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Botta e Cicolella provano a ruggire
 

di Maurizio De Tullio

Finalmente qualcosa di nuovo in àmbito free press in Capitanata. Senza nulla togliere alle cose buone fin qui passate tra le mani dei lettori (che ringraziano ancora per non dover sborsare un centesimo), merita la promozione a pieni voti il ritorno in circolazione de ‘Il Ruggito’.

Parliamo di una testata che ha attraversato varie traversìe. Nata come organ house dello stabilimento tipografico Leone Editrice di Foggia, quando era ancora una ottimamente avviata tipo-litografia, ha poi tentato la via della concorrenza senza però riuscirvi. Da giornalino-volantino aveva infatti provato a scardinare il monopolio detenuto da ‘La Città Bazar’ dovendo però desistere quasi sul nascere. Poi aveva sposato la causa della informazione di servizio, mantenendo uno spazio sempre dedicato agli annunci gratuiti, ed anche in questo caso la vita è stata breve. Due gravi lutti, quello della prematura scomparsa dell’indimenticato Mauro Leone e del papà Franco, aveva poi compromesso l’ipotesi di rilancio del giornale che è tornato inaspettatamente in circolazione grazie alla coraggiosa scelta del nuovo amministratore dell’azienda tipografica, Manfredi Leone.

E ‘il Ruggito’ è tornato alla grande, scegliendo di raggiungere i suoi lettori ogni quattordici giorni e puntando - a differenza del passato - non più solo sui numeri (ventimila copie di tiratura non sono uno scherzo) ma anche sulla qualità. Della stampa (tutte le 24 pagine sono in quadricromia), della impostazione grafica (determinante l’apporto di un ritrovato Claudio Botta), delle immagini (tutte straordinarie e scelte con l’aiuto di importanti fotografi foggiani) e del sommario. Il primo numero del “nuovo” quindicinale propone una serie di interessanti argomenti e approfondimenti: turismo, economia, imprenditoria femminile, aree interne, cultura gastronomica, nuove tecnologie, cinema, volontariato, interviste e testimonianze, oltre alle immancabili pagine di sport, concorsi e oroscopi (questi ultimi siglati da Antonio Torre).

La nuova fatica pesa sulle spalle di colleghi di provata esperienza come Mimmo Cicolella (che firma anche in qualità di direttore responsabile) e, soprattutto, Claudio Botta che al lavoro classico di tessitura abbina la fatica di rendere graficamente ineccepibile il tutto.

Originale anche il modo in cui i responsabili hanno scelto di presentarsi al pubblico: l’editore Manfredi Leone scrive un messaggio (una finta e-mail) al direttore Mimmo Cicolella, nel quale trova spazio, sul filo della memoria, un accenno alla storia di questa testata. Scrive l’editore: “Non è più tempo di avventure editoriali. La Capitanata ha bisogno di cose certe, concrete. I Leone, scusami l’immodestia, sono parte della storia dell’industria editoriale foggiana. Da mio padre, che fu il primo nel creare una vera e propria industria tipografica, passando attraverso mio fratello Mauro, desideroso di emergere nel nostro settore, il quale capì l’importanza del rinnovamento tecnologico-editoriale quando ancora era abbastanza pionieristico: e ora tocca a me raccogliere in eredità un pesante testimone, che sarà difficile gestire con la stessa avvedutezza e progettualità”. Gli fa eco Cicolella, figlio del grande Luca, del quale in questi giorni si ricorda un bellissimo libro dedicato ai tragici bombardamenti del 1943: “In questo nuovo primo numero, riprendiamo da dove avevamo lasciato i nostri lettori. Cercheremo, però di accompagnarli in un viaggio diverso nella nostra Capitanata, dove il primo comandamento sarà: «il bello...prima di tutto»”.

Il nuovo ‘Ruggito’ è stato lanciato con una vistosa campagna pubblicitaria incentrata sulle affissioni. Dell’ingente quantitativo di copie, una parte finirà anche in provincia. Servirà anche per garantire ricavi pubblicitari, finora limitati ad alcune aziende del capoluogo.

Anno 3, n. 80
11 marzo 2003

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