|
|
| |||||||||||
|
| |||||||||||
|
LINK-IOSTRO
DELLA RETE di
Anonimo Agevolazioni zero per giornali e riviste Nei
giorni scorsi il governo ha respinto ogni tentativo di modifica, nonchè
di interpretazione estensiva, della legge 294/2002, quella che regolamenta
la spedizione postale a tariffa agevolata di giornali e riviste. Con
tale provvedimento – e le relative note interpretative – il governo di
fatto affossa tutta la “filiera” della carta stampata in Italia. Potranno
essere applicati sconti solamente alle riviste religiose, a quelle
“postulatorie” ed a quelle che hanno almeno il 60% dei destinatari
abbonati a titolo oneroso. Quest’ultimo
punto significa che un’azienda che vuole informare i propri clienti o
potenziali clienti, lo potrà fare solamente se questi hanno sottoscritto
un abbonamento. Assurdo, no! Da
ieri, quindi, molte aziende sono sul lastrico. I posti di lavoro a rischio
sono di diverse centinaia di migliaia, (si parla di almeno un milione),
praticamente più della FIAT e nella maggior parte senza alcun
ammortizzatore sociale. Sono
già moltissime le aziende che hanno inviato la disdetta di contratti
stipulati con agenzie ed editori di house-organ perchè non se la sentono
di accollarsi i costi postali della tariffa libera, soprattutto quando le
copie che avrebbero dovuto essere spedite sono molte. Gli
editori che editano riviste per aziende, chi lavora su mailing-list e
quindi non ha abbonati, ma anche le tipografie piccole e grandi, le
fotocomposizioni, i grafici, tanti giornalisti free-lance, ma anche
dipendenti di piccole case editrici, chi fa cellophanatura, chi vende
data-base, sono sull’orlo di una crisi e non solo di nervi. Gli
stessi dipendenti dei CPO delle Poste sono in subbuglio in quanto da due
mesi il loro lavoro è pressocchè inesistente. Il
regalo di questo governo è davvero grosso. Eppure,
nonostante le organizzazioni di categoria, Confindustria in testa, le
associazioni degli editori piccole e grandi, abbiano mandato comunicati ed
email, nessun giornale, nessuna televisione, ha portato il problema alla
luce, all’attenzione dell’opinione pubblica. E non credo che dipenda
dal fatto che le TV ed i quotidiani ne possano trarre un vantaggio. Certo,
vi è in questo momento qualcosa di più grave. Ma anche le centinaia di
migliaia di posti di lavoro che sono a rischio nella “filiera” della
carta stampata, diventano qualcosa di grave, perfino più grave di una
guerra che pur toccandoci tutti nell’animo, è lontana e ci tocca la
tasca solo indirettamente, mentre la mancanza di lavoro a causa di un
assurdo provvedimento governativo, per la maggior parte delle persone e
delle aziende colpite, è una vera tragedia. C’è
stata una pressione da parte di alcuni deputati dell’opposizione per far
rientrare partiti e sindacati all’interno delle agevolazioni (credo
senza successo), ma anche per Comuni, Province e Regioni (escluse dalle
agevolazioni) ci si dovrebbe mobilitare in qualche modo, perché
l’informazione, da qualunque parte provenga, sia essa di natura
politica, di attualità, di sport, ma anche tecnica, è un imperativo
fondamentale per la democrazia. Credo
che si debba fare qualcosa di più per portare il problema
all’attenzione dei media. Mastom (*)
Da: ‘Il Barbiere della Sera’
del 14-03-2003 |
Anno 3, n. 82 IN
QUESTO NUMERO
APPUNTAMENTO | |||||||||||