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PERIODICI
I primi dieci anni de ‘La
Portella’
di
Maurizio De Tullio
Dieci
anni fa nasceva nella piccola comunità di Serracapriola, sulle ceneri di
precedenti esperienze, il periodico ‘La
Portella’. Il nome venne scelto per ricordare una barriera in
muratura che un tempo separava il vecchio nucleo abitativo del paese dal
nuovo.
In precedenza a Serracapriola, ridente località di circa 5.000 abitanti
posizionata su un bel colle del Tavoliere settentrionale, si stampava ‘Il
Borgo’, un bimestrale fondato nel lontano 1953 che illustrava gli
aspetti e i problemi del paese poi trasformatosi nell’altro periodico ‘Torniamo
alle Sorgenti’, di ispirazione meno laica.
Ma è dell’agosto 1993 il contatto dei serrani con la loro pubblicazione
dal taglio più giornalistico, ‘La Portella’ appunto. Un periodico
serio e pacato nei toni che ha scelto di essere totalmente uno specchio
fedele delle problematiche locali, senza nessuna concessione alle
provocazioni della grafica ultramoderna comune ai giornali che vengono
sfornati a ritmo frenetico nella nostra provincia.
“In una realtà locale, sonnacchiosa ed avara di novità
- scriveva il direttore nell’editoriale del secondo numero, pubblicato
nel novembre 1993 - la nascita de
‘La Portella’ è stata salutata con molte attenzioni, pronunciate con
intensità di accenti e ricchezze critiche. Questa coralità,
caratterizzata dalle tante e tante sfumature dell’ugola serrana,
alimenta la nostra linfa per continuare sulla strada della libera
informazione’.
E l’appuntamento è proseguito, senza interruzioni, anzi con
l’aggiunta di un’appendice - il sito internet www.laportella.it
- che ha consentito di ricongiungere i serrani rimasti con quelli
costretti negli anni precedenti ad emigrare oltre provincia, nel nord
Italia e all’estero.
Oggi ‘La Portella’ prosegue il suo cammino ancora all’insegna di
quell’impegno assunto dieci anni prima. “Così
continueremo - si legge nell’editoriale che ricorda in questi giorni
il decennale - sforzandoci sempre di
fare informazione libera da condizionamenti politici, sociali ed
economici”.
Per rimarcare il raggiunto traguardo dei primi dieci anni, la redazione de
‘La Portella’ ha dato vita ad una serie di iniziative, inaugurate lo
scorso 13 febbraio con una conferenza su George Simenon, il giornalista e
soprattutto scrittore papà del popolare personaggio televisivo del
Commissario Maigret. Altre iniziative coinvolgeranno più direttamente gli
abbonati, che rappresentano la fetta più sostanziosa dei lettori e dei
contribuenti del giornale serrano. Una testata che
stampa ogni volta 1.600 copie, che giungono quasi tutte a
destinazione nonostante gli aumenti dei costi di spedizione. Una tiratura
che letta così non dice molto a chi è abituato a ragionare con ben altre
cifre ma che rappresenta una sorta di record se raffrontata con la
popolazione, attualmente intorno ai 4.500 abitanti. E’ come se ‘Voce
di Popolo’ rispeto alla popolazione di Foggia stampasse qualcosa
come 55.000 copie invece delle abituali 2.000.
‘La Portella’ - che reca anche il sottotitolo ‘Dint’à
Tèrre e Fòr è Pòrte’ - è pubblicato per iniziativa della
comunità religiosa della Parrocchia di Santa Maria in Silvis ed è curato
da una redazione formata da cinque persone, Elvira de Felice, don
Francesco De Vita, Giuseppe Gentile, Antonio Guidone e Stanislao Ricci, le
stesse ad eccezione del sacerdote che fondarono nel 1993 la rivista.
Direttore è il parroco, don Francesco De Vita, mentre firma in qualità
di responsabile il collega Francesco Armenti. Per la verità anche Antonio
Guidone è iscritto all’Ordine dei Giornalisti e non si comprende perchè
mai quest’ultimo non sostituisca Armenti nella direzione responsabile,
visto l’incarico (del quale
parliamo in un altro articolo - ndr) assunto presso la Asl FG/1 dal
collega Armenti.
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Anno 3, n. 82 24
marzo
2003
IN
QUESTO NUMERO
APPUNTAMENTO AL PROSSIMO NUMERO CHE SARA' IN
RETE
LUNEDI 31 marzo 2003
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