|
|
| |||||||||||
|
| |||||||||||
|
GUARDIA & LADRI Osservatorio
sulla qualità dell’informazione locale OBservare
è un po’ clonare Premessa.
Come potete notare, la rubrìca da questa settimana cambia titolo,
mantenendo invariata la sostanza. E un ringraziamento lo dobbiamo, alla
collega Luciana Labianca del settimanale ‘Foggia
& Foggia’, se perveniamo a questo cambio di intestazione in
corso d’opera. Non
ce ne vogliano gli adepti della prof. Rauzino ma un altro, e questa volta
più clamoroso, caso di clonazione (o se preferite di “autocopiatura
silente”) è stato rintracciato. Non riguarda la nostra simpatica
lettrice e animatrice culturale peschiciana ma pur sempre tocca il mondo
della cultura pugliese, quello superpatinato che, nelle intenzioni, pensa
di fare il verso all’irraggiungibile Franco Maria Ricci. Parliamo della
neonata rivista ‘OB Observare’,
trimestrale di cultura del territorio, lanciata con gran dispendio di
energie dalla Progress Communication
di Bari con il non irrilevante apporto dell’Assessore regionale Enrico
Santaniello e del suo Assessorato regionale all’Urbanistica. Nel
numero scorso il ‘Vadonline’
ha ospitato un comunicato-stampa integrale dei promotori di ‘OB
Observare’ con cui abbiamo ampiamente dato notizia della loro
iniziativa. La
rivista, che si presenta indubbiamente ben confezionata, è stata
presentata una decina di giorni fa a Foggia presso l’associazione
culturale ‘Il Circolo’ di
via Altamura di cui Santaniello è uno dei responsabili. Si
tratta di una pubblicazione che viene venduta a peso d’oro: le sue 64
pagine, che ospitan i dieci articoli del primo numero, costano 20.000
delle vecchie lire, cifra non indifferente. Ovvio: tutto in quadricromia,
belle immagini, buone firme, materiali inediti. Inediti? Non tutti... Il
‘Vadonline’ ha rintracciato, sul periodico ‘L’Idea’,
pubblicato a Ceglie Messapica (Brindisi), un articolo di qualche tempo fa.
In nostro soccorso, al solito, è intervenuta la Grande Rete. Il giornale
salentino ha infatti anche una versione telematica. Ed è qui che abbiamo
scoperto come l’illustre Leonardo Legrottaglie - autore dell’articolo
pubblicato su ‘OB Observare’ dal titolo Le
autostrade dell’Imperatore - abbia scritto “oggi” “su OB” un
testo al 95% pubblicato “altrove” e “qualche tempo fa”, cioè sul
sito www.ideanews.it/antologia/articoli/Traiana.htm Nella
Sezione Antologia, il periodico ‘L’Idea’ aveva pubblicato a
suo tempo un articolo di Legrottaglie dal titolo La via Traiana nel tracciato in Puglia. Come
vedrete, solo poche parole sono state escluse dalla versione originaria.
Non solo: nel testo pubblicato da ‘L’Idea’ Legrottaglie, verso la
fine del suo articolo, ospitava anche una dichiarazione di Giuseppe
Andreassi, Soprintendente ai Beni Archeologici della Puglia. La stessa
affermazione, sul primo numero di ‘OB’, finisce per diventare una sua
argomentazione. Poco elegante. Samo
alle solite: ognuno è certamente proprietario delle cose che scrive,
dieci anni fa o dieci minuti fa. Tutto cambia, però, se non una frase di
cinque righe ma un intero articolo è stato già pubblicato su un’altra
testata. Sarebbe bastato citare la fonte e la data, ma evidentemente una
pubblicazione del calibro di ‘OB’ non se la sarebbe sentita di
piazzare in calce al pezzo, magari in corpo 5, simile avviso. Di certo non
è un bell’inizio. In
neretto, come di consueto, le parti “clonate”. Da:
http://www.ideanews.it/antologia/articoli/Traiana.htm La
via Traiana nel tracciato in Puglia di
Leonardo Legrottaglie L'opera di conquista di Roma della
penisola italiana passava, strategicamente, dalla costruzione di un grande
sistema viario, tuttora in parte ancora visibile. Un sistema viario che
poteva permettere lo spostamento veloce di truppe e mezzi ma anche di
merci, persone, cultura e informazioni. Precedentemente alla conquista
romana, l'Italia non aveva grandi vie di comunicazione, ma solo sentieri e
piste. La rete stradale dell'Italia romana risale in gran parte all'età
repubblicana. Incominciata nel 312 a.C. con la via Appia, aveva un
grande sviluppo attorno al 100 a.C.. Secondo la Notitia Regionum Urbis,
ventinove vie uscivano dalle quindici porte delle mura aureliane. Le più
importanti erano la via Appia, come detto, che collegava Roma con
Brindisi, la via Flaminia, da Roma a Rimini, continuava con la via Emilia
fino a Piacenza, punto di partenza delle strade verso l'Europa e la via
Aurelia, da Roma a Vado Ligure e da qui verso la Gallia e la Spagna. La via Appia era la prima e la più importante tra le grandi strade
costruita da
Roma. I lavori di costruzione
iniziarono nel 312 a.C. dal
magistrato Appio-Claudio. La sua realizzazione viaggiava insieme alla
conquista delle regioni meridionali. Un primo tratto, quello iniziale, si
spingeva da Roma fino a S. Maria Capua Vetere, in Campania; poi continuava
fino a Benevento (268 a.C.) e Venosa in Basilicata nel 190 a.C.. La
sconfitta e il ritiro di Annibale apriva le
porte alla Puglia: proseguiva attraverso la Basilicata fino a Taranto e
infine, nel II° secolo a.C. arrivava a Brindisi, porta per l'oriente,
dove l'altacolonna ne indicava il limite estremo. "L'autostrada Appia", nel II° secolo d.C. conobbe una
variante che ne abbreviava il percorso. Fu l'imperatore Traiano, nel
108-110 d.C., a realizzarla a partire da Benevento. Un percorso
alternativo più veloce, comodo e sicuro. Con essa si poteva raggiungere
Brindisi da Roma in 13/14 giorni, per un percorso complessivo di 540 Km.
La via Appia-Traiana, questo il nome, era
in parte lastricata con grandi
lastroni (basoli) di pietra basaltica. La carreggiata aveva una larghezza
di circa 4 metri, sufficienti a consentire il passaggio contemporaneo di
due carri nel doppio senso di marcia. Due marciapiedi in terra battuta,
delimitati da un cordolo di pietra e larghi ognuno almeno un metro e mezzo
fiancheggiavano la carreggiata. Nei tratti più frequentati, ogni 10-13 Km
e in quelli meno frequentati (14-17 Km) si incontravano sulla strada,
così come oggi sulle moderne autostrade, le stazioni di posta che
servivano per il cambio dei cavalli, il ristoro e l'alloggio dei
viaggiatori. Lungo il percorso massicci cippi militari in pietra sistemati
ai bordi della strada indicavano la distanza da Benevento. La nuova strada dalla Campania si riversava in Puglia passando per
Aecae (Troia), Canusium (Canosa), fino a Bituntum (Bitonto), seguendo da
Canosa l'attuale percorso della statale 98. Da qui e fino ad Egnazia la
strade diventavano due: la prima, interna, proseguiva attraversando
Azetium (Rutigliano), Norba (Conversano) per poi giungere ad Egnazia,
importante centro Messapico e poi Romano; l'altra, puntando per Barium
(Bari), costeggiava tutta la costa e attraversava i centri di Neapolis (Polignano)
e Diria (Monopoli?) fino a, Gnathia (Egnazia). Entrambi i tracciati, già
presenti prima dell'arrivo dei romani, sotto forme più ridimensionate,
sono ancora oggi oggetto di studio in quanto non si è stabilito ancora
quale dei due sia quello fatto ampliare dall'imperatore Traiano. Secondo
la professoressa, Raffaella Cassano, ordinario di "archeologia e
storia dell'arte greco-romana" e del professor, Giorgio Otranto,
ordinario di "storia del cristianesimo antico" entrambi
all'Università di Bari il tratto della via Traiana "vera" è
quella che che si riversa sul litorale. A Monopoli sud, probabilmente, si
congiungevano le due strade per continuare secondo un unico percorso fino
a Brundisium (Brindisi). Ed è proprio qui che è visibile un pezzo della
via Traiana, forse il più grande. Per circa 300 metri la strada romana
costeggia quella in uso e asfaltata che conduce in direzione Capitolo,
costruita negli anni cinquanta sul percorso di quella romana. Il tratto
emerso è storicamente rilevante proprio perché in questo punto la
carreggiata arriva fino a 20 metri (solo in parte visibile) e i solchi
scavati nel calcare indicano una biforcazione secondo due direzioni. L'area però, è da tempo abbandonata e neppure un gard-rail mette al
sicuro l'automobilista di passaggio dalla possibilità di poterla
invadere. Erbacce e rifiuti sono presenti e addirittura un tratto e stato
ricoperto trasversalmente e abusivamente con pietrisco per permettere il
transito a veicoli e persone dell'adiacente condominio sulla strada
recentemente asfaltata. Inoltre, i recenti lavori fognari, che hanno
cancellato il percorso pedonale attrezzato sul lato opposto ai resti
romani, ha lambito la stessa via anche se non in luce. "I
rapporti con l'amministrazione del comune di Monopoli sono stati
pressoché occasionali e spesso intermediati" - dice il
Soprintendente ai beni archeologici della Puglia, Giuseppe Andreassi.
Apprendo da voi lo stato di abbandono di quel tratto di via Traiana, che
comunque, alcuni anni fa, fu risistemato e ripulito. Ma le
competenze per la salvaguardia spesso spettano alle singole
amministrazioni. L'Italia - continua - per il
vasto patrimonio storico-architettonico di cui dispone non può vincolare
qualsiasi area. A volte è chiamata in causa la sensibilità delle singole
amministrazioni locali per la valorizzare del patrimonio di cui
dispongono". Del turismo
Monopoli ne fa una bandiera. E' vero, non tutto si può fare, ma
basterebbe poco per tutelare un pezzo di storia millenaria da vedere e da
spiegare. |
Anno 3, n. 82 IN
QUESTO NUMERO
APPUNTAMENTO | |||||||||||