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OSSERVATORIO
SULLA QUALITA'
DELL'INFORMAZIONE LOCALE/3 'Leggodonna' nel pianeta sanità Nuovo
numero del mensile 'Leggodonna'
e nuova puntata del nostro Osservatorio
dedicato al giornale diretto da Roberto Parisi. Sul numero 1 del secondo
anno di attività, a pagina 12, scopriamo che l'articolo intitolato Contraccezione:
con pillola innovativa peso sotto controllo, compare anche su
Internet. L'articolo
originale è dell'ANSA - la maggiore agenzia di informazione d'Italia -
anche se altri siti web l'hanno ripreso, citando correttamente fonte e
nome del giornalista. 'Leggodonna' in realtà pubblica quelli che appaiono
solo degli stralci. In neretto, infatti, evidenziamo le parti utilizzate
dal mensile foggiano. Altri
due articoli, presenti sullo stesso numero di 'Leggodonna', sembrano
provenire da "Babbo natale Internet". Li trovate subito dopo
questa prima segnalazione. Di
seguito il pezzo rintracciato su www.sanihelp.it/tools/ansanews/ CONTRACCEZIONE, CON PILLOLA INNOVATIVA PESO
SOTTO CONTROLLO Data:
11.01.2003 - 13:42 - SANTO DOMINGO (Dall'inviato
Francesco Brancati) (ANSA)
- SANTO DOMINGO, 11 GEN - Una nuova
pillola anticoncezionale solletica le ambizioni della donna degli anni
Duemila: grazie a un innovativo progestinico, promette di azzerare effetti
collaterali particolarmente indesiderati quali l'aumento di peso corporeo,
che insieme a nausea, cefalea, tensione mammaria inducevano finora molte
donne a farne a meno. E' disponibile nelle farmacie italiane dall'inizio
dell'anno e nasce nei laboratori della Schering, che non a caso l'ha
presentata oggi [oggi?
E che giorno è visto che 'Leggodonna' è un mensile?! - ndr] a Santo Domingo, in
quei luoghi caraibici dove proprio 50 anni fa Gregory Pincus cominciava la
sperimentazione della sua pillola, l'invenzione che doveva segnare una
svolta nella storia civile della donna. Da allora la ricerca ha fatto
enormi passi avanti, tanto che ''ci vorrebbero cinque o sei blister delle
pillole di oggi - il paragone e' del prof. Paolo Quartararo dell'
Universita' di Palermo - per avvicinarsi al contenuto ormonale della prima
pillola, con tutti gli enormi problemi collaterali che allora comportava
questa contraccezione innovativa''. Oggi
si e' arrivati a dosaggi minimi di estrogeno e progestinico - i due ormoni
che compongono il farmaco - oltre i quali non sarebbe piu' possibile
andare, pena la perdita del controllo del ciclo mestruale stesso della
donna. Per questo l' obiettivo della ricerca non e' piu' il dosaggio
minimo delle sostanze ormonali, che al contrario aumentano di poco, ma
l'azzeramento degli effetti collaterali indesiderati. Nel corso di una
conferenza stampa, Franca Fruzzetti (Clinica Ostetrica e Ginecologica
dell'Universita' di Pisa) ha ricordato che nella pillola precedente era
stato abbassato da 30 a 15 microgrammi il contenuto di etinil estradiolo(estrogeno),
associandolo al gestodene, l'ultimo dei derivati del testosterone, ''un
progestinico ottimo ma non in grado di opporsi agli effetti negativi degli
estrogeni, quali la ritenzione idrica e il suo conseguente aumento di peso
corporeo''. Oltre tutto, un dosaggio tanto
basso di estrogeno non assicurava sempre il controllo assoluto del ciclo,
dando luogo spesso a fastidiosi sanguinamenti inframestruali, altro
effetto indesiderato. Il problema e' stato superato con un progestinico
innovativo, il drospirenone, primo di una nuova famiglia, molto piu'
simile al progesterone naturale (che sarebbe l'ideale ma non si puo'
utilizzare per bocca a questi piccoli dosaggi). ''Il drospirenone - ha
affermato Fruzzetti - ha veramente consentito di voltare pagina, poiche'
ha dimostrato di sapersi opporre agli effetti negativi degli estrogeni,
tanto che e' stato possibile riportare la dose di etinil estradiolo da 15
a 30 microgrammi, migliorando quindi il controllo del ciclo, ma senza far
aumentare la ritenzione idrica, anzi riducendola ancora''. E'
un effetto chiamato 'natriuretico'
che si determina con 3 mg al giorno
di drospirenone (dose comunemente usata nella formulazione contraccettiva)
che '' corrispondono
quantitativamente a una dieta povera di sodio ''. Secondo
Franca Fruzzetti, '' il bilancio
finale, nella media dei valori controllati negli studi fin qui fatti,
comporta una riduzione dopo due anni di 6-7 etti di peso corporeo. Il che
non vuol dire che sempre si verifica questo effetto, ma che viene comunque
contrastato l'effetto negativo di altre formulazioni di
estrogeno-progestiniche che inducevano, al contrario un aumento del peso
corporeo''. E gli effetti positivi del drospirenone non si
fermerebbero qui secondo Andrea Genazzani (Universita' di Pisa), per il
quale l'estrema somiglianza con il progesterone naturale conferirebbe al
nuovo progestinico proprieta' positive (gia' note del progesterone) nei
confronti dei recettori di alcuni neurotrasmettitori cerebrali, producendo
anche un effetto anti ansia. In questo modo si spiegherebbero - ha
osservato Genazzani - le risposte positive sulla qualita' della vita,
riguardanti espressamente l' umore e il generale stato di benessere,
riferite in 280 questionari compilati da donne appartenenti a diversi
Paesi europei. (ANSA). Ed
eccoci al secondo brano che abbiamo rintracciato su internet e che,
singolarmente, compare ancora su 'Leggodonna', a pagina 18. Anche
in questo caso balza evidente il "gemellaggio" con il sito 'Sanihelp.it' che, sempre correttamente, riprende la notizia
dall'ANSA, citandola. L'originale
è all'indirizzo http://sanihelp.it/tools/ansanews/ MEDICINA:OSTEOPOROSI, IDENTIFICATO FATTORE RISCHIO GENETICO Data:
09.01.2003 - 17:27 - ROMA (ANSA)
- ROMA, 9 GEN - E' stato
identificato un importante fattore di rischio genetico per l'osteoporosi,
e la scoperta sara' utilizzata per creare un test diagnostico basato sul
Dna, che aiutera' a prevenire , facilmente, la malattia. Lo ha reso noto
il gruppo Roche e deCode genetics i cui scienziati hanno identificato
specifiche variazioni di un singolo gene che conferiscono un rischio
significativamente aumentato di osteoporosi. L'osteoporosi e' uno dei
maggiori problemi di salute pubblica tra le persone con piu' di 50 anni,
in particolare tra le donne, ed e' caratterizzato dal progressivo
assottigliamento e indebolimento delle ossa. Nell'ambito dell'alleanza
mirata allo sviluppo di sistemi diagnostici basati sul DNA, le due aziende
stanno ora analizzando questi e altre spie biologiche per creare un test
che possa identificare le persone che sono a rischio di sviluppare la
malattia. Questo test promette di rendere efficaci le strategie di
prevenzione per la malattia stessa e per le complicazioni a essa legate,
quali le fratture delle ossa. Nell'ambito della ricerca genetica
sull'osteoporosi nella popolazione islandese, deCODE ha identificato 7
SNPs (single-base variations nel DNA) all'interno di un gene sul cromosoma
20, che conferisce un rischio di osteoporosi aumentato di diverse volte.
Queste variazioni contribuiscono, con l'avanzare dell'eta', a diminuire la
densita' della massa ossea,il tratto distintivo dell'osteoporosi, oltre ad
aumentare il rischio di fratture ossee, una conseguenza della malattia
grave e frequente. La squadra deCODE ha identificato il gene grazie a un
ampio studio, che ha coinvolto piu' di 1.000 pazienti e parenti sani in
139 famiglie. (ANSA). L'ultima
segnalazione, che riguarda sempre 'Leggodonna', presenta un'appendice che
non siamo stati in grado di comprendere pienamente. Il nostro 'Osservatorio'
ha "captato" lo stesso articolo pubblicato a pagina 19 dal
mensile foggiano sul sito del quotidiano 'La
Stampa' di Torino in data 20 gennaio. Ma c'è un particolare curioso.
La rubrica del giornale torinese riprende la notizia dall'ANSA, che
infatti è citata in coda al brano. Su 'Leggodonna', però, c'è un
periodo finale che non risulta nel brano ANSA ripreso da 'La Stampa'.
Mistero! Da:
www.lastampa.it/_web/_RUBRICHE/benessere BENESSERE News
/ a cura di Claudia Ferrero - del 20 gennaio 2003 Menopausa
anticipata, attente alla
depressione Uno stato depressivo cronico di media o severa entità può far
scattare la menopausa con anni di anticipo rispetto all'orologio biologico
naturale delle donne: è questa la conclusione del primo studio che ha
esaminato l'impatto della depressione sui tempi del climaterio. L'indagine
- pubblicata sugli «Archivi di psichiatria generale» Usa - lancia così
un segnale d'allarme per le donne che pur soffrendo di depressione non si
curano. Il rapporto ha osservato «un aumento delle possibilità di
menopausa anticipata del 20% tra le depresse». Gli impatti negativi sulla
salute di un climaterio anticipato sono - secondo gli autori della ricerca
condotta al «Brigham and Women Hospital» di Boston - svariati: bassi
liveli di estrogeni indotti dalla menopausa fanno scattare prima la
perdita di densità ossea e quindi l'osteoporosi, le funzioni sessuali
risultano in discesa; le funzioni cognitive diminuiscono ed i rischi di
disturbi cardiaci aumentano. La transizione verso la menopausa intorno ai
50 anni è considerata normale, ma nelle volontarie depresse sono stati
osservati i sintomi inziali del climaterio anche nei trent'anni. [Ansa] |
Anno 3, n. 77 IN
QUESTO NUMERO
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