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Registrato al Trib. di Foggia al n. 1/2001 - Direttore responsabile: Arcangelo Renzulli
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«Santaniello Sindaco? Lo escludo»

di Enrico Ciccarelli

I colleghi del «Vadonline» mi sollecitano una replica sul merito delle loro critiche alla manifestazione «Prendi la parola», che io e il mio giornale abbiamo organizzato insieme ad Enrico Santaniello e ad un gruppo di altre persone. Partirò dalla questione regina: Santaniello ha organizzato la manifestazione perchè vuol fare il Sindaco di Foggia? Non lo so, e francamente non lo credo. Questa mia idea poggia non solo sulla risposta negativa che lo stesso Santaniello ha dato a Gianni Di Bari, che gli ha posto la domanda intervistandolo per «La Grande Provincia», ma perchè mi pare difficile scorgere una qualche relazione tra il mezzo e il fine. In altri termini, se è vero come è vero che si parla in questo momento di Santaniello come possibile (benchè improbabile) candidato presidente della Provincia, mi sembra abbastanza prevedibile che anche la discussione sulla candidatura a Sindaco lo riguarderà. Sarebbe strano che fosse il contrario, visto che si tratta di uno dei maggiori esponenti del maggior partito della Capitanata. Proprio per questo, tuttavia, la discussione su questa eventuale candidatura si svolgerà nei tempi e nelle forme previste dai rituali della politica, non con incoronazioni mediatiche delle quali potrebbe eventualmente giovarsi una new entry o un esponente della cosiddetta società civile. Penso quindi che la manifestazione non aggiunga e non sottragga nulla alla sua possibilità di competere per la carica di primo cittadino (competizione che peraltro si aprirà in un tempo piuttosto lontano). 
Ho già cercato di spiegare che «Il coraggio della libertà» non era un'espressione usata per indicare la rivolta contro una dittatura, ma un invito a mettersi in discussione e a partecipare; l'idea di fondo si trova in una bella canzone di Gaber (La libertà non è star sopra un albero...). Men che meno si trattava di un sondaggio di opinione; a noi interessava aprire uno spazio nel quale i Foggiani potessero liberamente parlare di sè e delle cose che ritengono importanti per la comunità. Uno «spazio aperto», con tutte le contraddizioni e i rischi del caso.  
Ha funzionato, l'idea? Secondo me sì. E' vero quello che scrive Maurizio De Tullio a proposito del diradarsi del pubblico verso la fine della trasmissione (le nostre cifre sono diverse da quelle stimate dal collega, ma non è questo il problema), ma anche su questo dovevamo fare una scelta: tenere molto compatto il tempo della manifestazione (sessanta anzichè novanta minuti) o permettere di parlare ad un maggior numero di persone. Abbiamo optato per questa seconda strada, così come abbiamo optato per un allestimento che permettesse la massima libertà di movimento in entrata e in uscita. Noi valutiamo molto positivamente il fatto che, in una domenica prenatalizia, diverse centinaia di persone, la maggior parte delle quali «absolute beginners», abbia speso un po' del proprio tempo per dire la propria o ascoltare l'opinione altrui. 
Vengo alle questioni della diretta: noi organizzatori siamo davvero grati a Teleblu, Telefoggia e Teleradioerre per la collaborazione data alla manifestazione, che è stata davvero rilevantissima. Non so, e quindi non posso dire, se Agostinacchio abbia pagato di più o di meno. Posso dire che quello che abbiamo pagato noi (per l'emissione degli spot) è davvero poco, a dimostrazione che le tre emittenti foggiane hanno ritenuto di partecipare ad un momento di democrazia, non di effetturare un'operazione commerciale. Infine, per quanto riguarda Francesca Cappetti, non c'è stato «conflitto di interessi»: «Foggia&Foggia» ha aderito ufficialmente alla manifestazione, al punto che -come avrete notato- «Prendi la parola» è diventato uno spazio fisso del nostro settimanale.

Cordialmente  

Nuovi democristiani, vecchi giornalisti  

di Arcangelo Renzulli

Il collega Ciccarelli è come sempre gentile e tempestivo nel... prendere la parola. Il fatto è che noi l'avevamo data all'Assessore regionale Enrico Santaniello, fiduciosi in una sua risposta personale. Al collega avevamo sollecitato semplicemente di farsi da tramite. Non per qualcosa: i rilievi che avevamo mosso riguardavano (e continuano a riguardare) l'Enrico politico e non quello giornalista. Non comprendiamo, infatti, perchè continui a comportarsi da "uomo ombra" colui il quale, allo stato, è soltanto il direttore di un apprezzato settimanale. Se proprio dobbiamo trarre delle conseguenze sembra comprendere che l'uno sia strettamente legato all'altro, in un rapporto più che di solidarietà di «sodalismo» (non provate a cercare questo termine sul dizionario: non esiste!). Un "altro" - tanto per capirci - che vorremmo identificare non tanto per il promotore di una originale iniziativa ma per colui il quale attraverso di essa punta ad altro come noi riteniamo nove foggiani su dieci abbiano certamente inteso. E in ogni caso delle due l'una: che ci fa un iscritto ai DS (Ciccarelli) alle prese con iniziative (di ampio respiro e apparentemente generose) di un politico posizionato agli antipodi?

A noi resta il dubbio, e per cortesia ce lo dovrebbe togliere il dott. Santaniello possibilmente di persona, che tante energie (personali, associate e comunque economiche) di norma non si investono se non per mecenatismo e, anche se lo conosciamo pochissimo, Santaniello non ci dà proprio l'impressione di un politico di tal specie. Sia detto senza offesa, naturalmente. Se poi è così ne prenderemo volentieri atto.

E veniamo alle considerazioni che il collega Ciccarelli fa per difendere la bontà della manifestazione "Prendi la parola".

1) solo ora scopriamo che ad aver organizzato tale manifestazione non è stato soltanto Santaniello (+ altri) ma Ciccarelli (+ 'Foggia & Foggia' + Santaniello + altri). Meglio così.
2) il collega non sa e non crede se Santaniello sarà uno dei candidati Sindaci nel 2004. Non lo dice espressamente ma lo deduce dalle risposte che l'Assessore regionale ha dato a Gianni di Bari in una intervista rilasciata a 'La Grande Provincia' e nel corso della quale dichiara di non voler fare il candidato alla Presidenza della Provincia nel 2003. Del resto sarebbe rischioso lavorare per questa carica con così poco tempo a disposizione e con tutte le grane che si riscontrano tuttora all'interno della coalizione di centrodestra.
Più facile (e lecito) pensare ad un lavoro propedeutico alla carica di primo cittadino. Non a caso Santaniello ha sempre sostenuto di leggere con preoccupazione il comportamento dei foggiani rispetto alla gestione della cosa pubblica: "Prendi la parola", infatti, è inconsuetamente «foggiacentrica». Qualcuno ha percepito lagnanze, proposte, osservazioni di respiro extracittadino? Lo stesso gruppo di amici di "Prendi la parola" - se non sbagliamo - risiede e opera in città.
3) Ciccarelli sostiene che «...la manifestazione non aggiunga e non sottragga nulla alla sua possibilità di competere per la carica di primo cittadino...»: calcolando che la stessa, come un prodotto alimentare, ha una sua scadenza naturale - guarda caso circa un anno - quanto meno si tratta di una manifestazione perfettamente in linea con l'insieme di momenti pubblici e privati che concorrono ad una investitura e alla successiva "scesa in campo".
4) Sempre il direttore di 'Foggia & Foggia', crediamo interpretando il pensiero dell'Assessore regionale Santaniello, sostiene che «...a noi interessava aprire uno spazio nel quale i Foggiani potessero liberamente parlare di sè e delle cose che ritengono importanti per la comunità».
Ribadiamo, sventolando gli stessi dubbi del nostro primo intervento, che ci suona poco credibile la storiella di un importante e potente uomo politico (alla testa di un gruppo di amici) che decide francescanamente di investire un bel po' di quattrini, di tempo (e anche di rischiare in immagine finale), per far dire ai foggiani quel che ritengono importante per la comunità locale. Se questo era/è l'obiettivo, a nostro avviso vi sono dei metodi ugualmente aperti e democratici che consentono di raggiungere questo scopo. Una trasmissione televisiva, per esempio.
5) «...le nostre cifre sono diverse da quelle stimate dal collega, ma non è questo il problema...». E perchè no. Proprio Enrico Ciccarelli ammette l'importanza che hanno, e assumono, certe cifre quando si tratta di dare loro un significato. In campo editoriale segnalano una capacità imprenditoriale (o meno) di stare sul mercato, in quello politico (e "Prendi la parola" ha indubbiamente rimarcato i caratteri positivi dell'azione Politica) assumono una valenza maggiore, soprattutto se letti come risposta ad un richiamo. E quello del 15 dicembre lo era. Ma quel che ci ha colpito non è stato tanto non vedere pieno un padiglione fieristico predisposto perchè lo fosse, quanto il progressivo abbandono dopo solo tre quarti d'ora. E una lettura potrebbe essere questa: chi vi ha partecipato si aspettava probabilmente di entrare in un contesto politico tout court che, per ovvi motivi era - a nostro avviso - prematuro prevedere. Fantapolitica? Lo vedremo tra otto o nove mesi.
6)  Non avevamo nulla di personale contro la collega Cappetti. Abbiamo considerato scherzosamente il supposto "conflitto di interessi". Piuttosto trovavamo poco elegante - come abbiamo scritto - che una addetta ai lavori parlasse di una iniziativa di cui è non solo partecipe ma addirittura responsabile. Se era impellente la vergatura, con decine di collaboratori che frequentano 'Foggia & Foggia', bastava far siglare il pezzo a qualcun altro.

Morale: nemmeno noi sappiamo se Enrico Santaniello sarà il successore di Paolo Agostinacchio, o anche solo uno dei candidati alla carica di Sindaco. Quello che sappiamo è che se fossimo al suo posto canteremmo per intero la canzone di Giorgio Gaber, sottolineando e interpretando convintamente proprio quel passaggio-ritornello: "la libertà è partecipazione".
Ci piacerebbe, per l'appunto, vedere un Assessore regionale con la carica che riveste  Santaniello agire con maggiore spirito di partecipazione ai problemi che attanagliano la nostra provincia. Invece, da buon democristiano, lo vediamo inaugurare mostre, partecipare a convegni e conferenze dove è invitato a parlare di tutto, presenziare a manifestazioni di grande visibilità, occupare spazi sui giornali. 
Forse ci sbaglieremo, ma le modalità con cui sembra muoversi il potente esponente di Forza Italia ricordano in qualche modo un altro potente democristiano degli anni Ottanta, Franco Cafarelli, oggi freqentatore della Casa delle Libertà. Ed anche allora, guarda caso, si muoveva simbioticamente un giornalista attento e intelligente. Si chiamava Enrico.

Anno 3, n. 74
27
gennaio 2003

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3 febbraio 2003