HOME PAGE

  Chi siamo

Il Settimanale

Medi@cap

Agorà S.E.

Banca Dati

Media in rete  

Links Utili  

Arretrati

Contatti

Annunci

Copyright

I partners


clicca qui per aggiungere il sito
ai preferiti

IlVademecum - settimanale di informazione su chi fa informazione
Registrato al Trib. di Foggia al n. 1/2001 - Direttore responsabile: Arcangelo Renzulli
Editore: Agorà Service Editoriale. - Sede legale Via S. Antonio, 214 - Foggia

MEDI@CAP - OSSERVATORIO SUI MEDIA LOCALI

LEGISLAZIONE

ARRETRATI

MEDIA IN RETE

DATI VENDITA

I PARTNERS

LINK-IOSTRO DELLA RETE
Il governo: no a tariffe speciali per le spedizioni
  (*)

di Anonimo

Agevolazioni zero per giornali e riviste

Nei giorni scorsi il governo ha respinto ogni tentativo di modifica, nonchè di interpretazione estensiva, della legge 294/2002, quella che regolamenta la spedizione postale a tariffa agevolata di giornali e riviste.

Con tale provvedimento – e le relative note interpretative – il governo di fatto affossa tutta la “filiera” della carta stampata in Italia.

Potranno essere applicati sconti solamente alle riviste religiose, a quelle “postulatorie” ed a quelle che hanno almeno il 60% dei destinatari abbonati a titolo oneroso.

Quest’ultimo punto significa che un’azienda che vuole informare i propri clienti o potenziali clienti, lo potrà fare solamente se questi hanno sottoscritto un abbonamento. Assurdo, no!

Da ieri, quindi, molte aziende sono sul lastrico. I posti di lavoro a rischio sono di diverse centinaia di migliaia, (si parla di almeno un milione), praticamente più della FIAT e nella maggior parte senza alcun ammortizzatore sociale.

Sono già moltissime le aziende che hanno inviato la disdetta di contratti stipulati con agenzie ed editori di house-organ perchè non se la sentono di accollarsi i costi postali della tariffa libera, soprattutto quando le copie che avrebbero dovuto essere spedite sono molte.

Gli editori che editano riviste per aziende, chi lavora su mailing-list e quindi non ha abbonati, ma anche le tipografie piccole e grandi, le fotocomposizioni, i grafici, tanti giornalisti free-lance, ma anche dipendenti di piccole case editrici, chi fa cellophanatura, chi vende data-base, sono sull’orlo di una crisi e non solo di nervi.

Gli stessi dipendenti dei CPO delle Poste sono in subbuglio in quanto da due mesi il loro lavoro è pressocchè inesistente.

 

Il regalo di questo governo è davvero grosso.

 

Eppure, nonostante le organizzazioni di categoria, Confindustria in testa, le associazioni degli editori piccole e grandi, abbiano mandato comunicati ed email, nessun giornale, nessuna televisione, ha portato il problema alla luce, all’attenzione dell’opinione pubblica. E non credo che dipenda dal fatto che le TV ed i quotidiani ne possano trarre un vantaggio.

Certo, vi è in questo momento qualcosa di più grave. Ma anche le centinaia di migliaia di posti di lavoro che sono a rischio nella “filiera” della carta stampata, diventano qualcosa di grave, perfino più grave di una guerra che pur toccandoci tutti nell’animo, è lontana e ci tocca la tasca solo indirettamente, mentre la mancanza di lavoro a causa di un assurdo provvedimento governativo, per la maggior parte delle persone e delle aziende colpite, è una vera tragedia.

C’è stata una pressione da parte di alcuni deputati dell’opposizione per far rientrare partiti e sindacati all’interno delle agevolazioni (credo senza successo), ma anche per Comuni, Province e Regioni (escluse dalle agevolazioni) ci si dovrebbe mobilitare in qualche modo, perché l’informazione, da qualunque parte provenga, sia essa di natura politica, di attualità, di sport, ma anche tecnica, è un imperativo fondamentale per la democrazia.

Credo che si debba fare qualcosa di più per portare il problema all’attenzione dei media.

Mastom

(*) Da: ‘Il Barbiere della Sera’ del 14-03-2003

Anno 3, n. 82
24 marzo 2003

IN QUESTO NUMERO

 

APPUNTAMENTO 
AL PROSSIMO NUMERO 
CHE SARA' IN RETE


LUNEDI 
31 marzo 2003