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Refusi a parte... di
Arcangelo Renzulli Gentilissima Sig.ra Rauzino, non deve prendersela se anche lei, come del resto noi e
altri, è incappata nella... rete del ‘Vadonline’. Come detto in altre occasioni, distinguiamo tra professione
e gioco, tra ciò che può essere il "divertimento” della rubrica ‘Errori
& Orrori’ e l’aspetto più serioso e fiscale, dell'Osservatorio. Ciò che tra le altre cose con il ‘Vadonline’
auspichiamo senza mezzi termini - vogliamo augurarci insieme a tutti i
colleghi che operano in questo settore - è che l'informazione proposta
dagli operatori e dai comunicatori sia quanto più corretta e originale
possibile nel suo momento creativo. Lo sappiamo: non è facile svolgere questo lavoro,
soprattutto se lo si fa senza la presunzione di poter aver detto e visto
tutto. Siamo convinti, anzi, che i giornali meno diffusi e
realizzati in maniera più artigianale, forse sono quelli più genuini
rispetto a quelli “maggiori” che hanno superato da tempo il rodaggio e
devono, al contrario, preparare e riempire le pagine in tempi strettissimi
a tutto scapito, molte volte, del rapporto di fiducia con il lettore,
della deontologia della professione, in una parola della qualità finale. Per intenderci: giornali locali di varia periodicità
contengono articoli “originali” elaborati dai redattori proprio come
momento di riflessione su avvenimenti e opinioni. I quotidiani locali, chi
più chi meno, hanno redazioni ormai consolidate e propongono giornalmente
varie parti che molto spesso sono preconfezionate (pagine culturali,
sportive, rubriche, etc.). Abbiamo inoppugnabilmente provato - ce ne darà atto! - che
numerosi articoli riportati su questi quotidiani, erano/sono letteralmente
prelevati di sana pianta da altre testate. Ed è qui che si incrina il
rapporto di fiducia con il lettore.
Rapporto di fiducia che non viene meno per il semplice fatto che si è
copiata la notizia, quanto per negare paternità e merito a chi quella
notizia l'ha cercata, costruita e poi proposta. Ancora. Il discorso che
Lei fa circa l'utilità del riproporre articoli già pubblicati per il
beneficio di chi non li avesse letti prima merita un discorso a parte.
Perchè, per esempio, non pensare a rubriche dedicate a questo scopo che
in “maniera trasparente" ripropongano brani di giornalisti famosi
(o meno)? Sempre cordialmente. |
Anno 3, n. 80 IN
QUESTO NUMERO
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