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DUE
ANNI DOPO Due
anni fa, era il 7 aprile come oggi, faceva la sua comparsa in rete ‘il
Vademecum - settimanale di informazione su chi fa informazione’. Non
ci dilungheremo con l’autocelebrazione fine a se stessa ma spenderemo
qualche parola solo per chiederci, e chiedervi, se davvero abbiamo fatto
fino in fondo ciò che ci eravamo proposti di fare e che è
indissolubilmente legato proprio a quella specie di slogan che accompagna
la testata. Volevamo
raccontare come a Foggia, in questo lembo d’Italia ultimo nelle
statistiche e primo nel lamentarsene, vengono vissuti la professione
giornalistica, il mestiere di editore, la voglia di raccontare, la paura
di esporsi, la furbizia dei tanti. Noi
crediamo di esserci riusciti, al di là dei tanti errori, delle frivolezze
e delle cadute di stile nelle quali anche il ‘Vadonline’ qualche volta
è incorso. Pensiamo
di aver centrato l’obiettivo della scopertura di un lenzuolo sotto cui
tutto si faceva ma non si raccontava, perchè viene ancora considerato
“sacro” un mestiere che in realtà non è meno sporco di tanti altri. Un
mestiere i cui “addetti” pretendono di entrare nel merito di ogni
faccenda altrui - dai grandi fatti della politica, alle meschine vicende
di cronaca, dipinta di ogni colore - ma che inveiscono se qualcuno si
occupa di loro. E invece la regola è proprio questa: nessun aspetto e
nessuna categoria possono, a priori, essere posti sotto censura o esclusi
per “lesa maestà”. L’informazione
é un potere ma da sola non nuoce nessuno. Se é vero che può essere
considerata un’arma é altrettanto vero che non è l’arma a sparare ma
chi la tiene in mano. Che possa fare male è fuor di dubbio ma dipende da
come la si gestisce. Noi
crediamo di aver usato onestamente l’arma dell’informazione per fare
informazione su chi fa informazione, così come ci eravamo prefissi. In
due anni e in ottantaquattro numeri possiamo vantarci di non aver mai
preso una lira o un centesimo di Euro da nessuno, garantendo così
libertà ed equidistanza da qualunque potere e assicurando il massimo
della trasparenza. C’è qualche altra testata che in provincia di Foggia
possa dimostrare di aver fatto altrettanto? Non lo crediamo e se ce ne
fosse qualcuna saremo come sempre lieti di annoverarla. Piuttosto
quando abbiamo chiesto un minimo di collaborazione non sempre ciò è
stato recepito e il caso dei “comunicati negati”, sollevato solo
qualche numero fa, é ancora tristemente attuale. Cosa
dire di colui il quale si ritiene l’unico editore puro di Capitanata,
Matteo Tatarella, che in due anni non ha mai avuto la sensibilità di
pubblicare tre righe di un qualunque nostro comunicato? Certo,
questo è solo il caso più eclatante ma non di meno sono taluni
atteggiamenti che per il solo fatto di essersi manifestati ai nostri danni
confermano la bontà della nostra iniziativa e dei nostri obiettivi: il
mondo dei mass media locali è vergognosamente proteso verso quel 103°
posto già occupato dalla nostra provincia per altri parametri. Se ne
aggiungiamo un altro, questo, nessuno potrà recriminare più di tanto. Insomma,
quale Foggia massmediatica é passata sotto i riflettori del
‘Vadonline’ in questi due anni? Quali dati, quali episodi e quali
personaggi hanno segnato le categorie delle quali ci siamo occupati, nel
bene e nel male? Insomma, che consuntivo è possibile trarre? Più
che farlo noi, abbiamo preferito far parlare i colleghi, che sono
liberamente intervenuti o hanno risposto alle seguenti domande: 1)
Quali aspetti hanno caratterizzato a suo avviso questi primi due
anni di vita del settimanale telematico foggiano “Vadonline”? 2)
Come viene fuori il mondo dei mass media locali, e le persone che
li animano, monitorati in questi due anni? 3)
L’episodio positivo e quello negativo che le sono rimasti
maggiormente impressi? 4)
Che futuro attende ora il ‘Vadonline’? (m.d.t.) |
Anno 3, n. 84 IN
QUESTO NUMERO
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