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IlVademecum - settimanale di informazione su chi fa informazione
Registrato al Trib. di Foggia al n. 1/2001 - Direttore responsabile: Arcangelo Renzulli
Editore: Agorà Service Editoriale. - Sede legale Via S. Antonio, 214 - Foggia

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IL CASO
Tra foto e pantofole

di Maurizio De Tullio

Ha fatto scalpore una recente sentenza emessa dal Tribunale di Biella, in Piemonte, in tema di uso improprio delle immagini a scopo giornalistico. Sul bisettimanale locale ‘L’Eco di Biella’, era stato pubblicato qualche tempo fa un servizio sugli automobilisti che al volante della propria auto vengono trovati in possibile stato di ebbrezza.

Per illustrare l’articolo, il giornale aveva inserito la foto di un automibilista mentre si sottoponeva al controllo etilometrico effettuato dalla Polizia Stradale. Tutto regolare? Per niente, anzi. Il giudice ha infatti considerato lesiva della riservatezza della persona quella immagine posta incontrollatamente in pubblico. La fotografia, ha argomentato il giudice, è un dato personale e non può essere pubblicata su un giornale senza che vi sia un’esigenza legata al diritto di cronaca e, soprattutto, senza aver ottenuto dal diretto interessato - l’automobilista in questo caso - il famoso consenso alla pubblicazione. Qualcuno penserà ad un eccesso nella decisione del Tribunale di Biella ma si tratta in realtà di norme contenute nella legge 675/96, più nota come legge sulla privacy. Infatti, proprio all’articolo 1, la legge ricorda che per dato personale si intende qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente o associazione, identificato o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione.

Così, ‘L’Eco di Biella’ dovrà versare 4.000 euro a quanti siano finiti sul giornale a propria insaputa, cioé senza il consenso esplicito alla pubblicazione delle foto.

‘L’Eco di Biella’ avrebbe potuto evitare la pesante ammenda se almeno avesse “oscurato” il volto della persona immortalata nel servizio.

Cosa accadrà ora nelle redazioni locali, dove tanti colleghi armeggiano per confezionare articoli e servizi con il necessario abbinamento di immagini a corredo degli argomenti trattati? Proprio nei giorni in cui questa notizia veniva resa pubblica, abbiamo potuto notare su un quotidiano foggiano l’immagine di una donna, adagiata su un letto di ospedale, nell’àmbito di un articolo che si occupava di malati di cancro. Spontanea la domanda: davvero quella persona era stata fotografata col suo consenso per corredare quell’articolo?

Questo episodio lo riportiamo a puro titolo di esempio di come si finisce, certamente senza voler entrare in contrasto con le leggi, per trattare temi seri senza la dovuta delicatezza. La sentenza di Biella, per quanto discutibile, ci pone di fronte a delle responsabilità cui sempre più spesso deroghiamo e che investono la qualità del fare informazione oggi. Da un lato il caso di Biella richiama l’attenzione sullo scrupolo che occorre mettere quando si trattano le immagini, dall’altro il ‘Vadonline’ ha documentato l’uso sfrenato di internet, compresi taluni suoi servizi più raffinati, che sta portando su un binario morto la professione giornalistica, la quale giorno per giorno rischia di diventare sempre più pantofolaia.

Un esempio che forse rende meglio l’idea è dato dai consigli comunale e provinciale di Foggia. In città, tra redazioni di quotidiani, pagine provinciali di giornali regionali, televisioni, radio, siti internet quotidiani, corrispondenti di emittenti regionali e di agenzie nazionali, operano giornalmente circa una quindicina, se non più, di colleghi che in teoria dovrebbero presenziare le due assise. Succede? Direi proprio di no: anche nel caso di sedute importantissime non abbiamo mai notato più di tre o quattro colleghi seguire “effettivamente” i lavori, fornendo una circostanziata sintesi dei lavori dei due principali Enti di Capitanata.

Di contro si moltiplicano le trasmissioni sportive - pardon: calcistiche - coi loro pulpiti, ring, dirette, tutta pappa condita al momento. C’è persino chi - e lo fa onestamente bene - si é arruolato nell’esercito dei turisti (per calcio) e se ne va in giro per l’Italia a resocontare minuto per minuto le prodezze di Del Core e gli interventi risolutori di Carannante e a descriverci ambienti, popolazioni e città dove si celebra la domenica pomeriggio il più pagato degli scontri tra piedi dorati.

Idea: perchè non far svolgere le sedute dei consigli comunale e provinciale allo “Zaccheria”...?

Anno 3, n. 84
7 aprile 2003

IN QUESTO NUMERO

  • EDITORIALE
    La conferma di una intuizione giusta
    di Arcangelo Renzulli

  • DUE ANNI DOPO
    Liberi di

  • INTERVENTI & MESSAGGI
    Due anni dopo: come ci giudicano colleghi e lettori
    Ci hanno scritto: Nino Abate - Enzo Ciampi - Enrico Ciccarelli - Osvaldo Fasano -
    Mara Mundi - Giacinto Pinto - Teresa Maria Rauzino - Saverio Serlenga
     

  • INTERVENTI
    ‘Giornale d’Italia’, Loffredo replica a Ricci
    di Michele Loffredo

     

  • A PROPOSITO DI...
    Grazie 'Quotidiano' di (farci) esistere, ma la verità è altrove
    di Arcangelo Renzulli
     

  • IL CASO
    Tra foto e pantofole
    di Maurizio De Tullio

     

  • QUOTIDIANI
    'La Grande Provincia' del calcio

  • PERIODICI
    ‘Prima Stampa’, seconda direttrice
     

  • TELEVISIONE/1
    Il felice esordio di Enza
     

  • TELEVISIONE/2
    'Telebari' dà il via al primo telegiornale
    dedicato alla comunità albanese
     

  • TELEVISIONE/FICTION
    Marco Tornese alla grande su Rai Uno

    intervista raccolta da Maurizio De Tullio
     

  • PUBBLICITA'
    L'ANQL: «Di Mauro ci discrimina!»
     

  • PERSONAGGI
    Mara, una ‘Vita’ sul ‘Campus’
     

  • CORSI
    Gianni Cicolella, prof di giornalismo al ‘Poerio’
     

  • GUARDIA E LADRI
    Osservatorio sulla Qualità dell’Informazione Locale
     

  • LINK-IOSTRO DELLA RETE
    Diffamazione, solo una multa ai cronisti
     

  • FOGGIA, ITALIA
    Dove e come si parla di Foggia e dei foggiani

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