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INTERVENTI di
Giovanna Fratta Ho
proprio oggi letto, perchè speditami in lettera rigorosamente anonima,
una copia stampata del vostro osservatorio sulla qualità
dell'informazione locale del 3 febbraio. Nonostante
la critica non sia rivolta a me personalmente (che sono responsabile solo
delle parti virgolettate), ritengo che prima di parlare della cattiva
informazione fatta dai mezzi di comunicazione locali, dobbiate
preoccuparvi, anche, della precisione delle vostre fonti di informazione. Prima
di tutto il corso, primo in Europa nel suo genere, ha visto la
partecipazione, dopo una selezione, di 15 direttrici d'orchestra, ma non
tutte sono state selezionate per i concerti. Infatti una commissione
presieduta dal M° E. Sciarra, ha selezionato PER MERITO (cioè non per
sorteggio, nè per curriculum, nè per caso, nè per titoli di studio,
bensì attraverso un vero esame consistente in una prova di concertazione
davanti all'orchestra) le vincitrici dei concerti finali. Pertanto,
nonostante le 15 titolari, solo quattro hanno diretto in pubblico concerto
e tante sono le vincitrici, per merito, del corso di formazione (se a pari
merito o meno non ci è stato detto...!! potete informarvi meglio!). Inoltre
avete dato informazioni sbagliate circa i pezzi eseguiti; accertatevi
delle fonti alle quali fate riferimento. Io, ad esempio ho diretto Peer
Gynt di Grieg oltre a Bizet, e poi, ancora, c'era in programma il
Pulcinella di Strawinskyi oltre a Debussy. Nel caso vogliate verificare la
cosa posso portarvi i programmi di sala. Come
certamente saprete della notizia hanno parlato "La Repubblica",
"La Nazione", "Il Corriere della sera", "L'Unità"
oltre a Rai Radio Tre e a numerose riviste musicali. Lo
stesso comunicato stampa è stato mandato anche ai giornali locali che,
ovviamente, a mio avviso, si sono soffermati sulla presenza di un
direttore foggiano tra i 4 vincitori a pari merito dei concerti. E'
evidente che parlare di prima direttrice d'orchestra d'Europa sarebbe in
ogni caso oggettivamente impossibile. Chi
può dire che esiste un "primo direttore d'orchestra" del mondo
o italiano o d'Europa? Vi
ringrazio per l'augurio che mi fate, ma la valutazione non potrà mai
essere oggettiva. Pertanto
è di lapalissiana evidenza che lo spirito della giornalista Dott.ssa M.
Gatta era di sottolineare una notizia, piuttosto importante, riguardante
un cittadino di Foggia. Se
poi volete fare l'analisi dei singoli termini direi di passare anche
all'analisi delle vostre espresioni, tipo "primogenitura" (?),
"aspirazione che ovviamente ci auguriamo possa concretizzarsi"
(quindi ritenete che si possa fare una graduatoria di direttori anche
voi?) "Non è la PRIMA MA RIENTRA IN UN GRUPPO DI 15 COLLEGHE"
(Non è vero la scelta della commissione è stata rivolta solo a 4 di noi
per i concerti finali)... Penso
inoltre che gli articoli vadano firmati. Grazie,
G. Fratta. La
Direttrice ha sbagliato direzione Risponde il direttore del ‘Vadonline’, Arcangelo Renzulli: Gentilissima
signorina Fratta, riceviamo
la Sua nota e, come nostro costume, la pubblichiamo volentieri. Facciamo
ammenda per alcune imprecisioni riportate nel nostro precedente articolo
che La riguardava, ma come avrà notato se ha "navigato" sul
nostro sito, ci occupiamo più di come gli organi di informazione svolgono
il loro faticoso lavoro e di come propongono le notizie ai loro lettori. Nel
Suo caso ci è sembrato eccessivo il titolo adottato dal quotidiano che,
sicuramente per un vezzo che si ha nell'uso della lingua italiana, induce
all'errore. Ci è parso cioè che il titolo desse come "primato"
in una classifica la presenza dell'artista foggiana: che c’è ma è,
come Lei stessa precisa, in buona compagnia con almeno altre tre colleghe.
Il nostro rilievo riguardava questo passaggio e ci fa piacere che la
conferma arrivi proprio da Lei. Nel
nostro intervento, tra l'altro, abbiamo cercato di dare anche qualche
informazione aggiuntiva, in contrasto con ciò che Lei dice che noi non
avremmo riportato. Pubblicando il bando credevamo di aver fornito tutte le
informazioni perchè i nostri lettori comprendessero la portata reale di
questa pregevole iniziativa culturale e occupazionale. Le
assicuriamo che il senso dell'Osservatorio
non è rivolto in alcun modo a stabilire meriti o demeriti e non si
propone altri fini se non la critica sull'articolo giornalistico per se
stesso, i suoi contenuti, le fonti utilizzate, la correttezza o meno nel
citarle, etc. Confidando
di essere seguiti, La salutiamo cordialmente. PS. La
lettera anonima che Lei ha ricevuto ha sicuramente altra provenienza anche
se qualche idea su chi possa averglieLa inviata ce l’abbiamo. L'articolo
non è firmato perchè l’Osservatorio,
nell’ambito del nostro settimanale, ha una funzione di ricerca più che
di digressione giornalistica. Sull’assenza
di firme Le ricordo che proprio sul numero 75 del 3 febbraio scorso,
all’interno della mia risposta al collega Gianni di Bari, intitolata “La
difficoltà di essere normali”, troverà meglio illustrata la nostra
scelta di firmare pochi articoli. In
ogni caso, la maggior parte di quelli non firmati va ascritta al direttore
responsabile - Arcangelo Renzulli - che Le sta rispondendo. L’Osservatorio
è invece curato, nella maggioranza dei casi, dal collega Maurizio De
Tullio e se ha qualcosa da rimproverargli sono certo sarà lieto di
ricevere le Sue osservazioni e io di riospitarle nel nostro sito. Risponde Maurizio De Tullio, che ha curato la “recensione” di
quell’articolo: Gentile
Direttrice, come
Le ha spiegato il direttore del ‘Vadonline’, compito dell’Osservatorio
è di passare in rassegna quegli articoli che non sempre si evidenziano
per correttezza in ordine a titolazione, testo, reperimento delle fonti e
loro citazione. Di norma non entriamo nel merito delle cose dette se non
per rettificarle rispetto ad una più o meno sommaria verità facilmente
ricostruibile. Nel Suo caso, per capirci, non contestavamo le Sue capacità
e i Suoi meriti - che indubbiamente ci sono, li abbiamo rimarcati e Le
abbiamo augurato ogni bene, anche perchè nostra concittadina - ma gli
eccessi della giornalista che ha curato il servizio su di Lei. Sono
contento che Lei stessa conviene con quanto abbiamo sostenuto: era quello
che, sommessamente, cercavamo di far capire. Il
Suo gradito intervento rappresenta una implicita critica a certe
affermazioni fatte (o non fatte) dalla collega de ‘La Grande
Provincia’: siamo stati infatti noi a scrivere che una commissione aveva
selezionato le quattro vincitrici dei concerti finali e non la collega de
‘LGP’, così come noi abbiamo scritto che delle 15 titolari solo
quattro hanno diretto in pubblico concerto. Riteniamo
più corretto trasmettere per competenza alla dott.ssa Gatta le
osservazioni - sue e nostre - che riguardano imprecisioni e mancanze. Sarà
eventualmente, ma lo dubitiamo, cura della collega chiarire ai lettori del
suo giornale i termini della vicenda che positivamente l’ha comunque
riguardata e per la quale torniamo a felicitarci. |
Anno 3, n. 77 IN
QUESTO NUMERO
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