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SONDAGGI Da
alcune settimane sulle pagine del ‘Quotidiano
di Foggia’ è presente un vistoso
coupon che i lettori
interessati possono compilare - indicando chi desiderano come prossimo
Presidente della Provincia -, ritagliare e spedire via fax al giornale. L’iniziativa
a nostro avviso solleva qualche perplessità, in ordine a come il
“sondaggio” è stato pensato, organizzato e proposto. La normativa in
proposito è piuttosto chiara e anche ferrea, soprattutto perchè il ‘Quotidiano’,
a distanza di qualche giorno, pubblica anche un aggiornamento in relazione
al gradimento del pubblico, in termine di voti percentuali. Ma,
ufficialmente, come viene definito il termine sondaggio nell’ipotesi se
ne voglia fare un uso pubblico? Secondo l’ASSIRM, l’unica
organizzazione italiana che raccoglie tutti gli istituti di ricerca, «...il
termine "sondaggio" viene spesso usato in modo improprio per
designare qualsiasi forma di raccolta di informazioni presso il pubblico:
tale uso improprio è alla base di molti equivoci e distorsioni. E' perciò
necessario formulare una definizione chiara di questo termine, e
promuoverne per quanto possibile un uso corretto ed "esclusivo".
Ogni "sondaggio" deve essere basato sulla misurazione della
pubblica opinione con criteri scientifici e di rappresentatività. Un
sondaggio è rappresentativo quando i suoi risultati possono essere
riferiti, entro margini di approssimazione statisticamente predeterminati,
all'intera popolazione che si considera. La qualifica di sondaggio non può
quindi essere attribuita a indagini svolte con tecniche che non assicurano
in alcun modo la rappresentatività rispetto alla popolazione considerata». Lo
stesso Garante per le Comunicazioni (Agcom) con una delibera pubblicata
sulla ‘Gazzetta Ufficiale’ dell'8 agosto 2002 ha fissato regole chiare
circa la pubblicazione dei sondaggi. La nuova normativa prevede che la
pubblicazione dei risultati di un sondaggio vada sempre preceduta da una
serie di informazioni riguardanti il campione intervistato, le domande
poste, il committente e quant'altro. Non
meno chiaro l’intendimento dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti che,
in un accordo sottoscritto proprio con l’ASSIRM, precisava altrettanto
nettamente che «...presentare come "sondaggio" una serie di informazioni che non
corrispondono alle regole per poter essere definite tali costituisce un
concreto attentato alla buona fede del fruitore, in quanto esso fruitore
può essere influenzato dall'autorevolezza connessa con il termine
"sondaggi" ed attribuire alle informazioni diffuse una
credibilità totalmente diversa che se tali informazioni fossero
presentate come libere opinioni di questo o quel gruppo di cittadini o
soggetti politici». Se
i colleghi del ‘Quotidiano’ desiderano interpretare gli umori dei
propri lettori in ordine alla prossima tornata elettorale hanno due
possibilità: svolgere un sondaggio rispettando le regole previste o
chiamare in maniera diversa quello che alla fine sembra essere solo un
gioco per pochi. Non a caso, tra i lettori che avranno votato e motivato
le loro indicazioni, il giornale, come è spiegato in una nota che
accompagna i coupon, «...regalerà
uno splendido orologio». Per
essere certi della bontà di questa iniziativa, il ‘Vadonline’
ha contattato l’Agcom e nel prossimo numero vi aggiorneremo sulla scorta
delle risposte forniteci. |
Anno 3, n. 77 IN
QUESTO NUMERO
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