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Registrato al Trib. di Foggia al n. 1/2001 - Direttore responsabile: Arcangelo Renzulli
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Come e dove si parla di Foggia e dei foggiani

Da: ‘Il Mattino’ di Napoli del 7-4-2003

 

STASERA LA FIRMA AD ARIANO

 

Turismo, nasce il Sistema locale

Intesa tra 32 comuni pugliesi e irpini per sfruttare le risorse

 

MARIA ELENA GRASSO

 

Trentadue comuni compresi tra la Provincia di Avellino e Foggia, l'Amministrazione Provinciale di Avellino, la Confapi, l'Unione Industriali di Avellino, le comunità montane del Terminio e del Partenio, il Parco Letterario "De Sanctis", le associazioni Ulixes, Gal Cilsi e P.D.Z. A 4 sottoscrivono questa sera ad Ariano Irpino un protocollo di intesa, accompagnato dalla nomina di un comitato operativo, per dar vita al Sistema turistico Locale. L'iniziativa lanciata dal Patto Territoriale della Baronia prende le mosse da una legge nazionale che individua i sistemi turistici locali come contesti omogenei ed integrati, comprendenti ambiti territoriali appartenenti anche a regioni diverse e da due leggi regionali, la prima della Campania e la seconda della Puglia che individua le risorse da sfruttare.

«È opportuno - sostiene l'ingegnere Pietro Foglia - costituire un sistema turistico locale interregionale quale contenitore unico (Baronia-Daunia) delle complessità locali, capace di sintetizzare interessi molteplici e sviluppare azioni per le individuazioni delle risorse di un progetto turistico che possa aggregare prodotti e attività turistiche utili allo sviluppo socio-economico del territorio, in una logica di rete e di integrazione con le altre attività produttive».

«L'unione di due aree di due diverse province assume un ruolo strategico nel rilancio della capacità competitiva e della forza di attrazione delle aree turistiche delle zone interne, salvaguardando e valorizzando le identità, le specificità, l'originalità, le eccellenze e i prestigiosi marchi locali».

In più c'è il dato che il Consorzio Baronia Spa ha avuto finanziato e sta già realizzando il Patto Specializzato Turismo Baronia.

Con l'attivazione di tale strumento il territorio si è già dotato di una articolata rete di associazioni che operano per la promozione e la valorizzazione dell'area, anche ai fini turistici. Il coinvolgimento di imprese private e realtà istituzionali diverse nel sistema turistico locale dev'essere visto con favore.

Dall'incontro di Ariano Irpino parte una nuova scommessa per tutti: operatori del settore turismo e amministratori locali. Ora Ci sono leggi e strumenti da attivare. Si passa, insomma, ai fatti concreti, dopo tantissime discussioni.

 

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Da: ‘Corriere della Sera’ del 5-4-2003

 

Foggia e la pace Zanotelli sarà l’«ambasciatore»

 

Nasce l’«Ambasciata di Pace». Primo ambasciatore onorario del coordinamento di associazioni e movimenti di volontariato, scuole e Comune di Foggia costituito ieri nella città pugliese, è il missionario comboniano padre Alex Zanotelli. L’Ambasciata promuoverà «la cultura della pace nel mondo e quella dell’accoglienza tra i popoli». Sarà creata una rete internazionale tra pacifisti, istituzioni e scuole. Già attivo il sito web: www.ambasciatadipace.it.

 

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Da: ‘La Sicilia’ di Catania del 5-4-2003

 

Scuola

 

Un piano contro la dispersione

 

Enna.  La dispersione scolastica è una piaga per le comunità del Mezzogiorno d'Italia. I Comuni siciliani, in particolare quello di Enna, riconoscono nel grave fenomeno uno degli obiettivi da combattere con decisione perché costituisce un inarrestabile vettore verso il sottosviluppo culturale ed economico e spesso prelude l'ingresso del giovane nei canali della microcriminalità o in organizzazioni criminali.

Il fenomeno della dispersione scolastica, secondo l'indagine Eurispes è la combinazione di fattori socio-economici, culturali e familiari, di lacune nella preparazione di base attribuibili anche alla scarsa motivazione, a metodi di studio inadeguati, a una politica di promozione indifferenziate, attuata soprattutto nella scuola dell'obbligo che non aiuta a colmare le lacune nella preparazione e creano i presupposti per l'interruzione degli studi. Dalla tabella fornita dall'indagine Eurispes emerge che i valori più bassi della dispersione si registrano al Nord , mentre i più elevati si evidenziano nelle isole e al Sud.

Ecco la graduatoria-indice di dispersione scolastica, posta Palermo con punteggio 100: Caltanissetta 84,66; Cagliari 79,70; Sassari 66,87; Catania 62,57; Enna 43,74; Foggia 38,24; Cosenza 37,24; Frosinone 35,46; Roma 34,57; Milano 30,69; Como 28,07; Livorno 21,84; Firenze 13,68; Macerata 10,87; Pordenone 7,62; Isernia 2,40.

A frenare la piaga della dispersione nelle zone insulari e, in particolare, nel contesto ennese, i fondi previsti dall'accordo tra il ministro della Pubblica Istruzione, Letizia Moratti, e il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, destinati per interventi nella scuola superiore e la Regione nella scuola dell'obbligo. Le aree d'intervento individuate sono quattro: istruzione e formazione permanente, qualità del sistema d'istruzione, raccordo a scuola-lavoro e Istituto di formazione tecnico superiore, dispersione scolastica e disagio sociale. Sono previsti tele-centri per la formazione a distanza nelle scuole delle 14 isole minori siciliane, azioni di recupero delle competenze di base per il rientro nei circuiti scolastici e formativi, la crescita di microprofessionalità e l'integrazione culturale, con specifico riguardo a fasce deboli come immigrati e disoccupati, detenuti, iniziative per lo sviluppo delle competenze linguistiche e progettuali del personale direttivo, docente e non docente, della conoscenza delle nuove tecnologie e delle attività sportive.

L'accordo, il cui impegno è di 79 milioni e 700 mila euro, prevede la costituzione paritaria ministero - regione.

Norma Zito

 

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Da: ‘Il Messaggero’ di Roma del 4-4-2003

 

VIALE MAZZINI

Rissa tra sei studenti per una ragazza

 

Denunciati dai carabinieri al termine delle cure al pronto soccorso

 

Se le sono date di santa ragione, colpendosi ripetutamente fino a quando qualcuno, e tra questi i carabinieri, non sono riusciti a separarli. I protagonisti della furiosa rissa scoppiata la scorsa notte, poco prima dell’alba nei pressi dei Tigli, sono stati dapprima medicati al pronto soccorso dell’ospedale di Teramo e poi denunciati per concorso in rissa aggravata. Il dissidio tra i sei attori della scazzottata era cominciato all’interno di un locale teramano, dal quale erano stati allontanati dalla sicurezza che aveva intuito le intenzioni bellicose del gruppo di contendenti ed aveva evitato conseguenze peggiori per l’esercizio pubblico. I bollenti spiriti, accesi sembra dall’apprezzamento ritenuto pesante verso una ragazza, non si sono evidentemente spenti se è vero che il gruppetto si è praticamente dato appuntamento lungo viale Mazzini dove si sono rincontrati e hanno ripreso la discussione. La situazione è ben presto degenerata e alle parole sono stati sostituiti i colpi proibiti e in sei si sono accapigliati, senza esclusione di calci e pugni: il bilancio alla fine è stato di tre contusi in maniera più pesante, tanto da dover fare ricorso alle cure dei sanitari dell’ospedale per medicare le ferite giudicate guaribili in una settimana. Si tratta di due chietini, F.C. di 34 anni ed M.P. di 20, e un aquilano, D.D.C., 22 anni. I carabinieri alla fine hanno denunciato a piede libero per rissa loro tre e altri tre, R.R. di 34 anni di Alba, C.P., 30 anni di Martinsicuro e A.C. di 25 anni di San Giovanni Rotondo (Foggia). L’episodio si è verificato verso le 5 e a richiedere l’intervento dei militari sono stati alcuni automobilisti di passaggio, preoccupati per la brutta piega che stava prendendo la situazione, peraltro verificatasi in una città deserta per l’ora.

Rob.Al.

 

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Da: ‘Il Messaggero’ di Roma del 4-4-2003

 

COLONNELLA

 

Mobbing, processo per tre

 

COLONNELLA - Si è conclusa con la richiesta di tre rinvii a giudizio la vicenda di mobbing, denunciata da una dipendente disabile del Comune di Colonnella. Il p.m. David Mancini ha chiesto il processo nei confronti del segretario comunale Enrico Cicchese, 52 enne, originario di Carlantino di Foggia, dell’attuale sindaco Marco Iustini di 44 anni (Ds) e dell’ex primo cittadino, oggi consigliere regionale diessino, Augusto Di Stanislao. Ad essi vengono addebitate ipotesi di reati quali il concorso in maltrattamenti aggravati, il concorso in violenza privata e continuata e il concorso in lesioni personali aggravate e continuate. Per questa vicenda, che parte dal 1999, lo stesso magistrato, nel gennaio scorso, ebbe a sospendere il segretario dalle sue funzioni, per la durata di due mesi. Va detto pure che davanti alla sezione del Tribunale del Lavoro di Teramo pende una causa in cui il Comune e il segretario comunale, in proprio, sono stati citati per un risarcimento di 100 mila euro, qualcosa come 200 milioni di vecchie lire. Nella denuncia penale quanto nel ricorso civile, la dipendente aveva esposto le continue vessazioni che sarebbero state compiute ai suoi danni, insieme alle violenze e le lesioni subite. La donna aveva raccontato che le venivano tolte le chiavi dei cassetti e delle porte e le venivano impartiti anche ordini ed incarichi dei più disparati, tali da determinarle un clima di lavoro opprimente ed insopportabile. Per i vari episodi denunciati, la dipendente era stata anche sottoposta ad una visita medica da parte del professor Harald Ege di Bologna, ritenuto uno die maggiori esperti italiani per gli effetti piscologici derivanti dai fenomeni di mobbing.

F.D.I.

 

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Da: ‘Gazzetta del Sud’ di Messina del 4-4-2003

 

Il riscatto del Mezzogiorno nel rapporto sullo stato delle autonomie locali

 

Più soldi per bambini e sicurezza

 

Vinicio Leonetti

 

REGGIO – C'è una ludoteca attrezzata dove i bambini guardano i video e imparano il computer giocando col mouse. Ogni giorno al Centro sociale comunale ci sono nuove attività: si lavora la creta, si tesse col telaio della nonna, si organizzano corsi di recupero di matematica e italiano. Ma non parliamo di un comune superorganizzato dell'opulenta Romagna, nè dell'area metropolitana di Milano e Torino. Questo è Bagaladi , 1.300 anime ai piedi del versante jonico dell'Aspromonte, che s'affaccia sullo Stretto a qualche chilometro da Reggio e Melito Porto Salvo. Bagaladi è il comune italiano che spende di più per i suoi cittadini più piccoli. «I bambini sono al primo posto, ne abbiamo circa 80, e insieme a loro lavorano e giocano una cinquantina di volontari del posto», dice Angelo Curatola contento del record italiano conquistato lasciandosi alle spalle comuni blasonati della Toscana e del Veneto. Curatola, architetto del luogo, guida da due anni una Giunta composita, nè troppo di sinistra nè spostata a destra. Ma Bagaladi non è il solo piccolo centro reggino ad avere conquistato un primato. Alle porte del capoluogo c'è Fiumara , il paese di Mino Reitano, dove c'è il comune che spende di più in Italia per tenere pulite le strade. È la Calabria, ma anche il Sud più in generale, a prendersi la rivincita sul Nord destinando maggiori stanziamenti per una migliore qualità della vita. Il dato a sorpresa è venuto fuori dal secondo rapporto sulle autonomie locali presentato ieri mattina a Rimini nel corso del grande meeting di enti locali chiamato “Europa”. In tema di sicurezza, è Roma la città a spendere di più, seguita da gran parte dei grandi centri del Mezzogiorno. A spendere di più per l'infanzia, fra i piccoli comuni, è Bagaladi, con oltre 1.500 euro a cittadino sotto i 14 anni. Il centro col maggior numero di piccoli cittadini è invece Giugliano, in provincia di Napoli, con l'11,4% di under 14. Segue Crotone con 7 bambini su 100 abitanti. Oltre 1.000 euro per abitante (cinque volte di più di Rimini e Milano, i capoluoghi con la spesa procapite più alta) è la quota che il Comune di Fiumara destina allo smaltimento dei rifiuti. A spendere di più per i servizi idrici sono altri capoluoghi del Centro-Sud: Potenza, Viterbo,

Catanzaro e Agrigento, a conferma della centralità del problema acqua in quelle aree del Paese. Passando alla cultura, è Vajont, in provincia di Pordenone, il Comune italiano che nel 2002 ha speso di più con 792 euro per abitante. Tra i capoluoghi il primato va a Cremona e alle città d'arte emiliane e lombarde (tra 82-98 euro), mentre nel Centro-Sud si segnalano Cosenza (61 euro) e Ascoli Piceno (58 euro). Un'importante voce di bilancio per i comuni italiani è la sicurezza: Roma è al primo posto con 82 euro procapite, seguita da Messina e Catania (70 euro) e da Salerno (65 euro), Brescia, Foggia e Bergamo. Il comune che maggiormente spende di più per i servizi di polizia municipale è Portofino (circa 500 euro), seguito da numerosi municipi del Mezzogiorno.

 

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Da: ‘Alto Adige’ del 3-4-2003

 

CULTURA

 

VITA E NO, la frontiera

 

Il padre della genetica a Bolzano: a volte dobbiamo fermarci

Scienza & morale. Al Rainerum con Victor McKusick e Peter Pramstaller dell'Eurac

 

«L'uomo è assai più della somma dei suoi geni». E' una frase di James Watson, biologo premio Nobel nel 1962, che sintetizza la complessità del campo d'azione della medicina genetica. Ieri mattina all'auditorio dei "Salesiani - Rainerum" si è svolto un dibattito su "Medicina genetica - visioni e prospettive" tra studenti e Victor McKusick, il "padre" della moderna medicina genetica. Scopo dell'iniziativa è stata la volontà di avvicinare il mondo dei giovani a temi scientifici di attualità dove spesso è difficile avere una visione priva di pregiudizi. Il forum è stato organizzato dall'Accademia Europea di Bolzano come contributo alla conoscenza della genetica, all'evoluzione dell'assistenza sanitaria e alla prevenzione. Abbiamo intervistato Victor McKusick, professore di medicina genetica al John Hopkins Hospital di Baltimora, e Peter Pramstaller, dell'Eurac, responsabile del progetto GenNova, per capire le nuove frontiere della ricerca.

Victor McKusick.

Medicina genetica al John Hopkins di Baltimora.

 

Quali sono i limiti etici della genetica nei confronti dell'etica?

"Precisi limiti sono sempre da tenere in considerazione. Sono convinto che a volte anche la scienza si debba arrestare. Personalmente non accetto l'intervento della medicina nei confronti di una cellula fecondata e sono contrario alla clonazione. Non condivido la manipolazione di cellule germinali, che cioè pongono in essere un cambiamento dell'assetto genetico".

E per il futuro?

"Si stanno facendo discreti passi nell'ambito della terapia genetica. Ribadisco che anche se condivido che la ricerca genetica debba rispettare limiti etici, esistono settori della medicina genetica, di cui spesso non si parla e che sono molto meno bersaglio di pregiudizi, in cui la ricerca procede in modo sorprendente. Un esempio di tali progressi nella ricerca è dato dallo studio dei geni per individuare i meccanismi che sono alla base di gravi malattie".

Come si pone l'Italia nella ricerca in ambito genetico?

"Sono impressionato da come negli ultimi anni il vostro Paese si sia dato da fare in tale ambito. Direi che la ricerca italiana è molto approfondita e le infrastrutture sono di buon livello. Sono docente di genetica anche in corsi organizzati dall'università di Bologna, vedo che non manca l'attenzione e la sensibilità in tale settore. Anche oggi la partecipazione di tanti studenti bolzanini prova che l'argomento e lo studio della materia è recepito come interessante".

 

Peter Pramstaller.

Accademia Europea, responsabile progetto GenNova.

 

Quali sono le premesse ideali per la ricerca in ambito genetico?

"Sede ideale per la ricerca sono le "isole" geografiche-culturali. Sono zone utili per l'identificazione delle malattie genetiche. Malattie complesse come ad esempio il cancro o malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson, disturbi cioè con fattori genetici noti, possono in tali casi essere individuate più facilmente".

Esempi concreti di isole geografiche-culturali?

"Condizioni simili in Europa ci sono, a titolo di esempio, in Finlandia e Islanda. In Italia sono state condotte ricerche a Carlantino in Provincia di Foggia e nelle zone del Cilento in Campagna e dell'Oliastra in Sardegna, sono posti caratterizzati da una popolazione omogenea".

Cosa intende per popolazione omogenea?

"Una popolazione omogenea è paragonabile ad un coro: tutti sono intonati, se una persona stona è quindi più facile individuarla. Ad esempio è quindi più facile "stanare" la mutazione di un gene, si tratta di una situazione vantaggiosa per i progressi della ricerca. Il patrimonio genetico è caratterizzato da DNA molto simile, se pensiamo invece al patrimonio di una popolazione molto eterogenea, come gli USA, diventa molto complesso sentire nella partitura musicale le sfumature, tutto è caotico".

E l'Alto Adige è un buon "terreno" per la ricerca genetica?

"Sicuramente. Il progetto genetico dell'EURAC GenNova è partito lo scorso anno con lo scopo di favorire la ricerca e formazione nell'ambito della medicina genetica in Alto Adige. La ricerca è partita dal comune di Stelvio in Val Venosta per poi estendersi in Val Gardena.

 

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Da: ‘Il Giorno’ di Milano del 3-4-2003

 

Giorno Padano

 

Il Leroy del futuro studierà e danzerà qui

 

PAVIA — Leroy non c'è ancora. David De Silva il "Father Fame" presente al casting di Pavia si è offerto di selezionarlo tra i suoi studenti di New York. Ma i compagni di scuola di quel ballerino sono già pronti e anche l'istituto. Potrebbe nascere a Pavia la prima "School of Performing Arts", scuola per artisti. «Ci stiamo pensando - dice Marco Daverio, direttore artistico della casa di produzione di "Saranno famosi" -. Durante le selezioni abbiamo incontrato dei talenti che non intendiamo perdere».

Le prove che impegneranno i ragazzi per una decina di settimane si svolgeranno in uno spazio che "L'artistica" ha affittato a Certosa, i ragazzi potrebbero essere accolti nei collegi universit ari, il palco del Fraschini sembra fatto apposta per il musical e allora perché non pensare a un'orchestra stabile proveniente dalla scuola? E il pensiero corre al "Saranno famosi" tv (che ora ha perso una causa e non può più usare quel marchio). Uno dei possibili protagonisti di "Fame" proviene proprio dal gruppo di Maria De Filippi. E' Alessandro Vigilante, 20 anni di Torremaggiore (Foggia) escluso dalla trasmissione dopo una sfida: « Certo "Fame" e questa esperienza non hanno molto in comune con quella che è una "scuola tv" dove la competizione è molto forte». Sfida contro spirito di gruppo, dunque. «Ripulirli da quella mentalità - aggiunge Daverio - non è stato facile. Per noi è fondamentale creare un gruppo il cui punto di forza sia il sostegno reciproco». Come quello che cerca di dare Eyal Lerner, israeliano di 31 anni, responsabile del coro: «Voglio incoraggiare i ragazzi e arrivare ai loro cuori trasmettendo le mie conoscenze professionali e la mia esperienza umana». M.M.

 

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Da: ‘Il Messaggero’ di Roma del 3-4-2003

 

IN TRIBUNALE

 

«Quei soldi? Erano di mia madre»

 

Processo Tancredi, in aula come testimone la moglie dell’ex vicequestore

 

di GIAMPAOLO MILZI

 

Una donna tutta casa e familiari, generosa, sempre pronta a mettere mano al portafogli. Così ha descritto sua madre, Arcangela Ramunno, moglie dell'ex vicequestore Leonardo Tancredi, durante la testimonianza resa ieri nel processo a carico di suo marito, il quale si trova sul banco degli imputato con l'accusa di concorso in concussione assieme a Paolo D'Ascanio, ex amministratore dell'Istituto di vigilanza "Sicurezza marchigiana", da anni fusosi con la "Fedelissima". E dalle tasche della suocera, secondo la commossa deposizione resa ieri in Tribunale dalla teste, sarebbero usciti gli 8 milioni di lire che, secondo l'accusa, pm Gubinelli, rappresenterebbero invece parte delle tangenti che, proprio sotto la regia occulta di Tancredi, sarebbero servirte a "oliare" l'assunzione di due metronotte alla "Fedelissima".

In una precedente udienza del processo - che vede nel ruolo di parte civile Michele Balzamo e Armando Farroni, i metronotte che sarebbero stati "spremuti" per assicurarsi il posto - il finanziere consulente del pm ha dichiarato che il 3 settembre di 13 anni fa 7.200.000 lire (suddivisi in 57 banconote da 100.000 e in 30 da 50.000) finirono in contanti sul conto corrente che Tancredi aveva a suo nome presso la Cassa di Risparmio di Verona. «In realtà fu mia madre a dare dei soldi a mio marito - ha detto Arcangela Ramunno - Lo ricordo benissimo perchè domenica 1 settembre 1990 partimmo tutti insieme, io, lei, mia zia e mio marito dal mio paese (quello d'origine, in Puglia) per raggiungere Ancona in occasione della Festa del mare. Prima del viaggio lei riscosse 5 milioni a titolo di affitto da una signora e altri 3 da un macellaio che glieli doveva, in tagli da 50.000 e 100.000 lire e in assegni. Li avvolse in un fazzoletto e la mattina dopo li consegnò a Leonardo». Altri soldi sarebbero stati lasciati dalla donna a parenti e familiari dopo la sua morte avvenuta alla fine degli anni '90.

Michele Balzamo, fino a pochi mesi fa consigliere nazionale dell'Ugl, prese effettivamente servizio l'11 settembre '90. Trentenne, aveva penato molto per trovare lavoro, lavoro di cui aveva disperato bisogno dato che aveva un figlioletto a carico ed era in procinto di sposarsi. Delle due tangenti oggetto del processo, ha ribadito di averne pagata una 13 anni fa a D'Ascanio in due quote: la prima quota di 8 milioni un venerdì pomeriggio di fine agosto in una busta davanti alla chiesa Stella Maris di Manfredonia; la seconda di 7 (quella finita poi nei conti di Tancredi?, ndr.) i primi di settembre ad Ancona, presso la sede dell'istituto di vigilanza, quando gli fu consegnata la divisa. D'Ascanio e Tancredi si sono sempre dichiarati innocenti. Il processo riprenderà il 21 maggio.

 

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Da: ‘Il Mattino’ di Napoli del 3-4-2003

 

DOMANI A SANTA MARIA CAPUA VETERE STUDENTI DA TUTTA L’ITALIA

 

Al «Certamen Capuanum» cento liceali esperti in latino

 

SILVIO LAUDISIO

 

Al via, domani a Santa Maria Capua Vetere, il "Certamen Latinum Capuanum", giunto quest'anno alla sua sesta edizione. Cento gli studenti liceali che si contenderanno la palma di miglior latinista ed anche un assegno di 1500 euro. Alla manifestazione, organizzata dal settore servizi culturali dell’amministrazione comunale e che si avvale del patrocinio della Provincia di Caserta e dell'Ordine degli Avvocati del Foro sammaritano, hanno aderito ben 47 licei.

I partecipanti, giunti ieri pomeriggio, provengono da Milano, Brescia, Genova, Torino, Alessandria, Sondrio, Vercelli, Rovigo, Bologna, Firenze, Livorno, Nuoro, Ancona, Pescara, Roma, Frosinone, Formia, Napoli, Isernia, Avellino, Benevento, Foggia, Bari, Molfetta, Taranto, Fasano, Cosenza, Brindisi, Palermo, Mazara del Vallo, Canicattì.

La prova scritta si terrà, alle 8,30, all'Itg "Pier Luigi Nervi", messo a disposizione dal dirigente scolastico Nicola Mastroianni e consiste nella traduzione, con relativo commento storico, linguistico-grammaticale, di un testo latino inerente la storia dell'ager campanus. La Commissione esaminatrice è composta dai docenti Aldo Luisi dell’Università di Bari, Arturo De Vivo della Federico II e Alessandra Romeo della Sun. La premiazione è in programma, domani, presso il liceo classico "Cneo Nevio" messo a disposizione dal dirigene scolastico Giosuè Villano.

Oltre al primo premio, che sarà consegnato dal presidente dell'ordine degli avvocati Elio Sticco, in palio anche un assegno di 1000 e di 500 euro che saranno attribuiti rispettivamente al secondo classificato dal sindaco Vincenzo Iodice e al terzo dall'assessore alla Cultura Maria Luisa Chirico.

Agli studenti liceali della nostra provincia sono, invece, riservati il premio "E. Della Valle"(liceo scientifico) e "Giuseppe Caiati"(liceo classico).

Domani pomeriggio, dopo la prova, gli studenti visiteranno l'Anfiteatro, il Museo dei Gladiatori e quello dell'Antica Capua. Sabato mattina gli studenti saranno ospiti del sindaco di Capua, Alessandro Pasca di Magliano che li accompagnerà in visita alla città.Il pomeriggio, alle 16,30, la premiazione e, quindi, la ripartenza per le rispettive sedi.

 

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Da: ‘Corriere della Sera’ di Milano del 2-4-2003

         

POLITICA

 

Ma sull’invito i sacerdoti si dividono

«Giusto esporle». «No, è ideologia»

 

MILANO - Sventolano da mesi gli arcobaleni. Ci sono parroci che li hanno piazzati in cima ai campanili, altri sulle facciate delle chiese, qualcuno addirittura sull’altare. E nessuno sembra aver voglia di toglierli ora, che la pace sembra lontana e la guerra semina morti. Anche se monsignor Betori, il segretario dei vescovi italiani, è convinto che sia «un simbolo sovrabbondante», che basti il crocefisso. «Monsignor Betori? E chi lo conosce», parte in quarta padre Adolfo Della Torre, parrocchia San Francesco, Castrovillari (Cosenza). E promette: «Finché non ce lo dice il nostro vescovo, la bandiera noi la lasciamo sul campanile». Don Guido, chiesa Maria Santissima del Rosario a Nola (Napoli), l’arcobaleno invece l’ha esposto sulla facciata, ed è ancora lì. Però riconosce: «È vero che si sta strumentalizzando questa campagna, è diventata troppo politica». Don Francesco Bossi, a Montanaso Lombardo (Lodi) di bandiere ne ha addirittura messe due: una sull’altare della chiesa, l’altra su quello del santuario dell’Assunta. Ma ha poca voglia di parlare: «Nessuna polemica, mi attengo alle decisioni della Chiesa». Però si lascia scappare: «È da duemila anni che ripetiamo "vi lascio la pace vi do la mia pace", non mi sembra di aver fatto niente di particolare».

Don Lucio Fabbian, chiesa di San Bartolomeo a Fara Vicentino (Vicenza), sorride: «Lo sapete cosa mi è successo? Un mio confratello dopo aver visto la bandiera mi ha detto: non pensavo che fossi diventato comunista». Don Lucio tiene una bandiera sul terrazzino della canonica e una in chiesa: «Certo non basta, ci vuole prima di tutto la testa. Ma cosa vuol dire che basta il crocefisso, in nome di Cristo ne hanno fatte di tutti i colori». Per don Emilio Sorte, parroco a Solbiate Olona (Varese), invece, «quella della Cei è una posizione intelligente. Ma è opportuno che ci sia uno spazio di libertà, altrimenti ci massifichiamo». È critico don Ciro Miele, parroco nella Natività di Maria Vergine ad Alberona (Foggia): «Con tutti i morti di questa guerra, noi ci mettiamo a discutere della bandiera della pace?». Lui di arcobaleni ne ha esposti tre: uno fuori e due dentro. «Resteranno lì, perché noi seguiamo il Papa e i suoi appelli di pace». Padre Michele Cascia, parroco di Santa Maria delle Grazie a Corleone (Palermo), ha fatto anche di più: «Ci abbiamo avvolto la statua di San Francesco in piazza il 14 febbraio. È un simbolo di solidarietà con chi vuole la pace». Ma in chiesa non la metterebbe mai: «Ha ragione monsignor Betori, c’è già il crocefisso». Obiettano alla parrocchia Cristo Divino Lavoratore di Ancona: «La bandiera della pace non sostituisce il tabernacolo o la croce, esporla fuori contribuisce a coinvolgere in un valore così importante anche chi non crede».

A Bareggio (Milano) l’arcobaleno sventola fuori dall’oratorio della chiesa dei Santi Nazaro e Celso. «È un segno che va rispettato, simbolo delle diverse identità nella Chiesa - spiega il parroco don Gerolamo Castiglioni, che è anche assistente diocesano di Cl - ma deve essere accompagnato da gesti concreti di solidarietà, altrimenti è solo un gesto ideologico». Per questo motivo, don Pier Giorgio Perini, parroco di Sant’Eustorgio a Milano, ha scelto di non appendere niente: «È un simbolo inutile che potrebbe essere frainteso». Don Augusto Casolo, parroco della Basilica milanese di San Lorenzo Maggiore, anche se è stato uno dei primi a esporre l’arcobaleno, riconosce: «In chiesa è meglio un simbolo prettamente ecclesiale». Così ha preferito mettere una croce con un lenzuolo. Come se fosse sempre Venerdì Santo.

 

Riccardo Bruno Claudia Voltattorni

 

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Da: ‘Giornale di Brescia’ del 1° aprile 2003

 

Pesce d’aprile per tre fratelli

 

COMPIONO RISPETTIVAMENTE 45, 42 E 35 ANNI NELLO STESSO GIORNO

                  

VALTROMPIA - Compleanno nel medesimo giorno per tre dei sette fratelli Russo: lo festeggiano oggi Antonietta, 45 anni, nata il 1° aprile 1958 a Soumagne (Belgio), ora residente a Gardone VT; Pasquina, 42 anni, nata il 1° aprile 1961 a Nancy (Francia), ora abitante a S. Giovanni Rotondo; Francesco, di 35 anni, nato il 1° aprile 1968 a S. Giovanni Rotondo (Foggia), ora residente a Sarezzo. Il capofamiglia Giovanni Russo, di professione minatore, originario di S. Giovanni Rotondo, per motivi di lavoro si era trasferito con la moglie Assunta Gorgoglione ed i primi tre figli prima in Belgio e poi in Francia.

 

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Da: ‘La Stampa’ di Torino dell’1-4-21003

 

NAPOLI, IL NOBEL HA PRESENTATO UN NUOVO CENTRO DI RICERCA IN IRPINIA

 

«Si sta fermando la fuga dei cervelli»

 

Dulbecco: in Italia ci sono laboratori che funzionano come in Usa

 

NAPOLI

Per ora si tratta solo di una piccola avanguardia, ma l´avanzata è ormai cominciata. Così assicura Renato Dulbecco, Nobel per la medicina, convinto che la fuga dei cervelli dall´Italia sia destinata ad arrestarsi. «Nel nostro Paese sono già rientrati una ventina di ricercatori: certo, è un numero ancora esiguo, ma le nostre autorità si stanno occupando del problema». L´occasione per lanciare un messaggio di speranza è offerta dalla presentazione, a Napoli, di un progetto che prevede la nascita di un nuovo centro di eccellenza per la ricerca biotecnologica e genetica Biogem ad Ariano Irpino, in provincia di Avellino. Del comitato scientifico fanno parte, oltre a Dulbecco, i professori Torsten Wiesel, premio Nobel per la medicina nell´81; Frank Gannon, direttore esecutivo dell´European molecular biology organization; Ian Mattaj, direttore scientifico dello stesso istituto; e David Livingstone del Dana Faber cancer institute degli Stati Uniti. «Ogni paragone fra Italia e Usa nel campo della riceca sarebbe inutile, perchè la distanza è ancora grande - spiega Dulbecco - ma qui ci sono piccoli laboratori che funzionano come negli Stati Uniti. In realtà è solo un problema di mezzi e di strutture». Un esempio? Telethon: «È una piccola iniziativa, ma fa molto bene. Il governo, tuttavia, potrebbe dare di più per favorirne la crescita». Considerato un simbolo del ritorno dei «cervelli» a lungo assenti dall´Italia, il Centro di eccellenza nella ricerca biotecnologica e genetica di Ariano Irpino nascerà nel 2004. E´ l´ultimo parto della Biogem, società consortile che partecipa al piano di ricerca «I geni dell´uomo», sponsorizzato dal ministero della Ricerca scientifica. La dirige Roberto Di Lauro, docente di Genetica medica all´Università Federico II di Napoli. Il centro di avvarrà della collaborazione della Stazione zoologica Anton Dohrn, di diversi enti irpini e della Provincia di Foggia. Per la nascita dei laboratori, che sorgeranno su un´area di 10 mila metri quadrati interamente coperti, la società ha ottenuto finanziamenti per 20 milioni di euro. Il nuovo Centro, a regime, necessiterà di 7 milioni di euro all´anno. «Fra il 2005 e il 2006 prevediamo di funzionare al 40%», dice Di Lauro. Il progetto prevede la creazione di 12 laboratori in cui lavoreranno 120 ricercatori. I tecnici impiegati saranno 40. Nella stessa area è previsto l´insediamento di alcune industrie farmaceutiche per favorire iniziative di collaborazione. Il compito del Centro di Ariano Irpino è di effettuare ricerche avanzate nel campo della genomica funzionale, cioè la funzione dei geni. Da almeno vent´anni l´obiettivo principale degli studiosi nell´area genetica molecolare è stata proprio la scoperta dei geni: un impulso determinate è venuto dal recente «Progetto Genoma» che ha messo a disposizione della comunità scientifica tutti i geni dell´uomo, studiati assieme a quelli, molto simili, dei topi. «I modelli dei geni del topo sono fondamentali per lo studio delle malattie umane», spiega Dulbecco. Il quale non si sottrae a un commento sull´emergenza mondiale, determinata dal diffondersi della polmonite atipica: «Si sta già lavorando nei laboratori per stabilire che cosa sia questo virus e quindi per poter sviluppare un vaccino. Certo, è un problema serio e bisogna adottare mille precauzioni, ma non vedo pericoli immediati per l´Italia».

 

Fulvio Milone

 

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Da: ‘Avvenire’ di Milano del 30-3-2003

 

Parma e San Severo allo specchio dei media

 

Daniela Pozzoli

 

L'Africa, il Terzo Mondo, le carestie, la povertà estrema di popolazioni a cui manca anche l'acqua da bere: a chi interessa qualcosa? «Temi taciuti, eppure così importanti», precisa Cesare Bonicelli, vescovo di , nel promuovere oggi nella sua diocesi la Giornata di Avvenire. «Nella mia vita, nel mio ministero, mi sento aiutato da Avvenire - spiega il vescovo -. Che cosa gli chiedo? Di continuare ad aprirci al mondo». Sfogliandolo chi, come monsignor Bonicelli, ha a cuore le missioni, non si stupirà di vedere in prima pagina quei conflitti dimenticati dal resto della stampa nazionale. «In gennaio sono stato nella Repubblica democratica del Congo, nella regione di Kivu, e in Burundi. Quanto vale una notizia relativa a quelle terre? - si domanda Bonicelli -. A Parma, nel mondo cattolico, c'è un notevole interesse per i Paesi del Terzo Mondo dovuto all'influsso dei missionari, in modo particolare dei Padri Saveriani. Su temi come quelli delle guerre in Congo e in Burundi esiste perciò una speciale sensibilità. Ma altrove non è così. Tanti giornali ignorano i popoli africani, oppure, se ne parlano, insistono sugli aspetti negativi. L'Africa, invece, non è soltanto questo, ma è anche l'impegno e il sacrificio di numerosi cristiani e persone di buona volontà che lavorano in modo ammirevole per l'evangelizzazione e la promozione umana». Il vescovo di , in provincia di Foggia, Michele Seccia, la pensa così sul tema della famiglia. La centralità di questa istituzione, luogo dove si impara «a farsi carico delle lentezze e delle difficoltà degli altri, ma anche dei traguardi e delle gioie», è primaria sul quotidiano cattolico. «La quantità di informazioni che ci piovano addosso - spiega monsignor Seccia nel messaggio per la Giornata di Avvenire - risultano raramente centrate sul bene, che difficilmente fa notizia, e allo stesso tempo, dove, se la famiglia vi trova posto, è recepita come centro di scelleratezze o di crimini efferati. Diventa fondamentale allora rivendicare un giusto assetto di valori anche nel mondo dell'informazione, perché forse mai come oggi esso contribuisce in maniera così poderosa a fare "formazione" di pensiero, mentalità, cultura...». E in questa cultura dove tutto viene omologato e dove i valori umani vengono «diluiti in una massa gelatinosa priva di gusto e di mordente», occorre indicare ancora una volta la famiglia come «filo conduttore» come «palestra di comprensione».

Anno 3, n. 84
7 aprile 2003

IN QUESTO NUMERO

  • EDITORIALE
    La conferma di una intuizione giusta
    di Arcangelo Renzulli

  • DUE ANNI DOPO
    Liberi di

  • INTERVENTI & MESSAGGI
    Due anni dopo: come ci giudicano colleghi e lettori
    Ci hanno scritto: Nino Abate - Enzo Ciampi - Enrico Ciccarelli - Osvaldo Fasano -
    Mara Mundi - Giacinto Pinto - Teresa Maria Rauzino - Saverio Serlenga
     

  • INTERVENTI
    ‘Giornale d’Italia’, Loffredo replica a Ricci
    di Michele Loffredo

     

  • A PROPOSITO DI...
    Grazie 'Quotidiano' di (farci) esistere, ma la verità è altrove
    di Arcangelo Renzulli
     

  • IL CASO
    Tra foto e pantofole
    di Maurizio De Tullio

     

  • QUOTIDIANI
    'La Grande Provincia' del calcio

  • PERIODICI
    ‘Prima Stampa’, seconda direttrice
     

  • TELEVISIONE/1
    Il felice esordio di Enza
     

  • TELEVISIONE/2
    'Telebari' dà il via al primo telegiornale
    dedicato alla comunità albanese
     

  • TELEVISIONE/FICTION
    Marco Tornese alla grande su Rai Uno

    intervista raccolta da Maurizio De Tullio
     

  • PUBBLICITA'
    L'ANQL: «Di Mauro ci discrimina!»
     

  • PERSONAGGI
    Mara, una ‘Vita’ sul ‘Campus’
     

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    Diffamazione, solo una multa ai cronisti
     

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    Dove e come si parla di Foggia e dei foggiani

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