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A
PROPOSITO DI... di
Arcangelo Renzulli Strana
la vita, dei giornalisti, degli editori o in questo caso di entrambi. Per
due anni fanno finta che un settimanale come il nostro non esista o, nella
migliore delle ipotesi, colgono l’occasione per raccontare frottole ai
propri lettori, sul nostro conto e su chi, faticosamente e senza beccare
una lira, redige da 84 numeri questo sito. Oppure ancora, quando siamo
stati toccati da inaspettata fortuna, abbiamo avuto il “piacere” (si
fa per dire) di trovare nostri articoli ripubblicati ma con la sorpresa
dei titoli modificati e l’aggiunta di didascalie a foto da noi mai
scattate. Poi,
d’improvviso, venerdì 4 aprile, forse per fare un regalo alle 45
primavere del nostro Maurizio De Tullio, il ‘Quotidiano
di Foggia’ compie un autentico miracolo, naturalmente intriso di
eccezioni. Mica potevamo aspettarci un miracolo al quadrato! Ma andiamo
con ordine. Il
giornale di Tatarella comincia con le buone maniere anche se il titolo
denuncia già aria cattiva: Il
“Vademecum”, un osservatorio sull’informazione con troppa
superficialità. E
si comincia: «Il sette aprile il
settimanale “Vademecum” compie due anni di vita. A questo proposito,
il rotocalco [rotocalco? ma rotocalco non significa qualcosa di
profondamente diverso? - ndr] di
informazione su chi fa informazione, ha sollecitato le redazioni delle
televisioni e dei giornali, nonché i giornalisti, ad esprimere un parere
sui due anni di attività del “Vademecum”, e più in generale di
formulare un commento su questa iniziativa editoriale. Cogliamo al volo
questa opportunità per segnalare le nostre valutazioni circa il lavoro
svolto da Maurizio De Tullio, Arcangelo Renzulli e dei loro collaboratori». E
qui occorre fare una prima sosta per rimarcare l’eccezionalità di
queste prime parole: Tatarella riconosce l’esistenza, la specificità
del ‘Vadonline’ e le varie persone che lo animano. Incredibile! Come
mai solo oggi, cioè due anni dopo, addirittura e quasi
trionfalisticamente si “coglie al volo l’occasione” per segnalare le
valutazioni sul lavoro svolto dal ‘Vadonline’? E dire che di occasioni
i colleghi del ‘Quotidiano’ ne hanno avute non una o due ma ben 84!
Pazienza, meglio tardi che mai. L’articolo
prosegue con due parole buone e tre cattive: «L’intenzione
con la quale nasce l’iniziativa, non c’è che dire, é ottima, anche
se continua ad essere una incognita come facciano i colleghi a scrivere il
settimanale mentre svolgono le proprie mansioni di dipendenti
dell’amministrazione provinciale di Foggia, ma questa è storia vecchia».
Alt, nuovo stop, ancora più doveroso dell’altro. Proprio perché è «storia
vecchia» Tatarella sa bene che è già stato querelato due volte per aver
scritto infamie in proposito, sul nostro conto. Ma per rispetto dei nostri
lettori precisiamo, per l’ennesima volta, il merito di queste vergognose
amenità in libera uscita delle quali risponderà per la terza volta, su
questo non ci sono dubbi. Tra
quanti redigono o collaborano al ‘Vadonline’ uno solo, Maurizio De
Tullio, é dipendente della Provincia e il tempo impiegato per redigere
settimanalmente il ‘Vadonline’ proviene unicamente dai tempi morti che
le rispettive mansioni dei responsabili di questo settimanale permettono,
tempo - giusto per dirla tutta - spesso sottratto alla famiglia. Non
è quindi un mistero ma rientra in una logica di tempi opportunamente
dosati. Anzi, e molti lettori spesso ci criticano per questo, capita
talvolta di non riuscire a finire in tempo il nostro lavoro settimanale
proprio perchè presi dall’attività principale. Un mistero è invece
come faccia Tatarella a dirigere una redazione, a Foggia, che edita tre
quotidiani con quattro persone, quelle delle quali almeno si legge la
firma. Proseguendo
la lettura, il ‘QdF’ invece di rispondere alle domande poste dal ‘Vadonline’,
ne pone alcune davvero curiose. «Innanzitutto
vorremmo sapere per quale motivo il settimanale che fa le pulci a tutto ed
a tutti, e che per giunta è spudoratamente di impostazione
“sinistrorsa”, non si occupa dell’aspetto economico e previdenziale
delle iniziative editoriali della nostra città. In sintesi vorremmo
sapere perchè il “Vademecum” non ci informa su chi paga e chi non
paga, su chi assume e chi non assume, su chi contrattualizza e chi non
contrattualizza, su chi fa buste paga false e chi no. Pensavamo che da
sinistra queste questioni potessero non essere un tabù, eppure questo
silenzio pare essere una ulteriore conferma di come a sinistra dei diritti
e delle garanzie dei lavoratori importi veramente poco». Bella
questa! Ammesso pure che il ‘Vadonline’ abbia mai fatto seriamente le
pulci a tutto e a tutti, troviamo comico che a fare questo rilievo sia un
giornale come il ‘Quotidiano di Foggia’ che spreca le proprie pagine
per occuparsi, nel modo che sappiamo, di colleghi e testate locali. Il
nostro settimanale almeno è dichiaratamente impegnato sul fronte dei
media locali a differenza del ‘Quotidiano’ che, unico nel panorama
italiano, non perde occasione per fare le pulci davvero a tutto e a tutti.
Per fortuna parlano le annate di quel giornale... Ma
è l’altro passaggio quello più curioso: il ‘Vadonline’ sarebbe un
giornale spudoratamente di impostazione sinistrorsa (naturalmente
non è vero! Basta rileggersi i nostri arretrati - ndr) e siccome 1+1
fa 2 ecco, come per magia, che il ‘Quotidiano’ decide di cosa dovremmo
occuparci. Certo, la materia è bella e intrigante. Sapere come, quanto e
come vengono pagati giornalisti e tecnici, fotografi e impiegati,
cameramen e montaggisti potrebbe rappresentare il tema di una bella
inchiesta. Inchiesta che, ne converrete, riguarda il più ampio tema dei
diritti dei lavoratori, della qualità e dei tempi del lavoro. Non è che
solo in àmbito giornalistico/editoriale questi diritti hanno bisogno di
essere messi a soqquadro, perlustrate le buste-paga dei
lavoratori/colleghi, costretti magari a parlare sotto la minaccia di
finire nel nostro sito se non rispondono alle domande che Tatarella
vorrebbe facessimo, o no? E
allora, visto che ognuno è chiamato a fare il proprio mestiere, noi ci
impegniamo - nei limiti del possibile - a occuparci del problema sollevato
dai colleghi del ‘QdF’ e loro si impegnano a occuparsi di come in
questa città e in questa provincia i lavoratori vivono la loro condizione
di subordinati. Anzi,
visto che siamo stati sollecitati su un tema delicato abbiamo pensato bene
di cominciare proprio dal ‘Quotidiano di Foggia’, da ‘Foggia
Sera’ e da ‘La Provincia
Oggi’. Poche le domande alle quali i nostri colleghi sono chiamati a
rispondere: 1)
quante persone complessivamente sono in “busta paga”? 2)
Di queste, quanti sono i giornalisti, intesi come professionisti e
pubblicisti? 3)
E questi ultimi come sono stati contrattualizzati? 4)
Visto che ci siamo, vi spiacerebbe anche dirci quante ore lavorano al
giorno e se gli straordinari vengono regolarmente corrisposti? 5)
E, infine, ma è giusto un dettaglio, è vero oppure no che qualche tempo
fa è stato licenziato un collaboratore di vecchia data del ‘Quotidiano’,
sposato e con tre figli piccoli, proprio mentre viveva il dramma degli
sfollati di viale Europa, da voi trattato con molta eloquenza sulle vostre
pagine? Procedendo
col proprio “intervento”, il giornale di Tatarella tenta un altro
affondo, e scrive: «Interessante
sarebbe sapere perché mai il settimanale diretto da Arcangelo Renzulli
non si sia mai occupato - pur avendolo promesso più volte ai suoi lettori
- delle fatture del settimanale “Protagonisti” prima e della “Grande
Provincia” poi nei confronti di tutti gli enti pubblici foggiani (vedi
l’ultimo episodio della Camera di Commercio)». Altro
attentato alla... Verità: ma se è stato proprio il ‘Vadonline’ a
denunciare l’assurdo comportamento di una importante azienda pubblica
locale che nel giro di due anni ha elargito cifre da capogiro al
settimanale ‘Protagonisti’ e briciole alle restanti testate! Eppure il
‘Quotidiano’ dovrebbe ricordarselo bene quell’episodio visto che
riprese la notizia, per la prima volta citando la nostra testata! La
verità é che il ‘Vadonline’ é l’unico giornale di Capitanata che
per davvero ha fatto luce sugli intrecci perversi esistenti tra pezzi
della Pubblica Amministrazione ed editori locali. Clamoroso é, per
esempio, il caso proprio dei quattro fogli di Tatarella - ‘Lucera
Oggi, ‘Cerignola Oggi,’ ‘San Severo Oggi’ e ‘Manfredonia
Oggi’ - che l’anno scorso sono stati beneficiati dalla Provincia
di Foggia per una iniziativa costata oltre 25 milioni di vecchie lire,
ripetura quest’anno, per pari importo, con l’altro foglio di Tatarella,
‘La Provincia Oggi’. Operazioni queste che se giungessero alla
Corte dei Conti farebbero passare qualche brutto quarto d’ora a
qualcuno. Come mai iniziative così “nobili” non sono state
adeguatamente pubblicizzate dalla Provincia? Vale
anche la pena di ricordare che, pur se poco aggiornata, è sempre in rete
una Sezione del ‘Vadonline’ che censisce e precisa gli spazi
pubblicitari e redazionali acquistati dagli Enti Locali di Capitanata
sugli organi di informazione di Capitanata, di Puglia e d’Italia. Più
di così! Andando
oltre ci imbattiamo in nuove “performance” che fanno a cazzotti con la
realtà, anche quella più evidente. Scrive l’anonimo articolista del
‘Quotidiano’: «Vorremmo sapere, inoltre, per quale motivo non si sia affrontato lo
spinoso tema dell’occultamento delle notizie. Infatti nessun notiziario
o giornale - tranne “La Gazzetta del Mezzogiorno” - ha dato conto ai
propri ascoltatori o lettori dell’assoluzione del nostro direttore (Matteo
Tatarella - ndr) dall’accusa di
tentata estorsione mossagli dal Sindaco di Foggia, della truffa delle
cartelle esattoriali, della protesta per lo scandalo della pubblicità
della Camera di Commercio, della querela intentata sempre dal nostro
direttore nei confronti del conduttore di Teledauna Osvaldo Fasano. Nssuno
si aspettava che a questi temi, alcuni dei quali per la verità sono
decisamente interessanti, fosse
data una rilevanza eccessiva. [...]
Ebbene, perché “Vademecum” non ha mai preso posizione nei confronti
di queste omissioni?». Risposta:
a parte ‘La Gazzetta del
Mezzogiorno’ che alla parziale archiviazione del procedimento che ha
visto coinvolto Tatarella ha dedicato ben... dieci righe nelle
“Brevi”, risulta invece che solo il ‘Vadonline’ abbia dato
compiutamente notizia della vicenda, con un lungo articolo che ha ripreso
anche i comunicati di Tatarella, il quale molto... elegantemente ha
definito i colleghi foggiani “conigli” e “quaraquaquà”. Grazie
della definizione, ragioniere. Poiché,
come ha ricordato la settimana scorsa Loris Castriota, tra qualche mese
sapremo effettivamente come sono andate le cose in quella vicenda,
aspettiamo dunque a dare un giudizio definitivo, limitandoci ad ospitare
come le regole della buona informazione insegnano, gli interventi dei
colleghi. Se vorrà, Tatarella potrà controreplicare. In modo
particolare, però, ci aspettiamo che si decida quanto prima a pubblicare
integralmente, come ha promesso sul suo giornale qualche giorno fa, la
sentenza emessa dal GIP Gentile e che noi, volentieri, ospiteremo
altrettanto integralmente. Avverrà questo? Lo dubitiamo. Il ‘Vadonline’,
poi, è stato l’unico a dare notizia della querela preannunciata da
Tatarella nei confronti di Osvaldo Fasano. L’abbiamo pubblicata sul
numero scorso del nostro giornale. Come
si fa ad essere così ristretti di vedute e poco rispettosi della verità? E
a proposito di “omissioni”, spieghi piuttosto il direttore del
‘QdF’ perchè non ha mai pubblicato una sintesi della sintesi della
sintesi dei comunicati del ‘Vadonline’. Se vorrà ristabilire un
minimo di sensibilità autentica nei nostri confronti, provi a pubblicare
il prossimo nostro comunicato. Gliene saremo sinceramente grati. Il
lungo articolo del ‘QdF’ termina con una chicca: «Al
direttore Arcangelo Renzulli, poniamo ancora un’ultima questione, e cioé
come sia possibile che un settimanale legato a filo doppio con la
Provincia e con il centrosinistra, faccia tenere la rubrica “Errori ed
Orrori” all’addetto stampa del Sindaco di Foggia, Paolo Agostinacchio,
Loris Castriota, visto che è stato lo stesso Maurizio De Tullio a
comunicarlo». Ah,
ma allora é un vizio e della peggior specie quello di ribadire una bugia
spacciandola per verità! Dove starebbe il legame “a doppio filo”
addirittura con la Provincia e con il centrosinistra del ‘Vadonline’?
Il ‘Vadonline’ non ha mai preso una lira dalla Provincia a differenza
degli scandalosi, vergognosi e speriamo irripetibili accordi fatti da
quell’Ente con i giornali di Tatarella di cui abbiamo parlato. Se il
direttore/editore del ‘Quotidiano’ si permette anche solo di
farfugliare sul suo giornale una sola altra volta un pensiero del genere
sapremo come rispondergli: le libere opinioni sono una cosa, le falsità
(per le quali stiamo aspettando che un giudice ci convochi quanto prima)
sono un’altra. Circa
la rubrìca ‘Errori &
Orrori’, non abbiamo che da ribadire cosa scritto più volte sul ‘Vadonline’:
l’ha ideata e la cura il nostro Maurizio De Tullio. Ma non vengono
esclusi interventi esterni che contribuiscono, occasionalmente, ad
arricchire il materiale della rubrìca. Il collega De Tullio non ha mai
comunicato a nessuno chi sono gli altri lettori che di tanto in tanto ci
mandano “perle e perline”, proprio per rispettare la richiesta di privacy
che alcuni di essi ci hanno fatto. E’ vero che alcune volte è comparsa
la sigla L.C. ma é altrettanto vero che ognuno di voi, se lo desidera, può
provare a interpretare chi si celi dietro quella sigla che in nessun caso
verrà mai svelata. L’articolo
del ‘Quotidiano’ lascia finalmente da parte le domande per affrontare,
con una speranza che in parte condividiamo, il tema della qualità del
lavoro giornalistico. Scrive: «Non
vogliamo esprimere nessun tipo di giudizio sull’operato del
“Vademecum”, perchè non è nel nostro costume nè nel nostro stile.
Però vorremmo che le riflessioni sul modo del giornalismo e
dell’informazione di Foggia fossero fatte in modo più approfondito e più
serio, non soffermandosi soltanto agli errori di battitura o di ortografia». Al
di là della straordinaria affermazione di principio - contenuta nella
frase «Non vogliamo esprimere nessun tipo di giudizio sull’operato del
“Vademecum”, perchè non è nel nostro costume nè nel nostro stile»,
che da sola meriterebbe l’Oscar della Bugia - conveniamo sul fatto che
effettivamente le nostre riflessioni spesso si fermano ai piani bassi e
stentano a farsi più mature e approfondite. Non siamo invece d’accordo
sulla obiezione che non dovremmo soffermarci troppo sugli errori di
battitura e di ortografia. Perchè non dovremmo farlo? Il lavoro
giornalistico non si basa forse utilizzando tastiera e italiano? Al
di là di ogni replica dal sapore polemico con cui abbiamo risposto alle
sollecitazioni del ‘Quotidiano’, ci sentiamo comunque di ringraziare i
colleghi del giornale foggiano. Almeno loro, nel bene e nel male, hanno
fatto sapere ai propri lettori che a Foggia esiste un settimanale
telematico di nome ‘Vademecum’. Quelli de ‘La Grande Provincia’,
dopo sei mesi, sono ancora all’anno zero. Ma anche su quel fronte siamo
certi che, prima o poi, si aprirà un varco. Non per noi, ma per il
rispetto che si deve al dovere di informare. Quel
che non piace, che non si condivide, che arriva anche a dare fastidio lo
si può sempre contestare, ma mai negare. E’ un’offesa ed anche un
rischio. |
Anno 3, n. 84 IN
QUESTO NUMERO
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