|
|
| |||||||||||
|
| |||||||||||
|
INTERVENTI
& MESSAGGI Due
anni dopo: come ci giudicano colleghi e lettori NINO ABATE (Responsabile dell’Ufficio Stampa dell’Azienda
Ospedaliero-Universitaria di Foggia) Due anni di regolari
uscite on line per un settimanale come «il Vademecum» sono indubbiamente
una sorpresa per Foggia e per chi é del mestiere. E un merito per chi ce
l'ha fatta. Sì, perché occorre una tale pazienza, una tale dedizione,
una tale cura per il lavoro che é la mission di questo giornale, che solo
dei certosini come voi due -attenti a quei due!- potevano condurre in
porto con successo, lo voglio dire, il tentativo. Scrivo per
complimentarmi con questi colleghi, che conosco da molti anni e che stimo
non solo professionalmente -sanno che non é per piaggeria-, ma anche per
approfittare della festa per dire una parola su un versante del mestiere
del giornalista che fa l'ufficio stampa, meglio ancora -o peggio ancora-
se di un ente pubblico. Fare ufficio stampa vuol dire stare a lavorare con
i mass media, con i colleghi della carta stampata, delle radio, delle
televisioni e del web ogni giorno, fornendo informazione diretta dalla
«fonte» (che é cosa diversa dal «padrone»), mettendo in grado i
colleghi di lavorare al meglio, raccontando fatti, documentando scelte,
favorendo contatti, interviste, e rispettando le «vocazioni» di tutti al
commento, alla critica, all'invettiva, qualche volta anche all’insulto.
Giornalisti a tempo pieno (e i colleghi che mi telefonano a tutte le ore
lo sanno bene). E’ il nostro mestiere, che merita rispetto perché Ë
l'esercizio di una professione, quella di giornalista. Come gli altri,
professionisti e pubblicisti, con le esaltazioni per un evento, una
newsletter, un portale (lasciatemelo sottolineare, perché é l'ultima mia
«creatura») e con i limiti comuni a tutti, le stanchezze per gli orari
non di ufficio, per l'accavallarsi di fatti da comunicare, per la
molteplicità delle richieste della turba di «fornitori di informazione»
(specie in un'azienda ospedaliero-universitaria) e di «fruitori di
informazione», per le necessità di immagine, promozione e marketing (non
marchette, possibilmente!- ma questo vale per tutti, no?), necessità
istituzionalmente richieste e ineludibili perché fanno parte anch'esse
del nostro lavoro. A voi va il mio grazie personale perché tutto questo
l'avete capito dall'inizio. P.S. ENZO CIAMPI (Direttore responsabile di ‘Radio Erre’ - Foggia) E' un'iniziativa
precisa e puntuale che ha il merito di tenerci sempre attenti e sulla
...corda. ENRICO CICCARELLI (Direttore responsabile del settimanale ‘Foggia &
Foggia’) 1)
mi pare che l'impegno più rilevante e apprezzabile sia quello
forse meno pubblicizzato, cioè la quantità e il buon livello di
documentazione normativa e di altro tipo che un giornalista o aspirante
tale può trovare sul "Vadonline". Per quanto riguarda le
critiche, a volte le trovo fondate e a volte no, come penso sia normale;
di sicuro non sono mai eterodirette: esprimono, gradito o meno che sia,
soltanto il pensiero di chi le formula; in una città come Foggia è quasi
una rarità. OSVALDO FASANO (Ufficio Stampa Azienda Ospedaliero-Universitaria di
Foggia) Plaudo per il secondo
anniversario della vostra prestigiosa testata che è una voce nuova e
chiara per il lavoro che
quotidianamente l'informazione, seppure fra tante difficoltà di ogni
tipo, svolge. MARA MUNDI (collaboratrice del settimanale a diffusione nazionale ‘Vita’) GIACINTO PINTO (Corrispondente da Roma di ‘Telenorba’) In una provincia come
la nostra, dove nascono almeno una volta al mese nuove iniziative
editoriali e giornali di informazione, anche se poi non si sa che fine
facciano, considero il ‘Vademecum’ un esempio valido di editoria
telematica. Questo nonostante il ‘Vadonline’ affronti il difficile
compito di fare informazione su chi fa informazione. E’ un esempio di
continuità ammirevole che considero un piccolo miracolo se é riuscito a
sopravvivere due anni senza interruzioni. La mia speranza e il mio augurio
é che, ovviamente, possa proseguire su questa strada. TERESA MARIA RAUZINO (Docente, collaboratrice con quotidiani e periodici
locali e regionali) 1)
Quali aspetti hanno
caratterizzato a suo avviso questi primi due anni di vita del settimanale
telematico foggiano “Vadonline”? Ho
iniziato a leggere il Vadonline, quasi per caso, circa un anno e mezzo fa.
Ho letto subito con interesse anche tutti numeri arretrati. Ho apprezzato
l’intento, senza dubbio ambizioso, di questa originale testata: quello
di voler, consapevolmente, “fare informazione su chi fa informazione”.
Importante per me, affascinata da questo mondo
magmatico, è stato conoscere le regole deontologiche essenziali
della professione “reporter”, ed anche la normativa sindacale e
professionale, puntualmente rimarcate su ogni numero del giornale. Anche
scoprire “cosa c’è dietro” le varie testate della nostra provincia,
imparare a “leggerle” oltre le righe, mi ha aiutato a capire il
contesto economico/politico/ sociale sotteso ad ogni notizia. 2) Come viene fuori il
mondo dei mass media locali, e le persone che li animano, monitorati in
questi due anni? Al
di là delle punte “di disdoro”, è un mondo che, tutto sommato, sta
crescendo. Non è certo facile uscire puntualmente, con un prodotto di
qualità, con giornale che comporta costi notevoli ed elevate
professionalità. Specie in una società, come quella della Capitanata, in
cui comprare un giornale o “spendere in cultura” non è certo
mentalità diffusa nel pubblico. Leggere è purtroppo un puro
“optional”, prerogativa di una davvero piccola minoranza di lettori.
Ultimamente prosperano i giornali free-press: questa forma di diffusione
gratuita potrebbe essere un tentativo, un buon inizio per abituare il
lettore “per caso” a non fare più a meno dell’informazione
giornalistica. A non rinunciare, soprattutto, ad una riflessione sui fatti
e sui fenomeni, che vada
oltre il “mordi e fuggi” del quarto d’ora dei TG regionali e locali.
3) L’episodio positivo e
quello negativo che le sono rimasti maggiormente impressi? Sono
due episodi che ho vissuto sulla mia pelle. Il primo è quando il
Vadonline ha dato un valido sostegno alla campagna “Salviamo Kàlena”
lanciata dal Centro Studi Martella durante l’estate scorsa. E’ stato
un canale importante per informare “gli addetti ai lavori”.
Pochi giornalisti sapevano che una piccola associazione culturale stava
mobilitando gli studiosi, ma anche i turisti ed i semplici cittadini al
recupero dell’antica abbazia, un “luogo del cuore” importante per
tutti coloro che amano Peschici. Ringrazio
Piero Russo per aver segnalato al Vadonline i materiali della campagna
“Pro Kàlena”, e Maurizio de Tullio ed il direttore Renzulli per
averli riproposti ai propri lettori, invitandoli a sostenere attivamente
la petizione. L’
episodio negativo che mi ha lasciato invece “perplessa” è che, appena
ho cominciato a collaborare (informalmente e - naturalmente - “a
perdere”) con LGP,
questa disponibilità si sia trasformata in larvata ostilità. Al
di là del linguaggio e dei toni sopra
le righe usati nei miei confronti, mi è dispiaciuto notare che non è
stato interiorizzato un concetto fondamentale,
che pure ho cercato di comunicare nella mia “replica”. Non esiste
soltanto il diritto d’autore di chi viene impunemente “ricopiato” senza
essere neppure citato. Quello è ultra-scontato. C’è anche un altro
diritto, altrettanto importante, che va assolutamente rispettato: è il
diritto dell’autore di utilizzare i propri materiali, frutto di ricerca
personale, nelle forme e nei modi che si ritiene più opportuni,
adattandoli ai diversi contesti. La
“garanzia” è la firma di chi ha scritto il pezzo, non la citazione
del giornale o del sito che l’ha pubblicato prima di un altro, in parte
o integralmente, specie quando quel giornale e quel sito non hanno pagato
alcun diritto su quell’articolo o su quel servizio. La qualità
dell’articolo la giudicherà il lettore, a seconda se ”il
pezzo” avrà suscitato il suo interesse oppure lo avrà annoiato. 4)
Che futuro attende ora il ‘Vadonline’? Gli
auguro un futuro di ulteriore crescita professionale. Ma il Vadonline ha
bisogno di fare un salto di qualità, trovando più collaboratori di
qualità. Non si può fare un giornale con un “redattore unico”, per
quanto bravissimo, come Maurizio De Tullio. Lasciarsi prendere la mano da
punte “troppo integraliste” non aiuta la critica costruttiva. Certo i
colleghi della carta stampata devono perfezionare il proprio lavoro, un
lavoro che, spesso, svolgono in condizioni di estrema precarietà. Bisogna
assolutamente migliorare la leggibilità degli articoli. E’ da tanto
tempo che nelle redazioni non c’è più nessuno che corregge le bozze.
Ma i giornali vanno soprattutto diffusi e promossi, oltre che
“osservati” nelle piccole e grandi “magagne” che presentano: è
questo il compito in cui anche il Vadonline deve sentirsi partecipe e
coinvolto. La
grande sfida del domani è di avere lettori che, come me, non riescano
più a fare a meno del loro giornale quotidiano. E del loro "Vadonline"
settimanale. SAVERIO SERLENGA (Addetto stampa Parco Nazionale del Gargano) Gli auguri più cari
all'unica testata giornalistica on line che parla esclusivamente di
giornalismo e di chi fa giornalismo in Capitanata. |
Anno 3, n. 84 IN
QUESTO NUMERO
| |||||||||||