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Anno 3, n.
85 IN
QUESTO NUMERO
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FOGGIA,
ITALIA Come e dove si parla di Foggia e dei foggiani sulla
stampa italiana Da:
‘Il Centro’ di Pescara del 15-4-2003
SILVI
MARINA Ecstasy e hascisc, un arresto Il fermo davanti a una discoteca, denunciato l'amico r.o. SILVI
MARINA. Li hanno fermati sabato sera dopo una serie di appostamenti
davanti alla discoteca Fixx. L'attività investigativa fin lì svolta, li
dava come sicuri fornitori di stupefacenti per il popolo delle piste da
ballo della notte. La conferma la si è avuta di lì a poco. Gli
inquirenti infatti li hanno trovati in possesso di pasticche di ecstasy e
di hascisc. Con le accuse di detenzione ai fini dello spaccio di droghe, i
carabinieri della stazione di Silvi hanno arrestato Claudio Napolitano, 31
anni, di Foggia, e denunciato a piede libero M.D'A. 19 anni, anche lui
foggiano. I due sono stati perquisiti a bordo dell'auto con la quale
avevano appena lasciato la città pugliese e raggiunto Silvi,
probabilmente percorrendo l'autostrada A14. Sicché non hanno fatto in
tempo a contattare i tossicodipendenti locali che, secondo gli inquirenti,
avevano iniziato a frequentare da un pezzo. Napolitano aveva con sé 20
pasticche di ecstasy del tipo "smile" e 5,20 grammi di hascisc:
una pasticca di ecstasy e 4,80 grammi di hascisc sono stati trovati
indosso a M.D'A. Dopo essere stati trasferiti in caserma per gli
accertamenti del caso, per Napolitano sono scattati gli arresti. Il
giovane è stato rinchiuso nel carcere di Castrogno. L'amico invece è
stato deferito alla procura di Teramo sempre per detenzione ai fini di
spaccio. Del caso si è occupato il sostituto procuratore Valentina
D'Agostino. ==== Da:
‘Il Mattino’ di Napoli del 15-4-2003 ALL’ISTITUTO
ALBERGHIERO I giovanissimi cuochi si sfidano stamane a colpi di manicaretti Cuochi
in erba pronti a sfidarsi per un ambito premio. Quello messo in palio dal
prestigioso concorso «Il cuoco del futuro», organizzato dall'Aca
(Associazione Cuochi Avellinesi). Il sodalizio presieduto da Luigi
Vitiello ha fissato per oggi la sfida a colpi di piatti preparati a base
di funghi porcini del Partenio, tartufi di Bagnoli Irpino e castagne di
Serino. Ben quindici gli istituti alberghieri di tutta la Penisola che si
contenderanno il trofeo. La gara culinaria, che avrà inizio alle ore 9.30
sarà ospitata dall'Istituto «Rossi Doria» di Avellino. Questi i
protagonisti dell'appuntamento di oggi: Ipssar «Rossi Doria» con
l'allievo Italo Luciano; Ipssar Aversa con Walter Pasotto; Ipssar. «Mancini»
di Cosenza con Giuseppe Giglio; Ipssar «Buonarroti» di Fiuggi con Elena
D'Arpino; Ipssar «Moro» di Margherita di Savoia (Foggia) con Leonardo
Mandara; Ipssar «Celletti» di Formia con Leandro Iannace; Ipssar «Einaudi»
di Grosseto con Francesca Rossi; Ipssar Locri con Sonia Lacopo; Ipssar
Maratea con Carmelo Febbraio; Ipassar Melfi con Fabio Piacenza; Ipassar «Cavalcanti»
di Napoli con Francesco Nastasi; Ipssar «De Medici» di Ottaviano con
Vincenzo Simonetti; Ipassar Praia a Mare con Giovanni De Franco; Ipssar
Roma primo con Luca Giaquinto; Ipssar «Galluppi» di Tropea con Michele
Gallismo. Il vincitore riceverà una borsa di studio di trecento euro. gia.gal. ==== Da:
‘Il Messaggero’ di Roma del 15-4-2003 MONTEGIORGIO Inchiesta sui cavalli dopati, 62 denunciati Terminata l’indagine della Procura milanese. Era stata perquisita dai
Nas anche la locale sede
dell’Unire MONTEGIORGIO
— Sono 62 le persone denunciate nell’ambito dell’inchiesta aperta
dalla Procura della Repubblica di Milano, «Droga e cavalli, truccato
l’antidoping». La svolta si è avuta il 2 aprile quando i carabinieri
dei Nas hanno consegnato al Pm Antonio Genna i risultati di perqusizioni
fatte a marzo. Pequisizioni eseguite presso l’ippodromo di Castelluccio
dei Sauri (Foggia) e a quattro sedi dell’Unire a Roma e a quella di
Montegiorgio. La procura milanese vuole vederci chiaro se ai cavalli
vincitori di alcune corse «sospettate» erano state fatte assumere dosi
di cocaina. Secondo quanto si è appreso, i Nas avrebbero consegnato al
magistrato milanese un rapporto di denuncia con 62 nomi. Tra essi tre ex
commissari straordinari Unire, un ex direttore generale dell’ente del
Ministero delle Politiche Agricole oltre a 58 allenatori, tra i quali
spiccano alcuni dei nomi più noti nel mondo dell’ippica. Personaggi
come Edoardo Gubellini, Roberto Brogi (domenica scorsa ha sellato a
Capannelle il vincitore della listed «Premio Daumier», Le Vie dei Colori
con in sella Dario Vargiu), Gabriele Baldi, Mauro Baroncini e Bruno
Grizzetti. I Nas hanno individuato complessivamente 72 casi di cavalli
drogati: tutti cavalli che avevano vinto una corsa, dato che sono proprio
i vincenti ad essere sottoposti all’esame delle urine dopo la gara. «Noi
non abbiamo nulla a che fare con l’inchiesta di MIlano —aveva
dichiarato a suo tempo Tito Procaccini, amministratore delegato
dell’ippodromo di Montegiorgio— e il San Paolo non è toccato da
quanto sta accadendo». Va detto per correttezza che l’ippodoromo della
Val di Tenna non è mai menzionato nell’inchiesta della Procura di
Milano. Nei 72 casi individuati dai carabinieri dei Nas, le analisi hanno
evidenziato Benzoilecgonina, un metabolita della cocaina, ovvero un
residuo organico che rimane nelle urine degli animali dopo l’assunzione
di quello stupefacente. Ancora oggi sono molte le scuderie che devono
incassare i premi di corse vinte da cavalli poi messi sotto inchiesta. Ora
sarà interessante sapere in quali ippodromi italiani i militari
dell’Arma hanno riscontrato i cavalli dopati. L’inchiesta è ancora
all’inizio. Da Settimo Milanese (sede dell’antidoping) non si hanno
notizie, ma degli oltri 25 mila controlli fatti negli ultimi tempi ci
sarebbero molte irregolarità. Non solo nel doping, ma anche nella
corretta conservazione delle fiali contenenti urine e sangue dei
cavalli.Ieri, intanto, si è svolta al «San Paolo» la corsa Tris
nazionale riservata ai driver gentlemen. Questa la combinazione vincente:
12,6,15. I vincitori sono stati 392 e si mettono in tasca 2.960,57 euro
ciascuno. Il montepremi è stato di 1.933.590,00 euro. E.Man. ==== Da:
‘Corriere Romagna/Forlì’ del 15-4-2003 Rubavano alle banche e “investivano” in droga Forlì
- Con l’ordine di custodia cautelare in carcere, disposto dal gip
Michele Leoni per Luigi Pezone, 25enne foggiano e Filippo Medici, 20enne
cesenate, i Carabinieri del Nucleo operativo del Comando di Forlì hanno
dato un volto ai responsabili della rapina che il 5 giugno dello scorso
anno fu compiuta ai danni della filiale di Carpinello della Cassa dei
Risparmi. Ma non solo. Come tengono a sottolineare il maggiore Patrizio
Florio e il tenente Marcello Sciarappa, che hanno seguito le indagini, i
due personaggi, già in carcere per spaccio di droga, rappresentavano un
punto di riferimento preciso per numerosi giovani dediti al consumo di
cocaina.Il bottino dei colpi messi a segno infatti, quello di Carpinello
di 40mila euro, ma anche altri ai quali si sta cercando di dare una
“paternità” precisa, veniva subito reinvestito nell’acquisto di
partite di sostanze stupefacenti, che di fatto rappresentavano un
investimento di immediata resa una volta collocate sul mercato. Pezone è
detenuto dal 31 dicembre dello scorso anno quando, in possesso di 130
grammi di cocaina, fu arrestato in flagranza di reato a Cesena, mentre
Amici è stato bloccato il 22 marzo scorso nell’ambito dell’operazione
“Testa gialla”, nella quale furono emesse ben 13 ordinanze di custodia
cautelare.Dopo i colpi messi a segno ai danni di varie banche della
provincia, le indagini hanno cercato di fare piena luce su tutte le
ramificazioni dell’attività delittuosa dei sospetti. Il filo conduttore
dell’attività investigativa è stata un’Audi 80, di proprietà di
Pezone, che alcuni testimoni hanno visto nei pressi della Carisp di
Carpinello e, il 12 dicembre 2002, nei pressi della filiale dello stesso
istituto di credito a Cesenatico. Pedinamenti e intercettazioni
telefoniche hanno permesso di chiudere il cerchio, così come la stretta
collaborazione con il Ris dei Carabinieri di Parma, che ha portato a una
valutazione scientifica dell’impronta digitale rinvenuta dopo la rapina
di Carpinello, appartenente proprio a Pezone, e all’analisi delle
immagini dei malviventi, coperti da calzamaglie, riprese dalle telecamere
a circuito chiuso. A coordinare le indagini è stato il pubblico ministero
Alessandra Serra. ==== Da:
‘La Nazione’ di Firenze del 15-4-2003 PISA
— Sabato 19 aprile, alle 17,30 si inaugura a La Spina Art Gallery, «Spazi
e Foreste», mostra personale dell'artistia foggiana Isabella Di Cicco.
All'interno della mostra si svolgerà inoltre la performance «Butterfly
forever» appositamente studiata per l'occasione, unendo l'arte figurativa
alla poesia e alla musica. La mostra è aperta fino al 10 maggio dal
martedì al sabato con l'orario 10-12,30 e 16-19. La domenica sarà aperta
dalle 16 alle 19 e il lunedì chiusa. ==== Da:
‘Liberazione’ del 14-4-2003 Per l'Oms in alcune zone mortalità del 48% superiore alla media La mappa del rischio, cinque milioni gli italiani coinvolti Fabio
Sebastiani Sono
più di cinque milioni gli italiani che possono essere coinvolti dalle
conseguenze di una "lavorazione a rischio". A fare i calcoli,
sulla base della speciale lista del ministero dell'Ambiente, è il wwf. Il
dieci per cento della popolazione italiana, quindi, può entrare in
contatto con sostanze tossiche, nubi inquinanti, incendi di materiali
pericolosi, esplosioni, contaminazioni radioattive. In testa
all'inquietante classifica gli impianti chimici e petrolchimici (278), a
seguire i depositi di Gpl, di liquidi infiammabili, fitofarmici. Le
regioni con le maggiori concentrazioni sono ovviamente quelle del Nord
(241 in Lombardia, 11 in Emilia Romagna e Piemonte, 80 in Veneto), ma
anche il centro-sud è costellato di impianti a rischio (79 nel Lazio e, a
seguire, Toscana, Sicilia, Campania, Puglia, Sardegna). Secondo
una indagine dell'Oms in Italia ogni anno ottocento persone perdono la
vita perché hanno la sfortuna di vivere in una delle quindici aree a
rischio esaminate (per un totale di 1.200 siti pericolosi) Lo studio
commissionato dal ministero dell'Ambiente, avverte l'Oms, si riferisce al
periodo 1990-94, ma completa una analisi iniziata nel 1981. L'Oms lamenta
pure una certa difficoltà ad avere dati sicuri e completi. Lo studio
esamina le zone dove dove sono concentrati i cosiddetti poli industriali (Augusta-Priolo.
Brindisi, Crotone, Gela, Massa-Carrara, Manfredonia, Portoscuso e Taranto)
e le aree più complesse, cioè con diversi impianti distribuiti su un
territorio vasto (Conoidi, Lambro-Olona-Sevso, Napoli, Po di Volano, Po
Polesine, Sarno e Val Bormida). In questi territori si muore più che
altrove di malattie respiratorie, di cirrosi, di tumore polmonare e
pleurico e di tumore alla vescica negli uomini. E' sempre l'Oms a rivelare
come il tasso di mortalità nelle zone prese in considerazione, come il
petrolchimico di Brindisi, sia in molti casi superiore del 48 per cento
rispetto alla media nazionale. Ma se consideriamo soli i maschi si arriva
al 55 per cento. I tumori alla trachea, bronchi e polmoni sono superiori
del 36 per cento nei maschi e addirittura del 97 per cento nelle donne
rispetto alla media regionale. Le
aree ad alta concentrazione di impianti a rischio sono anche esposte al
cosiddetto "effetto domino": un incidente in un sito ne può
creare a catena altri. Una legge in discussione alla conferenza Stato
Regioni impone una distanza minima tra gli stabilimenti a rischio e
l'abitato, ma sarà vincolante solo per i nuovi impianti. Secondo uno
studio di Legambiente su circa 7mila istituti scolastici ben 223 sono a
meno di un chilometro da aree industriali e 70 a meno di 200 metri. ==== Da:
‘Gazzetta del Sud’ del 13-4-2003 L'INCHIESTA
SUGLI SCONTRI DI GENOVA E NAPOLI Cosenza - Sarà discusso il ricorso contro le scarcerazioni No global in Cassazione a maggio Arcangelo
Badolati COSENZA
– Sovversione e “no global”: gli atti passano al vaglio dei giudici
di legittimità. La prima sezione della Corte di Cassazione esaminerà il
sette maggio prossimo il ricorso presentato dal pm cosentino Domenico
Fiordalisi contro l'ordinanza con cui il Tribunale della libertà di
Catanzaro ordinò la scarcerazione delle venti persone arrestate nel
novembre dello scorso anno per ordine del gip Nadia Plastina con l'accusa
di cospirazione politica mediante associazione. La suprema Corte dovrà
valutare se contro gl'indagati vi fossero indizi sufficienti a
giustificare l'emissione di un provvedimento restrittivo e se le loro
condotte integrassero le fattispecie di reato contestate. Il blitz venne
ordinato sulla base di due corpose informative redatte dagli investigatori
della Digos di Cosenza e del Ros di Catanzaro. In carcere finirono:
Francesco Caruso, 28 anni, di Benevento, leader dei gruppi antagonisti
napoletani; Francesco Cirillo, 52 anni, di Diamante; Antonio Campennì,
37, ricercatore universitario di Parghelia; Anna Curcio, 31, ricercatrice
universitaria di Cosenza, Michele Santagata, 36, di Cosenza; Lidia
Azzarita, 29, di Napoli, ma domiciliata a Diamante; Giancarlo Mattia, 52,
nato a Tarsia ma residente a Catanzaro; Claudio Dionesalvi, 31, di
Cosenza; Gianfranco Tallarico, 31, di Cosenza; Giuseppe Fonzino, 28,
leader dei no global di Taranto; Antonio Rollo, 50, di San Cesario di
Lecce; Salvatore Stasi, 48, di Taranto; Pierpaolo Solito, 27, di Taranto.
Gli arresti vennero eseguiti a Cosenza, Taranto, Napoli e Vibo Valentia
suscitando enorme clamore. Agli arresti domiciliari finirono invece:
Emiliano Cirillo, 23, di Diamante; Gianluca Fonzino, 26, di Taranto;
Giancarlo Petruzzi, 29, di Taranto; Giuseppe Orfeo, 22, di Taranto;
Antonio Bruinetti, 26, di Manfredonia; Vittoria Oliva, 62, di
Montefiascone (Viterbo); Lucia Francioso, 26, di Taranto. Agli incriminati
venne contestato d'aver fatto parte di un'associazione sovversiva
denominata “Rete meridionale del Sud ribelle”, costituita formalmente
a Cosenza il 19 maggio del 2001. Al sodalizio avevano aderito – secondo
gl'inquirenti – gruppi antagonisti meridionali uniti dall'obiettivo di
turbare l'esecuzione delle funzioni del governo italiano, sovvertire
violentemente l'ordinamento economico costituito nel nostro Stato,
sopprimere la globalizzazione dei mercati economici, alterare
l'ordinamento del mercato del lavoro. Attentando in sostanza agli organi
costituzionali la “Rete meridionalòe del Sud ribelle” sarebbe dovuta
progressivamente diventare una vasta associazione sovversiva destinata,
usando la violenza, a raggiungere i propri scopi. I componenti del gruppo,
“spiati” per mesi da Digos e Ros, parteciparono alle manifestazioni di
Napoli (marzo 2001) e Genova (luglio dello stesso anno) prendendo parte ai
violenti scontri con le forze dell'ordine e alle devastazioni. L'impianto
accusatorio venne notevolmente ridimensionato dal Tdl di Catanzaro che
dopo una lunghissima udienza conclusasi a tarda notte, decise
l'annullamento dell'ordinanza e la rimessione in libertà di tutti
gl'indagati. La decisione venne salutata con soddisfazione dal vasto
schieramento politico che aveva duramente contestato l'iniziativa assunta
dalla procura di Cosenza. Ma il pm Fiordalisi non gettò la spugna: lette
le motivazione addotte dall'organo giudiziario del riesame, presentò
ricorso per Cassazione. La “patata bollente” passa ora ai togati
romani. I magistrati di Cassazione potrebbero ritenere fondata e ben
articolata l'ordinanza del Tdl catanzarese e quindi respingere il ricorso
del Pm; oppure disporre un nuovo esame degli atti rinviando per la
decisione ad altra sezione del Tdl; infine ritenere il provvedimento dei
giudici del riesame totalmente viziato e annullarlo rendendo pertanto
immediatamente riapplicabile l'ordine d'arresto del gip Nadia Plastina. ==== Da:
‘Giornale di Brescia’ del 12-4-2003 Fra pittori eretici, Madonne nere castelli e bambine paranormali STEFANO MARCELLI, BRESCIANO DI ADOZIONE Tra
finzione e realtà storica, nell'intrecciarsi dei destini personali e del
respiro cosmico del genere umano. E' modulato su tali frequenze «Madre di
tutti», seconda opera narativa di Stefano Marcelli, nato a Foggia, ma
bresciano d'adozione (vive a Darfo Boario e lavora come medico e
psicoterapista), classificatosi sesto al Premio Strega del '98 col romanzo
d'esordio «Il dio femmina stuprato nel bosco». Con questo romanzo siamo
di fronte ad una vicenda che si svolge almeno su due linee narrative:
quella della retrospettiva storica, ambientata nel 1544, con il pittore
Immanuel Novazio detto «el Pota», che finisce sul rogo come eretico per
aver dipinto (su commissione del principe Alberto Federici) una Vergine
Maria di colore, con gli attributi di una dea pagana e un pesce d'oro al
posto del Bambino Gesù. C’è poi la vicenda che ci riporta alla
dimensione presente: siamo nella rinomata località di Sassofratto, in
Valcanale, e la dimora di Federici è stata trasformata in museo. Nelle
adiacenze del castello vive l'anziana Lisa, figlia dell'ultimo custode e
con lei sua nipote Martina, una bimba dotata di strani poteri paranormali,
che sostiene di essere la reincarnazione della Madonna nera del quadro e
che sta meditando qualcosa che cambierà nel profondo l'esistenza di
coloro che la circondano. La fantasia di Marcelli conduce il lettore in
un'avventura che tocca diverse tappe della storia, con l'evocazione di
personaggi come Plinio il Vecchio, Nostradamus, Mussolini, testimoni di
una teoria delle origini assolutamente originale. MADRE DI TUTTI Autore Stefano Marcelli Editore Fazi Pagine 221 Euro 13 ==== Da:
‘Il Mattino’ di Napoli del 12-4-2003 Falsi diplomi di sostegno, indaga la Procura BEATRICE
RUOCCO L'inchiesta
sui corsi di sostegno fasulli passa alla magistratura. Gli elenchi degli
oltre cento prof licenziati da lunedì saranno a disposizione
dell’autorità giudiziaria. Il Direttore scolastico regionale, Alberto
Bottino sta infatti per trasmettere le pratiche a tutte lle Procure
competenti. «Occorre che sia attivato un serio controllo per evitare che
accadono altre vicende simili - spiega Bottino - Basta realizzare una
banca dati dove far confluire i nominativi di tutti coloro che hanno
conseguito un diploma per l’insegnamento agli alunni diversamente abili».
Finora
sono oltre cento i docenti che hanno perso il posto, la maggior parte
provenienti dalla provincia di Napoli. Una cifra ancora provvisoria: tra
questi nominativi mancano coloro i quali, pur essendo in possesso del
falso titolo, non sono individuabili perché non prestano servizio in
nessuna scuola. Ma un fatto è certo: i certificati fasulli sono stati
realizzati in maniera perfetta e da chi di normative scolastiche se ne
intende. Nel documento sono, infatti, richiamate una serie di leggi,
ordinanze e decreti ministeriali che normalmente vengono citate nei
certificati autentici, riconosciuti da Ministero e Università. Ma
non è tutto. L’aspetto più preoccupante riguarda una delle condizioni
fondamentali per attivare i corsi (evidenziata nel falso attestato): il
fabbisogno di insegnanti di sostegno segnalato dai Provveditorati. Dal
certificato si deduce che i truffatori avrebbero coinvolto non soltanto
insegnanti della Campania. Si citano, infatti, gli uffici scolastici di
dieci città e tra queste Milano, Foggia, Perugia, Trapani, Agrigento e
Potenza. È probabile, quindi, che la truffa, partita dalla nostra
regione, si sia estesa alle altre a macchia di leopardo. Il certificato
sembra autentico, con tanto di intestazione dell'Università, bolli e
firme. Ma un altro aspetto rende più inquietante la vicenda: pare che la
truffa abbia le proprie radici nella zona del Nolano, tra Sarno, e San
Giuseppe e siano coivolti anche figli di rappresentanti politici
dell’area vesuviana. Per
Francesco Amodio, portavoce dei Cobas, i primi segnali negativi
sull’insegnamento di sostegno erano causati proprio dal ministero. «Che
consentiva corsi abbreviati di tre mesi aperti a docenti di ruolo in
esubero - spiega Amodio - ai quali veniva rilasciato lo stesso titolo che
aveva ottenuto chi frequentava corsi biennali». «Da mesi chiediamo alla
direzione scolastica regionale e al Csa di Napoli di verificare la validità
dei punteggi dei docenti inseriti nelle graduatorie permanenti compilate
per quest’ anno scolastico - dice Libero Tassella, coordinatore
provinciale della Gilda degli insegnanti - al fine di eliminare anomalie e
individuare errori nella determinazione dei punteggi degli aspiranti a
supplenze. Considerando l’inerzia dell’amministrazione, abbiamo
proceduto, con gli atti in nostro possesso, a verificare un campione di
circa mille aspiranti inseriti nelle graduatorie permanenti della scuola
elementare e abbiamo riscontrato che circa duecento hanno un punteggio
superiore a quello spettante». ==== Da:
‘Il Centro’ di Pescara dell’11-4-2003 PESCARA
CRONACA Arrestato
alla stazione centrale Spacciava cocaina. Sconterà 4 anni l.d.i. PESCARA.
Fu ammanettato la sera del 28 giugno scorso alla stazione centrale: era
appena sceso dal treno proveniente da Foggia e stava consegnando una busta
con 2 etti di cocaina a un cliente di Orsogna. Ieri Michele Di Lernia,
37enne di Cerignola è stato condannato a 3 anni e 14mila euro di multa
per spaccio. L'uomo
è comparso davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di
Pescara Angelo Bozza (nella foto) ed è stato processato con rito
abbreviato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Per
l'imputato il pubblico ministero aveva chiesto una pena a 5 anni di
reclusione e il pagamento di 15mila euro di multa. L'arrivo di Di Lernia a
Pescara con il carico di droga era stato "soffiato" ai
carabinieri, che da tempo tenevano sotto controllo lo scalo ferroviario,
sospettando che vi avvenissero rapidi scambi illegali tra corrieri di
eroina e cocaina provenienti da fuori regione e clienti locali. Il
pugliese era stato individuato appena sceso dal treno. Venne seguito
all'interno della stazione da militari in borghese e poi pedinato ancora
all'uscita: si dirigeva verso il parcheggio dell'area di risulta, puntando
su un furgone Fiat Ducato con a bordo un uomo sulla quarantina in paziente
attesa. I due parlottarono un po', poi Di Lernia tirò fuori la cocaina e
intervennero i carabinieri, che lo ammanettarono insieme al complice. ==== Da:
‘L’Eco di Bergamo’ dell’11-4-2003 Acquisti in tutt'Italia con assegni scoperti, in 16 a giudizio RANICA
Associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe: 13
persone rinviate a giudizio con questa accusa, altre tre per ricettazione
nell'ambito della stessa inchiesta, coordinata dal pm Angelo Tibaldi. Secondo
quanto contestato, i 13si sarebbero organizzati con vari ruoli e
competenze, utilizzando la copertura di ditte fittizie e l'appoggio
logistico di altre tre società, per acquistare merce senza pagarla o
pagandola parzialmente e quindi rivenderla. Si tratta di Massimo Taiocchi,
44 anni di Ranica, considerato dagli inquirenti il vertice
dell'organizzazione, Roberto Di Palma, 39 anni di Bergamo, Angelo Mulè,
49 anni, siciliano residente a Treviglio, Dario Patelli, 61 anni di
Treviolo, Claudio Pala, 51 anni di Dalmine, Luigi Bruno Zacchetti, 67 anni
di Milano, Patrizio Zinesi, 48 anni di Palosco, Angela De Caro, 52 anni di
Bergamo, Riccardo Rizzi, 42 anni di Ambivere, Elena Lorenzi, 34 anni di
Cologno, Giuliano Maccarana, 56 anni di Bergamo, Angelo Mercaldi, 32enne
foggiano residente a Fara Gera d'Adda, e Alessandro Rivola, 50 anni di
Costa Mezzate. Secondo
gli inquirenti i 13, a vario titolo, contattavano fornitori di merci in
tutta Italia (tessuti, prodotti di bellezza, argenteria, buoni pasto,
gioielli, legnami, carburante e molto altro ancora per un totale di oltre
due miliardi di vecchie lire di valore), si mettevano d'accordo per fare
acquisti con pagamento a mezzo cambiale o assegno post datato, quindi
incameravano la merce. Quando il fornitore si presentava per incassare,
scopriva che il titolo di credito era scoperto. I fatti tra il 1997 e il
1998, venuti alla luce grazie alle denunce presentate dai venditori. I
fornitori venivano convinti della bontà dell'affare da un complice:
Maccarana, funzionario bancario, avrebbe dato garanzie ai venditori
sull'affidabilità del conto corrente aperto da Rizzi e utilizzato per
emettere gli assegni, un conto su cui non sarebbero mai stati presenti più
di 17 milioni di vecchie lire (se non per i giorni tra il 27 maggio e il 3
giugno '98), cifra del tutto insufficiente a coprire gli assegni e le
cambiali emessi. La merce acquistata, secondo gli inquirenti, sarebbe
stata comprata in parte da Liberio Rossi, 41 anni di Pradalunga, Fabrizio
Beretta, 45 anni di Ponte S. Pietro, e Romano Brembilla, 64 anni di Mozzo,
rinviati a giudizio per ricettazione. I difensori in aula hanno chiesto il
proscioglimento degli imputati, soprattutto dall'accusa di associazione a
delinquere: non ci sarebbero gli elementi per ritenerne la sussistenza. Le
singole posizioni verranno vagliate nel dibattimento che si aprirà a
luglio. Tiziano Tista ==== Da:
‘La Nazione’ di Firenze dell’11-4-2003 Siena Sconvolto dalla morte del figlio SIENA
— La perdita del figlio gli ha stravolto la vita. Da quando ha perso
l'unico affetto che aveva, la sua esistenza è diventata un incubo. Così
ha iniziato a bere, a compiere furti, a mettersi nei guai, uno dietro
l'altro. Era accaduto il 7 maggio '99 quando, a Siena aveva forzato una
Fiat, portando via musicassette e altri oggetti. Ma un vicino l'aveva
visto bloccandolo proprio mentre aveva in mano il misero bottino. Ieri
L.C., 53 anni, originario di Foggia ma da tanti anni residente nella
nostra città, difeso dall'avvocato Duccio Campani, ha patteggiato 4 mesi
di reclusione e 200 euro di multa. Una volta finito nel baratro
dell'alcool, aveva perso il lavoro e la dignità. Adesso, grazie all'aiuto
del volontariato e del Sert ha ricominciato a sperare. Pisa Il ritorno del «Campanile d'oro» CAPANNE
— Stasera, ore 21.30: tutti al «Teatro Nuovo» di via Nazionale a
Capanne per un gradito ritorno. La
due giorni — stasera e domani — del concorso canoro «Il Campanile
d'oro», giunto alla sua decima edizione, dopo uno stop di alcuni anni. Un
ritorno alla grande, come ha voluto l'organizzatore e patròn dell'evento,
Giuseppe Baldini, che si è affidato all'agenzia Vegastar per la
realizzazione delle serate. Nel
ruolo di presentatrice della serata c'è la spigliata conduttrice Serena
Magnanensi, che ha vinto la prima edizione «Il futuro? E' uno show!»,
gara creata da Vegastar per lanciare nuovi talenti.Serena è la
conduttrice del programma musicale «Balla che ti passa», dedicato al
mondo della musica da ballo in onda su tre importanti emittenti toscane (Tvl,
Tele Idea e Tv9). Ospite della prima serata è la showgirl-attrice
Eleonora Di Miele, ormai stella del piccolo schermo, attualmente impegnata
nella fiction «Carabinieri 2» su Canale 5, e reduce dalla miniserie di
Rai Due "Tutti i sogni del mondo». Domani,
invece tocca all'esuberante Andrea Agresti, direttamente dal varietà
comico Era Ora (in onda il sabato su Odeon Tv, con una media di 1.000.000
di telespettatori per puntata), e vicegabibo toscano per «Striscia la
notizia".L'intrattenimento musicale è a cura del duo Andrea e Maela.
A
contendersi il Campanile d'oro ci sono stasera: Maddalena Adorni (da
Livorno), Chiara Bardelli (da Pistoia), Sandro Carratore (da Pisa),
Martina Carrara (da Montecarlo di Lucca), Michele Di Ruscio (da Pisa), la
Euroband (da Prato), Arianna Ferretti (da Pisa), Ketty Forconi (da Santa
Maria a Monte), Cristina Guarnieri (da Montemurlo), Vincenzo Guercia (da
Foggia), Stefano Lastrucci (da Prato), Veronica Mesuraca (da Pistoia),
Daniele Niccolai (da Pistoia), Ilaria Pacini (da Pistoia), Alice Valentini
(da Siena). E domani altro giro, altra sfida. Paola Zerboni ==== Da:
‘Il Resto del Carlino’ di Bologna dell’11-4-2003 Macerata Poeti in competizione RECANATI
— Sono 17 i selezionati per la finale del Premio letterario Giacomo
Leopardi, promosso dall'Associazione culturale “Colle dell'Infinito”
di Recanati e dall'Associazione culturale “Coro a Più Voci” di Porto
Recanati. La
premiazione è fissata per sabato 26 aprile nel pomeriggio, nella sede del
Centro nazionale studi leopardiani. Sarà presentato un compact disc in
cui l'associazione Colle dell'Infinito ha inciso alcune opere poetiche,
opportunamente musicate, realizzate dagli associati. In
finale sono approdati Mara Santoni Vitale (Belvedere Ostrense); Valeria
Serofilli (S. Giuliano Terme-Pt); Paolo Ferretti (Fabriano); Elisabetta
Paolella Berti (Laives-Bz); Serena Dal Borgo (Farra d'Alpago-Bl); Antonio
De Michele (Manfredonia-Fg); Anna Gasparrini (Appignano); Alessandro Rossi
(Roma); Claudio Bellini (Valenza); Antonio Capriotti (San Benedetto);
Claudio Angelini (Roma); Eliana Montebello (Macerata); Rosa Spera (Barletta-Ba);
Teodorico Procicchiani (Jesi); Italo Paolella (Laives-Bz); Teresa Ferri
(Urbino); Maria Pieroni (Bologna). Intanto
è stata già lanciata la terza edizione, con l'aggiunta di una sezione
dedicata alla poesia in forma di sonetto per i compositori di musica. ==== Da:
‘La Repubblica/Salute’ del 10-4-2003 SALUTE / ALIMENTAZIONE
Un tavoliere pieno di gusto Olio, vino, pesce e cereali nella tradizione pugliese Ricettario
omogeneo, con una sorpresa: Foggia ha scoperto i prodotti ittici da
"poco" di
ISABELLA EGIDI Poco
elaborata, sana, nutriente, basata principalmente sui frutti
dell’agricoltura locale e dalla pesca, da apprezzare per la ricchezza e
la fantasia di sapori. È la cucina pugliese, una delle più versatili e
caratteristiche del Meridione. Da Foggia a Taranto, ogni provincia ha
elaborato piatti e invenzioni interessantissimi e tuttavia non diverse tra
loro in modo sostanziale, a parte l’uso di alcuni aromi come l’aglio,
predominante al nord e sostituito al sud dalla cipolla. Omogenea,
ma con peculiarità locali. La provincia di Foggia ad esempio, pur lambita
dal mare, non ha una vera e propria tradizione ittica a causa di un
episodio risalente ai Dauni, antichissimo popolo di pastori greci. Si
narra che intorno al XIII sec. a.C., il loro territorio fu invaso dai
Dori. In fuga, i Dauni abbandonarono la terra e si imbarcarono verso la
sponda italica. Non avendo esperienza di navigazione, la traversata fu un
disastro: molti annegarono e i pochi superstiti giunti in Italia
svilupparono un invincibile terrore per il mare. Di conseguenza i
discendenti non furono mai pescatori né grandi estimatori dei prodotti
ittici. Oggi naturalmente sul Gargano si trova ottimo pesce ma le ricette
provengono da altre zone o sono di recente elaborazione. Alimenti
caratteristici sono l’olio extravergine d’oliva, tra i migliori e più
abbondanti al mondo, la pasta di grano duro, prodotti da forno come il
pane Dop di Altamura e i taralli, il pesce di scoglio, i molluschi, i
polpetti e la carne, soprattutto ovina ma anche suina e volatili da
cortile. La Puglia è considerata poi la cantina d’Europa, con vini doc
come l’Aleatico, il Primitivo di Manduria o il S. Severo. Importante
anche l’apporto dei latticini: ricotte, scamorze, provoloni, mozzarelle
di bufala e le fantastiche burrate, un formaggio "a sorpresa"
con un involucro esterno spesso e lucido che nasconde un ripieno di pasta
"a stracciatella" annegata nella panna. Spiccano anche gli
ortaggi, pomodori, fave e piselli in primis, diversi tipi di insalate tra
cui la rucola e le cime di rapa, che cucinate insieme alle orecchiette (conchigliette
di pasta di farina di grano duro "avversate" a mano) sono il
piattosimbolo della regione. Altri
prodotti dell’orto sono pressoché sconosciuti fuori della Puglia, così
i caccialepre, i paparuli (funghi pepati), i fivoni e i lampacioni,
cipollotti amarognoli che entrano nella tiella. Quest’ultima è una
preparazione composta da vari ingredienti come verdure, pesci, olive, riso
e patate che, cuocendo insieme e sovrapponendosi, acquisiscono un gusto
particolare. Altro piatto unico di verace provenienza contadina è l’ampanad,
un pasticcio di fave secche ridotte a purè, impastate con verdura lessa
(cicorie selvatiche o bietole) e adagiate sul pane casereccio di qualche
giorno. Tra le paste fatte in casa troviamo, oltre alle orecchiette, i
cavatelli, i troccoli, gli strascinati. Fra i dolci emergono le natalizie
cartellate, strisce di pasta fritta e cosparsa di miele e cannella e i
cauciuni, pasta farcita con cioccolata, ceci bolliti, zucchero, cannella e
vino cotto. ==== Da:
‘Il Nuovo’ del 10-4-2003 Antidepressivi, al Nord consumo doppio rispetto al Sud Lo rivela una ricerca condotta dall'associazione Strade per lo studio e il trattamento della depressione. ROMA
- Superano i 26,7 milioni le confezioni di farmaci antidepressivi vendute
nello scorso anno in Italia e oltre il doppio di queste sono state
acquistate nel Centro-Nord, con punte a Lucca, Pistoia, La Spezia e
Firenze. E' quanto emerge da una ricerca condotta dall'associazione Strade
per lo studio ed il trattamento della depressione, e basata su dati forniti
dalla Federfarma. Se
Toscana e Liguria di dividono il primato per le città con il maggior
numero di vendite di antidepressivi, la Puglia (con Brindisi e Foggia) e
la Campania (con Avellino e Bari) sono invece agli ultimi posti. Secondo
i dati della Federazione nazionale dei titolari di farmacie, nel 2002 in
Italia sono state acquistate 26.789.000 confezioni di antidepressivi, un
dato stabile rispetto alle 26.478.000 confezioni (+1,2%) del 2001. Il
consumo pro-capite di confezioni di antidepressivi è risultato maggiore a
Lucca, con 1,09, seguita da Pistoia (1,02), La Spezia (0,98), Firenze
(0,82) e Genova (0,80). “La
nostra ricerca sugli antidepressivi mostra che vi è un’area nel
centro-nord del nostro paese (corrispondente a Liguria, Toscana ed Emilia
Romagna), dove il consumo di antidepressivi è praticamente il doppio
della media nazionale”, rileva il presidente dell'associazione Strade,
lo psichiatra Antonio Picano. “In un'altra area al sud della penisola
(soprattutto in Campania e Puglia) - ha aggiunto - l'uso di questi
medicinali è invece circa la metà della media italiana. Ciò è
probabilmente dovuto - ha osservato - anche ad una maggiore o minore
attenzione alla diagnosi ed al trattamento della depressione da parte
degli psichiatri e dei medici di base nelle varie regioni”. I
dati della ricerca sul consumo di antidepressivi in Italia saranno resi
noti domani a Roma, in occasione della presentazione del primo progetto di
legge sulla depressione, promosso da Strade e chiamato ''Norme per la prevenzione,
il trattamento ed il monitoraggio della Depressione e per la tutela dei
malati di tale patologia''. Sempre domani, Strade presenterà il progetto
per un Osservatorio nazionale sulla depressione, da realizzare in
collaborazione con l'Inps e che permetterà di valutare l'elevato costo
sociale di questa malattia. Per avere la dimensione del fenomeno basti
pensare che, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità in Italia i
malati di depressione dovrebbero essere almeno 5 milioni, di cui un 8% di
uomini ed un 15% di donne. Ecco
le città maggiori consumatrici di antidepressivi nelle principali
città, secondo l'inchiesta: Città
Consumo confezioni
pro-capite Lucca 1,09 Pistoia 1,02 La
Spezia 0,98 Firenze 0,82 Genova 0,80 Bologna 0,65 Bolzano 0,54 Cagliari 0,54 Perugia 0,53 Roma 0,46 Reggio
Calabria 0,45 L'Aquila 0,44 Torino 0,44 Milano 0,44 Trieste 0,42 Aosta 0,42 Trento 0,42 Bari 0,35 Venezia 0,35 Palermo 0,34 Campobasso
0,33 Foggia 0,27 Napoli 0,27 Avellino 0,27 Brindisi 0,26 (10 APRILE 2003, ore 12.10) ==== Da:
‘Il Gazzettino’ di Venezia del 10-4-2003 TANGENTI Caso
Ute (Ufficio tecnico erariale): proscioglimento generale. La Corte
d'appello ha assolto perché il fatto non sussiste Salvatore Pasquale, 48
anni, già unzionario all'Ute di Udine, trasferitosi a Sant'Angelo
all'Esca e Aldo Roberto Zuccarone, 51, già all'Ute di Udine e
trasferitosi a Foggia. Il primo era stato condannato a due anni per
tentata concussione; il secondo, imputato di corruzione, aveva ottenuto la
prescrizione. In entrambi i casi la sentenza di primo grado era stata
appellata dai difensori avvocati Francesco Pittino per Pasquale e Michele
Sartoretti per Zuccarone. Con la formula del fatto non sussiste sono stati
assolti Gianfranco Dri, 62 anni, di Udine e l'impresario Bruno Rampogna,
57 anni, Tarcento, accusati di tentati concussione che in prima battuta
erano stati assolti per non aver commesso il fatto e nei confronti dei
quali era intervenuta l'impugnazione della procura. Sono stati difesi
dagli avvocati Ezio Franz (Dri), Aldo Scalettaris e Giovanna Cosattini
(Rampogna). Il caso Ute era nato da un'ipotesi di presunte bustarelle
pretese e offerte che riguardavano l'esproprio di un immobile in viale
Trieste e la trattativa per la vendita di un immobile all'Università. ==== Da:
‘Il Mattino’ di Napoli del 10-4-2003 E i 15 sindaci scrivono a La Loggia «Il
reddito minimo di inserimento è da noi ritenuto di fondamentale
importanza per lo sviluppo sociale ed economico, in particolare nel
Mezzogiorno». Il sindaco Luigi Falco spiega così il senso del documento
sottoscritto insieme ai primi cittadini di Catania, Foggia, Genova, Napoli
e Reggio Calabria, inviato al ministro degli Affari regionali Enrico La
Loggia, al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, ai
sottosegretari Grazia Sestini e Pasquale Viespoli, nonché al presidente
della Conferenza delle Regioni Enzo Ghigo. Nella lettera si fa riferimento
alla trattativa, che riprenderà il 15 aprile, sul riparto del fondo per
le politiche sociali, sospesa il 6 febbraio scorso per il parere contrario
di Comuni e Regioni. «Prendiamo atto positivamente - si legge nel
documento - della volontà del governo di riportare ai livelli del 2002 la
spesa sociale che sarà trasferita alle Regioni». L'auspicio dei sindaci,
che ricordano l'utilità dell'intervento in realtà spesso molto
degradate, è però che si trovi anche «una soluzione al problema della
proroga del reddito minimo» promessa da Maroni. ==== Da:
‘Il Resto del Carlino’ di Bologna del 10-4-2003 Ancona L'accusatore diventa indagato ANCONA
— Avrebbe approfittato della propria posizione di guardia giurata per
rubare negli enti dove svolgeva la sorveglianza. A dover rispondere di
quest'accusa è Michele Balzamo, vigilante noto per essersi tovato
dall'altra parte della barricata, come testimone chiave e parte civile,
nel clamoroso processo in cui sono imputati l'ex vice questore Leonardo
Tancredi e il dirigente di una società di vigilanza, Paolo D'Ascanio, ai
quali lo stesso Balzamo disse di aver pagato tangenti per trovare lavoro
come guardia giurata. Adesso
l'uomo, sposato e con figli, lavora alle dipendenze di un altro istituto,
la Coop Service, alla quale è affidata la tutela della sede del consiglio
regionale di via Oberdan e dell'Istituto autonomo Case popolari, in piazza
Salvo D'Acquisto. Entrambi
gli enti furono visitati dai ladri nello scorso anno. Sparirono computer e
apparecchiature elettroniche per un valore di decine di migliaia di euro.
Parte della refurtiva sarebbe saltata fuori l'altro giorno nel corso di
una perquisizione domiciliare eseguita dai carabinieri di Ancona, giunta a
coronamento di una lunga e complessa indagine coordinata dal sostituto
procuratore Cristina Tedeschini. Il
nome di Balzamo, che è giunto ad Ancona da Manfredonia una decina di anni
fa, sarebbe emerso dai raffronti dei turni di servizio delle guardie nei
due enti nei giorni in cui si verificarono i furti. E secondo
indiscrezioni gli inquirenti sarebbero arrivati a lui, per ironia della
sorte, anche grazie alla testimonianza di un suo collega. Nei
confronti di Balzamo, che non è stato ancora interrogato, l'ipotesi di
reato è furto. Un'accusa che Balzamo repinge. La guardia giurata «protesta
la sua innocenza rispetto all'intera vicenda», fa sapere l'avvocato
Francesca Petruzzo, che annuncia anche l'avvio di indagini difensive per
chiarire la questione. Tutto
ciò mentre è ancora in corso il processo a carico di Tancredi e
D'Ascanio, una vicenda aperta su cui quest'ultima indagine potrebbe
influire pesantemente. ==== Da:
‘Il Centro’ di Pescara del 10-4-2003 MARSICA La pistola sarà esaminata dalla Scientifica Arma sequestrata a Celano: si vuol verificare se ha già sparato CELANO.
La pistola sequestrata dai carabinieri a Donato Marinaro, il 38enne
pugliese residente a Celano da 15 anni - è un rappresentante di olio - è
stata consegnata al Ris di Roma. I
carabinieri vogliono verificare se l'arma sia già stata utilizzata e se
eventualmente sia stata usata per commettere atti criminosi. Marinaro era
stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di detenzione a fini di
spaccio di droga e detenzione illecita di armi. Il
giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Grieco, ha accolto la
richiesta di convalida presentata dal Pubblico ministero Maurizio Maria
Cerrato. Marinaro si è avvalso della facoltà di non rispondere. È
difeso dagli avvocati Roberto Verdecchia di Avezzano e Franco Metta di
Foggia. L'uomo
era stato arrestato dai carabinieri perché torvato in possesso di 50
grammi di cocaina pronta per lo spaccio. ==== Da:
‘Giornale di Brescia’ del 9-4-2003 SUPPLEMENTO
Cantare l’Ave Maria di Schubert, nel cuore il silenzio della
preghiera Lucio
Mastromatteo è nato a Lucera, in provincia di Foggia, nel novembre 1940
da una famiglia numerosa e unita. L ’unione d’affetto e di complicità
delle famiglie che hanno vissuto la guerra, una grande tragedia che se non
lacera, crea legami indissolubili. Erano in nove, tra fratelli e sorelle.
Ma in tre se ne sono andati, giovanissimi, rapiti da malattie che un tempo
erano letali. «Siamo stati bersagliati dalle disgrazie», ricorda
Mastromatteo, con voce mesta e sguardo severo come se il dolore fosse
ancora lì, pronto a devastare il corpo e l’anima. «Lutti che ci hanno
segnato, tutti», aggiunge. Il padre era impiegato in Questura e la madre
era casalinga. Ricorda, della sua infanzia, le sue qualità di cantante
nelle chiese, i cui si esibiva con l’«Ave Maria» di Schubert: «Quasi
sussurrata, in segno di rispetto, come dev’essere una preghiera».
Studente modello, consegue il diploma di ragioniere con il massimo dei
voti nella sua terra e viene assunto, ventenne, alla filiale di Salerno
della Banca commerciale italiana. Non ha un buon ricordo di quel periodo,
durato peraltro pochi mesi. Infatti, dal marzo 1961 si trasferisce alla
Prefettura di Brescia, dove è rimasto fino all’estate 1972, assegnato
alla carriera speciale di ragioneria dei dipendenti civili del ministero
dell’Interno. Anni di lavoro e studio, fino al conseguimento della
laurea in Economia e commercio all’Università di Parma nel 1971 con una
tesi sulla vocazione turistica del Bresciano. «Mio padre, dopo qualche
anno, avrebbe voluto che io tornassi a casa. Ma mi sentivo a casa qui»,
racconta. Dal luglio 1972 inizia il comando al Comitato regionale di
controllo della Regione Lombardia. È un periodo in cui la carriera avanza
velocemente e, parallelamente al lavoro nella pubblica amministrazione,
Mastromatteo ricopre incarichi di rilievo nella Cisl milanese. Ricorda con
affetto Melino Pillitteri, «grandi scontri di idee e grande rispetto».
È il periodo del pendolarismo, da Brescia a Milano, delle lotte sindacali
degli Anni Settanta, «quelle che mi hanno fatto conoscere gli uomini».
Ed è anche il periodo della stabilità, con la presenza della signora
Rosa, dei figli Vittorio e Francesco, della solida famiglia della moglie,
nella Bassa bresciana, «che mi ha adottato come un figlio». La sanità,
in senso amministrativo, la incontra nel settembre 1975, quando venne
assegnato all’Ufficio provinciale di Brescia, dipendente
dall’Assessorato regionale alla Sanità. Da allora la frequentazione è
stata continua: prima all’allora Usl 41 di Brescia, poi all’Usl 39 di
Nozza di Vestone e, ancora, dall’ agosto 1982 all’ex ente ospedaliero
Gavardo-Salò con l’incarico di direttore amministrativo. Prima di
tornare a Brescia nel 1995, in quella che era nel frattempo diventata Usl
18, aveva ricoperto l’incarico di amministratore straordinario dell’Usl
di Salò. Dal gennaio 1998 è direttore generale dell’azienda
ospedaliera Spedali Civili di Brescia. a.
d. m. ==== Da:
‘Il Resto del Carlino’ di Bologna del 9-4-2003 Cronaca Neppure la santità salva la memoria di padre Pio delle dispute FOGGIA
— Neppure la santità salva la memoria di padre Pio delle dispute. La
voce che i cappuccini vorrebbero trasferire la salma del Santo dalla
cripta del convento, dove riposa da 35 anni, ad nuovo grande santuario, ha
suscitato un'indignata reazione. Già 2500 cittadini di San Giovanni
Rotondo hanno sottoscritto una petizione al sindaco Antonio Squarcella
perché indica un referendum popolare. «Deciderà la Santa Sede»,
risponde il primo cittadino. «Ma chi protesta cerca soprattutto pubblicità
personale». A scendere sul piede di guerra sono tre associazioni locali
che hanno trovato un alleato nell'avvocato napoletano Enrico Tuccillo,
legale del cardinale Giordano. In un manifesto le associazioni pugliesi
denunciano «quanti vogliono violare l'ultimo luogo in cui si conserva
intatta la memoria del Padre». Il nuovo santuario, affidato
all'architetto Renzo Piano, potrà accogliere sino a 40mila pellegrini.
Sarà inaugurato entro l'anno, probabilmente alla presenza del Papa. ==== Da:
‘Il Centro’ di Pescara dell’8-4-2003 AVEZZANO
CRONACA Il
gip convalida Resta in carcere l'uomo arrestato per droga e armi AVEZZANO.
Resterà in carcere Donato Marinaro, l'uomo di 38 anni - pugliese
d'origine ma a Celano da 15 anni, dove svolge attività di rappresentante
di olio - arrestato venerdì scorso dai carabinieri con l'accusa di
detenzione a fini di spaccio di droga e detenzione illecita di armi. Il
gip Giuseppe Grieco ha accolto infatti la richiesta di convalida
presentata dal pm Maurizio Maria Cerrato. Marinaro, che si è avvalso
della facoltà di non rispondere, è difeso dagli avvocati Roberto
Verdecchia di Avezzano e Franco Metta di Foggia. | |||||||||||||