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Agostinacchio perde la causa con Tatarella
 

Il Tribunale di Foggia ha archiviato l’accusa di diffamazione e tentata estorsione nei confronti di Matteo Tatarella, editore e direttore responsabile del ‘Quotidiano di Foggia’ e di ‘Foggia Sera’, presentata tre anni fa dal Sindaco di Foggia Paolo Agostinacchio.

La tentata estorsione lamentata dal primo cittadino si sarebbe articolata con  richieste di fornitura di pubblicità, o di notiziari a pagamento, sui due giornali diretti da Tatarella, seguite da campagne diffamatorie e denigratorie sugli stessi giornali, sia dopo i dinieghi opposti dal Comune di Foggia a stipulare tali contratti pubblicitari. che dopo la revoca di contratti precedentemente sottoscritti. Oggetto del denunciato tentativo di estorsione sarebbero state, oltre che il Comune di Foggia, le aziende autonome facenti capo allo stesso.

Agostinacchio aveva presentato, a dimostrazione di tanto, una serie di articoli, dai quali, a suo parere, emergeva la sussistenza di una campagna diffamatoria. Si trattava, come ha sentenziato invece il G.I.P. Domenico Gentile, di articoli contenenti pesanti critiche all'attività del Comune e delle varie aziende autonome, nonchè dei rispettivi amministratori. Disposta pertanto l'archiviazione del procedimento.

Il G.I.P. ha spiegato che "gli articoli pubblicati dai giornali diretti da Matteo Tatarella, visti nel loro insieme, non possono non ricondursi al diritto di cronaca e di critica, propri dell'attività giornalistica" e che "non si può far discendere come corollario l'esistenza della tentata estorsione, individuando tali articoli come ritorsione o pressione per conseguire provviste pubblicitarie e redazionali.

"Invero così argomentando - ha precisato ancora Gentile - si dovrebbe riconoscere che, in caso contrario, i predetti giornali ed il loro direttore sarebbero tenuti ad astenersi da qualsiasi diritto di critica.

"Difatti, anche in presenza di provviste pubblicitarie e redazionali, pur se ben pagate, il direttore di quei giornali sarebbe in ogni caso tenuto, ove ne ravvisasse il caso, ad esercitare il diritto di cronaca e di critica, anche in maniera insistente e incisiva.

"Dunque l'esercizio del diritto di cronaca e di critica è libero e non sottoponibile ad alcun vincolo ed il suo libero esercizio non può costituire la base per ravvisare una 'pressione indiretta' su chi la subisce.

"In sostanza i rapporti commerciali e il diritto di cronaca e critica giornalistica sono indipendenti tra loro e l'esercizio del diritto di cronaca non può considerarsi 'minaccia' sia pure 'indirettaì per indurre o costringere chi la subisce a 'comprare' la benevolenza del giornale stesso”.

Si tratta di una sentenza che farà certo discutere anche se Tatarella lamenta un clima di asservimento tra i giornalisti di Capitanata che a suo dire «non rispettano neanche il diritto di cronaca. Parlare di solidarietà é come sparare alla luna. Almeno un organo di stampa, in questa città avrebbe dovuto citare la sentenza del giudice di Foggia, con la quale si assolveva da accuse campate per aria, lanciate dal primo cittadino, un giornalista che da sempre é in prima linea Niente di niente. Silenzio su tutta la linea. La categoria del giornalisti a Foggia più in basso di cosi non poteva cadere».

Forte della sentenza a suo favore, Tatarella va giù duro contro i colleghi, soprattutto quelli delle emittenti televisive cittadine: «E' tale la paura che il sindaco di Foggia incute nei proprietari di queste emittenti - sostiene l’editore cerignolano - che sembra di essere in pieno regime sovietico. Non una notizia che possa arrecare un qualche fastidio al manovratore dev'essere trasmessa. I foggiani devono sapere solo quello che piace al "palazzo"».

Dati i ristretti tempi a disposizione, rimandiamo al prossimo numero del ‘Vadonline’ un approfondimento della vicenda, con la speranza di raccogliere più compiutamente anche le opinioni del Sindaco di Foggia Agostinacchio e di alcuni direttori di TV locali.

Anno 3, n. 81
17 marzo 2003

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