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FOGGIA ITALIA Come
e dove si parla di Foggia e dei foggiani Da: ‘Il Messaggero’ di Roma del 10-3-2003 DOVE NASCONO I NUOVI
DIRIGENTI Ora anche per i “bocconiani"
pubblico è bello Sempre più iscritti
ai corsi per diventare manager delle istituzioni. Per molti un posto
anche Oltralpe dal
nostro inviato NANDO TASCIOTTI MILANO — Una selezione durissima, costi finanziari
impegnativi per andare alla Bocconi e, poi, la scelta — anziché dei
corsi di laurea e dei Master finanziari rivolti al settore privato,
presumibilmente più redditizi — di quelli che portano direttamente
nella pubblica amministrazione. Ogni tanto, qualcuno dei 732 giovani che,
nella famosa università commerciale milanese, sono iscritti al corso di
laurea in "Economia delle amministrazioni pubbliche e delle
istituzioni internazionali", si domanda se ha fatto davvero la scelta
più produttiva. Ma gli sbocchi professionali che si sono subito aperti a
chi li ha preceduti, ed anche ai laureati che hanno frequentato le prime
tre edizioni del "Master in management pubblico", sono
rassicuranti. «Il settore pubblico sta diventando sempre più attraente e
competitivo, in termini economici e professionali. E anche noi vi stiamo
dedicando sempre maggiore impegno, per formare giovani che siano
innovatori manageriali nelle pubbliche amministrazioni, e abbiano anche
sensibilità e preparazione internazionale», conferma il professor Elio
Borgonovi che, fino a poche settimane fa, è stato direttore della
SDA-Bocconi, la prestigiosa scuola di direzione aziendale, emanazione
dell’università, che il Financial
Times colloca al 38° posto tra le prime cento nel mondo. Tra i nove corsi di laurea triennali dell’università
Bocconi, quello rivolto espressamente al settore pubblico si chiama CLAPI,
ed è nato abbastanza recentemente, nel ’93-’94, quando Rettore era
Mario Monti, attuale membro della Commissione europea. I primi laureati
sono arrivati nel ’97, e da allora ne sono stati "sfornati"
402. Dove sono finiti? Il 14% in amministrazioni pubbliche italiane (ad
esempio, due sono assistenti dei direttori generali dei comuni di Milano e
Venezia; un altro è responsabile marketing all’ospedale Sacco di
Milano; ed è ex-bocconiana anche la responsabile di una Asl di Viterbo);
il 10% in organismi internazionali (uno è all’Ocse di Parigi, due sono
nella Banca Mondiale); il 24% operano in società di consulenza; quasi il
50% sono impegnati nel settore privato (imprese, banche, studi di
commercialisti) ed altri hanno proseguito gli studi.
Attualmente, gli iscritti ai nove corsi di laurea della
Bocconi sono 13.300 (compresi i fuori-corso), e in gran parte frequentano
il corso di laurea in Economia aziendale (6.885) e quello in Economia
delle istituzioni e dei mercati finanziari (1.600). Gli iscritti al corso
orientato verso il settore pubblico sono invece 732, e spiegano la loro
scelta con «l’impegno verso le persone» (Giulia Perego, di Vimercate),
«l’interesse per le organizzazioni internazionali» (Andrea Predana, di
Cividale del Friuli), «le possibilità che le recenti riforme aprono a
chi vuole fare un lavoro pionieristico soprattutto al Sud» (Roberto
Stasi, di Potenza), «le opportunità aperte dal federalismo, e anche dal
ruolo internazionale delle regioni» (Guenda Bailo, di Prato).
Due anni fa, la Bocconi ha avviato anche l’MMP (Master in
Management Pubblico), per persone già laureate (soprattutto in
Giurisprudenza, Economia e Scienze politiche): dura un anno e costa 8.500
euro. Gli ammessi sono stati 50 nel 2000, 60 nel 2001 e 57 l’anno
scorso. Quest’anno sono 55, età media 29 anni, e provengono dalla
provincia di Milano e dal resto del Nord, ma soprattutto (46%) dal Sud: «E’
un fenomeno che noi vediamo con molto favore, ed è legato anche alle
borse di studio messe a disposizione da enti meridionali che investono su
questi giovani», spiega ancora il professor Borgonovi. E, dei 167 che
hanno frequentato le prime tre edizioni del Master, il 90% hanno trovato
un’occupazione o migliorato la precedente posizione professionale,
diventando ad esempio assistente del direttore generale del comune di
Napoli, ricercatore alla Bocconi, "controller" nella presidenza
del Consiglio, o funzionario della Consob. E’ sicura di avere sbocchi professionali immediati anche
Roberta Bertacco, di Bassano del Grappa: è laureata in sociologia, sta
frequentando appunto il Master in management pubblico, e nota che «molti
comuni stanno dedicando maggiore attenzione alla rilevazione dei bisogni
dei cittadini». Anche Francesco Florio, funzionario dell’Agenzia delle
Entrate di Milano, non pensa di abbandonare la pubblica amministrazione:
«Sto cercando di aumentare le mie capacità manageriali, ma sempre per il
settore pubblico: è una forma di impegno politico». E sono più o meno
le stesse motivazioni che si raccolgono anche tra gli iscritti ad uno dei
Master in Management sanitario, il MIMEP, tenuto in inglese, per 40
studenti di 29 differenti paesi del mondo. Ad esempio, Anna Dobringer, di
Vienna, utilizzerà l’esperienza alla Bocconi per il suo lavoro in
Austria, e Giuseppe Caposeno, di Foggia, è sicuro che con la sua laurea
in Ingegneria bio-medica al Politecnico di Milano e con questo Master alla
Bocconi, non avrà difficoltà a trovare lavoro «in tutto il mondo, nelle
organizzazioni internazionali». Anche nel nostro Sud? «E’ più
difficile, ma anche lì si stanno rendendo conto che ci sarà sempre più
bisogno di manager nel settore pubblico». ==== Da: ‘La Stampa’ di Torino del 9-3-2003 Foggia,
nonna Lucia si candida alle provinciali La paladina rossa degli anziani ha 83
anni, è vedova e sola: i figli sono morti corrispondente
da FOGGIA Quando compirà 83 anni, il 25 aprile, sarà in piena
campagna elettorale per la Provincia: nonna Lucia Bruno, classe 1921, è
candidata consigliere per il Partito dei comunisti italiani. A proporre il
suo nome sono stati gli amici del quartiere e ieri, giornata della donna,
l´anziana ha accettato, per rappresentare i problemi degli anziani.
Vedova da trent'anni, sola dopo che i tre figli sono morti, nonna Lucia è
nota in città per essersi opposta a quattro sfratti esecutivi, contando
solo sulla solidarietà del vicinato. La sua vicenda commosse il Comune
che, nel 2000, l´anno in cui la signora subì la «persecuzione abitativa»,
le assegnò un basso. E proprio lì, nella sua stanzetta con servizi nel
centro storico, nonna Lucia ha già allestito il comitato elettorale. I
vicini, con gli amici del Pdci, le hanno regalato due oggetti che a un
candidato non debbono mancare: la televisione e il telefonino. Lei legge i
giornali, fuma («E' l'unico vizio che ho», confessa), pensa alle cose
che dovrà dire quando incontrerà gli elettori e guarda sognante il «palco»
dove terrà il suo primo comizio: le scale del mercato coperto di fronte
casa sua, sotto gli occhi benedicenti della Madonna dell´Incoronata,
chiusa in un'edicola dove l´anziana prega ogni giorno. Comunista e devota
nonna Lucia: ha assistitito ai comizi di Togliatti e Di Vittorio (che il
padre teneva in foto su di un altarino domestico) e chiede la protezione
dei santi. Nonna Lucia in campagna elettorale parlerà della solitudine di
tanti anziani. «La segreteria e il Comitato regionale del partito - dice
il segretario del Pdci, Roberto Consiglio - hanno approvato all'unanimità
la candidatura di Lucia Bruno, perchè la sua è la vicenda emblematica di
tanti anziani lasciati soli, dai famigliari e dalle istituzioni, proprio
nella fase più delicata della vita». Soli e indifesi: soltanto ieri nel
Foggiano si è consumata l'ennessima aggressione a una donna di 61 anni.
Per strada, in casa, mentre vanno a fare la spesa, sono loro, gli anziani,
le prime vittime della violenza urbana che si accanisce sui più deboli. A
peggiorare la situazione è arrivata la sospensione, per problemi
economici, dell'assistenza domiciliare integrata, l´Adi, che ha privato
decine di «nonni» della città e di alcuni centri del Subappennino del
sostegno degli assistenti sociali. Così aumentano i casi di anziani
costretti al ricovero per cure che un sistema familiare e sociale
efficiente potrebbe assicurare nelle loro abitazioni. Nonna Lucia assicura
che darà voce a tutto questo. Anna Langone ==== Da: ‘Il Resto del Carlino’ del 9-3-2003 Abusivi a Villa Granata Una volta ci dormivano i giocatori single della Reggiana e
le giovani promesse. Villa Granata, in via Agosti a Santa Croce, era
l'indirizzo del calcio reggiano. L'altro ieri in questo edificio di tre
piani i carabinieri hanno trovato sette marocchini che lo avevano
trasformato in alloggio senza regola. Non c'è troppo da stupirsi. Villa
Granata è chiusa da quasi tre anni: inagibile a seguito dei danni
provocati da terremoto. Pericolante per i comuni mortali, ma non per
questi immigrati senza tetto, che a Villa Granata avevano trovato tutto:
letti, tv, armadi. Si erano intrufolati nella villa da una finestra del
secondo piano. Per non farsi scorgere, usavano una scala che tenevano
nascosta nell'erba alta che circonda l'edificio (di proprietà della
curia). Poi chiudevano la finestra, sperando che nessuno si accorgesse di
loro. E invece qualcuno ha avvisato i carabinieri di Santa Croce che
assieme ai colleghi del Nucleo radiomobile hanno fatto irruzione nel
palazzo. Quattro di loro — età compresa fra i 23 e i 41 anni — hanno
documenti regolari e risultano residenti a Foggia, Parma e Brescia. Gli
altri tre sono clandestini. Uno di questi, Aziz Nasiri, 24 anni, è stato
arrestato per la legge Bossi Fini: non aveva rispettato l'intimazione a
lasciare l'Italia. Un altro, 37enne, ha ricevuto l'ordine di espulsione
del questore. I clandestini sono stati denunciati per false generalità.
Assieme agli altri, dovranno anche rispondere di invasione abusiva di
edificio e di furto aggravato: si sono «impossessati» dell'energia
elettrica spiombando i contatori dell'Enel. ==== Da: ‘Il Nuovo.it’ dell’8-3-2003 Donna picchiata in casa e rapinata Due malviventi nel
pieno della notte hanno fatto irruzione nell'abitazione di una donna. L'hanno
legata al letto e picchiata. Hanno smesso solo quando si
sono impadroniti dei soldi, poche centinaia di euro. TORREMAGGIORE (FOGGIA) – Legata e picchiata da due
rapinatori. La vittima, una donna di 61 anni, è ancora sotto choc: nel
pieno della notte è stata svegliata da due intrusi. I malviventi
l’hanno rapinata di un portafogli contenente poche centinaia di euro. I due sarebbero entrati nell’appartamento da una finestra
e, dopo aver aggredito la donna, cogliendola di sorpresa nel sonno,
l’hanno legata con alcune corde al letto e picchiata. Hanno smesso solo quando la donna ha detto loro dove era
custodito il denaro. Dopo aver messo le mani sul portafogli sono fuggiti.
La vittima è stata soccorsa questa mattina da alcuni familiari ed
accompagnata in ospedale. Guarirà in quindici giorni. (8 MARZO 2003, ORE
11:45) ==== Da: ‘Il Tempo’ di Roma dell’8-3-2003 FOGGIANO Consulenze d’oro condannati 5
amministratori di
GIOVANNI SCAFURO MA QUANTO mi costi! Il noto refrain dello spot di una
società di telecomunicazioni ben si adatta a cinque amministratori
comunali di San Severo(Fg)condannati qualche giorno fa dalla Corte dei
conti a 4000 euro ciascuno per consulenze esterne affidate nel campo della
comunicazione interna ed esterna a mezzo stampa. La sezione
giurisdizionale per la Puglia, dopo un iter velocissimo ha infatti
ravvisato nel comportamento degli amministratori pubblici «l'elemento
psicologico della colpa grave». Eppure la difesa aveva utilizzato gli
elementi tipici di altri processi similari. Innanzitutto la «straordinarietà»
e «l'eccezionalità» della consulenza esterna. Ciò, per gli imputati,
era giustificato dall'inesistenza all'interno del Comune di una struttura
ad hoc per le attività di comunicazione con adeguate professionalità.
L'addetto stampa in servizio non era ritenuto, infatti sufficientemente
preparato. Il collegio giudicante colloca, a monte del giudicato,che la
P.A., per l'assolvimento dei propri compiti istituzionali, deve avvalersi
del proprio personale e strutture burocratiche. Uniche deroghe sono ammesse quando «l'esigenza da
soddisfare abbia - secondo i giudici contabili - il carattere della
eccezionalità e straordinarietà e quando, nell'apparato burocratico
dell'Ente interessato, non vi siano figure professionali preordinate al
soddisfacimento di compiti e funzioni che esorbitano dalle normali
mansioni e conoscenze dell'Ente medesimo». Pertanto, la presenza di un
addetto stampa evidenzia l'inutilità dell'esborso subito dalle finanze
comunali. A nulla poi può, infine il tentativo estremo del collegio
difensivo di invocare i termini di prescrizione. La Corte dei conti,
ribadisce che nei confronti delle Pubbliche amministrazioni valgono i
termini di 5 anni dalla data in cui si è verificato il fatto dannoso. ==== Da: ‘Il Mattino’ di Napoli dell’8-3-2003 TRASPORTAVANO
FANGO Sequestrati cinque autocarri Cinque autotrasportatori della provincia di Napoli e di
Avellino sono stati denunciati dai carabinieri per trasporto illegale di
fango e acque prodotte dal trattamento delle acque reflue; i loro mezzi
sono stati sequestrati. Nel corso di controllo i carabinieri hanno trovato
i cinque all'uscita del casello autostradale di Candela sprovvisti della
documentazione relativa al trasporto del materiale. I militari hanno
accertato inoltre che il fango e le acque venivano trasportati in
contenitori non idonei. Le indagini dei carabinieri del Noe e della
stazione di Candela, in provincia di Foggia, proseguono per individuare
ove il materiale dovesse essere stoccato. Non si escludono sviluppi
nell’indagine che prosegue a vasto raggio anche in Irpinia. ==== Da: ‘Il Nuovo.it’ del 7-3-2003 Foggia, un sms ai genitori se il
figlio marina la scuola E' la novità di un
istituto tecnico. La scuola avvertirà i genitori attraverso un sms se i ragazzi
disertano le lezioni. di Antonio Castaldo FOGGIA - Non sarà più facile come una volta marinare le
lezioni. Sugli assenteisti del libro incombe un sms spione.
L’espediente, adottato con successo in Francia, è da qualche giorno in
fase di sperimentazione a Foggia, nell'istituto tecnico industriale
Leonardo Da Vinci. I genitori degli studenti che si assentano senza averne
comunicato in tempo i motivi, ricevono sul proprio telefonino un
messaggio: “In data odierna suo figlio si è assentato”, firmato
“Itis Leonardo da Vinci”. L’iniziativa
è resa possibile da un software, elaborato da una società informatica
pugliese, ed è stato attivato previo un investimento di poco meno di 2000
euro. “Non deve essere vista come una forma di controllo nei confronti
degli studenti - - afferma il preside dell’istituto tecnico, Fernando
Cincione, che da trent'anni dirige la scuola -. Il consiglio d'istituto,
d'accordo con le famiglie, ha voluto porre un freno alle assenze di massa.
Troppo spesso ci siamo ritrovati con classi semivuote perché la giornata
era pesante o perché c'era un compito in classe. Come scuola nel nostro
piano dell'offerta formativa abbiamo deciso di proporre questo servizio
alle famiglie, nell'interesse dei ragazzi ma anche della scuola”. E non manca
chi sottolinea l’economicità del servizio. Mandare un sms costa
pochissimo, molto meno degli oltre due euro necessari ad inviare una
raccomandata, il metodo classico, quello temuto da generazioni e
generazioni di studenti, che dopo ogni assenza tenevano sotto stretta
sorveglianza la cassetta della posta, onde intercettare messaggio timbrato
dalla presidenza spesso foriero di sgradevoli conseguenze. Inoltre, il
sistema potrà essere utilizzato anche per altri scopi puramente
informativi, come avvisi su incontri scolastici, provvedimenti
disciplinari, eventi organizzati dall’istituto. Per il momento, però, ci si limita alle assenze. Ad ognuno
dei 700 studenti del Leonardo da Vinci corrisponde un codice a barre, nel
quale sono state inserite alcune informazioni, compreso il numero di
cellulare dei genitori, fornito dalle stesse famiglie. Oltre il 90 per
cento dei genitori ha approvato il progetto aderendo all'iniziativa.
Attraverso il sofisticato software e grazie ad un modem collegato ad un
computer, la lista degli assenti diventa un elenco di numeri telefonici ai
quali il messaggio sms arriva automaticamente in caso di mancata conferma
della presenza. Da oggi in poi, si farà molta più attenzione
all’appello quotidiano. (7 MARZO 2003, ORE
20) ==== Da: ‘Il Resto del Carlino’ di Bologna del 7-3-2003 Pesaro Invalido, ora pure disoccupato MONTECCHIO — Gli amministratori del Comune di Sant'Angelo
in Lizzola gli hanno suggerito di cominciare a cercarsi un altro lavoro.
Perché tra un mese, allo scadere del suo contratto, lasceranno quel posto
a qualcun altro. E per Antonio Inglese, 28 anni, originario di Foggia ma
residente da 11 anni a Montecchio, la notizia è stata devastante. Perché
per lui, diabetico da 15 anni, trovarsi un altro lavoro non è la cosa più
semplice di questo mondo. All'apparenza Antonio è tale e quale a tutti i ragazzi
della sua età: non gli mancano né il fisico né le capacità per
svolgere una qualsiasi occupazione. Ma ogni tanto, nonostante le terapie e
gli accorgimenti alimentari vari, le sue forze vengono meno, la mente si
offusca e possono sopraggiungere veri e propri svenimenti. Difficile,
stando così le cose, fare il benché minimo progetto professionale. Quel lavoro affidatogli tre anni fa dal Comune di
Sant'Angelo in Lizzola, ottenuto dopo ripetute pressioni da parte della
famiglia, sembra invece fatto su misura per lui: Antonio deve
semplicemente custodire il palazzetto dello sport di Montecchio, in piazza
Falcone e Borsellino. Un lavoretto che certo non garantisce grandi
soddisfazioni: le ore di lavoro sono poche, la paga esigua e le mansioni
poco gratificanti. Ma è l'unico lavoro che Antonio può svolgere
serenamente, senza temere di mettere in pericolo se stesso o qualcun
altro. «Spesso ho lavorato anche di domenica pur di tenermi stretto
questo lavoro. Speravo che prima o poi questi sacrifici mi sarebbero valsi
un contratto a tempo indeterminato; invece mi hanno fatto sapere da
un'assistente sociale che non avevano più intenzione di assumermi perché
quel posto serviva anche a qualcun altro. Ma io ho il 66% di invalidità,
per tre anni ho fatto tutto quello che mi è stato chiesto, perché ora mi
liquidano così?» Antonio è anche iscritto nelle liste di collocamento, ma
la cosa non gli ha mai fruttato grossi benefici: «Sono giovane, ci sono
persone con anni e anni di disoccupazione che puntualmente mi passano
davanti in graduatoria. Ho anche fatto dei lavoretti in nero, ma ora
voglio garantirmi un futuro. Il Comune ha il dovere di aiutarmi, invece di
continuare a fare i suoi interessi». ==== Da: ‘Corriere della Sera’ di Milano del 7-3-2003 IL
PERSONAGGIO Luxuria: «Donne non si nasce, si
diventa» «Donne si diventa, non si nasce», ne è convinto Vladimir
Luxuria, foggiano, 36 anni, attore/trice en travestì, come lui stesso si
definisce Festeggia? « Lo
farei se il concetto di femminilità si allargasse tanto da includere
anche me». Ha qualche speranza? «Io certo ogni giorno di più, c’è sempre tempo per
migliorare». Come consiglia alle
donne di festeggiare? «Schiaffeggiando con le mimose tutti quegli uomini che le
hanno fatte soffrire, che non le rendono felici, che le tormentano». Lo farà anche lei? «No, soffro di una cronica allergia alle mimose». Come le donne non
dovrebbero festeggiare? «Trasformandosi per una notte in orde di piranha che si
chiudono in locali, urlando davanti a giovanotti seminudi». Lo trova disdicevole?
«Assolutamente sì. Non si devono vedere uomini che si
spogliano solo l’8 marzo e per di più pagando. Gli uomini devono
spogliarsi tutti giorni per le donne». Devono? «Sì, è un loro dovere, è naturale che lo facciano.
Secondo me lo fanno troppo poco». Ha qualche consiglio
domani? «Altro che strip-tease io domani sera al Palacisalfa
metterò all’asta gli uomini. Anche le donne avranno lo stesso potere
dei maschi. Anzi di più». Maria Rosaria Spadaccino ==== Da: ‘Gazzetta di Mantova’ del 7-3-2003 CULTURA
SPETTACOLI In scena al Teatreno arriva "Se
tujur la nui" g.v. "Se tujur la nui" è la rappresentazione che sarà
messa in scena stasera alle 21, al Teatreno, in piazza Don Leoni 18. Lo
spettacolo, presentato dalla compagnia teatrale Katzenmacher, è stato
ideato dal regista Alfonso Santagata che vestirà anche i panni
dell'interprete insieme a Rossana Gay, Johnny Lodi e Massimiliano Poli. «Se
tujur la nui è quello che nella mia scrittura drammaturgica chiamo
"l'emergenza", cioè qualcosa che ho dentro e di cui mi devo
liberare; può essere uno stato febbrile, dettato dalla confusione... uno
stato d'animo indefinibile, che crea un'inquietudine intensa. Queste sono
le parole che Santagata ha scritto agli organizzatori del Teatro
all'improvviso per presentare lo spettacolo che, secondo l'attore-regista
foggiano, parla del "mondo degli esclusi partendo dagli attori in
quanto tali e dell'assurdità della realtà, a cui si può rimediare con
l'ironia". L'evento, patrocinato dal Dopolavoro Ferroviario e incluso
nella rassegna teatrale "Sentieri sensibili - Altri percorsi",
è promosso da ministero alle attività culturali, dalla direzione cultura
identità e autonomie della Regione Lombardia e assessorati alla cultura
del Comune di Mantova e della Provincia. Info: 0376 221705. ==== Da: ‘La Stampa’ di Torino del 7-3-2003 L´INCONTRO
DI 1700 RAGAZZI CON «L´UOMO DELLE STELLE» FRANCO MALERBA Calciatori e Veline? No, astronauti Grande partecipazione
e gara finale con quiz fisico-matematici Calciatori? Veline? Macché. Mettete un astronauta vero,
con tanto di berretto e stemma indossati durante la sua impresa, tra 1700
ragazzini, e allora sì che vedrete un grande entusiasmo. Ieri mattina il
primo astronauta italiano, Franco Malerba, ha incontrato gli alunni di 30
scuole tra elementari e medie, che hanno gremito il Teatro Colosseo di Via
Madama Cristina: sono arrivati in pullman o in treno addirittura da
Torremaggiore (Foggia), da Gattatico (Reggio Emilia), e da varie località
della provincia: dalle vicine Collegno e Chieri, alle più lontane
Avigliana e Perosa Argentina. L'esordio sul palco è rivolto a Torino, che
Malerba definisce come la città dove si costruisce gran parte della
stazione spaziale internazionale e «una delle capitali mondiali dello
spazio». Scrosciano gli applausi. L'astronauta si trova a suo agio sul
palco, e trasmette subito il suo entusiasmo al giovane pubblico, che verso
il finale rumoreggia: tutti vogliono intervenire, fare domande. Vogliono
sapere come si diventa astronauti, e Malerba li sprona a dedicarsi
soprattutto allo studio in materie come la matematica, importante in
settori come ingegneria e ricerca. Racconta la sua missione del 1992 con
il supporto di immagini spettacolari, e come se il volo l'avesse fatto
ieri. Parla dell'adrenalina a livelli «esagerati» alla partenza, del
disorientamento iniziale dei primi giorni in assenza di peso,
dell'incredibile vista della Terra, fino alla planata finale in
atterraggio. Si alternano momenti di spiegazione scientifica seria, a
momenti divertenti, anche con qualche risata, come quando descrive il
funzionamento del wc di bordo, definito da Malerba come «un aggeggio
complesso: ci insegnano ad utilizzarlo con cura, altrimenti sono guai». E
non manca un momento di riflessione: questa volta nel teatro regna il
silenzio, davanti alle immagini dei rischi che comportano le missioni
spaziali, con il ricordo ancora vivo del recente disastro del Columbia. E
non manca un quiz finale. Vengono scelte due scolaresche: Avigliana contro
Chieri. Malerba chiede ai ragazzi che cosa manca agli astronauti in
orbita: l'aria, l'acqua, il peso o la Terra? I ragazzi azzeccano che manca
il «peso» e via con altre domande. I ragazzi sono piuttosto preparati:
la «gara» finisce 5-3 per la scuola di Avigliana, ma alla fine vengono
premiati tutti, nella gran festa di questo «speciale» dei «Giovediscienza»
dedicato alle scuole. E per tutti c'è la possibilità di ricevere un
autografo su «foto Nasa», da parte del primo italiano «tra le stelle».
Antonio Lo Campo ==== Da: ‘La Stampa’ di Torino del 7-3-2003 OGGI IL «CERTAME»
OSPITATO AL LICEO CLASSICO Studenti da tutt´Italia nel nome dell´Alfieri ASTI - Una cinquantina di studenti provenienti da diverse
scuole italiane questa mattina «gareggeranno» nello svolgimento del tema
proposto dalla commissione del Certame Alfieriano: «Mirra, dal mito alla
tragedia alfieriana». Il concorso, una inedita gara che mette a confronto
vari modi di studiare l´Alfieri, è giunto alla quinta edizione, avrà
inizio alle 8 nelle aule del liceo classico. La manifestazione è infatti
organizzata dall´«Alfieri» in collaborazione con Comune, Provincia,
Regione, Fondazione centro studi alfieriani. All´iniziativa hanno inoltre contribuito la Fondazione
della Cassa di Risparmio di Asti, l´Unicredit banca, il Comitato
nazionale per le celebrazioni alfieriane, l´Unione industriali e varie
aziende della provincia. Alle 11 sarà inaugurata la mostra «Pietro
Cazzani e il suo Alfieri», a cura di Carla Forno, Giampiero Monaca, Noemi
Priarone. Pietro Cazzani sarà ricordato nella ricca documentazione
di articoli e fotografie come preside del liceo classico nel Dopoguerra,
primo direttore del Centro Nazionale Studi Alfieriani e autore di numerose
pubblicazioni sul trageda. La manifestazione prosegue nel pomeriggio con
un programma di lettura e musiche a cui partecipano studenti ed ex allievi
del liceo astigiano. Alle 15 a palazzo Ottolenghi appuntamento con «Andavo,
andavo, cercavo dove poter sostare...». Il programma di lettura, con
regia di Davide Russo, propone accanto a brani tratti dall´opera di
Vittorio Alfieri stralci di altri importanti autori da Seneca a Catullo,
da Leopardi a Pascoli sul tema del «viaggio». L´accompagnamento
musicale è a cura di Marialuisa Ferraro, chitarra e Marta Pavia, piano.
La mostra dedicata a Pietro Cazzani resterà aperta fino al 31 maggio.
L'Associazione ex allievi ed ex professori del Liceo «Alfieri»
organizzerà inoltre ad aprile un incontro con gli ex allievi del
professor Cazzani. Partecipano al Certame alfieriano le seguenti scuole e
studenti, con i professori che li accompagnano: liceo classico
"Parodi" Acqui Terme (prof.ssa Lucilla Rapetti), studenti:
Chiarlo Gisella, Mannoni Federico; istituto "Filetico"
Frentino-Ceccano (prof.ssa Rampini Mirella): studenti Maura Manuela,
Donetti Nazarena; classico "Ugo Foscolo", Pavia (prof.ssa
Giovanna Paviglianiti), studenti: Alessandrino Francesco, Marabelli Elisa;
classico "Aristofane", Roma (prof.ssa Barbara Valenti),
studenti: De Propriis Luigi, Moliterni Alfredo; istituto "Monti"
Asti (Prof.ssa Faraone Maria), studenti: Ghi Chiara, Soverino Tiziana;
classico "Gioberti", Torino (Prof.ssa Mossa Simonetta) studenti:Chiavazza
Carlotta, Caligaris Francesco; classico "Colombo" Genova (Prof.ssa
Orietta Buffrini), studenti: Ferrari Silvia; classico
"D'Azeglio" Torino (Prof.ssa Maria Antonietta Buratti),
studenti: Alonge Guillaume, Claudia Caci; istituto "Balbo" -
Casale Monferrato, studenti: Olearo Elena, Rapetti Lisa; classico "Doria"
Novi Ligure (Prof.ssa Raffaella Simonassi) studenti: Elena Storace, Ian
Foss Hathaway; scientifico "Giolitti" Bra (prof.ssa Oddenino
Chiara), studenti: Roberta Rosso, Elisa Cagnazzo; classico "Jacopo
Stellini" Udine (prof.ssa Maria Barrocu), studenti: Piazzi
Massimiliano, Vidussi Alice; classico "Cavour" Torino (prof.ssa
Paoletti Maria)studenti: Fornero Francesca, Beltramo Riccardo, classico
"Alfieri" Torino (prof.ssa Carla Zullo Piccoli) studenti:
Stefania Nai, Giuseppe Pezzini; classico "Manzoni"- Milano (Prof.
Marchesi Carlo) studenti: Pabis Arianna, Sabbatini Giovanni; classico
"Giannone" Benevento (Prof.ssa Donnarumma Maria Cristina),
studenti: Lepore Clemente, Vigliotti Gennaro; scientifico "Peano"
Tortona (Prof.ssa Graziano Monica),studenti: Cantu' Valeria, Ricci
Roberta, istituto tecnico industriale "Medi" Galatone (Prof.ssa
Bellafronte Giuliana) studenti: Alemanno Marco Murrone Maria Veronica;
istituto "Tulliano", sez. ass. Classico - Arpino (Prof.ssa
Barzine Teresa), studenti: Battisti Laura, Bianchi Federica; scientifico
"Galilei" - Alessandria (Prof.ssa Irace Clara) studenti: Zoppi
Marco, De Alessi Benedetta; istituto "Einaudi", sez. ass.
istituto tecnico commerciale e per geometri, liceo classico (Cervinara
Prof.ssa Gallo Rosa) studenti: Marchese Lucia,Amatiello Mario; istituto
"Quinto Orazio Flacco" Portici (Prof.ssa Consolente Annunziata),
studenti: Accardo Flavia, Scapolatello Mariano; scientifico
"Galilei" Voghera (Prof.ssa Bernini Patrizia), studenti: Viola
Tavazzani, Valentina Gatti; classico "Meli" - Palermo (Prof.ssa
Puglia Franca) studenti: Peritore Giulia , Sillitti Chiara; classico
"Moro" - Manfredonia (Prof. Luciano Farmini), studenti:
Raffaella e Giuseppina Bottalico. ==== Da: ‘Il Resto del Carlino’ di Bologna del 7-3-2003 Rimini Bombe: per Stefanelli
tre anni di reclusione Tre anni di reclusione a carico di Maurizio Stefanelli, il
sammarinese dipendente dell'Aasp arrestato il 17 febbraio dai carabinieri
di Foggia perché trovato in possesso di due bombe a mano (una di tipo
ananas), una pistola calibro 6,35 e un coltello. Il giudice ha emesso la
condanna con rito direttissimo. La condanna per importazione (in Italia) e
detenzione di armi da guerra. Il giudice ha tenuto conto delle attenuanti generiche,
applicando il minimo della pena. Il difensore di Stefanelli aveva sostenuto che il suo
assistito aveva acquistato le armi in Italia, per cui il reato era solo
quello di detenzione. Il giudice non gli ha creduto. L'avvocato ha annunciato ricorso in appello, e istanza di
scarcerazione per il 49enne Stefanelli, che risulta ancora detenuto in
Puglia. Le bombe a mano erano state fatte successivamente brillare dagli
artificieri foggiani. ==== Da: ‘Il Gazzettino’ di Venezia del 6-3-2003 Inchiesta Glaxo NOSTRO
INVIATO VERONA - Galleria di indagati eccellenti in camice bianco.
Nomi, cognomi, specializzazioni, qualifiche sanitarie, potere ospedaliero
dei medici finiti nell'inchiesta Glaxo con un'ipotesi d'accusa alquanto
imbarazzante. Il sostituto Condorelli, sulla base del rapporto della
Polizia Tributaria del Veneto, ha infatti ipotizzato la partecipazione ad
un'associazione per delinquere finalizzata a commettere, tra l'altro, i
reati di corruzione e di turbata libertà degli incanti. Alcuni giorni fa
avevamo anticipato un primo elenco. Adesso è possibile individuare tutti
i 17 medici che sono finiti nella scomoda posizione di indagati: 7 operano
in Veneto, tre in Friuli Venezia-Giulia, due in Lazio, uno in Alto Adige,
Toscana, Puglia, Lombardia e Campania. Helmuth AMOR.Da 23 anni è primario del reparto di Medicina
II all'ospedale San Maurizio di Bolzano. Ha dichiarato: «i miei rapporti
con la Glaxo sono sempre stati assolutamente trasparenti». Franco AMUNNI.Nel sito ufficiale della Federazione
Nazionale degli Ordini dei Medici si trova con questo nome solo un medico
iscritto all'albo di Arezzo, con laurea e abilitazione a Firenze. Ma
risulta che eserciti l'attività di odontoiatra, non di medico
ospedaliero. Enzo BONORA.Ha 50 anni, lavora e insegna a Verona. È
docente associato nella clinica di Endocrinologia e Malattie del
metabolismo e opera nella stessa divisione di Michele Muggeo. Nato a
Mantova, si è laureato a Pavia, specializzandosi a Parma e Verona. Fausto DE LALLA.Nato a Pisa 64 anni fa, laureatosi e
specializzatosi a Siena, è iscritto all'Ordine di Milano. È primario di
Malattie infettive all'ospedale San Bortolo di Vicenza. «Dalla Glaxo ho
avuto solo uno zainetto». Raffaele FANELLI.Nato a San Severo in provincia di Foggia
è un cardiologo. Esercita in un luogo conosciuto in tutta Italia, ovvero
nella Casa Sollievo della Sofferenza sorta a San Giovanni Rotondo, accanto
ai luoghi in cui si venera Padre Pio, per assistere i malati che vanno in
pellegrinaggio sulla tomba del beato. Renato FANIN.È nato a Trieste 49 anni fa, città dove si
è laureato ed ha conseguito l'abilitazione. È però iscritto all'Albo
dei medici-chirurghi di Udine, visto che lavora al Policlinico
universitario come primario di Ematologia. La struttura ospedaliera è
specializzata, tra l'altro, nelle cure per la leucemia e nella ricerca,
anche con cellule staminali. Francesco FEDELE.È docente all'Università "La
Sapienza" di Roma e primario del Policlinico Umberto I. Emilio FONGARO.Nato ad Arzignano 61 anni fa, laureatosi
all'università di Padova, è iscritto all'albo di Vicenza. È primario
del reparto di Medicina dell'ospedale di Schio. Michele MUGGEO.Ha 64 anni. È direttore a Verona della
clinica universitaria di Endocrinologia e Malattie del metabolismo, nonchè
membro del comitato etico. È un esperto mondiale del diabete ed ha
diretto "Diabets Study", una campionatura durata quindici anni
su numerosissimi malati. Giorgio PALADINI.Nato a Venezia 55 anni fa, laureatosi a
Padova, iscritto all'albo dei medici di Venezia, è primario della seconda
divisione di Medicina dell'Ospedale Maggiore di Trieste. Maria Luisa PLACELLA.È responsabile della farmacia per il
reparto di malattie infettive dell'ospedale Monaldi-Cotugno di Napoli. Emiliano RENALDINI.È primario di Cardiologia nell'ospedale
di Manerbio (Brescia). Mario SALVAGNINI.Nato ad Adria, 55 anni, laureato a Padova,
specializzato in malattie del tubo digerente e in medicina interna, è
primario di gastroenterologia dell'ospedale civile "San Bortolo"
di Vicenza. Olivo SORIO.Lavora nell'ospedale Civile maggiore di Borgo
Trento a Verona, dove è da oltre trent'anni direttore della farmacia. Claudio TERZANO.Ha 46 anni, si è laureato a Roma dove è
docente di fisiologia respiratoria all'università "La
Sapienza". Andrea TASCA.Nato a Venezia, ha 52 anni, è iscritto
all'albo dei medici di Venezia. Laureatosi a Padova, specilizzatosi in
urologia, è primario all'ospedale civile "San Bortolo" di
Vicenza. Umberto TIRELLI.Ha 54 anni, è nato a San Martino in Rio,
si è laureato a Modena ed è iscritto all'albo dei medici di Reggio
Emilia. Specialista in oncologia, ematologia e malattie infettive, esperto
di stanchezza cronica, è docente alla facoltà di Medicina di Udine,
nonchè primario al Centro antitumori (Cro) di Aviano (Pordenone). G. P. ==== Da: ‘Messaggero Veneto’ di Udine del 6-3-2003 Domenico Chionchio si è spento a 55
anni È morto ieri a 55 anni, all’ospedale di via Veneto
stroncato da un male che l’aveva colpito qualche tempo fa, Domenico
Chionchio, ex sottufficiale della Guardia di Finanza, da una decina
d’anni ragioniere commercialista. Nato a Vieste in provincia di Foggia
nell’ottobre 1948, Chionchio, dopo aver frequentato la scuola allievi
sottoufficiali della Guardia di Finanza era giunto a Gorizia negli anni
Ottanta e da maresciallo aveva svolto compiti ispettivi di polizia
tributaria sino ai primi anni Novanta allorché decise di congedarsi per
dedicarsi alla professione di commercialista. Iscrittosi al collegio dei ragionieri del Friuli-Venezia
Giulia nel febbraio 1992, Domenico Chionchio aprì uno studio in corso
Verdi avviandovi una proficua attività professionale. Lascia nel lutto la moglie Marilena Domenis e un figlio. I
funerali saranno celebrati domani alle 11 nella chiesa di San Giuseppe
artigiano. ==== Da: ‘Il Centro’ di Pescara del 6-3-2003 La
vicenda in via Buonarroti. La vittima è un 40enne albanese, grave
in ospedale. La moglie ricoverata in stato di choc Agricoltore sfigurato a colpi di
roncola San Salvo:
aggressione per qualche pigna, arrestati padre e figlio Paola
Calvano SAN SALVO. Ferito gravemente e sfigurato per un sacchetto
di pigne. E' accaduto a S.R. 41 anni, agricoltore di origine albanese
residente a Carapelle (Foggia), in prognosi riservata nell'ospedale di
Vasto. I medici stanno cercando di ricostruirgli volto e setto nasale che
Vincenzo Menichilli, 43 anni, e il figlio Piero, 22, di San Salvo, gli
hanno mutilato a colpi di roncola. La sua colpa, raccogliere pigne nella stessa pineta in cui
si trovava la coppia di sansalvesi. Una "intrusione" non gradita
e che ha scatenato la violenta reazione dei Menichilli. S.R. che al
momento dell'aggressione era in compagnia della moglie, A.S. ha rischiato
di morire dissanguato. Le urla della donna, picchiata a sua volta
selvaggiamente, sono state avvertite da alcuni passanti che hanno chiamato
il 118 e i carabinieri. La coppia di albanesi è stata trasferita in
ospedale e i due aggressori arrestati per tentato omicidio. IL FATTO. . L'agghiacciante aggressione è avvenuta nel
primo pomeriggio di martedì all'ingresso di San Salvo, in via Buonarroti,
l'ex statale Istonia che da San Salvo porta verso Cupello. Una zona ricca
di vegetazione e conifere. Vincenzo Menichilli ha raggiunto la pineta con
il figlio e insieme hanno cominciato a raccogliere pigne da decorare e
rivendere. Pochi minuti dopo sono arrivati S.R. e la moglie. L'albanese ha
appoggiato una scala a una grosso pino, è salito sui pioli ed ha
cominciato a sua volta a raccogliere pigne. I Menichilli non hanno affatto
gradito. Nonostante la pineta si trovasse su una pubblica strada i due
sansalvesi hanno cominciato a rivendicare diritti territoriali. Si è così
accesa una discussione. Dalle parole il passaggio alle mani è stato
breve. Padre e figlio hanno cominciato a picchiare selvaggiamente
S.R. senza risparmiare botte neanche ad A.S. Non contenti alla fine hanno
imbracciato una roncola e si sono avventati sull'albanese. L'uomo è stato
colpito più volte al viso. S.R. si è accasciato per terra in un pozza di
sangue. I due aggressori sono fuggiti. A.S. ha cercato di prendere in
braccio il marito per portarlo in ospedale, urlando disperata. Pochi
minuti dopo sul posto è arrivata una pattuglia dei carabinieri e
un'ambulanza del 118. L'EPILOGO. Sebbene quasi privo di sensi, R.S. all'arrivo
dei carabinieri, prima di essere caricato sull'ambulanza, ha descritto ai
soccorritori i due aggressori. Un identikit molto preciso. Poco dopo i
militari hanno suonano il campanello di casa Menichilli. Uno dei due
uomini ha finto di essere a letto. La coppia è stata accompagnata prima
in ospedale e messa a confronto con S.R., poi in carcere. A loro carico
pende la grave accusa di tentato omicidio. S.R. ieri mattina è stato
sottoposto ad un delicatissimo intervento di ricostruzione maxilofacciale
e dell'orbita oculare. L'intervento è riuscito, ma probabilmente ne
serviranno altri per un accetabile recupero dei lineamenti dell'albanese e
curare il trauma cranico e facciale. La moglie è invece ricoverata in
neurologia, in osservazione per i colpi ricevuti alla testa. La donna è
in stato di choc. ==== Da: ‘Liberazione’ del 5-3-2003 Storia d'Italia Caro direttore, nella trasmissione di ieri 3 marzo di
"Porta a Porta" ho assistito ad alcune delle più squallide e
gravi dichiarazioni di un… giornalista (?). A quanto pare anche
direttore de "Il Giornale", Belpietro. La tua presenza a quella
trasmissione è stata più che mai opportuna, perché hai saputo con
grande maestria respingere le infamanti accuse contro il popolo pacifista.
Quello che desidererei tu facessi alla prima occasione di apparizione in
televisione è di far presente che anche coloro che, come me sono stati
colpiti dalla mano vile dei terroristi, hanno sfilato sia dopo l'omicidio
di Biagi che alla grande manifestazione per la pace. Ti scrivo perché le
vittime del terrorismo non diventino merce di pubblicità. Io sono
comunista e sono il figlio del maresciallo della Polizia di Stato Rosario
Berardi ucciso dalle Brigate Rosse il 10 marzo 1978. Belpietro studi la
Storia d'Italia e scoprirà tante cose. Salvatore Berardi Cerignola
(Fg) ==== Da: ‘Il Mattino’ di Padova del 5-3-2003 PADOVA
Telefonate hard in caserma:
carabiniere patteggia 8 mesi (a.g.) Otto mesi di reclusione con i doppi benefici di legge: è
il conto che ha scelto di pagare un carabiniere trentenne di Foggia, M.N.,
che nelle notti in cui svolgeva servizio di piantone nella caserma
(attualmente non operativa) di Ponte di Brenta non aveva resistito alla
tentazione di abusare del telefono. Non sono per conversare a lungo con
amici e conoscenti pugliesi ma soprattutto per contattare le cosidette «hot
lines», in pratica il 144 e altri numeri a luci rosse. Il giochetto è
durato qualche mese, finché al comando dell'Arma non è arrivata la
salatissima bolletta della Telecom. Superata la sorpresa, ai controllori non è stato difficile
scoprire l'arcano: le bollette, come si sa, sono «trasparenti» e cioè
recano indicate tutte le voci di utilizzo. I conti sono subito tornati
(alcune centinaia di migliaia delle vecchie lire) quando si è accertato
che sia le lughe chiamate ai parenti e agli amici che quelle a luci rosse
erano state effettuate esclusivamente nelle notti in cui il militare
meridionale era di piantone. Quest'ultimo, messo alle strette, ha ammesso
così la propria colpa. Il comando ha segnalato il caso alla Procura Militare e il
dossier è finito sul tavolo del pubblico ministero Sergio Dini che ha
contestato due ipotesi di accusa: peculato militare e violata consegna.
Nei giorni scorsi, nel corso dell'interrogatorio del carabiniere, le parti
hanno raggiunto un accordo per il patteggiamento della pena in otto mesi
di reclusione, intesa che sarà ufficializzato in occasione della camera
di consiglio fissata davanti al gup. La vicenda però è costata
ugualmente cara al carabiniere pugliese: l'Arma l'ha congedato su due
piedi. ==== Da:
‘Corriere della Sera’ di Milano del 5-3-2003 Droga e cavalli, truccato
l’antidoping Provette sporcate con
cocaina o sparite, sigilli violati: inchiesta
della Procura di Milano su sette ippodromi MILANO - Provette sporcate con cocaina pura o sparite nel
nulla, sigilli e contenitori violati: i Nas svelano i sistemi con i quali
negli ultimi due anni centinaia di esami anti-doping sui cavalli da corsa
sono stati vanificati e si chiedono se siano serviti a coprire gare
truccate. E l’indagine partita dalla procura di Milano, che all’inizio
sembrava riguardare solo pochi ippodromi di secondo piano, si estende a
centinaia di corse, a sette impianti sparsi in mezza Italia e a scommesse
per milioni di euro. E’ il novembre scorso quando ai carabinieri del Nas
di Milano arriva una segnalazione preoccupante. Parte dal centro
anti-doping Unione italiana incremento razze equine (Unire)re di Settimo
Milanese e parla chiaro: in alcuni campioni di urina e di sangue,
prelevati dai cavalli che avevano partecipato alla corsa tris dell’8
novembre nell’ippodromo di Castelluccio dei Sauri (Foggia), erano state
trovate allo stato puro cocaina e lidocaina (un anestetico usato anche per
tagliare la coca). Qualcuno doveva avercele messe apposta per rendere «manifestamente
inattendibile», e quindi annullare, gli esami anti-doping. Per gli
investigatori tutto questo si spiegava solo in un modo: c’era chi voleva
nascondere un caso di frode sportiva evitando che l’Unire scoprisse che
qualche cavallo era drogato. Il 24 gennaio il sostituto procuratore di Milano Antonio
Genna, aperta un’inchiesta, ordina ai Nas di perquisire le scuderie di
Castelluccio dei Sauri a caccia di droga e sostanze dopanti. Il magistrato
ipotizza anche un reato: uso illecito di sostanze stupefacenti (art.72 del
dpr 309/90). Nell’ippodromo i Nas non trovano la cocaina, ma decine di
fiale (valore oltre i 10.000 euro) di «Epoetina alfa», una sostanza ad
alto potere dopante. Nei guai finiscono due veterinari e un addetto ai
controlli. Il magistrato, però, si rende conto presto che potrebbero
essere estranei agli inquinamenti e ad un eventuale doping. Emerge,
infatti, che i contenitori dell’Unire non erano custoditi al sicuro e
che, quindi, chiunque avrebbe potuto inquinarli. Una palazzina a due piani nelle campagne al confine tra
Milano e Settimo Milanese ospita il centro anti-doping dell’Unre. È qui
che ogni anno arrivano i quasi 25 mila prelievi eseguiti dai veterinari
dell’ente sui cavalli primi classificati nelle circa tremila
competizioni di trotto e galoppo che si svolgono nei 42 ippodromi che
costellano la penisola da Trieste a Siracusa. Spulciando migliaia di dati,
i Nas puntano a sette ippodromi - Tor di Valle (Roma), Aversa,
Montegiorgio, Vinovo (Torino), Palermo, Taranto e, ovviamente,
Castelluccio dei Sauri - e a centinaia di corse tris e gran premi. Ogni anno l’Unire scopre tra i 100 e i 150 casi di
doping, il 20 e il 30 per cento dei quali - dicono ufficiosamente nel
centro antidoping - viene annullato perché i campioni prelevati dai
cavalli non possono essere esaminati per i motivi più disparati. Si va
dai più gravi, come l’inquinamento da cocaina, a quelli solo formali,
come contenitori trovati aperti. Per un «vizio di forma» (questa vicenda
è solo un esempio che non ha nulla a che vedere con l’inchiesta) fu
annullato un prelievo fatto nel ’99 a Varenne, il trottatore dei record
ormai in pensione. Le prime analisi trovarono tracce di caffeina e
teofilina, sostanze stimolanti proibite anche se contenute in alcuni
mangimi; le seconde analisi, una sorta di prova d’appello, furono
invalidate, c’è chi dice per un sigillo lento. Non mancano i furti,
circa cinque l’anno riguardano pacchi di provette che spariscono prima
di arrivare nei laboratori dell’Unire. «Questi episodi potrebbero aver impedito di accertare
frodi sportive», commenta il dottor Genna il quale spiega che «la
situazione è obiettivamente migliorata da quando, un paio di mesi fa,
l’Unire ha rafforzato i controlli sui prelievi e sulla custodia dei
campioni». Dopare un cavallo, ovviamente, può essere utile per
vincere una corsa. Se le vincite alle scommesse sono pagate a fine gara,
comunque e subito, i premi in denaro, quelli a cui di solito puntano i
proprietari, vengono consegnati solo dopo che il cavallo ha superato i
controlli anti-doping. È chiaro che potrebbero esserci molte persone
interessate a rendere inutilizzabili i campioni. Nas e procura di Milano
stanno affilando le armi. Giuseppe Guastella
==== Da:
‘Corriere della Sera’ di Milano del 5-3-2003
MILANO - Via
Mompiani, i due banditi minacciano gli impiegati ma
un testimone avverte la polizia Colpo in banca, presi all’uscita Arrestati un
sorvegliato speciale e il complice armati di taglierino Era un sorvegliato speciale, aveva l’obbligo di
soggiornare a Milano, ma non aveva perso il vizio di sempre: rapinare le
banche. Ieri mattina Corrado Pirano, 26 anni, napoletano abitante in via
Mompiani, ci ha riprovato assaltando l’agenzia 87 della Cariplo, in
corso Indipendenza 43. Con lui c’era un complice, Vincenzo Cardillo, 37
anni. Ma ai due è andata male. Razziati euro, dollari, corone norvegesi e
sterline i rapinatori, al momento di uscire dall’istituto di credito,
hanno trovato ad aspettarli gli agenti della volante che li hanno
ammanettati. Un paio d’ore dopo, il tempo di compilare il verbale
d’arresto, i due erano già nel carcere di San Vittore. Corrado Pirano,
pur essendo ancora giovane, ha un curriculum penale di tutto rispetto.
Appena diventato maggiorenne ha inanellato un notevole numero di arresti
per furto, rapina, detenzione di sostanze stupefacenti e ricettazione. La magistratura aveva deciso, per la sua pericolosità, di
sottoporlo al regime di sorveglianza speciale con l’obbligo di abitare
nella sua dimora di via Mompiani. Lui, però, non ne ha voluto sapere di
rinunciare al mestiere di rapinatore. Così ieri mattina alle 10,45,
seguito come un’ombra da Vincenzo Cardillo, originario di San Severo di
Foggia, si è presentato alla Cariplo di corso Indipendenza 43. Estratto
un taglierino, il bandito ha minacciato di morte l’unico cliente
presente e i tre impiegati. Poi è iniziata la razzia. In pochi secondi 4
mila euro, 765 dollari, 950 corone norvegesi e 120 sterline inglesi sono
scivolati in un sacchetto di plastica. A questo punto è scattata la fuga
con colpo di scena finale. Al di fuori della banca c’erano, armi in
pugno, gli agenti della volante. Pirano e Cardillo, abituati a saper perdere, hanno alzato
subito le mani e si sono fatti arrestare. Chi aveva avvertito la polizia
della rapina in corso? Gli inquirenti hanno preferito tacere su questo
particolare, evitando di esporre a possibili ritorsioni l’autore della
segnalazione al 113. ==== Da:
‘Messaggero Veneto’ del 4-3-2003 Questore “bocciato” dal Tar Accolti i ricorsi
presentati da tre immigrati extracomunitari contro la
mancata concessione del permesso di soggiorno
Triplice vittoria davanti al Tar degli avvocati Carla
Panizzi e Annamaria Mihcich nelle cause promosse da altrettanti cittadini
extracomunitari ai quali il questore di Pordenone aveva rigettato le
domande di rilascio dei permessi di soggiorno pet motivi di lavoro già
richiesti alla questura di Foggia prima che i tre si trasferissero nela
nostra provincia. I giudici hanno ritenuto che il triplo rigetto fosse
viziato da «violazione di legge, difetto di presupposto e illogicità».
Innanzi tutto, la mancanza del visto d’ingresso sui passaporti non
significa mancanza dei requisiti per ottenere il pernesso, visto che la
normativa in materia è volta a regolarizzare proprio la posizione degli
stranieri entrati irregolarmente in Italia prima del 27 marzo ’98 e che
siano in grado di esibire un contratto di lavoro. In secondo luogo, i
ricorenti sostenevano, senza essere smentiti, di possedere i requisiti di
legge e di averne esibito la documentazione all’ufficio competente, che
rilasciò ricevuta; perciò, «non si vede come la questura di Pordenone
possa negare a priori, e sulla base di un elemento irrilevante, i permessi
richiesti». Infine, secondo il Tar non ha rilevanza il fatto
dell’attuale mancanza di un permesso di soggiorno, addebitabile, semmai,
a chi non ha provveduto in merito alle istanze avanzate a suo tempo dai
tre richiedenti. Su queste basi, il tribunale amministrativo regionale ha
annullato i tre provvedimenti assunti dal questore di Pordenone nel
novembre scorso. Quanto alle spese di giudizio, le ha dichiarate
compensate fra le parti in causa. (f.f.) |
Anno 3, n. 80 IN
QUESTO NUMERO
APPUNTAMENTO | |||||||||||