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IlVademecum - settimanale di informazione su chi fa informazione
Registrato al Trib. di Foggia al n. 1/2001 - Direttore responsabile: Arcangelo Renzulli
Editore: Agorà Service Editoriale. - Sede legale Via S. Antonio, 214 - Foggia

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Anno 3, n. 85
15 aprile 2003

IN QUESTO NUMERO

  • Ai lettori
    Una pausa di riflessione per capirci di più

  • Posta per noi
    Ancora un saluto per i due anni del "Vadonline"

  • Il fatto 
    Lettere anonime a concorso

  • Interventi1
    "Il Giornale d'Italia" un'esperienza a tempo determinato

  • Interventi2
    Riflessioni sulla categoria e sul potere

  • Internet1
    "LGP" e "Vadonline" sul "Barbiere della Sera"

  • Internet2
    Farmacie su internet: a Foggia tutto in regola?

  • Intervista a "LGP"
    Intervista al direttore di "LGP", Giovanni dello Iacovo, 
    di Maurizio de Tullio

  • Comunicazione Pubblica
    I giorni verdi della Provincia: un successo della comunicazione

  • Ordine
    Inchiesta sulla "Cascina" nessun giornalista indagato

  • Studi
    Il rapporto della Fondazione "Rosselli" sull'industria della comunicazione in Italia

  • Link-iostro della rete
    L'oracolo di Livorno: si annuncia lo scoop?

  • COMUNICATI
    Comunicati e notizie pervenuti in redazione

  • FOGGIA, ITALIA
    Dove e come si parla di Foggia e dei foggiani sulla stampa italiana

  • ERRORI & ORRORI
    Refusi, strafalcioni e cadute di stile rilevati sui media nazionali e locali

 



FOGGIA, ITALIA

Come e dove si parla di Foggia e dei foggiani sulla stampa italiana

Da: ‘Il Centro’ di Pescara del 15-4-2003  

 

 SILVI MARINA

Ecstasy e hascisc, un arresto  

Il fermo davanti a una discoteca, denunciato l'amico  

r.o.

SILVI MARINA. Li hanno fermati sabato sera dopo una serie di appostamenti davanti alla discoteca Fixx. L'attività investigativa fin lì svolta, li dava come sicuri fornitori di stupefacenti per il popolo delle piste da ballo della notte. La conferma la si è avuta di lì a poco. Gli inquirenti infatti li hanno trovati in possesso di pasticche di ecstasy e di hascisc. Con le accuse di detenzione ai fini dello spaccio di droghe, i carabinieri della stazione di Silvi hanno arrestato Claudio Napolitano, 31 anni, di Foggia, e denunciato a piede libero M.D'A. 19 anni, anche lui foggiano. I due sono stati perquisiti a bordo dell'auto con la quale avevano appena lasciato la città pugliese e raggiunto Silvi, probabilmente percorrendo l'autostrada A14. Sicché non hanno fatto in tempo a contattare i tossicodipendenti locali che, secondo gli inquirenti, avevano iniziato a frequentare da un pezzo. Napolitano aveva con sé 20 pasticche di ecstasy del tipo "smile" e 5,20 grammi di hascisc: una pasticca di ecstasy e 4,80 grammi di hascisc sono stati trovati indosso a M.D'A. Dopo essere stati trasferiti in caserma per gli accertamenti del caso, per Napolitano sono scattati gli arresti. Il giovane è stato rinchiuso nel carcere di Castrogno. L'amico invece è stato deferito alla procura di Teramo sempre per detenzione ai fini di spaccio. Del caso si è occupato il sostituto procuratore Valentina D'Agostino.

 

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Da: ‘Il Mattino’ di Napoli del 15-4-2003

 

ALL’ISTITUTO ALBERGHIERO

I giovanissimi cuochi si sfidano stamane a colpi di manicaretti

 

Cuochi in erba pronti a sfidarsi per un ambito premio. Quello messo in palio dal prestigioso concorso «Il cuoco del futuro», organizzato dall'Aca (Associazione Cuochi Avellinesi). Il sodalizio presieduto da Luigi Vitiello ha fissato per oggi la sfida a colpi di piatti preparati a base di funghi porcini del Partenio, tartufi di Bagnoli Irpino e castagne di Serino. Ben quindici gli istituti alberghieri di tutta la Penisola che si contenderanno il trofeo. La gara culinaria, che avrà inizio alle ore 9.30 sarà ospitata dall'Istituto «Rossi Doria» di Avellino. Questi i protagonisti dell'appuntamento di oggi: Ipssar «Rossi Doria» con l'allievo Italo Luciano; Ipssar Aversa con Walter Pasotto; Ipssar. «Mancini» di Cosenza con Giuseppe Giglio; Ipssar «Buonarroti» di Fiuggi con Elena D'Arpino; Ipssar «Moro» di Margherita di Savoia (Foggia) con Leonardo Mandara; Ipssar «Celletti» di Formia con Leandro Iannace; Ipssar «Einaudi» di Grosseto con Francesca Rossi; Ipssar Locri con Sonia Lacopo; Ipssar Maratea con Carmelo Febbraio; Ipassar Melfi con Fabio Piacenza; Ipassar «Cavalcanti» di Napoli con Francesco Nastasi; Ipssar «De Medici» di Ottaviano con Vincenzo Simonetti; Ipassar Praia a Mare con Giovanni De Franco; Ipssar Roma primo con Luca Giaquinto; Ipssar «Galluppi» di Tropea con Michele Gallismo. Il vincitore riceverà una borsa di studio di trecento euro.

gia.gal.

 

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Da: ‘Il Messaggero’ di Roma del 15-4-2003

 

MONTEGIORGIO

 

Inchiesta sui cavalli dopati, 62 denunciati

 

Terminata l’indagine della Procura milanese. Era stata perquisita dai Nas

 anche la locale sede dell’Unire

 

MONTEGIORGIO — Sono 62 le persone denunciate nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Milano, «Droga e cavalli, truccato l’antidoping». La svolta si è avuta il 2 aprile quando i carabinieri dei Nas hanno consegnato al Pm Antonio Genna i risultati di perqusizioni fatte a marzo. Pequisizioni eseguite presso l’ippodromo di Castelluccio dei Sauri (Foggia) e a quattro sedi dell’Unire a Roma e a quella di Montegiorgio. La procura milanese vuole vederci chiaro se ai cavalli vincitori di alcune corse «sospettate» erano state fatte assumere dosi di cocaina. Secondo quanto si è appreso, i Nas avrebbero consegnato al magistrato milanese un rapporto di denuncia con 62 nomi. Tra essi tre ex commissari straordinari Unire, un ex direttore generale dell’ente del Ministero delle Politiche Agricole oltre a 58 allenatori, tra i quali spiccano alcuni dei nomi più noti nel mondo dell’ippica. Personaggi come Edoardo Gubellini, Roberto Brogi (domenica scorsa ha sellato a Capannelle il vincitore della listed «Premio Daumier», Le Vie dei Colori con in sella Dario Vargiu), Gabriele Baldi, Mauro Baroncini e Bruno Grizzetti. I Nas hanno individuato complessivamente 72 casi di cavalli drogati: tutti cavalli che avevano vinto una corsa, dato che sono proprio i vincenti ad essere sottoposti all’esame delle urine dopo la gara.

«Noi non abbiamo nulla a che fare con l’inchiesta di MIlano —aveva dichiarato a suo tempo Tito Procaccini, amministratore delegato dell’ippodromo di Montegiorgio— e il San Paolo non è toccato da quanto sta accadendo». Va detto per correttezza che l’ippodoromo della Val di Tenna non è mai menzionato nell’inchiesta della Procura di Milano. Nei 72 casi individuati dai carabinieri dei Nas, le analisi hanno evidenziato Benzoilecgonina, un metabolita della cocaina, ovvero un residuo organico che rimane nelle urine degli animali dopo l’assunzione di quello stupefacente. Ancora oggi sono molte le scuderie che devono incassare i premi di corse vinte da cavalli poi messi sotto inchiesta. Ora sarà interessante sapere in quali ippodromi italiani i militari dell’Arma hanno riscontrato i cavalli dopati. L’inchiesta è ancora all’inizio. Da Settimo Milanese (sede dell’antidoping) non si hanno notizie, ma degli oltri 25 mila controlli fatti negli ultimi tempi ci sarebbero molte irregolarità. Non solo nel doping, ma anche nella corretta conservazione delle fiali contenenti urine e sangue dei cavalli.Ieri, intanto, si è svolta al «San Paolo» la corsa Tris nazionale riservata ai driver gentlemen. Questa la combinazione vincente: 12,6,15. I vincitori sono stati 392 e si mettono in tasca 2.960,57 euro ciascuno. Il montepremi è stato di 1.933.590,00 euro.

E.Man.

 

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Da: ‘Corriere Romagna/Forlì’ del 15-4-2003

 

Rubavano alle banche e “investivano” in droga

 

Forlì - Con l’ordine di custodia cautelare in carcere, disposto dal gip Michele Leoni per Luigi Pezone, 25enne foggiano e Filippo Medici, 20enne cesenate, i Carabinieri del Nucleo operativo del Comando di Forlì hanno dato un volto ai responsabili della rapina che il 5 giugno dello scorso anno fu compiuta ai danni della filiale di Carpinello della Cassa dei Risparmi. Ma non solo. Come tengono a sottolineare il maggiore Patrizio Florio e il tenente Marcello Sciarappa, che hanno seguito le indagini, i due personaggi, già in carcere per spaccio di droga, rappresentavano un punto di riferimento preciso per numerosi giovani dediti al consumo di cocaina.Il bottino dei colpi messi a segno infatti, quello di Carpinello di 40mila euro, ma anche altri ai quali si sta cercando di dare una “paternità” precisa, veniva subito reinvestito nell’acquisto di partite di sostanze stupefacenti, che di fatto rappresentavano un investimento di immediata resa una volta collocate sul mercato. Pezone è detenuto dal 31 dicembre dello scorso anno quando, in possesso di 130 grammi di cocaina, fu arrestato in flagranza di reato a Cesena, mentre Amici è stato bloccato il 22 marzo scorso nell’ambito dell’operazione “Testa gialla”, nella quale furono emesse ben 13 ordinanze di custodia cautelare.Dopo i colpi messi a segno ai danni di varie banche della provincia, le indagini hanno cercato di fare piena luce su tutte le ramificazioni dell’attività delittuosa dei sospetti. Il filo conduttore dell’attività investigativa è stata un’Audi 80, di proprietà di Pezone, che alcuni testimoni hanno visto nei pressi della Carisp di Carpinello e, il 12 dicembre 2002, nei pressi della filiale dello stesso istituto di credito a Cesenatico. Pedinamenti e intercettazioni telefoniche hanno permesso di chiudere il cerchio, così come la stretta collaborazione con il Ris dei Carabinieri di Parma, che ha portato a una valutazione scientifica dell’impronta digitale rinvenuta dopo la rapina di Carpinello, appartenente proprio a Pezone, e all’analisi delle immagini dei malviventi, coperti da calzamaglie, riprese dalle telecamere a circuito chiuso. A coordinare le indagini è stato il pubblico ministero Alessandra Serra.

 

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Da: ‘La Nazione’ di Firenze del 15-4-2003

 

PISA — Sabato 19 aprile, alle 17,30 si inaugura a La Spina Art Gallery, «Spazi e Foreste», mostra personale dell'artistia foggiana Isabella Di Cicco. All'interno della mostra si svolgerà inoltre la performance «Butterfly forever» appositamente studiata per l'occasione, unendo l'arte figurativa alla poesia e alla musica. La mostra è aperta fino al 10 maggio dal martedì al sabato con l'orario 10-12,30 e 16-19. La domenica sarà aperta dalle 16 alle 19 e il lunedì chiusa.

 

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Da: ‘Liberazione’ del 14-4-2003

 

Per l'Oms in alcune zone mortalità del 48% superiore alla media

 

La mappa del rischio, cinque milioni gli italiani coinvolti

 

Fabio Sebastiani

 

Sono più di cinque milioni gli italiani che possono essere coinvolti dalle conseguenze di una "lavorazione a rischio". A fare i calcoli, sulla base della speciale lista del ministero dell'Ambiente, è il wwf. Il dieci per cento della popolazione italiana, quindi, può entrare in contatto con sostanze tossiche, nubi inquinanti, incendi di materiali pericolosi, esplosioni, contaminazioni radioattive. In testa all'inquietante classifica gli impianti chimici e petrolchimici (278), a seguire i depositi di Gpl, di liquidi infiammabili, fitofarmici. Le regioni con le maggiori concentrazioni sono ovviamente quelle del Nord (241 in Lombardia, 11 in Emilia Romagna e Piemonte, 80 in Veneto), ma anche il centro-sud è costellato di impianti a rischio (79 nel Lazio e, a seguire, Toscana, Sicilia, Campania, Puglia, Sardegna).

Secondo una indagine dell'Oms in Italia ogni anno ottocento persone perdono la vita perché hanno la sfortuna di vivere in una delle quindici aree a rischio esaminate (per un totale di 1.200 siti pericolosi) Lo studio commissionato dal ministero dell'Ambiente, avverte l'Oms, si riferisce al periodo 1990-94, ma completa una analisi iniziata nel 1981. L'Oms lamenta pure una certa difficoltà ad avere dati sicuri e completi. Lo studio esamina le zone dove dove sono concentrati i cosiddetti poli industriali (Augusta-Priolo. Brindisi, Crotone, Gela, Massa-Carrara, Manfredonia, Portoscuso e Taranto) e le aree più complesse, cioè con diversi impianti distribuiti su un territorio vasto (Conoidi, Lambro-Olona-Sevso, Napoli, Po di Volano, Po Polesine, Sarno e Val Bormida). In questi territori si muore più che altrove di malattie respiratorie, di cirrosi, di tumore polmonare e pleurico e di tumore alla vescica negli uomini. E' sempre l'Oms a rivelare come il tasso di mortalità nelle zone prese in considerazione, come il petrolchimico di Brindisi, sia in molti casi superiore del 48 per cento rispetto alla media nazionale. Ma se consideriamo soli i maschi si arriva al 55 per cento. I tumori alla trachea, bronchi e polmoni sono superiori del 36 per cento nei maschi e addirittura del 97 per cento nelle donne rispetto alla media regionale.

Le aree ad alta concentrazione di impianti a rischio sono anche esposte al cosiddetto "effetto domino": un incidente in un sito ne può creare a catena altri. Una legge in discussione alla conferenza Stato Regioni impone una distanza minima tra gli stabilimenti a rischio e l'abitato, ma sarà vincolante solo per i nuovi impianti. Secondo uno studio di Legambiente su circa 7mila istituti scolastici ben 223 sono a meno di un chilometro da aree industriali e 70 a meno di 200 metri.

 

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Da: ‘Gazzetta del Sud’ del 13-4-2003

 

L'INCHIESTA SUGLI SCONTRI DI GENOVA E NAPOLI

Cosenza - Sarà discusso il ricorso contro le scarcerazioni

 

No global in Cassazione a maggio

 

Arcangelo Badolati

 

COSENZA – Sovversione e “no global”: gli atti passano al vaglio dei giudici di legittimità. La prima sezione della Corte di Cassazione esaminerà il sette maggio prossimo il ricorso presentato dal pm cosentino Domenico Fiordalisi contro l'ordinanza con cui il Tribunale della libertà di Catanzaro ordinò la scarcerazione delle venti persone arrestate nel novembre dello scorso anno per ordine del gip Nadia Plastina con l'accusa di cospirazione politica mediante associazione. La suprema Corte dovrà valutare se contro gl'indagati vi fossero indizi sufficienti a giustificare l'emissione di un provvedimento restrittivo e se le loro condotte integrassero le fattispecie di reato contestate. Il blitz venne ordinato sulla base di due corpose informative redatte dagli investigatori della Digos di Cosenza e del Ros di Catanzaro. In carcere finirono: Francesco Caruso, 28 anni, di Benevento, leader dei gruppi antagonisti napoletani; Francesco Cirillo, 52 anni, di Diamante; Antonio Campennì, 37, ricercatore universitario di Parghelia; Anna Curcio, 31, ricercatrice universitaria di Cosenza, Michele Santagata, 36, di Cosenza; Lidia Azzarita, 29, di Napoli, ma domiciliata a Diamante; Giancarlo Mattia, 52, nato a Tarsia ma residente a Catanzaro; Claudio Dionesalvi, 31, di Cosenza; Gianfranco Tallarico, 31, di Cosenza; Giuseppe Fonzino, 28, leader dei no global di Taranto; Antonio Rollo, 50, di San Cesario di Lecce; Salvatore Stasi, 48, di Taranto; Pierpaolo Solito, 27, di Taranto. Gli arresti vennero eseguiti a Cosenza, Taranto, Napoli e Vibo Valentia suscitando enorme clamore. Agli arresti domiciliari finirono invece: Emiliano Cirillo, 23, di Diamante; Gianluca Fonzino, 26, di Taranto; Giancarlo Petruzzi, 29, di Taranto; Giuseppe Orfeo, 22, di Taranto; Antonio Bruinetti, 26, di Manfredonia; Vittoria Oliva, 62, di Montefiascone (Viterbo); Lucia Francioso, 26, di Taranto. Agli incriminati venne contestato d'aver fatto parte di un'associazione sovversiva denominata “Rete meridionale del Sud ribelle”, costituita formalmente a Cosenza il 19 maggio del 2001. Al sodalizio avevano aderito – secondo gl'inquirenti – gruppi antagonisti meridionali uniti dall'obiettivo di turbare l'esecuzione delle funzioni del governo italiano, sovvertire violentemente l'ordinamento economico costituito nel nostro Stato, sopprimere la globalizzazione dei mercati economici, alterare l'ordinamento del mercato del lavoro. Attentando in sostanza agli organi costituzionali la “Rete meridionalòe del Sud ribelle” sarebbe dovuta progressivamente diventare una vasta associazione sovversiva destinata, usando la violenza, a raggiungere i propri scopi. I componenti del gruppo, “spiati” per mesi da Digos e Ros, parteciparono alle manifestazioni di Napoli (marzo 2001) e Genova (luglio dello stesso anno) prendendo parte ai violenti scontri con le forze dell'ordine e alle devastazioni. L'impianto accusatorio venne notevolmente ridimensionato dal Tdl di Catanzaro che dopo una lunghissima udienza conclusasi a tarda notte, decise l'annullamento dell'ordinanza e la rimessione in libertà di tutti gl'indagati. La decisione venne salutata con soddisfazione dal vasto schieramento politico che aveva duramente contestato l'iniziativa assunta dalla procura di Cosenza. Ma il pm Fiordalisi non gettò la spugna: lette le motivazione addotte dall'organo giudiziario del riesame, presentò ricorso per Cassazione. La “patata bollente” passa ora ai togati romani. I magistrati di Cassazione potrebbero ritenere fondata e ben articolata l'ordinanza del Tdl catanzarese e quindi respingere il ricorso del Pm; oppure disporre un nuovo esame degli atti rinviando per la decisione ad altra sezione del Tdl; infine ritenere il provvedimento dei giudici del riesame totalmente viziato e annullarlo rendendo pertanto immediatamente riapplicabile l'ordine d'arresto del gip Nadia Plastina.

 

 

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Da: ‘Giornale di Brescia’ del 12-4-2003

 

Fra pittori eretici, Madonne nere castelli e bambine paranormali

 

STEFANO MARCELLI, BRESCIANO DI ADOZIONE

 

Tra finzione e realtà storica, nell'intrecciarsi dei destini personali e del respiro cosmico del genere umano. E' modulato su tali frequenze «Madre di tutti», seconda opera narativa di Stefano Marcelli, nato a Foggia, ma bresciano d'adozione (vive a Darfo Boario e lavora come medico e psicoterapista), classificatosi sesto al Premio Strega del '98 col romanzo d'esordio «Il dio femmina stuprato nel bosco». Con questo romanzo siamo di fronte ad una vicenda che si svolge almeno su due linee narrative: quella della retrospettiva storica, ambientata nel 1544, con il pittore Immanuel Novazio detto «el Pota», che finisce sul rogo come eretico per aver dipinto (su commissione del principe Alberto Federici) una Vergine Maria di colore, con gli attributi di una dea pagana e un pesce d'oro al posto del Bambino Gesù. C’è poi la vicenda che ci riporta alla dimensione presente: siamo nella rinomata località di Sassofratto, in Valcanale, e la dimora di Federici è stata trasformata in museo. Nelle adiacenze del castello vive l'anziana Lisa, figlia dell'ultimo custode e con lei sua nipote Martina, una bimba dotata di strani poteri paranormali, che sostiene di essere la reincarnazione della Madonna nera del quadro e che sta meditando qualcosa che cambierà nel profondo l'esistenza di coloro che la circondano. La fantasia di Marcelli conduce il lettore in un'avventura che tocca diverse tappe della storia, con l'evocazione di personaggi come Plinio il Vecchio, Nostradamus, Mussolini, testimoni di una teoria delle origini assolutamente originale.

 

MADRE DI TUTTI

Autore Stefano Marcelli

Editore Fazi Pagine 221 Euro 13

 

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Da: ‘Il Mattino’ di Napoli del 12-4-2003

 

Falsi diplomi di sostegno, indaga la Procura

 

BEATRICE RUOCCO

 

L'inchiesta sui corsi di sostegno fasulli passa alla magistratura. Gli elenchi degli oltre cento prof licenziati da lunedì saranno a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il Direttore scolastico regionale, Alberto Bottino sta infatti per trasmettere le pratiche a tutte lle Procure competenti. «Occorre che sia attivato un serio controllo per evitare che accadono altre vicende simili - spiega Bottino - Basta realizzare una banca dati dove far confluire i nominativi di tutti coloro che hanno conseguito un diploma per l’insegnamento agli alunni diversamente abili».

Finora sono oltre cento i docenti che hanno perso il posto, la maggior parte provenienti dalla provincia di Napoli. Una cifra ancora provvisoria: tra questi nominativi mancano coloro i quali, pur essendo in possesso del falso titolo, non sono individuabili perché non prestano servizio in nessuna scuola. Ma un fatto è certo: i certificati fasulli sono stati realizzati in maniera perfetta e da chi di normative scolastiche se ne intende. Nel documento sono, infatti, richiamate una serie di leggi, ordinanze e decreti ministeriali che normalmente vengono citate nei certificati autentici, riconosciuti da Ministero e Università.

Ma non è tutto. L’aspetto più preoccupante riguarda una delle condizioni fondamentali per attivare i corsi (evidenziata nel falso attestato): il fabbisogno di insegnanti di sostegno segnalato dai Provveditorati. Dal certificato si deduce che i truffatori avrebbero coinvolto non soltanto insegnanti della Campania. Si citano, infatti, gli uffici scolastici di dieci città e tra queste Milano, Foggia, Perugia, Trapani, Agrigento e Potenza. È probabile, quindi, che la truffa, partita dalla nostra regione, si sia estesa alle altre a macchia di leopardo. Il certificato sembra autentico, con tanto di intestazione dell'Università, bolli e firme. Ma un altro aspetto rende più inquietante la vicenda: pare che la truffa abbia le proprie radici nella zona del Nolano, tra Sarno, e San Giuseppe e siano coivolti anche figli di rappresentanti politici dell’area vesuviana.

Per Francesco Amodio, portavoce dei Cobas, i primi segnali negativi sull’insegnamento di sostegno erano causati proprio dal ministero. «Che consentiva corsi abbreviati di tre mesi aperti a docenti di ruolo in esubero - spiega Amodio - ai quali veniva rilasciato lo stesso titolo che aveva ottenuto chi frequentava corsi biennali». «Da mesi chiediamo alla direzione scolastica regionale e al Csa di Napoli di verificare la validità dei punteggi dei docenti inseriti nelle graduatorie permanenti compilate per quest’ anno scolastico - dice Libero Tassella, coordinatore provinciale della Gilda degli insegnanti - al fine di eliminare anomalie e individuare errori nella determinazione dei punteggi degli aspiranti a supplenze. Considerando l’inerzia dell’amministrazione, abbiamo proceduto, con gli atti in nostro possesso, a verificare un campione di circa mille aspiranti inseriti nelle graduatorie permanenti della scuola elementare e abbiamo riscontrato che circa duecento hanno un punteggio superiore a quello spettante».

 

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Da: ‘Il Centro’ di Pescara dell’11-4-2003

 

PESCARA CRONACA

 

Arrestato alla stazione centrale

 

Spacciava cocaina. Sconterà 4 anni

 

l.d.i.

 

PESCARA. Fu ammanettato la sera del 28 giugno scorso alla stazione centrale: era appena sceso dal treno proveniente da Foggia e stava consegnando una busta con 2 etti di cocaina a un cliente di Orsogna. Ieri Michele Di Lernia, 37enne di Cerignola è stato condannato a 3 anni e 14mila euro di multa per spaccio.

L'uomo è comparso davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Pescara Angelo Bozza (nella foto) ed è stato processato con rito abbreviato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Per l'imputato il pubblico ministero aveva chiesto una pena a 5 anni di reclusione e il pagamento di 15mila euro di multa. L'arrivo di Di Lernia a Pescara con il carico di droga era stato "soffiato" ai carabinieri, che da tempo tenevano sotto controllo lo scalo ferroviario, sospettando che vi avvenissero rapidi scambi illegali tra corrieri di eroina e cocaina provenienti da fuori regione e clienti locali.

Il pugliese era stato individuato appena sceso dal treno. Venne seguito all'interno della stazione da militari in borghese e poi pedinato ancora all'uscita: si dirigeva verso il parcheggio dell'area di risulta, puntando su un furgone Fiat Ducato con a bordo un uomo sulla quarantina in paziente attesa. I due parlottarono un po', poi Di Lernia tirò fuori la cocaina e intervennero i carabinieri, che lo ammanettarono insieme al complice.

 

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Da: ‘L’Eco di Bergamo’ dell’11-4-2003

 

Acquisti in tutt'Italia con assegni scoperti, in 16 a giudizio

 

RANICA Associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe: 13 persone rinviate a giudizio con questa accusa, altre tre per ricettazione nell'ambito della stessa inchiesta, coordinata dal pm Angelo Tibaldi.

Secondo quanto contestato, i 13si sarebbero organizzati con vari ruoli e competenze, utilizzando la copertura di ditte fittizie e l'appoggio logistico di altre tre società, per acquistare merce senza pagarla o pagandola parzialmente e quindi rivenderla. Si tratta di Massimo Taiocchi, 44 anni di Ranica, considerato dagli inquirenti il vertice dell'organizzazione, Roberto Di Palma, 39 anni di Bergamo, Angelo Mulè, 49 anni, siciliano residente a Treviglio, Dario Patelli, 61 anni di Treviolo, Claudio Pala, 51 anni di Dalmine, Luigi Bruno Zacchetti, 67 anni di Milano, Patrizio Zinesi, 48 anni di Palosco, Angela De Caro, 52 anni di Bergamo, Riccardo Rizzi, 42 anni di Ambivere, Elena Lorenzi, 34 anni di Cologno, Giuliano Maccarana, 56 anni di Bergamo, Angelo Mercaldi, 32enne foggiano residente a Fara Gera d'Adda, e Alessandro Rivola, 50 anni di Costa Mezzate.

Secondo gli inquirenti i 13, a vario titolo, contattavano fornitori di merci in tutta Italia (tessuti, prodotti di bellezza, argenteria, buoni pasto, gioielli, legnami, carburante e molto altro ancora per un totale di oltre due miliardi di vecchie lire di valore), si mettevano d'accordo per fare acquisti con pagamento a mezzo cambiale o assegno post datato, quindi incameravano la merce. Quando il fornitore si presentava per incassare, scopriva che il titolo di credito era scoperto. I fatti tra il 1997 e il 1998, venuti alla luce grazie alle denunce presentate dai venditori.

I fornitori venivano convinti della bontà dell'affare da un complice: Maccarana, funzionario bancario, avrebbe dato garanzie ai venditori sull'affidabilità del conto corrente aperto da Rizzi e utilizzato per emettere gli assegni, un conto su cui non sarebbero mai stati presenti più di 17 milioni di vecchie lire (se non per i giorni tra il 27 maggio e il 3 giugno '98), cifra del tutto insufficiente a coprire gli assegni e le cambiali emessi. La merce acquistata, secondo gli inquirenti, sarebbe stata comprata in parte da Liberio Rossi, 41 anni di Pradalunga, Fabrizio Beretta, 45 anni di Ponte S. Pietro, e Romano Brembilla, 64 anni di Mozzo, rinviati a giudizio per ricettazione. I difensori in aula hanno chiesto il proscioglimento degli imputati, soprattutto dall'accusa di associazione a delinquere: non ci sarebbero gli elementi per ritenerne la sussistenza. Le singole posizioni verranno vagliate nel dibattimento che si aprirà a luglio.

Tiziano Tista

 

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Da: ‘La Nazione’ di Firenze dell’11-4-2003

 

Siena

 

Sconvolto dalla morte del figlio

 

SIENA — La perdita del figlio gli ha stravolto la vita. Da quando ha perso l'unico affetto che aveva, la sua esistenza è diventata un incubo. Così ha iniziato a bere, a compiere furti, a mettersi nei guai, uno dietro l'altro. Era accaduto il 7 maggio '99 quando, a Siena aveva forzato una Fiat, portando via musicassette e altri oggetti. Ma un vicino l'aveva visto bloccandolo proprio mentre aveva in mano il misero bottino. Ieri L.C., 53 anni, originario di Foggia ma da tanti anni residente nella nostra città, difeso dall'avvocato Duccio Campani, ha patteggiato 4 mesi di reclusione e 200 euro di multa. Una volta finito nel baratro dell'alcool, aveva perso il lavoro e la dignità. Adesso, grazie all'aiuto del volontariato e del Sert ha ricominciato a sperare.

 

Pisa

 

Il ritorno del «Campanile d'oro»

 

CAPANNE — Stasera, ore 21.30: tutti al «Teatro Nuovo» di via Nazionale a Capanne per un gradito ritorno.

La due giorni — stasera e domani — del concorso canoro «Il Campanile d'oro», giunto alla sua decima edizione, dopo uno stop di alcuni anni.

Un ritorno alla grande, come ha voluto l'organizzatore e patròn dell'evento, Giuseppe Baldini, che si è affidato all'agenzia Vegastar per la realizzazione delle serate.

Nel ruolo di presentatrice della serata c'è la spigliata conduttrice Serena Magnanensi, che ha vinto la prima edizione «Il futuro? E' uno show!», gara creata da Vegastar per lanciare nuovi talenti.Serena è la conduttrice del programma musicale «Balla che ti passa», dedicato al mondo della musica da ballo in onda su tre importanti emittenti toscane (Tvl, Tele Idea e Tv9). Ospite della prima serata è la showgirl-attrice Eleonora Di Miele, ormai stella del piccolo schermo, attualmente impegnata nella fiction «Carabinieri 2» su Canale 5, e reduce dalla miniserie di Rai Due "Tutti i sogni del mondo».

Domani, invece tocca all'esuberante Andrea Agresti, direttamente dal varietà comico Era Ora (in onda il sabato su Odeon Tv, con una media di 1.000.000 di telespettatori per puntata), e vicegabibo toscano per «Striscia la notizia".L'intrattenimento musicale è a cura del duo Andrea e Maela.

A contendersi il Campanile d'oro ci sono stasera: Maddalena Adorni (da Livorno), Chiara Bardelli (da Pistoia), Sandro Carratore (da Pisa), Martina Carrara (da Montecarlo di Lucca), Michele Di Ruscio (da Pisa), la Euroband (da Prato), Arianna Ferretti (da Pisa), Ketty Forconi (da Santa Maria a Monte), Cristina Guarnieri (da Montemurlo), Vincenzo Guercia (da Foggia), Stefano Lastrucci (da Prato), Veronica Mesuraca (da Pistoia), Daniele Niccolai (da Pistoia), Ilaria Pacini (da Pistoia), Alice Valentini (da Siena). E domani altro giro, altra sfida.

Paola Zerboni

 

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Da: ‘Il Resto del Carlino’ di Bologna dell’11-4-2003

 

Macerata

 

Poeti in competizione

 

RECANATI — Sono 17 i selezionati per la finale del Premio letterario Giacomo Leopardi, promosso dall'Associazione culturale “Colle dell'Infinito” di Recanati e dall'Associazione culturale “Coro a Più Voci” di Porto Recanati.

La premiazione è fissata per sabato 26 aprile nel pomeriggio, nella sede del Centro nazionale studi leopardiani. Sarà presentato un compact disc in cui l'associazione Colle dell'Infinito ha inciso alcune opere poetiche, opportunamente musicate, realizzate dagli associati.

In finale sono approdati Mara Santoni Vitale (Belvedere Ostrense); Valeria Serofilli (S. Giuliano Terme-Pt); Paolo Ferretti (Fabriano); Elisabetta Paolella Berti (Laives-Bz); Serena Dal Borgo (Farra d'Alpago-Bl); Antonio De Michele (Manfredonia-Fg); Anna Gasparrini (Appignano); Alessandro Rossi (Roma); Claudio Bellini (Valenza); Antonio Capriotti (San Benedetto); Claudio Angelini (Roma); Eliana Montebello (Macerata); Rosa Spera (Barletta-Ba); Teodorico Procicchiani (Jesi); Italo Paolella (Laives-Bz); Teresa Ferri (Urbino); Maria Pieroni (Bologna).

Intanto è stata già lanciata la terza edizione, con l'aggiunta di una sezione dedicata alla poesia in forma di sonetto per i compositori di musica.

 

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Da: ‘La Repubblica/Salute’ del 10-4-2003

 

SALUTE  / ALIMENTAZIONE

                 

Un tavoliere pieno di gusto

 

Olio, vino, pesce e cereali nella tradizione pugliese Ricettario omogeneo,

con una sorpresa: Foggia ha scoperto i prodotti ittici da "poco"

 

di ISABELLA EGIDI

 

Poco elaborata, sana, nutriente, basata principalmente sui frutti dell’agricoltura locale e dalla pesca, da apprezzare per la ricchezza e la fantasia di sapori. È la cucina pugliese, una delle più versatili e caratteristiche del Meridione. Da Foggia a Taranto, ogni provincia ha elaborato piatti e invenzioni interessantissimi e tuttavia non diverse tra loro in modo sostanziale, a parte l’uso di alcuni aromi come l’aglio, predominante al nord e sostituito al sud dalla cipolla.

Omogenea, ma con peculiarità locali. La provincia di Foggia ad esempio, pur lambita dal mare, non ha una vera e propria tradizione ittica a causa di un episodio risalente ai Dauni, antichissimo popolo di pastori greci. Si narra che intorno al XIII sec. a.C., il loro territorio fu invaso dai Dori. In fuga, i Dauni abbandonarono la terra e si imbarcarono verso la sponda italica. Non avendo esperienza di navigazione, la traversata fu un disastro: molti annegarono e i pochi superstiti giunti in Italia svilupparono un invincibile terrore per il mare. Di conseguenza i discendenti non furono mai pescatori né grandi estimatori dei prodotti ittici. Oggi naturalmente sul Gargano si trova ottimo pesce ma le ricette provengono da altre zone o sono di recente elaborazione.

Alimenti caratteristici sono l’olio extravergine d’oliva, tra i migliori e più abbondanti al mondo, la pasta di grano duro, prodotti da forno come il pane Dop di Altamura e i taralli, il pesce di scoglio, i molluschi, i polpetti e la carne, soprattutto ovina ma anche suina e volatili da cortile. La Puglia è considerata poi la cantina d’Europa, con vini doc come l’Aleatico, il Primitivo di Manduria o il S. Severo. Importante anche l’apporto dei latticini: ricotte, scamorze, provoloni, mozzarelle di bufala e le fantastiche burrate, un formaggio "a sorpresa" con un involucro esterno spesso e lucido che nasconde un ripieno di pasta "a stracciatella" annegata nella panna. Spiccano anche gli ortaggi, pomodori, fave e piselli in primis, diversi tipi di insalate tra cui la rucola e le cime di rapa, che cucinate insieme alle orecchiette (conchigliette di pasta di farina di grano duro "avversate" a mano) sono il piattosimbolo della regione.

Altri prodotti dell’orto sono pressoché sconosciuti fuori della Puglia, così i caccialepre, i paparuli (funghi pepati), i fivoni e i lampacioni, cipollotti amarognoli che entrano nella tiella. Quest’ultima è una preparazione composta da vari ingredienti come verdure, pesci, olive, riso e patate che, cuocendo insieme e sovrapponendosi, acquisiscono un gusto particolare. Altro piatto unico di verace provenienza contadina è l’ampanad, un pasticcio di fave secche ridotte a purè, impastate con verdura lessa (cicorie selvatiche o bietole) e adagiate sul pane casereccio di qualche giorno. Tra le paste fatte in casa troviamo, oltre alle orecchiette, i cavatelli, i troccoli, gli strascinati. Fra i dolci emergono le natalizie cartellate, strisce di pasta fritta e cosparsa di miele e cannella e i cauciuni, pasta farcita con cioccolata, ceci bolliti, zucchero, cannella e vino cotto.

 

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Da: ‘Il Nuovo’ del 10-4-2003

 

Antidepressivi, al Nord consumo doppio rispetto al Sud

 

Lo rivela una ricerca condotta dall'associazione Strade per lo studio

e il trattamento della depressione.

 

ROMA - Superano i 26,7 milioni le confezioni di farmaci antidepressivi vendute nello scorso anno in Italia e oltre il doppio di queste sono state acquistate nel Centro-Nord, con punte a Lucca, Pistoia, La Spezia e Firenze. E' quanto emerge da una ricerca condotta dall'associazione Strade per lo studio ed il trattamento della depressione, e basata su dati

forniti dalla Federfarma.

Se Toscana e Liguria di dividono il primato per le città con il maggior numero di vendite di antidepressivi, la Puglia (con Brindisi e Foggia) e la Campania (con Avellino e Bari) sono invece agli ultimi posti.

Secondo i dati della Federazione nazionale dei titolari di farmacie, nel 2002 in Italia sono state acquistate 26.789.000 confezioni di antidepressivi, un dato stabile rispetto alle 26.478.000 confezioni (+1,2%) del 2001. Il consumo pro-capite di confezioni di antidepressivi è risultato maggiore a Lucca, con 1,09, seguita da Pistoia (1,02), La Spezia (0,98), Firenze (0,82) e Genova (0,80).

“La nostra ricerca sugli antidepressivi mostra che vi è un’area nel centro-nord del nostro paese (corrispondente a Liguria, Toscana ed Emilia Romagna), dove il consumo di antidepressivi è praticamente il doppio della media nazionale”, rileva il presidente dell'associazione Strade, lo psichiatra Antonio Picano. “In un'altra area al sud della penisola (soprattutto in Campania e Puglia) - ha aggiunto - l'uso di questi medicinali è invece circa la metà della media italiana. Ciò è probabilmente dovuto - ha osservato - anche ad una maggiore o minore attenzione alla diagnosi ed al trattamento della depressione da parte degli psichiatri e dei medici di base nelle varie regioni”.

 

I dati della ricerca sul consumo di antidepressivi in Italia saranno resi noti domani a Roma, in occasione della presentazione del primo progetto di legge sulla depressione, promosso da Strade e chiamato ''Norme per la

prevenzione, il trattamento ed il monitoraggio della Depressione e per la tutela dei malati di tale patologia''. Sempre domani, Strade presenterà il progetto per un Osservatorio nazionale sulla depressione, da realizzare in collaborazione con l'Inps e che permetterà di valutare l'elevato costo sociale di questa malattia. Per avere la dimensione del fenomeno basti pensare che, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità in Italia i malati di depressione dovrebbero essere almeno 5 milioni, di cui un 8% di uomini ed un 15% di donne.

 

Ecco le città maggiori consumatrici di antidepressivi nelle

principali città, secondo l'inchiesta:

 

Città       Consumo confezioni pro-capite

 

Lucca           1,09

Pistoia         1,02

La Spezia     0,98

Firenze         0,82

Genova        0,80

Bologna        0,65

Bolzano        0,54

Cagliari         0,54

Perugia         0,53

Roma           0,46

Reggio Calabria 0,45

L'Aquila        0,44

Torino          0,44

Milano          0,44

Trieste         0,42

Aosta           0,42

Trento          0,42

Bari            0,35

Venezia         0,35

Palermo         0,34

Campobasso      0,33

Foggia          0,27

Napoli          0,27

Avellino        0,27

Brindisi        0,26

 

(10 APRILE 2003, ore 12.10)

 

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Da: ‘Il Gazzettino’ di Venezia del 10-4-2003

 

TANGENTI

 

Caso Ute (Ufficio tecnico erariale): proscioglimento generale. La Corte d'appello ha assolto perché il fatto non sussiste Salvatore Pasquale, 48 anni, già unzionario all'Ute di Udine, trasferitosi a Sant'Angelo all'Esca e Aldo Roberto Zuccarone, 51, già all'Ute di Udine e trasferitosi a Foggia. Il primo era stato condannato a due anni per tentata concussione; il secondo, imputato di corruzione, aveva ottenuto la prescrizione. In entrambi i casi la sentenza di primo grado era stata appellata dai difensori avvocati Francesco Pittino per Pasquale e Michele Sartoretti per Zuccarone. Con la formula del fatto non sussiste sono stati assolti Gianfranco Dri, 62 anni, di Udine e l'impresario Bruno Rampogna, 57 anni, Tarcento, accusati di tentati concussione che in prima battuta erano stati assolti per non aver commesso il fatto e nei confronti dei quali era intervenuta l'impugnazione della procura. Sono stati difesi dagli avvocati Ezio Franz (Dri), Aldo Scalettaris e Giovanna Cosattini (Rampogna). Il caso Ute era nato da un'ipotesi di presunte bustarelle pretese e offerte che riguardavano l'esproprio di un immobile in viale Trieste e la trattativa per la vendita di un immobile all'Università.

 

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Da: ‘Il Mattino’ di Napoli del 10-4-2003

 

E i 15 sindaci scrivono a La Loggia

 

«Il reddito minimo di inserimento è da noi ritenuto di fondamentale importanza per lo sviluppo sociale ed economico, in particolare nel Mezzogiorno». Il sindaco Luigi Falco spiega così il senso del documento sottoscritto insieme ai primi cittadini di Catania, Foggia, Genova, Napoli e Reggio Calabria, inviato al ministro degli Affari regionali Enrico La Loggia, al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, ai sottosegretari Grazia Sestini e Pasquale Viespoli, nonché al presidente della Conferenza delle Regioni Enzo Ghigo. Nella lettera si fa riferimento alla trattativa, che riprenderà il 15 aprile, sul riparto del fondo per le politiche sociali, sospesa il 6 febbraio scorso per il parere contrario di Comuni e Regioni. «Prendiamo atto positivamente - si legge nel documento - della volontà del governo di riportare ai livelli del 2002 la spesa sociale che sarà trasferita alle Regioni». L'auspicio dei sindaci, che ricordano l'utilità dell'intervento in realtà spesso molto degradate, è però che si trovi anche «una soluzione al problema della proroga del reddito minimo» promessa da Maroni.

 

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Da: ‘Il Resto del Carlino’ di Bologna del 10-4-2003

 

Ancona

 

L'accusatore diventa indagato

 

ANCONA — Avrebbe approfittato della propria posizione di guardia giurata per rubare negli enti dove svolgeva la sorveglianza. A dover rispondere di quest'accusa è Michele Balzamo, vigilante noto per essersi tovato dall'altra parte della barricata, come testimone chiave e parte civile, nel clamoroso processo in cui sono imputati l'ex vice questore Leonardo Tancredi e il dirigente di una società di vigilanza, Paolo D'Ascanio, ai quali lo stesso Balzamo disse di aver pagato tangenti per trovare lavoro come guardia giurata.

Adesso l'uomo, sposato e con figli, lavora alle dipendenze di un altro istituto, la Coop Service, alla quale è affidata la tutela della sede del consiglio regionale di via Oberdan e dell'Istituto autonomo Case popolari, in piazza Salvo D'Acquisto.

Entrambi gli enti furono visitati dai ladri nello scorso anno. Sparirono computer e apparecchiature elettroniche per un valore di decine di migliaia di euro. Parte della refurtiva sarebbe saltata fuori l'altro giorno nel corso di una perquisizione domiciliare eseguita dai carabinieri di Ancona, giunta a coronamento di una lunga e complessa indagine coordinata dal sostituto procuratore Cristina Tedeschini.

Il nome di Balzamo, che è giunto ad Ancona da Manfredonia una decina di anni fa, sarebbe emerso dai raffronti dei turni di servizio delle guardie nei due enti nei giorni in cui si verificarono i furti. E secondo indiscrezioni gli inquirenti sarebbero arrivati a lui, per ironia della sorte, anche grazie alla testimonianza di un suo collega.

Nei confronti di Balzamo, che non è stato ancora interrogato, l'ipotesi di reato è furto. Un'accusa che Balzamo repinge. La guardia giurata «protesta la sua innocenza rispetto all'intera vicenda», fa sapere l'avvocato Francesca Petruzzo, che annuncia anche l'avvio di indagini difensive per chiarire la questione.

Tutto ciò mentre è ancora in corso il processo a carico di Tancredi e D'Ascanio, una vicenda aperta su cui quest'ultima indagine potrebbe influire pesantemente.

 

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Da: ‘Il Centro’ di Pescara del 10-4-2003

 

MARSICA

 

La pistola sarà esaminata dalla Scientifica

 

Arma sequestrata a Celano: si vuol verificare se ha già sparato

 

CELANO. La pistola sequestrata dai carabinieri a Donato Marinaro, il 38enne pugliese residente a Celano da 15 anni - è un rappresentante di olio - è stata consegnata al Ris di Roma.

I carabinieri vogliono verificare se l'arma sia già stata utilizzata e se eventualmente sia stata usata per commettere atti criminosi. Marinaro era stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di detenzione a fini di spaccio di droga e detenzione illecita di armi.

Il giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Grieco, ha accolto la richiesta di convalida presentata dal Pubblico ministero Maurizio Maria Cerrato. Marinaro si è avvalso della facoltà di non rispondere. È difeso dagli avvocati Roberto Verdecchia di Avezzano e Franco Metta di Foggia.

L'uomo era stato arrestato dai carabinieri perché torvato in possesso di 50 grammi di cocaina pronta per lo spaccio.

 

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Da: ‘Giornale di Brescia’ del 9-4-2003

 

SUPPLEMENTO   

 

Cantare l’Ave Maria di Schubert, nel cuore il silenzio della preghiera

 

Lucio Mastromatteo è nato a Lucera, in provincia di Foggia, nel novembre 1940 da una famiglia numerosa e unita. L ’unione d’affetto e di complicità delle famiglie che hanno vissuto la guerra, una grande tragedia che se non lacera, crea legami indissolubili. Erano in nove, tra fratelli e sorelle. Ma in tre se ne sono andati, giovanissimi, rapiti da malattie che un tempo erano letali. «Siamo stati bersagliati dalle disgrazie», ricorda Mastromatteo, con voce mesta e sguardo severo come se il dolore fosse ancora lì, pronto a devastare il corpo e l’anima. «Lutti che ci hanno segnato, tutti», aggiunge. Il padre era impiegato in Questura e la madre era casalinga. Ricorda, della sua infanzia, le sue qualità di cantante nelle chiese, i cui si esibiva con l’«Ave Maria» di Schubert: «Quasi sussurrata, in segno di rispetto, come dev’essere una preghiera». Studente modello, consegue il diploma di ragioniere con il massimo dei voti nella sua terra e viene assunto, ventenne, alla filiale di Salerno della Banca commerciale italiana. Non ha un buon ricordo di quel periodo, durato peraltro pochi mesi. Infatti, dal marzo 1961 si trasferisce alla Prefettura di Brescia, dove è rimasto fino all’estate 1972, assegnato alla carriera speciale di ragioneria dei dipendenti civili del ministero dell’Interno. Anni di lavoro e studio, fino al conseguimento della laurea in Economia e commercio all’Università di Parma nel 1971 con una tesi sulla vocazione turistica del Bresciano. «Mio padre, dopo qualche anno, avrebbe voluto che io tornassi a casa. Ma mi sentivo a casa qui», racconta. Dal luglio 1972 inizia il comando al Comitato regionale di controllo della Regione Lombardia. È un periodo in cui la carriera avanza velocemente e, parallelamente al lavoro nella pubblica amministrazione, Mastromatteo ricopre incarichi di rilievo nella Cisl milanese. Ricorda con affetto Melino Pillitteri, «grandi scontri di idee e grande rispetto». È il periodo del pendolarismo, da Brescia a Milano, delle lotte sindacali degli Anni Settanta, «quelle che mi hanno fatto conoscere gli uomini». Ed è anche il periodo della stabilità, con la presenza della signora Rosa, dei figli Vittorio e Francesco, della solida famiglia della moglie, nella Bassa bresciana, «che mi ha adottato come un figlio». La sanità, in senso amministrativo, la incontra nel settembre 1975, quando venne assegnato all’Ufficio provinciale di Brescia, dipendente dall’Assessorato regionale alla Sanità. Da allora la frequentazione è stata continua: prima all’allora Usl 41 di Brescia, poi all’Usl 39 di Nozza di Vestone e, ancora, dall’ agosto 1982 all’ex ente ospedaliero Gavardo-Salò con l’incarico di direttore amministrativo. Prima di tornare a Brescia nel 1995, in quella che era nel frattempo diventata Usl 18, aveva ricoperto l’incarico di amministratore straordinario dell’Usl di Salò. Dal gennaio 1998 è direttore generale dell’azienda ospedaliera Spedali Civili di Brescia. a. d. m.

 

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Da: ‘Il Resto del Carlino’ di Bologna del 9-4-2003

 

Cronaca

Neppure la santità salva la memoria di padre Pio delle dispute

FOGGIA — Neppure la santità salva la memoria di padre Pio delle dispute. La voce che i cappuccini vorrebbero trasferire la salma del Santo dalla cripta del convento, dove riposa da 35 anni, ad nuovo grande santuario, ha suscitato un'indignata reazione. Già 2500 cittadini di San Giovanni Rotondo hanno sottoscritto una petizione al sindaco Antonio Squarcella perché indica un referendum popolare. «Deciderà la Santa Sede», risponde il primo cittadino. «Ma chi protesta cerca soprattutto pubblicità personale». A scendere sul piede di guerra sono tre associazioni locali che hanno trovato un alleato nell'avvocato napoletano Enrico Tuccillo, legale del cardinale Giordano. In un manifesto le associazioni pugliesi denunciano «quanti vogliono violare l'ultimo luogo in cui si conserva intatta la memoria del Padre». Il nuovo santuario, affidato all'architetto Renzo Piano, potrà accogliere sino a 40mila pellegrini. Sarà inaugurato entro l'anno, probabilmente alla presenza del Papa.

 

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Da: ‘Il Centro’ di Pescara dell’8-4-2003

 

AVEZZANO CRONACA

Il gip convalida

Resta in carcere l'uomo arrestato per droga e armi

AVEZZANO. Resterà in carcere Donato Marinaro, l'uomo di 38 anni - pugliese d'origine ma a Celano da 15 anni, dove svolge attività di rappresentante di olio - arrestato venerdì scorso dai carabinieri con l'accusa di detenzione a fini di spaccio di droga e detenzione illecita di armi. Il gip Giuseppe Grieco ha accolto infatti la richiesta di convalida presentata dal pm Maurizio Maria Cerrato. Marinaro, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, è difeso dagli avvocati Roberto Verdecchia di Avezzano e Franco Metta di Foggia.