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IlVademecum - settimanale di informazione su chi fa informazione
Registrato al Trib. di Foggia al n. 1/2001 - Direttore responsabile: Arcangelo Renzulli
Editore: Agorà Service Editoriale. - Sede legale Via S. Antonio, 214 - Foggia

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«Non sarò la prima in Europa
, ma...»  

di Giovanna Fratta

 

Ho proprio oggi letto, perchè speditami in lettera rigorosamente anonima, una copia stampata del vostro osservatorio sulla qualità dell'informazione locale del 3 febbraio.

Nonostante la critica non sia rivolta a me personalmente (che sono responsabile solo delle parti virgolettate), ritengo che prima di parlare della cattiva informazione fatta dai mezzi di comunicazione locali, dobbiate preoccuparvi, anche, della precisione delle vostre fonti di informazione.

Prima di tutto il corso, primo in Europa nel suo genere, ha visto la partecipazione, dopo una selezione, di 15 direttrici d'orchestra, ma non tutte sono state selezionate per i concerti. Infatti una commissione presieduta dal M° E. Sciarra, ha selezionato PER MERITO (cioè non per sorteggio, nè per curriculum, nè per caso, nè per titoli di studio, bensì attraverso un vero esame consistente in una prova di concertazione davanti all'orchestra) le vincitrici dei concerti finali.

Pertanto, nonostante le 15 titolari, solo quattro hanno diretto in pubblico concerto e tante sono le vincitrici, per merito, del corso di formazione (se a pari merito o meno non ci è stato detto...!! potete informarvi meglio!).

Inoltre avete dato informazioni sbagliate circa i pezzi eseguiti; accertatevi delle fonti alle quali fate riferimento. Io, ad esempio ho diretto Peer Gynt di Grieg oltre a Bizet, e poi, ancora, c'era in programma il Pulcinella di Strawinskyi oltre a Debussy. Nel caso vogliate verificare la cosa posso portarvi i programmi di sala.

Come certamente saprete della notizia hanno parlato "La Repubblica", "La Nazione", "Il Corriere della sera", "L'Unità" oltre a Rai Radio Tre e a numerose riviste musicali.

Lo stesso comunicato stampa è stato mandato anche ai giornali locali che, ovviamente, a mio avviso, si sono soffermati sulla presenza di un direttore foggiano tra i 4 vincitori a pari merito dei concerti.

E' evidente che parlare di prima direttrice d'orchestra d'Europa sarebbe in ogni caso oggettivamente impossibile.

Chi può dire che esiste un "primo direttore d'orchestra" del mondo o italiano o d'Europa?

Vi ringrazio per l'augurio che mi fate, ma la valutazione non potrà mai essere oggettiva.

Pertanto è di lapalissiana evidenza che lo spirito della giornalista Dott.ssa M. Gatta era di sottolineare una notizia, piuttosto importante, riguardante un cittadino di Foggia.

Se poi volete fare l'analisi dei singoli termini direi di passare anche all'analisi delle vostre espresioni, tipo "primogenitura" (?), "aspirazione che ovviamente ci auguriamo possa concretizzarsi" (quindi ritenete che si possa fare una graduatoria di direttori anche voi?) "Non è la PRIMA MA RIENTRA IN UN GRUPPO DI 15 COLLEGHE" (Non è vero la scelta della commissione è stata rivolta solo a 4 di noi per i concerti finali)...

Penso inoltre che gli articoli vadano firmati.

Grazie, G. Fratta.

 

 

La Direttrice ha sbagliato direzione

 

Risponde il direttore del ‘Vadonline’, Arcangelo Renzulli:

 

Gentilissima signorina Fratta,

riceviamo la Sua nota e, come nostro costume, la pubblichiamo volentieri.

Facciamo ammenda per alcune imprecisioni riportate nel nostro precedente articolo che La riguardava, ma come avrà notato se ha "navigato" sul nostro sito, ci occupiamo più di come gli organi di informazione svolgono il loro faticoso lavoro e di come propongono le notizie ai loro lettori.

Nel Suo caso ci è sembrato eccessivo il titolo adottato dal quotidiano che, sicuramente per un vezzo che si ha nell'uso della lingua italiana, induce all'errore. Ci è parso cioè che il titolo desse come "primato" in una classifica la presenza dell'artista foggiana: che c’è ma è, come Lei stessa precisa, in buona compagnia con almeno altre tre colleghe. Il nostro rilievo riguardava questo passaggio e ci fa piacere che la conferma arrivi proprio da Lei.

Nel nostro intervento, tra l'altro, abbiamo cercato di dare anche qualche informazione aggiuntiva, in contrasto con ciò che Lei dice che noi non avremmo riportato. Pubblicando il bando credevamo di aver fornito tutte le informazioni perchè i nostri lettori comprendessero la portata reale di questa pregevole iniziativa culturale e occupazionale.

Le assicuriamo che il senso dell'Osservatorio non è rivolto in alcun modo a stabilire meriti o demeriti e non si propone altri fini se non la critica sull'articolo giornalistico per se stesso, i suoi contenuti, le fonti utilizzate, la correttezza o meno nel citarle, etc.

Confidando di essere seguiti, La salutiamo cordialmente.

 

PS.

La lettera anonima che Lei ha ricevuto ha sicuramente altra provenienza anche se qualche idea su chi possa averglieLa inviata ce l’abbiamo.

L'articolo non è firmato perchè l’Osservatorio, nell’ambito del nostro settimanale, ha una funzione di ricerca più che di digressione giornalistica.

Sull’assenza di firme Le ricordo che proprio sul numero 75 del 3 febbraio scorso, all’interno della mia risposta al collega Gianni di Bari, intitolata “La difficoltà di essere normali”, troverà meglio illustrata la nostra scelta di firmare pochi articoli.

In ogni caso, la maggior parte di quelli non firmati va ascritta al direttore responsabile - Arcangelo Renzulli - che Le sta rispondendo. L’Osservatorio è invece curato, nella maggioranza dei casi, dal collega Maurizio De Tullio e se ha qualcosa da rimproverargli sono certo sarà lieto di ricevere le Sue osservazioni e io di riospitarle nel nostro sito.

 

 

Risponde Maurizio De Tullio, che ha curato la “recensione” di quell’articolo:

 

Gentile Direttrice,

come Le ha spiegato il direttore del ‘Vadonline’, compito dell’Osservatorio è di passare in rassegna quegli articoli che non sempre si evidenziano per correttezza in ordine a titolazione, testo, reperimento delle fonti e loro citazione. Di norma non entriamo nel merito delle cose dette se non per rettificarle rispetto ad una più o meno sommaria verità facilmente ricostruibile. Nel Suo caso, per capirci, non contestavamo le Sue capacità e i Suoi meriti - che indubbiamente ci sono, li abbiamo rimarcati e Le abbiamo augurato ogni bene, anche perchè nostra concittadina - ma gli eccessi della giornalista che ha curato il servizio su di Lei.

Sono contento che Lei stessa conviene con quanto abbiamo sostenuto: era quello che, sommessamente, cercavamo di far capire.

Il Suo gradito intervento rappresenta una implicita critica a certe affermazioni fatte (o non fatte) dalla collega de ‘La Grande Provincia’: siamo stati infatti noi a scrivere che una commissione aveva selezionato le quattro vincitrici dei concerti finali e non la collega de ‘LGP’, così come noi abbiamo scritto che delle 15 titolari solo quattro hanno diretto in pubblico concerto.

Riteniamo più corretto trasmettere per competenza alla dott.ssa Gatta le osservazioni - sue e nostre - che riguardano imprecisioni e mancanze. Sarà eventualmente, ma lo dubitiamo, cura della collega chiarire ai lettori del suo giornale i termini della vicenda che positivamente l’ha comunque riguardata e per la quale torniamo a felicitarci.

Anno 3, n. 77
17 febbraio 2003

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