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ERRORI & ORRORI Refusi, strafalcioni e cadute di stile rilevati sulla stampa nazionale, regionale e locale ‘Puglia’ e il prete macabro Voleva
essere in chiesa al momento dell’omicidio! Non è così ma il titolo che
‘Puglia’ dà, nella
edizione del 26 febbraio scorso, alla tragica vicenda della giovane
foggiana assassinata in chiesa dall’ex marito da cui voleva
definitivamente separarsi, induce a crederlo. Così infatti titola il
quotidiano barese: Foggia, il
parroco: ‘Mi scuso perché non ero in chiesa al momento
dell’omicidio’. Macabro! D’Annunzio:
‘LGP’ scambia la data di nascita con quella di morte Il
solito scherzo dettato probabilmente dalla fretta ha fatto scrivere
addirittura in prima pagina, su ‘La Grande Provincia’ del 12 marzo scorso, D’Annunzio, i mostra scritti
e oggetti mai visti. A 140 anni
dalla morte, Pescra celebra il “Vate” nella sua casa-museo. In
realtà si tratta dei 140 della nascita, come correttamente precisato
nell’articolo posto nella pagina culturale. Nel titolo è anche scappata
una “n” prima di mostra. Il
cordiglio del ‘Campanile’ A
proposito dell’uccisione dell’agente di Polizia avvenuta a bordo del
treno nei pressi di Arezzo, che ha permesso la cattura della brigatista
foggiana Nadia Lioce, scrive il settimanale di San Severo, ‘Il
Campanile’: BR: preoccupa anche il momento del ritorno e nell’occhiello: Dopo
il cordiglio per la morte
dell’agente ucciso. Cordiglio?! Una
“enne” fuggitiva ‘Corriere
del Mezzogiorno’ del 9
febbraio. Al grafico che compone il vistoso titolo di pagina 9 scappa una
“n”: Subappenino,
sospesa l’assistenza agli anziani. L’allegro italiano del ‘Quotidiano’ C’è
di tutto nel sommario posto in calce ad un titolo del ‘Quotidiano
di Foggia’ del 18 febbraio scorso: Agli
abitanti di p.za S. Francesco e degli
abitanti della zona Conventino, si aggiunge chi abita vicino p.ta
delle Grazie e d’intorni.
Riassumendo: a parte che il Conventino è a 50 metri da piazza San
Francesco, a parte quel “degli” che grida vendetta, a parte che non
esiste a Foggia una “Porta delle Grazie”, a parte tutto questo, ma è
mai possibile arrivare a scrivere “d’intorni” in quel modo? L’anno asccademico Ancora
una scivolatina sulla tastiera per il titolista del
‘Quotidiano di Foggia’ che nella edizione del 12 marzo scorso
scrive: Inaugurato l’anno asccademico
dell’ateneo di Foggia dal Ministro Stanca. Asccademico?
Assfidanken! A
‘Repubblica’ il Premio ‘Vade
Retro’ del
mese di marzo per il Canale delle... Teglie Straordinario
pezzo di fantageografia quello comparso su ‘Repubblica/Bari’
del 13 marzo scorso. Il nostro giornale ha inteso assegnare all’unanimità
il ‘Premio Vade Retro’ di
marzo all’autore di questo pezzo, simpaticamente corredato di un paio di
strafalcioni. Il
giornalista, che ha tutta l’aria di aver preso visione personale dei
luoghi narrati, così titola l’articolo ospitato nella pagina ‘Weekend’
e dedicato alla provincia di Foggia: Quei
borghi d’altri tempi dell’Appennino Dauno. Incipit: “...Aria frizzante, acqua incontaminata, ambiente tranquillo e paesaggio
verde che ai primi raggi caldi del solo
di marzo...”. Più
avanti ci imbattiamo, a proposito del dramma conseguente alla emigrazione
e quindi allo spopolamento delle aree interne della Capitanata, in: “...
custoditi da anziani che hanno
sempre resistito all’endemico flusso emigratorio dei pugliesi...”.
Emigratorio? Noi eravamo rimasti a un più volgare “flusso
migratorio”. Nel
pezzo si parla di alcuni paesini del nostro dolce Subappennino Dauno, tra
cui Roseto Valfortore. Scrive il giornalista, cercando di collocare il
paesino - noto per avere un centro omonimo in Pennsylvania - in un
improbabile “...adagiato sulla riva destra del fiume Fortore...”, che per la
cronaca dista non meno di sette chilometri dal paese! Ma
la chicca, davvero stratosferica, riguarda un altro centro, Alberona.
Scrive il collega di ‘Repubblica’: “...Anche il paesaggio si trasforma gradatemente, assumendo di volta in
volta i colori bruni dei terreni destinati alla semina, quelli argentei
degli ulivi, sino a diventare un immenso tappeto verde, con un bosco che
custodisce anche un angolo di foresta tropicale, come il Canale delle
Teglie...”. Delle Teglie? Ma cosa crede di trovarsi al Bosco
dell’Incoronata o di Mercadante?! Quello che scorre nei pressi di
Alberona è il dolcissimo Canale dei Tigli. Un francobollo per la “Diffida di Barletta” Che
a Barletta, come in molte altre città d’Italia, si usino le carte
bollate per far valere i propri diritti non avevamo dubbi, ma che - come
scrive il ‘Corriere del
Mezzogiorno’ del 5 marzo scorso in cronaca di Bari, si arrivasse a
titolare: Un francobollo per la diffida
consegnato alla città da Gasparri proprio non ce lo aspettavamo! Si
trattava naturalmente della storica “Disfida” di Barletta, altro che
diffida. I titolisti, quelli sì sono una categoria da diffidare. A vita! L’arte
di scolpire il legno e di cesellare refusi! Capita
anche a ‘Gargano Parco’ -
il bel mensile dell’Ente Parco Nazionale del Gargano - di finire sotto i
nostri riflettori. L’occasione è data dalla pubblicazione del numero 1
(gennaio 2003) della rivista, che a pagina 17 si occupa del recupero delle
antiche tradizioni. Il titolo spiega bene la cosa: L’arte di scolpire il legno. Nel successivo sommario si parla, però,
di “...un’intero paese...”. C’è poi l’inizio dell’articolo:
“...Dopo le tessitrici e le
cestaie, ecco gli ebanisti. Anche la tradizione legata alla lavorazione
del legno, grazie al Parco, si è
andata sviluppandosi...”. Poco male, capita. In calce al pezzo,
però, c’è un boxino giallo dove sono citati i “diacianove”
[cos’è, dialetto ischitellano?!] artigiani del legno che hanno
frequentato il corso di Ischitella. L’elenco stranamente ne contiene
solo 11. E gli altri otto? Sempre
fuori portata il vocabolario! Un
po’ di scompiglio, tra i lettori, nella lettura di pagina 5 della ‘Gazzetta
del Mezzogiorno’ di Foggia di sabato 15 febbraio scorso. Si
comincia con un titolo misterioso, che meritava ben altre soluzioni: Non
sente il busso scarcerato evaso.
Busso? Certo, esiste, è un sostantivo e il dizionario ci ricorda che
significa proprio l’effetto del bussare, del “tozzolare”. Se però
avessero utilizzato il più normale e comune “campanello” sarebbe
stato meglio, tant’è che nell’articolo il giornalista utilizza
proprio questo termine. Più
in basso ci imbattiamo in un titolo non del tutto corretto: A
Mezzanone arrivano cento clandestini cingalesi.
In pratica si tratta di cittadini dello stato asiatico dello Sri Lanka e
quindi occorrerebbe utilizzare il più corretto anche se terribilmente
antiestetico “srilanchesi” o “srilankesi”. I Cingalesi
rappresentano invece i seguaci di una religione che in quel Paese è da
anni in conflitto con altre. Nel pezzo si parla infatti correttamente di
“cittadini dello Sri Lanka”. La
Croce di San Pio... e quella dei lettori Edizione
della ‘Gazzetta del Mezzogiorno/Capitanata’
del 12 febbraio 2003. A pagina 11 il corrispondente da San Giovanni
Rotondo illustra i dati relativi alla grande Croce di San Pio la cui
presentazione è prevista per il giorno successivo. Titolo: Eccola la croce di San Pio. Decisamente inutile quel
rafforzativo, “eccola la”. Ma è nel pezzo che scorgiamo qualche
contraddizione e non di poco conto. Qualche giorno prima, sempre la
‘Gazzetta’ e nella stessa pagina che ospita le Cronache
del Gargano, aveva citato i numeri della Croce. In questa edizione per
esempio si precisa che “... si
innalza maestosa per più di quaranta
metri...”, nei giorni precedenti era invece alta ben sessanta
metri! Che fine hanno fatto gli altri venti? In
questi casi bisognerebbe muoversi così come sono andati in questi anni i
lavori per la costruzione del nuovo grande Santuario: Piano! Come se non
bastasse è anche il nome del famoso progettista! |
Anno 3, n. 82 IN
QUESTO NUMERO
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