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Anno 3, n.
85 IN
QUESTO NUMERO
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INTERNET/2 Farmacie su internet: a Foggia tutto
in regola? Dall’inizio di quest’anno anche le farmacie, pur con
molti limiti, possono trasmettere al pubblico un’immagine della propria
attività. Si tratta di poche ma significative novità rispetto al
passato quando a stento si poteva trovare evidenziato in neretto,
sull’elenco telefonico, il nome di una qualunque farmacia. Già dallo
scorso anno, per esempio, sulle Pagine Gialle compaiono spazi pubblicitari
a colori che segnano il superano di un’epoca. Con la “liberalizzazione” di alcune forme di pubblicità,
anche a Foggia sono comparsi su internet i siti delle prime farmacie. Il
sito www.foggiaweb.it ne ospita
già due, le Farmacie De Meo e San Michele, entrambe del capoluogo che
naturalmente godono di propri siti. Nel Codice deontologico dell’Ordine dei Farmacisti sono
raccolti le norme e i principi posti a garanzia del cittadino, della
collettività e a tutela della dignità e del decoro della professione
sanitaria farmaceutica. L’invito rivolto all’intera categoria é
ovviamente esplicito: «Tutti i
farmacisti sono tenuti a osservare le norme e i principi contenuti nel
presente Codice deontologico». Sei articoli, dal 21 al 26, sono dedicati al trattamento
della voce “Pubblicità”. Per comodità li troverete anche nella
sezione ‘Legislazione’ nella
sottocategoria ‘Deontologia’. Abbiamo sfogliato le pagine del sito della Farmacia De Meo
e qualche incongruenza ci sembra di averla colta. E’ vero che siamo agli
inizi della storica “svolta”, ma il rispetto delle norme deontologiche
- in questo caso dei Farmacisti - crediamo vada sempre perseguito. Nella home page
del sito della De Meo compare l’invito a scegliere una categoria tra le
tante citate. Tra queste compare anche la voce “omeopatia”. Il divieto principale, quello che impedisce di
pubblicizzare farmaci per uso umano e veterinario, é correttamente
rispettato. E’ invece la voce “omeopatia”, richiamata in un articolo
del Codice, a ingenerare qualche perplessità. Infatti, secondo il Codice,
al comma 1 dell’art. 25, «non è
consentita al farmacista la cessione, tramite Internet o altre reti
informatiche, di medicinali, sia su prescrizione, sia senza obbligo di
prescrizione, anche omeopatici, in conformità alle direttive della UE e
delle linee guida dell'OMS, fatte salve le specifiche normative nazionali».
Bisognerebbe capire se il termine omeopatia così nudamente
citato nella home page sia
rispettoso delle direttive dell’Unione Europea e dell’Organizzazione
Mondiale della Sanità. Nel dubbio lo segnaliamo ai titolari della
Farmacia con l'invito a illustrarci il senso di quelle parole. Ma é un altro, il punto chiamiamolo “critico”. Sempre
nella home page compaiono i dati
identificativi della farmacia: indirizzo, città, telefono, fax, sito web
ed e-mail e, in aggiunta, lo slogan - tra l’altro dai toni un po’
datati - “Questa é la farmacia
del futuro!!!”, ripetuto anche in una tendina con la scritta che
compare e scompare. Il Codice in proposito parla chiaro: l’articolo 22, al
comma 2, vieta ogni atto comunque promozionale che configuri concorrenza
sleale (di cui all'articolo 2598 del Codice Civile). E al successivo comma
1 dell’art. 26 chiosa: «Il
farmacista deve rispettare i limiti della pura comunicazione di notizie
obiettive, veritiere e corrette in qualsiasi tipo di informazione, che
indirettamente possa avere effetti promozionali della farmacia e del
farmacista». In questo senso, ci domandiamo, é corretto quello
“slogan”? Ovviamente non abbiamo nulla contro la Farmacia in
questione, che in città per prima ha introdotto i carrelli - grazie
all’ampiezza dei locali e in seguito alle mutate esigenze degli utenti -
alla stregua di un moderno supermercato. Ci sembra semplicemente opportuno il rispetto delle norme,
deontologiche e non, previste anche per i farmacisti nel delicato àmbito
della pubblicità. Farlo non costa nulla e depone a favore chi lo fa. |
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