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INTERVENTI &
COMMENTI
«Santaniello Sindaco? Lo escludo»
di
Enrico Ciccarelli
I colleghi del «Vadonline»
mi sollecitano una replica sul merito delle loro critiche alla
manifestazione «Prendi la parola», che io e il mio giornale abbiamo
organizzato insieme ad Enrico Santaniello e ad un gruppo di altre persone.
Partirò dalla questione regina: Santaniello ha organizzato la
manifestazione perchè vuol fare il Sindaco di Foggia? Non lo so, e
francamente non lo credo. Questa mia idea poggia non solo sulla risposta
negativa che lo stesso Santaniello ha dato a Gianni Di Bari, che gli ha
posto la domanda intervistandolo per «La Grande Provincia», ma perchè
mi pare difficile scorgere una qualche relazione tra il mezzo e il fine.
In altri termini, se è vero come è vero che si parla in questo momento
di Santaniello come possibile (benchè improbabile) candidato presidente
della Provincia, mi sembra abbastanza prevedibile che anche la discussione
sulla candidatura a Sindaco lo riguarderà. Sarebbe strano che fosse il
contrario, visto che si tratta di uno dei maggiori esponenti del maggior
partito della Capitanata. Proprio per questo, tuttavia, la discussione su
questa eventuale candidatura si svolgerà nei tempi e nelle forme previste
dai rituali della politica, non con incoronazioni mediatiche delle quali
potrebbe eventualmente giovarsi una new entry o un esponente della
cosiddetta società civile. Penso quindi che la manifestazione non
aggiunga e non sottragga nulla alla sua possibilità di competere per la
carica di primo cittadino (competizione che peraltro si aprirà in un
tempo piuttosto lontano).
Ho già cercato di spiegare che «Il coraggio della libertà» non era
un'espressione usata per indicare la rivolta contro una dittatura, ma un
invito a mettersi in discussione e a partecipare; l'idea di fondo si trova
in una bella canzone di Gaber (La libertà non è star sopra un
albero...). Men che meno si trattava di un sondaggio di opinione; a noi
interessava aprire uno spazio nel quale i Foggiani potessero liberamente
parlare di sè e delle cose che ritengono importanti per la comunità. Uno
«spazio aperto», con tutte le contraddizioni e i rischi del caso.
Ha funzionato, l'idea? Secondo me sì. E' vero quello che scrive Maurizio
De Tullio a proposito del diradarsi del pubblico verso la fine della
trasmissione (le nostre cifre sono diverse da quelle stimate dal collega,
ma non è questo il problema), ma anche su questo dovevamo fare una
scelta: tenere molto compatto il tempo della manifestazione (sessanta
anzichè novanta minuti) o permettere di parlare ad un maggior numero di
persone. Abbiamo optato per questa seconda strada, così come abbiamo
optato per un allestimento che permettesse la massima libertà di
movimento in entrata e in uscita. Noi valutiamo molto positivamente il
fatto che, in una domenica prenatalizia, diverse centinaia di persone, la
maggior parte delle quali «absolute beginners», abbia speso un po' del
proprio tempo per dire la propria o ascoltare l'opinione altrui.
Vengo alle questioni della diretta: noi organizzatori siamo davvero grati
a Teleblu, Telefoggia e Teleradioerre per la collaborazione data alla
manifestazione, che è stata davvero rilevantissima. Non so, e quindi non
posso dire, se Agostinacchio abbia pagato di più o di meno. Posso dire
che quello che abbiamo pagato noi (per l'emissione degli spot) è davvero
poco, a dimostrazione che le tre emittenti foggiane hanno ritenuto di
partecipare ad un momento di democrazia, non di effetturare un'operazione
commerciale. Infine, per quanto riguarda Francesca Cappetti, non c'è
stato «conflitto di interessi»: «Foggia&Foggia» ha aderito
ufficialmente alla manifestazione, al punto che -come avrete notato- «Prendi
la parola» è diventato uno spazio fisso del nostro settimanale.
Cordialmente
Nuovi democristiani, vecchi
giornalisti
di
Arcangelo Renzulli
Il collega Ciccarelli è come sempre gentile e tempestivo
nel... prendere la parola. Il fatto è che noi l'avevamo data
all'Assessore regionale Enrico Santaniello, fiduciosi in una sua risposta
personale. Al collega avevamo sollecitato semplicemente di farsi da
tramite. Non per qualcosa: i rilievi che avevamo mosso riguardavano (e
continuano a riguardare) l'Enrico politico e non quello giornalista. Non
comprendiamo, infatti, perchè continui a comportarsi da "uomo
ombra" colui il quale, allo stato, è soltanto il direttore di un
apprezzato settimanale. Se proprio dobbiamo trarre delle conseguenze
sembra comprendere che l'uno sia strettamente legato all'altro, in un
rapporto più che di solidarietà di «sodalismo» (non provate a cercare
questo termine sul dizionario: non esiste!). Un "altro" - tanto
per capirci - che vorremmo identificare non tanto per il promotore di una
originale iniziativa ma per colui il quale attraverso di essa punta ad
altro come noi riteniamo nove foggiani su dieci abbiano certamente inteso.
E in ogni caso delle due l'una: che ci fa un iscritto ai DS (Ciccarelli)
alle prese con iniziative (di ampio respiro e apparentemente generose) di
un politico posizionato agli antipodi?
A noi resta il dubbio, e per cortesia ce lo dovrebbe
togliere il dott. Santaniello possibilmente di persona, che tante energie
(personali, associate e comunque economiche) di norma non si investono se
non per mecenatismo e, anche se lo conosciamo pochissimo, Santaniello non
ci dà proprio l'impressione di un politico di tal specie. Sia detto senza
offesa, naturalmente. Se poi è così ne prenderemo volentieri atto.
E veniamo alle considerazioni che il collega Ciccarelli fa
per difendere la bontà della manifestazione "Prendi la parola".
1) solo ora scopriamo che ad aver organizzato tale
manifestazione non è stato soltanto Santaniello (+ altri) ma Ciccarelli
(+ 'Foggia & Foggia' + Santaniello + altri). Meglio così.
2) il collega non sa e non crede se
Santaniello sarà uno dei candidati Sindaci nel 2004. Non lo dice
espressamente ma lo deduce dalle risposte che l'Assessore regionale ha
dato a Gianni di Bari in una intervista rilasciata a 'La Grande Provincia'
e nel corso della quale dichiara di non voler fare il candidato alla
Presidenza della Provincia nel 2003. Del resto sarebbe rischioso lavorare
per questa carica con così poco tempo a disposizione e con tutte le grane
che si riscontrano tuttora all'interno della coalizione di centrodestra.
Più facile (e lecito) pensare ad un lavoro propedeutico alla carica di
primo cittadino. Non a caso Santaniello ha sempre sostenuto di leggere con
preoccupazione il comportamento dei foggiani rispetto alla gestione della
cosa pubblica: "Prendi la parola", infatti, è inconsuetamente
«foggiacentrica». Qualcuno ha percepito lagnanze, proposte, osservazioni
di respiro extracittadino? Lo stesso gruppo di amici di "Prendi la
parola" - se non sbagliamo - risiede e opera in città.
3) Ciccarelli sostiene che «...la
manifestazione non aggiunga e non sottragga nulla alla sua possibilità di
competere per la carica di primo cittadino...»: calcolando che la
stessa, come un prodotto alimentare, ha una sua scadenza naturale - guarda
caso circa un anno - quanto meno si tratta di una manifestazione
perfettamente in linea con l'insieme di momenti pubblici e privati che
concorrono ad una investitura e alla successiva "scesa in
campo".
4) Sempre il direttore di 'Foggia
& Foggia', crediamo interpretando il pensiero dell'Assessore regionale
Santaniello, sostiene che «...a noi interessava aprire uno spazio nel quale i Foggiani potessero
liberamente parlare di sè e delle cose che ritengono importanti per la
comunità».
Ribadiamo, sventolando gli stessi dubbi del nostro primo intervento, che
ci suona poco credibile la storiella di un importante e potente uomo
politico (alla testa di un gruppo di amici) che decide francescanamente di
investire un bel po' di quattrini, di tempo (e anche di rischiare in
immagine finale), per far dire ai foggiani quel che ritengono importante
per la comunità locale. Se questo era/è l'obiettivo, a nostro avviso vi
sono dei metodi ugualmente aperti e democratici che consentono di
raggiungere questo scopo. Una trasmissione televisiva, per esempio.
5) «...le
nostre cifre sono diverse da quelle stimate dal collega, ma non è questo
il problema...». E perchè no. Proprio Enrico Ciccarelli ammette
l'importanza che hanno, e assumono, certe cifre quando si tratta di dare
loro un significato. In campo editoriale segnalano una capacità
imprenditoriale (o meno) di stare sul mercato, in quello politico (e
"Prendi la parola" ha indubbiamente rimarcato i caratteri
positivi dell'azione Politica) assumono una valenza maggiore, soprattutto
se letti come risposta ad un richiamo. E quello del 15 dicembre lo era. Ma
quel che ci ha colpito non è stato tanto non vedere pieno un padiglione
fieristico predisposto perchè lo fosse, quanto il progressivo abbandono
dopo solo tre quarti d'ora. E una lettura potrebbe essere questa: chi vi
ha partecipato si aspettava probabilmente di entrare in un contesto
politico tout court che, per ovvi motivi era - a nostro avviso - prematuro
prevedere. Fantapolitica? Lo vedremo tra otto o nove mesi.
6) Non avevamo nulla di
personale contro la collega Cappetti. Abbiamo considerato scherzosamente
il supposto "conflitto di interessi". Piuttosto trovavamo poco
elegante - come abbiamo scritto - che una addetta ai lavori parlasse di
una iniziativa di cui è non solo partecipe ma addirittura responsabile.
Se era impellente la vergatura, con decine di collaboratori che
frequentano 'Foggia & Foggia', bastava far siglare il pezzo a qualcun
altro.
Morale: nemmeno noi sappiamo se Enrico Santaniello sarà il successore di
Paolo Agostinacchio, o anche solo uno dei candidati alla carica di
Sindaco. Quello che sappiamo è che se fossimo al suo posto canteremmo per
intero la canzone di Giorgio Gaber, sottolineando e interpretando
convintamente proprio quel passaggio-ritornello: "la libertà è
partecipazione".
Ci piacerebbe, per l'appunto, vedere un Assessore regionale con la carica
che riveste Santaniello agire con maggiore spirito di partecipazione ai
problemi che attanagliano la nostra provincia. Invece, da buon
democristiano, lo vediamo inaugurare mostre, partecipare a convegni e
conferenze dove è invitato a parlare di tutto, presenziare a
manifestazioni di grande visibilità, occupare spazi sui giornali.
Forse ci sbaglieremo, ma le modalità con cui sembra muoversi il potente
esponente di Forza Italia ricordano in qualche modo un altro potente
democristiano degli anni Ottanta, Franco Cafarelli, oggi freqentatore
della Casa delle Libertà. Ed anche allora, guarda caso, si muoveva
simbioticamente un giornalista attento e intelligente. Si chiamava Enrico.
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Anno 3, n. 74 27 gennaio
2003
IN
QUESTO NUMERO
APPUNTAMENTO AL PROSSIMO NUMERO CHE SARA' IN
RETE
LUNEDI 3 febbraio 2003
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