in termini creativi - nata per diffondere al meglio l'attività istituzionale dell'ente barese. L'agenzia è diretta dal collega Pino Marrone, capo ufficio stampa del Comune di Bari e può contare anche su un redattore, il giornalista Nico Schirinzi.

«L'impegno che il Comune di Bari profonde per la pubblicazione di questa testata - ha dichiarato il Sindaco Simeone Di Cagno Abbrescia - testimonia l'attenzione che l'Amministrazione riserva agli organi di stampa nella consapevolezza che oggi, sempre più, informare con tempestività e all'insegna della massima trasparenza, significa offrire un doveroso servizio pubblico di grande importanza per ci cittadini».

Questo a Bari. E a Foggia? Al Comune l'attività - nel senso di servizio concepito per i colleghi delle varie testate locali - è minima e frantumata. C'è un collega, il pubblicista Marco Laràtro, coadiuvato nello storico ufficio stampa da un paio di impiegati che però non svolgono attività giornalistica. Da circa due anni opera invece una struttura esterna all'ente, composta dai colleghi Loris Castriota e Roberto Parisi, chiamati in qualità di consulenti e che svolgono mansioni mai del tutto rese comprensibili.

L'attività è davvero scarna: pochissimi comunicati, nessun organo a mezzo stampa, minima l'attività su internet anche se il sito ultimamente è stato potenziato ma non a favore degli operatori dell'informazione. E' viceversa risultata più produttiva l'attività dei due colleghi nel promuovere l'immagine personale del Sindaco di Foggia, Paolo Agostinacchio, cosa che nel tempo ha indubbiamente giovato al primo cittadino.

Diversa la situazione nel principale ente di Capitanata, l'Amministrazione Provinciale. Qui l'ufficio stampa si è sempre distinto per una notevole produzione di comunicati stampa. Con l'avvento di internet, Palazzo Dogana ha affrontato con coraggio e determinazione le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, forse eccedendo in novità: da subito l'invio di comunicati via e-mail, un sito pensato appositamente per il mondo dell'informazione, una rassegna stampa quotidiana e un notiziario telematico, comunicazioni via sms e, per via cartacea, una newsletter a cadenza quadrimestrale. Attualmente l'ufficio stampa, anche se retto da un giornalista di grande esperienza e animato da un grande amore per le nuove tecnologie quale è Geppe Inserra, è materialmente portato avanti dalla collega Cristina Mundi, anche lei al lavoro con un contratto di consulenza. In questo caso ci troviamo di fronte a un eccesso di iniziative e strumenti attivati senza un adeguato supporto di personale umano.

Ma tornando all'idea dell'Agenzia quotidiana posta in essere nella vicina Bari, va detto che la stessa Provincia di Foggia, all'indomani dell'approvazione della Legge 150/2000, aveva accarezzato questo progetto anche per motivi di opportunità. Poi però non se ne è fatto nulla. L'impressione è che a Palazzo Dogana siano capaci di andare sulla Luna ma di comunicare solo con Cape Canaveral che con la Capitanata.

E come dimenticare la Camera di Commercio di Foggia i cui dirigenti da tempo promettono una grandiosa rivista che nelle intenzioni dovrebbe "oscurare" la storica testata della omologa istituzione barese, 'Bari Economica'. Qualcuno l'ha vista? E se mai dovesse apparire, davvero credete potrà anche minimamente "competere" con la accreditatissima testata camerale barese? Ovviamente lo speriamo ma dubitiamo sull'esito...

Per qualcuno forse non c'entra la cultura del piagnisteo, ma è un segno dei tempi che dovrebbe indurre a ridiscutere le modalità e la qualità del comunicare e del veicolare informazione.

Per non parlare, sul fronte dell'informazione privata, dell'emittenza e dei relativi indici di ascolto rilevati dall'Auditel: sette televisioni su dieci operano in provincia di Bari ed una sola ('Teleblu') appare in graduatoria, decima su dieci. Idem per le radio.

Dobbiamo proseguire? Preferiamo fermarci qui perchè se dovessimo occuparci dei quotidiani locali andremmo anche oltre Bari dove, a Lecce e Taranto, si stampano giornali che vendono venti volte quel che vendono 'Quotidiano di Foggia' e 'La Grande Provincia'.

Anno 3, n. 73
20
gennaio 2003

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27 gennaio 2003