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Eco: la salvezza arriva dal web  (*)

 

Lo studioso in un convegno a Venezia fa il punto sui rischi del monopolio dell'informazione: web, libri e carta stampata ci salveranno

 

Qualcuno teme pericoli per la democrazia da eventuali controlli monopolistici dell'informazione  attraverso media e carta stampata? Niente paura, c'è sempre una via di nelle autostrade di Internet. A sostenerlo è il semiologo  Umberto Eco in queste ore a Venezia, ospite dell'incontro  Irrealtà quotidiana organizzato per celebrare il ventesimo anniversario della nascita della Scuola per librai Umberto ed Elisabetta Mauri.

Certo, ha convenuto Eco, in Italia un solo individuo non solo è primo ministro ma ha anche il controllo di importanti settori della tv e dell'editoria; è legittimo preoccuparsi dunque di chi sia la proprietà dei quotidiani. Ed è anche vero che ''almeno ad una parte della popolazione non dispiacerebbe troppo un'informazione poco libera, ma affiancata in compenso da moderne e avvenenti veline''. Oggi a cambiare un po' le cose è il mondo dei giovani, che legge poco i giornali, comunica e fa circolare  informazioni poco controllabili attraverso la Rete.

''Forse non sarebbe male prepararsi ad un nuovo  totalitarismo ma questa volta non andando in montagna, bensì mettendosi on-line'' ha commentato. "I vantaggi  dell' immediatezza che offrono i nuovi mezzi di comunicazione  sono sotto gli occhi di tutti: i nuovi Girotondi sembrano materializzarsi dal nulla proprio grazie a loro, dagli sms sui telefoni all'e-mail. E perfino in un paese come la Cina è evidente la scarsa possibilità di controllo  da parte del potere sul web''.

Ma per Internet, non sono tutte rose e fiori. Internet, che pur potrebbe essere l'ultima spiaggia della  libertà di pensiero e di espressione, ha in sè il virus della ''schizofrenia da rete''. ''Navigando si trova di tutto, ma la rete non discrimina le informazioni, non ne filtra la massa'', ha rilevato Eco. Ognuno di noi su Internet potrebbe cioè farsi un' idea personalissima del mondo, ma la sua memoria così organizzata sarebbe soltanto una ''dei miliardi di memorie incapaci di comprendersi fra loro''.

Ecco perché si evidenzia la necessità di selezionare la memoria stessa attraverso un punto di vista, anche a costo di perdere altre parti della conoscenza: una funzione svolta appunto dal libro, ''che potrà essere sì una selezione di informazioni da un punto di vista parziale, ma che potrà sempre essere confrontato con un altro libro''.  

Se la Rete potrà dunque liberarci dai condizionamenti subliminali della televisione e dai rischi di nuove schiavitù, libro e carta stampata - ha concluso Eco - rimarranno l'antidoto contro le nuove schizofrenie da Internet.

 

(*)  Da: 'ilnuovo.it' del 30-1-2003

Anno 3, n. 76
10 febbraio 2003

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