|
|
| |||||||||||
|
| |||||||||||
|
INTERVENTI di
Michele Loffredo Caro Direttore, consentimi
di replicare alle estemporanee affermazioni dell'ex Deputato Michele
Ricci, circa la vicenda della Redazione foggiana del Giornale d'Italia.
Più che per fatto personale (e ne avrei ben d'onde!), per dovere di
cronaca. 1)
Sarei reo, a giudizio del Ricci, di "ipersindacalismo". Davvero un onore, se a dichiararlo è chi invece ha
dimenticato troppo in fretta di essere stato per anni un rappresentante
degli interessi dei lavoratori. 2)
Quel che è più grave, tuttavia, è che Michele Ricci continua a menare
il can per l'aia. O, a voler usare il suo gergo, a dire clamorose "stronzate".
Si è reso infatti correo di diffamazione nei confronti dei
colleghi della redazione foggiana del Giornale d'Italia, avvalorando la
delirante tesi di una presunta lettera anonima (da nessuno mai vista)
scritta da "redattori" foggiani.
Un esercizio davvero squallido, quello appunto di gettare fango a piene
mani, contro tutti e nessuno. Ma che, proprio per questo, offende -e
diffama appunto- ogni singolo componente di quella redazione. 3)
Con la medesima disinvoltura si potrebbe appunto congetturare che tale
missiva, seppur vera, potrebbe essere stata, invece, scritta capziosamente
da chi aveva interesse a chiudere l'esperienza della redazione foggiana.
Perchè non produttiva. O perchè non funzionale a certi
"percorsi" politici.
Quali ad esempio l'illusoria speranza della candidatura dello stesso Ricci
a Presidente dell'Amministrazione Provinciale. Tesi che non mi sono mai
azzardato ad avvalorare, ma che avrebbe la stessa pertinenza sul piano
logico-concettuale delle amenità raccontate dal Ricci. 4)
Eppoi la "chiusa" dell'intervista!
"Ci vorrebbe più professionalità da parte dei
giornalisti...", dice Ricci, perchè "devono sapere che quando
scrivono per un giornale beh... scrivono per 'quel' giornale". Alla
faccia della professionalità!?! Come
dire "tutti allineati e coperti, sennò 'arriva' da qualche parte una
bella lettera anonima e vi mandiamo tutti a casa..." In
conclusione, caro Direttore, pur nella grande amarezza di una vicenda dai
lati oscuri e contorti, consentimi anche di esprimere la soddisfazione di
aver letto che Michele Ricci ha per sempre rinunciato a fare un mestiere
che non gli appartiene: quello dell'intrapresa giornalistica. Continua
invece a coltivare velleità politiche. Anche se, fortunatamente, gli è
stata preclusa la possibilità di fare il candidato Presidente. Un
giudizio politico, il mio. Peraltro
ampiamente condiviso dalla coalizione di appartenenza del Ricci. P.S.:
Sempre per dovere di cronaca: molti redattori hanno da tempo affidato alla
Amministrazione della Giustizia, sia in sede civile che penale, le vicende
di cui parliamo. Con
buona pace di Bassoli e De Filippis. Ma anche dello stesso Ricci. Responsabile
provinciale di Assostampa e già collaboratore del ‘Giornale
d’Italia’ |
Anno 3, n. 84 IN
QUESTO NUMERO
| |||||||||||