HOME PAGE

  Chi siamo

Il Settimanale

Medi@cap

Agorà S.E.

Banca Dati

Media in rete  

Links Utili  

Arretrati

Contatti

Annunci

Copyright

I partners


clicca qui per aggiungere il sito
ai preferiti

IlVademecum - settimanale di informazione su chi fa informazione
Registrato al Trib. di Foggia al n. 1/2001 - Direttore responsabile: Arcangelo Renzulli
Editore: Agorà Service Editoriale. - Sede legale Via S. Antonio, 214 - Foggia

MEDI@CAP - OSSERVATORIO SUI MEDIA LOCALI

LEGISLAZIONE

ARRETRATI

MEDIA IN RETE

DATI VENDITA

I PARTNERS

INTERVENTI & MESSAGGI 

Due anni dopo: come ci giudicano colleghi e lettori

NINO ABATE (Responsabile dell’Ufficio Stampa dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Foggia)

Due anni di regolari uscite on line per un settimanale come «il Vademecum» sono indubbiamente una sorpresa per Foggia e per chi é del mestiere. E un merito per chi ce l'ha fatta. Sì, perché occorre una tale pazienza, una tale dedizione, una tale cura per il lavoro che é la mission di questo giornale, che solo dei certosini come voi due -attenti a quei due!- potevano condurre in porto con successo, lo voglio dire, il tentativo. Scrivo per complimentarmi con questi colleghi, che conosco da molti anni e che stimo non solo professionalmente -sanno che non é per piaggeria-, ma anche per approfittare della festa per dire una parola su un versante del mestiere del giornalista che fa l'ufficio stampa, meglio ancora -o peggio ancora- se di un ente pubblico. Fare ufficio stampa vuol dire stare a lavorare con i mass media, con i colleghi della carta stampata, delle radio, delle televisioni e del web ogni giorno, fornendo informazione diretta dalla «fonte» (che é cosa diversa dal «padrone»), mettendo in grado i colleghi di lavorare al meglio, raccontando fatti, documentando scelte, favorendo contatti, interviste, e rispettando le «vocazioni» di tutti al commento, alla critica, all'invettiva, qualche volta anche all’insulto. Giornalisti a tempo pieno (e i colleghi che mi telefonano a tutte le ore lo sanno bene). E’ il nostro mestiere, che merita rispetto perché Ë l'esercizio di una professione, quella di giornalista. Come gli altri, professionisti e pubblicisti, con le esaltazioni per un evento, una newsletter, un portale (lasciatemelo sottolineare, perché é l'ultima mia «creatura») e con i limiti comuni a tutti, le stanchezze per gli orari non di ufficio, per l'accavallarsi di fatti da comunicare, per la molteplicità delle richieste della turba di «fornitori di informazione» (specie in un'azienda ospedaliero-universitaria) e di «fruitori di informazione», per le necessità di immagine, promozione e marketing (non marchette, possibilmente!- ma questo vale per tutti, no?), necessità istituzionalmente richieste e ineludibili perché fanno parte anch'esse del nostro lavoro. A voi va il mio grazie personale perché tutto questo l'avete capito dall'inizio. 
Ma qui da noi sembra di stare sempre ai primordi. Tutto si muove con una lentezza esasperante ed esasperata. Le speranze, anche di occupazione, sollevate dalla legge 150/2000 e dal regolamento di attuazione, il DPR 422/2001, dalle direttive dell'allora Ministro della Funzione Pubblica, Frattini, sembrano disperse nel nulla. Non ho notizie di nuovi uffici stampa nella Pubblica Amministrazione, né ho notizia di adeguamenti alla normativa nelle diversificate situazioni esistenti sul territorio, fatta eccezione (forse?) per la Provincia. A livello contrattuale, poi, e di nuove assunzioni, il velo pietoso era e rimane steso, nonostante l'impegno in itinere della FNSI e dell'Assostampa. E se é così a livello di P.A., nel settore privato la situazione non mi risulta migliore. Avete voi notizie diverse, eccetto le famigerate «consulenze»? A titolo di aneddoto posso raccontarvi che per un anno circa sono stato anch'io consulente: ero alla ASL FG/3 e fui nominato consulente tra virgolette degli «OO.RR.» ma senza portare a casa una sola lira oltre il normale stipendio (legato alla mia qualifica amministrativa) perché fu inventato l'istituto della consulenza half time, o fifty-fifty: metà tempo lavoravo alla ASL e metà tempo  all'Ospedale! Accettai per la maledetta (in senso buono!) passione per il mio lavoro  e per uscire da una impasse del tipo «mobbing». Mi piace ricordarlo solo per sorriderci un po' su, insieme, senza rancori o inimicizie o rammarichi.
E' anche vero che stiamo aspettando la contrattualizzazione, per la prima volta noi giornalisti degli uffici stampa della P.A., e nel frattempo ci mettiamo in regola con la formazione richiesta ex lege, se di formazione si può parlare per uno che fa giornalismo militante (radio, tv, giornali, ecc.) quotidianamente solo da 20 anni con la «patente», contandone 33 di amministrazione pubblica. Ma l'innovazione mi ha sempre affascinato, e così sono andato con la barba bianca a frequentare un corso per il web writing a Milano due anni fa e l'anno scorso la Scuola Superiore di Giornalismo a Bologna, fino a marzo 2003, per conseguire «l'attestato» richiesto dalla legge. Stiamo con i motori accesi! Mi scuso con voi che mi ospitate e con chi mi sta leggendo, per aver mischiato un po' la mia esperienza umana e professionale con le aspettative e il lavoro quotidiano di quei colleghi che, senza protagonismi, fanno il loro lavoro in un ufficio stampa dell'amministrazione pubblica a Foggia. So che c'é qualche speranza, soprattutto per i più giovani -me lo dice il cuore- ma la ragione non é ottimista. Significa essere anti-italiano? Ancora auguri sinceri per il vostro Vademecum.

P.S.
Un augurio da questo sito a Salvatore Ciccone, mio maestro dal 1976 e maestro di giornalismo, che ha festeggiato quest'anno i suoi primi 40 anni di iscrizione all'Ordine. Un abbraccio da parte mia e, spero, anche vostra.

ENZO CIAMPI (Direttore responsabile di ‘Radio Erre’ - Foggia)

E' un'iniziativa precisa e puntuale che ha il merito di tenerci sempre attenti e sulla ...corda.
1) Ha vestito i panni del censore.
2) Non sono tutte rose e fiori, ma, per fortuna, neanche tutte spine. Certo è che chi fa il proprio dovere, non teme nulla.
3) Quello positivo: le critiche (per fortuna poche) alla mia testata. Quello negativo: l'assenza completa di autocritica.
4) Se ritiene che i panni del "censore" gli possano appartenere impunemente, può anche continuare così come è andato avanti finora.  

 

ENRICO CICCARELLI (Direttore responsabile del settimanale ‘Foggia & Foggia’)
Innanzitutto complimenti per avere raggiunto un traguardo così impegnativo ed auguri per il proseguimento. Vengo alle vostre domande, scusandomi anticipatamente per la sommarietà delle risposte, dovuta ad esigenze di concisione.

1)    mi pare che l'impegno più rilevante e apprezzabile sia quello forse meno pubblicizzato, cioè la quantità e il buon livello di documentazione normativa e di altro tipo che un giornalista o aspirante tale può trovare sul "Vadonline". Per quanto riguarda le critiche, a volte le trovo fondate e a volte no, come penso sia normale; di sicuro non sono mai eterodirette: esprimono, gradito o meno che sia, soltanto il pensiero di chi le formula; in una città come Foggia è quasi una rarità.
2)    come una realtà contraddittoria, con molte ombre e poche luci, sia per quanto riguarda la possibilità del giornalismo di essere mestiere o professione (cioè di garantire un sostentamento e un'esistenza dignitosa a chi lo pratica), sia per la sua attitudine a difendere le libertà civili. E' difficile che i giornalisti siano molto migliori o molto peggiori del territorio a cui si riferiscono: ed è noto che Foggia e la sua provincia, tranne che nel calcio, sono nelle zone di bassa classifica.
3)    direi che la cosa più negativa di tutte è stata l'incredibile azione di censura operata nei confronti di Maurizio De Tullio, per giunta su istigazione di altri giornalisti ed organi di stampa. Una vicenda così vergognosa da non potersi commentare; perciò stesso l'episodio positivo è stato il ritorno in redazione dello stesso De Tullio.
4)    E che ne so? Io spero che continui, magari potenziando la rubrica "errori ed orrori", che è divertente ed utile, ed eliminando quelle che mi interessano meno, come "Foggia, Italia" (capirei se raggruppasse gli articoli che parlano di Foggia, ma così com'è sa di poco). La mia speranza è che si allarghi la rosa dei collaboratori: De Tullio e Renzulli sono bravi, ma il carico di lavoro settimanale è eccessivo, e a volte lo si nota.

 

OSVALDO FASANO (Ufficio Stampa Azienda Ospedaliero-Universitaria di Foggia)

Plaudo per il secondo anniversario della vostra prestigiosa testata che è una voce nuova e chiara per il lavoro  che quotidianamente l'informazione, seppure fra tante difficoltà di ogni tipo, svolge.
Colgo l'occasione per chiarire alcune ultime vicende che, mio malgrado, mi hanno visto alla cronaca giornalistica.
Come da voi riportato, sono in attesa di conoscere i motivi e le ragioni di una fantomatica, per ora, querela sportami dall'editore Tatarella. Nei miei circa quarant'anni di attività come operatore dell'informazione, è la prima volta che ricevo una querela non motivata se non con "insulti gratuiti e inaspettati".
Saranno i giudici a decidere della vicenda, ma certamente ancora una volta sarà l'informazione a pagare per veleni ed acredini interne all'Ordine, che era stato chiamato proprio dal sottoscritto invitando i colleghi, in un clima elettorale esasperato da polemiche, a darsi un codice etico e dimostrare l'imparzialità e la chiarezza dell'informazione. Il vostro lavoro settimanale telematico, contrariamente a quanto da qualcuno affermato, non è fatto con "troppa superficialità" ma dimostra l'amore e l'attaccamento e la professionalità per l'informazione di cui tanto ha bisogno soprattutto la Capitanata. 

Auguri e ad maiora da chi crede come voi nel compito dell'informazione, con la speranza di leggervi più spesso.

 

MARA MUNDI (collaboratrice del settimanale a diffusione nazionale ‘Vita’)
Quali aspetti hanno caratterizzato a mio avviso questi primi due anni di vita del settimanale telematico foggiano “Vadonline”?
In un territorio che ha serie difficoltà ad interrogarsi e a porsi domande, in una comunità dove tutto scorre e dove la logica del “farsi i fatti propri” la fa da padrone, credo che il merito principale del “Vadonline” sia stato quello di dire la verità “ad ogni costo”, anche quando era scomoda, anche quando poteva creare grattacapi, fastidi, impicci. Problemi.
“Il settimanale d’informazione su chi fa informazione”, infatti, é riuscito a smascherare un po’ tutti, a cominciare dalle istituzioni. E non é proprio una cosa che si fa a cuor leggero.
Come viene fuori il mondo dei mass media locali e le persone che li animano, monitorati in questi due anni? Vivace, a volte frammentato, molto spesso improvvisato. Un sistema che illude e disillude, senza far troppo attenzione al talento, alla passione, alla creatività. Per fortuna, ci sono ancora punte d’eccellenza, soprattutto fra i giovani, che coltivano la voglia di stupirsi, di incantarsi anche di fronte ad un pezzo di sole mille battute. E cercano, ricercano, intervistano, fanno domande, esigono risposte. Poi, scelgono ogni parola; parole che scorrono in fila ad altre parole. E alla fine quell’articolo racchiude un pezzo di mondo, scritto con onestà e rigore intellettuale. Quante “vecchie penne” conservano la magia dello stupore?
L’episodio positivo e quello negativo che mi sono rimasti maggiormente impressi? Non un singolo esempio positivo, ma un atteggiamento globale che mi piace sottolineare: dibattiti, forum e approfondimenti sul ruolo della professione giornalistica rappresentano l’altro aspetto maggiormente qualificante del “Vadonline”. Ottima anche la sezione legislativa che raccoglie tutta la normativa di settore. La censura nei confronti di Maurizio De Tullio, costretto per alcuni mesi a sospendere la sua collaborazione con il “Vad”, appare, invece, l’aspetto più negativo.
Che futuro attende ora il “Vadonline”? Vi attende un duro lavoro, cari Maurizio ed Angelo. Bisogna vigilare. Ma per favore, continuate a farlo ad ogni costo. Sempre. Un forte abbraccio, conosciamo bene l’impegno e la passione che vi animano.

GIACINTO PINTO (Corrispondente da Roma di ‘Telenorba’)

In una provincia come la nostra, dove nascono almeno una volta al mese nuove iniziative editoriali e giornali di informazione, anche se poi non si sa che fine facciano, considero il ‘Vademecum’ un esempio valido di editoria telematica. Questo nonostante il ‘Vadonline’ affronti il difficile compito di fare informazione su chi fa informazione. E’ un esempio di continuità ammirevole che considero un piccolo miracolo se é riuscito a sopravvivere due anni senza interruzioni. La mia speranza e il mio augurio é che, ovviamente, possa proseguire su questa strada.
La cosa migliore che vi ho trovato? Forse la rubrica ‘Foggia, Italia’. Interessante davvero, perché dà la possibilità a tutti di capire cosa fanno, nel bene e nel male, i nostri concittadini a Foggia e in Italia. E’ un occhio al di fuori della nostra provincia che non offre nessuno.
Quello che invece non sempre condivido é l’utilizzo del ‘Vademecum’ per scopi personali. Non sempre, per esempio, mi sono piaciute certe polemiche interne alla categoria o fra testate. Insomma, trovo che si dovrebbe volare più alto, elevare la qualità anche del discutere attorno ai temi della informazione e della comunicazione.
Quale futuro attende il ‘Vadonline’? L’ho già detto e mi piace ripeterlo: continuate così con l’invito però ad essere più critici su taluni aspetti. Suggerisco, ad esempio, l’idea di attivare un Osservatorio che indaghi su chi fa veramente questo nostro mestiere e chi invece si illude di farlo.

 

TERESA MARIA RAUZINO (Docente, collaboratrice con quotidiani e periodici locali e regionali)

1)  Quali aspetti hanno caratterizzato a suo avviso questi primi due anni di vita del settimanale telematico foggiano “Vadonline”?

Ho iniziato a leggere il Vadonline, quasi per caso, circa un anno e mezzo fa. Ho letto subito con interesse anche tutti numeri arretrati. Ho apprezzato l’intento, senza dubbio ambizioso, di questa originale testata: quello di voler, consapevolmente, “fare informazione su chi fa informazione”. Importante per me, affascinata da questo mondo  magmatico, è stato conoscere le regole deontologiche essenziali della professione “reporter”, ed anche la normativa sindacale e professionale, puntualmente rimarcate su ogni numero del giornale. Anche scoprire “cosa c’è dietro” le varie testate della nostra provincia, imparare a “leggerle” oltre le righe, mi ha aiutato a capire il contesto economico/politico/ sociale sotteso ad ogni notizia.

2)  Come viene fuori il mondo dei mass media locali, e le persone che li animano, monitorati in questi due anni?

Al di là delle punte “di disdoro”, è un mondo che, tutto sommato, sta crescendo. Non è certo facile uscire puntualmente, con un prodotto di qualità, con giornale che comporta costi notevoli ed elevate professionalità. Specie in una società, come quella della Capitanata, in cui comprare un giornale o “spendere in cultura” non è certo mentalità diffusa nel pubblico. Leggere è purtroppo un puro “optional”, prerogativa di una davvero piccola minoranza di lettori. Ultimamente prosperano i giornali free-press: questa forma di diffusione gratuita potrebbe essere un tentativo, un buon inizio per abituare il lettore “per caso” a non fare più a meno dell’informazione giornalistica. A non rinunciare, soprattutto, ad una riflessione sui fatti e sui fenomeni,  che vada oltre il “mordi e fuggi” del quarto d’ora dei TG regionali e locali.

3)  L’episodio positivo e quello negativo che le sono rimasti maggiormente impressi?

Sono due episodi che ho vissuto sulla mia pelle. Il primo è quando il Vadonline ha dato un valido sostegno alla campagna “Salviamo Kàlena” lanciata dal Centro Studi Martella durante l’estate scorsa. E’ stato  un canale importante per informare “gli addetti ai lavori”. Pochi giornalisti sapevano che una piccola associazione culturale stava mobilitando gli studiosi, ma anche i turisti ed i semplici cittadini al recupero dell’antica abbazia, un “luogo del cuore” importante per tutti coloro che amano Peschici.  Ringrazio Piero Russo per aver segnalato al Vadonline i materiali della campagna “Pro Kàlena”, e Maurizio de Tullio ed il direttore Renzulli per averli riproposti ai propri lettori, invitandoli a sostenere attivamente la petizione.

L’ episodio negativo che mi ha lasciato invece “perplessa” è che, appena ho cominciato a collaborare (informalmente e - naturalmente - “a perdere”)  con LGP,  questa disponibilità si sia trasformata in larvata ostilità. Al di là del linguaggio e dei toni sopra le righe usati nei miei confronti, mi è dispiaciuto notare che non è stato interiorizzato un concetto  fondamentale, che pure ho cercato di comunicare nella mia “replica”. Non esiste soltanto il diritto d’autore di chi viene impunemente “ricopiato” senza essere neppure citato. Quello è ultra-scontato. C’è anche un altro diritto, altrettanto importante, che va assolutamente rispettato: è il diritto dell’autore di utilizzare i propri materiali, frutto di ricerca personale, nelle forme e nei modi che si ritiene più opportuni, adattandoli ai diversi contesti.  La “garanzia” è la firma di chi ha scritto il pezzo, non la citazione del giornale o del sito che l’ha pubblicato prima di un altro, in parte o integralmente, specie quando quel giornale e quel sito non hanno pagato alcun diritto su quell’articolo o su quel servizio. La qualità  dell’articolo la giudicherà il lettore, a seconda se ”il pezzo” avrà suscitato il suo interesse oppure lo avrà annoiato.

4)  Che futuro attende ora il ‘Vadonline’?

Gli auguro un futuro di ulteriore crescita professionale. Ma il Vadonline ha bisogno di fare un salto di qualità, trovando più collaboratori di qualità. Non si può fare un giornale con un “redattore unico”, per quanto bravissimo, come Maurizio De Tullio. Lasciarsi prendere la mano da punte “troppo integraliste” non aiuta la critica costruttiva. Certo i colleghi della carta stampata devono perfezionare il proprio lavoro, un lavoro che, spesso, svolgono in condizioni di estrema precarietà. Bisogna assolutamente migliorare la leggibilità degli articoli. E’ da tanto tempo che nelle redazioni non c’è più nessuno che corregge le bozze. Ma i giornali vanno soprattutto diffusi e promossi, oltre che “osservati” nelle piccole e grandi “magagne” che presentano: è questo il compito in cui anche il Vadonline deve sentirsi partecipe e coinvolto.

La grande sfida del domani è di avere lettori che, come me, non riescano più a fare a meno del loro giornale quotidiano. E del loro "Vadonline" settimanale.

 

SAVERIO SERLENGA (Addetto stampa Parco Nazionale del Gargano)

Gli auguri più cari all'unica testata giornalistica on line che parla esclusivamente di giornalismo e di chi fa giornalismo in Capitanata.
Grazie al “Vademecum.it”, ogni settimana, puntualmente e con grande professionalità, noi tutti addetti ai lavori riusciamo a sapere tutto e di più sul vasto panorama dei media.
Complimenti ai bravi e coraggiosi Arcangelo Renzulli e Maurizio De Tullio che due anni orsono hanno avuto la brillante idea di avviare un servizio telematico forse unico in Italia nel suo genere. Questi primi due anni ci hanno regalato tante notizie utili, non altrimenti reperibili. L'augurio mio e di tutta la Redazione di “Gargano Parco” per un futuro sempre più roseo.

Anno 3, n. 84
7 aprile 2003

IN QUESTO NUMERO

  • EDITORIALE
    La conferma di una intuizione giusta
    di Arcangelo Renzulli

  • DUE ANNI DOPO
    Liberi di

  • INTERVENTI & MESSAGGI
    Due anni dopo: come ci giudicano colleghi e lettori
    Ci hanno scritto: Nino Abate - Enzo Ciampi - Enrico Ciccarelli - Osvaldo Fasano -
    Mara Mundi - Giacinto Pinto - Teresa Maria Rauzino - Saverio Serlenga
     

  • INTERVENTI
    ‘Giornale d’Italia’, Loffredo replica a Ricci
    di Michele Loffredo

     

  • A PROPOSITO DI...
    Grazie 'Quotidiano' di (farci) esistere, ma la verità è altrove
    di Arcangelo Renzulli
     

  • IL CASO
    Tra foto e pantofole
    di Maurizio De Tullio

     

  • QUOTIDIANI
    'La Grande Provincia' del calcio

  • PERIODICI
    ‘Prima Stampa’, seconda direttrice
     

  • TELEVISIONE/1
    Il felice esordio di Enza
     

  • TELEVISIONE/2
    'Telebari' dà il via al primo telegiornale
    dedicato alla comunità albanese
     

  • TELEVISIONE/FICTION
    Marco Tornese alla grande su Rai Uno

    intervista raccolta da Maurizio De Tullio
     

  • PUBBLICITA'
    L'ANQL: «Di Mauro ci discrimina!»
     

  • PERSONAGGI
    Mara, una ‘Vita’ sul ‘Campus’
     

  • CORSI
    Gianni Cicolella, prof di giornalismo al ‘Poerio’
     

  • GUARDIA E LADRI
    Osservatorio sulla Qualità dell’Informazione Locale
     

  • LINK-IOSTRO DELLA RETE
    Diffamazione, solo una multa ai cronisti
     

  • FOGGIA, ITALIA
    Dove e come si parla di Foggia e dei foggiani

  • AREA COMUNICATI