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Il sindacato dei giornalisti lucani ripercorre le tappe della sua storia.

Presenti i vertici della Fnsi

L'Assostampa celebra i suoi primi 10 anni  (*)

Un tuffo nel passato della professione con lo storico Paolo Murialdi.
Le conquiste e le battaglie

Potenza - Non è stata un'autocelebrazione, ma una presa di coscienza del lavoro svolto in dieci anni di vita, di impegno, di servizio. L'Associazione della Stampa di Basilicata ha festeggiato ieri il suo primo decennale nel corso di un incontro durante il quale sono state ripercorse le principali tappe dell'organismo a livello locale, con un occhio sempre rivolto alle tematiche che investono i giornalisti su un piano prettamente nazionale. Il presidente dell'Assostampa lucana, Gianni Molinari, ha vestito i panni del cerimoniere, evitando di cadere nella trappola dello spirito celebrativo. Pochi cenni ai risultati raggiunti (i fatti parlano da soli), uno sguardo al passato, al 1993 quando Renato Cantore fondò l'associazione con l'obiettivo di farla diventare una sorta di «laboratorio» dove sperimentare proposte ed idee. Un obiettivo raggiunto in soli dieci anni, come hanno riconosciuto Paolo Serventi Longhi e Franco Siddi, rispettivamente segretario e presidente nazionale del sindacato dei giornalisti, presenti all'incontro di ieri. «Per tutta la Federazione Nazionale della Stampa - hanno detto - l'Associazione lucana è un punto di riferimento importante. Ha felici intuizioni operative come l'aver organizzato (per la prima volta in Italia) un confronto a più voci tra i protagonisti dell'informazione online». All'incontro di ieri sono intervenuti anche Federico Pirro - presidente dell'allora Associazione della Stampa di Puglia e Basilicata - che caldeggiò e favorì il processo di autonomia dei giornalisti lucani, e lo storico Paolo Murialdi, uno di quelle figure a cui il mondo del giornalismo italiano deve molto. Docente all'Università di Padova, Murialdi ha tracciato - in modo necessariamente sintetico - la storia dell'informazione in Italia. Una storia fatta di «battaglie» e di conquiste in nome di quella libertà che è alla base della professione. «Vi sono luci ed ombre nell'informazione di guerra. Luci per il lavoro coraggioso e di alta professionalità che gli inviati di tutto il mondo, ed i giornalisti italiani in particolare, stanno facendo. Le ombre sono la propaganda e le censure che cercano di limitare ed impedire il lavoro dei giornalisti»: lo ha detto Serventi Longhi. «Ho chiesto e chiedo - ha aggiunto - se sono vere le voci che stanno circolando, rispetto alle quali, alcune testate, non credo italiane, ed alcuni giornalisti, quelli che seguono le truppe anglo-americane, abbiano accettato di sottoscrivere un documento loro sottoposto dai militari americani ed inglesi nei quali si dichiarano arruolati e di rispettare alcune regole ferree di comportamenti. Se è vero - ha continuato - credo che bisognerà fare una serissima riflessione. Credo che la libera informazione non possa accettare alcuna forma di condizionamento e limitazione».

(*) Tratto da: ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’ del 29-3-2003

Anno 3, n. 83
31 marzo 2003

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