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IlVademecum - settimanale di informazione su chi fa informazione
Registrato al Trib. di Foggia al n. 1/2001 - Direttore responsabile: Arcangelo Renzulli
Editore: Agorà Service Editoriale. - Sede legale Via S. Antonio, 214 - Foggia

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Anno 3, n. 85
15 aprile 2003

IN QUESTO NUMERO

  • Ai lettori
    Una pausa di riflessione per capirci di più

  • Posta per noi
    Ancora un saluto per i due anni del "Vadonline"

  • Il fatto 
    Lettere anonime a concorso

  • Interventi1
    "Il Giornale d'Italia" un'esperienza a tempo determinato

  • Interventi2
    Riflessioni sulla categoria e sul potere

  • Internet1
    "LGP" e "Vadonline" sul "Barbiere della Sera"

  • Internet2
    Farmacie su internet: a Foggia tutto in regola?

  • Intervista a "LGP"
    Intervista al direttore di "LGP", Giovanni dello Iacovo, 
    di Maurizio de Tullio

  • Comunicazione Pubblica
    I giorni verdi della Provincia: un successo della comunicazione

  • Ordine
    Inchiesta sulla "Cascina" nessun giornalista indagato

  • Studi
    Il rapporto della Fondazione "Rosselli" sull'industria della comunicazione in Italia

  • Link-iostro della rete
    L'oracolo di Livorno: si annuncia lo scoop?

  • COMUNICATI
    Comunicati e notizie pervenuti in redazione

  • FOGGIA, ITALIA
    Dove e come si parla di Foggia e dei foggiani sulla stampa italiana

  • ERRORI & ORRORI
    Refusi, strafalcioni e cadute di stile rilevati sui media nazionali e locali

 

INTERNET/2

Farmacie su internet: a Foggia tutto in regola?

 

Dall’inizio di quest’anno anche le farmacie, pur con molti limiti, possono trasmettere al pubblico un’immagine della propria attività.

Si tratta di poche ma significative novità rispetto al passato quando a stento si poteva trovare evidenziato in neretto, sull’elenco telefonico, il nome di una qualunque farmacia. Già dallo scorso anno, per esempio, sulle Pagine Gialle compaiono spazi pubblicitari a colori che segnano il superano di un’epoca.

Con la “liberalizzazione” di alcune forme di pubblicità, anche a Foggia sono comparsi su internet i siti delle prime farmacie. Il sito www.foggiaweb.it ne ospita già due, le Farmacie De Meo e San Michele, entrambe del capoluogo che naturalmente godono di propri siti.

Nel Codice deontologico dell’Ordine dei Farmacisti sono raccolti le norme e i principi posti a garanzia del cittadino, della collettività e a tutela della dignità e del decoro della professione sanitaria farmaceutica. L’invito rivolto all’intera categoria é ovviamente esplicito: «Tutti i farmacisti sono tenuti a osservare le norme e i principi contenuti nel presente Codice deontologico».

Sei articoli, dal 21 al 26, sono dedicati al trattamento della voce “Pubblicità”. Per comodità li troverete anche nella sezione ‘Legislazione’ nella sottocategoria ‘Deontologia’.

Abbiamo sfogliato le pagine del sito della Farmacia De Meo e qualche incongruenza ci sembra di averla colta. E’ vero che siamo agli inizi della storica “svolta”, ma il rispetto delle norme deontologiche - in questo caso dei Farmacisti - crediamo vada sempre perseguito.

Nella home page del sito della De Meo compare l’invito a scegliere una categoria tra le tante citate. Tra queste compare anche la voce “omeopatia”.

Il divieto principale, quello che impedisce di pubblicizzare farmaci per uso umano e veterinario, é correttamente rispettato. E’ invece la voce “omeopatia”, richiamata in un articolo del Codice, a ingenerare qualche perplessità. Infatti, secondo il Codice, al comma 1 dell’art. 25, «non è consentita al farmacista la cessione, tramite Internet o altre reti informatiche, di medicinali, sia su prescrizione, sia senza obbligo di prescrizione, anche omeopatici, in conformità alle direttive della UE e delle linee guida dell'OMS, fatte salve le specifiche normative nazionali».

Bisognerebbe capire se il termine omeopatia così nudamente citato nella home page sia rispettoso delle direttive dell’Unione Europea e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nel dubbio lo segnaliamo ai titolari della Farmacia con l'invito a illustrarci il senso di quelle parole.

Ma é un altro, il punto chiamiamolo “critico”. Sempre nella home page compaiono i dati identificativi della farmacia: indirizzo, città, telefono, fax, sito web ed e-mail e, in aggiunta, lo slogan - tra l’altro dai toni un po’ datati - “Questa é la farmacia del futuro!!!”, ripetuto anche in una tendina con la scritta che compare e scompare.

Il Codice in proposito parla chiaro: l’articolo 22, al comma 2, vieta ogni atto comunque promozionale che configuri concorrenza sleale (di cui all'articolo 2598 del Codice Civile). E al successivo comma 1 dell’art. 26 chiosa: «Il farmacista deve rispettare i limiti della pura comunicazione di notizie obiettive, veritiere e corrette in qualsiasi tipo di informazione, che indirettamente possa avere effetti promozionali della farmacia e del farmacista». In questo senso, ci domandiamo, é corretto quello “slogan”?

Ovviamente non abbiamo nulla contro la Farmacia in questione, che in città per prima ha introdotto i carrelli - grazie all’ampiezza dei locali e in seguito alle mutate esigenze degli utenti - alla stregua di un moderno supermercato.

Ci sembra semplicemente opportuno il rispetto delle norme, deontologiche e non, previste anche per i farmacisti nel delicato àmbito della pubblicità. Farlo non costa nulla e depone a favore chi lo fa.