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Anno 3, n.
85 IN
QUESTO NUMERO
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INTERVISTA Sei mesi di 'Grande Provincia'. Parla Dello Iacovo Intervista raccolta da Maurizio De Tullio A sei mesi dalla nascita del quotidiano 'La
Grande Provincia', contattiamo il direttore Giovanni Dello Iacovo che,
dopo vari tentativi andati a vuoto, ci concede una lunga intervista nel
corso della quale non mancano spunti autocritici e i soliti litigi coi
numeri. - Direttore, sei mesi
dopo ci puoi tracciare un primo bilancio del tuo giornale? - E' difficile tracciare un bilancio netto. Il mio
obiettivo era quello di riconvertire delle professionalità. L'impressione
che ho adesso é che il giornale sia percepito come un giornale della
provincia. Non c'é ombra di "foggiacentrismo", anzi. I primi
piani che abbiamo dedicato a temi che venivano dalla provincia, i titoli
di prima pagina lo dimostrano... - Anche se la
provincia di cui parli é molto "manfredoniacentrica"... - Sì, é vero che c'é molta Manfredonia nelle nostre
pagine. E' un altro dei "corni" dello sforzo editoriale.
Manfredonia, poi, é teatro continuo di incontri/scontri fra poteri. Ma
bisogna anche tener conto degli sforzi che abbiamo fatto nel Subappennino
all'epoca del terremoto e con l'alluvione, che stanno dando dei frutti in
termini di frequentazione di certi sindaci con nostri giornalisti,
costanti e quotidiani, il che é notevolissimo. Insomma, é un buon punto
di partenza e lo vediamo anche in termini di copie vendute in provincia. - Che dati avete? - Non aspettavi altro, vero? - Per la verità é
proprio di questo mestiere fare domande... - Siamo intorno a 1.200/1.300 copie di media giornaliera.
Il dato ultimo che ho é riferito al mese di marzo. - E il lunedì? - Il primo lunedì abbiamo venduto 3.300 copie. - Insomma, adesso con quel dato lì, 1.200 copie, ci costringete ad
aggiornare il "gioco delle percentuali".
In pratica siete scesi... del 600% rispetto a novembre scorso quando
dichiaravate alla 'Manzoni' addirittura 7.000 copie! - Vi dico che é ingeneroso misurarla così! - Sì, ma i numeri li
date voi mica se li inventa il 'Vadonline'! - Vabbé, ma bisogna vedere dove dà i numeri. La Manzoni
ti chiede di dargli il numero dei lettori che stimi... - No, ribadisco:
Manzoni nel suo sito chiede anche il numero di copie vendute e 'LGP'
continua a dichiarare di vendere 7.000 copie e di avere 28.000 lettori. - Ma é un gioco che fanno tutti gli editori del mondo! No,
non posso pensare che si possa usare come metro di paragone l'attesa della
vigilia. E' ridicolo! Entrare in un mercato significa misurare anche lo
sforzo che si sta facendo e voi che curate un sito che si occupa di
editoria dovreste notarlo. Noi abbiamo un giornale che é costosissimo, e
non solo in termini economici, ma anche di persone che ci lavorano... - Già, quanto costa
oggi gestire un giornale come 'La Grande Provincia'? - Ma non te lo so dire. Il lavoro di squadra per me ha
significato "fare la misura" di quello che potevamo fare. Questo
un anno fa. Ho "fatto una cifra" e le persone che stavano
accompagnandoci nel ragionamento - non solo Piero Paciello - mi hanno dato
del pazzo! Di conseguenza ho ridimensionato, riadeguato il tutto: il
giornale che é uscito non é quello che pensavamo di fare. Volevamo
uscire, come tu stesso hai talvolta ricordato, con un giornale di 40
pagine, con 4 pagine di politica, 4 di economia, 2 primi piani... - E cosa vi ha fatto
desistere? - Semplicemente ci siamo resi conto che era impossibile
fare quel tipo di giornale, non ne avevamo le forze. - Ma in questo non vi
doveva aiutare l'AGL? - Il loro lavoro é qualificatissimo. ha detto bene il
direttore de 'La Sicilia',
qualche giorno fa in televisione, a proposito delle corrispondenze di
guerra: "Dove vogliamo andare!". Quando entrano in ballo i
grandi ("Corriere",
"Repubblica" etc.) che ti schierano una trentina di inviati,
non c'é sforzo che puoi fare a livello locale. Puoi solo fare un lavoro
di analisi. In questo senso siamo stati "fortunati" perché la
guerra in Iraq é stato un evento molto accompagnato localmente da eventi
a latere: la pace, Flick all'Università che ci viene a parlare in termini
giuridici, del diritto internazionale che é stato richiamato. Ho avuto un
contatto continuo col direttore editoriale del Gruppo L'Espresso e
direttore dell'AGL, De Luca, che ha detto chiaramente come la pensava: il
suo problema é avere una squadra che lavora per 14 quotidiani locali il
che significa che non può fare 14 tipi di pagine nazionali. Questo si
traduce nel fatto che abbiamo una informazione "neutra" che ci
costringe a dei veri e propri slalom tra gli articoli che loro ci
propongono, con un aggravio notevole dal punto di vista del desk puro. Un lavoro che in buona parte mi sono sobbarcato io
stesso. - Come é strutturato
l'accordo con AGL? - L'accordo con loro non é sulle pagine finite ma sugli
articoli che siamo poi noi a selezionare, tagliare, rendere omogenei ad un
articolo con cui localmente vai a traino di un tema nazionale. Certamente
non riusciamo a fare 4 pagine nel nostro formato. - Quindi manterrete
ancora per un po' l'attuale foliazione a 24 pagine? - Adesso il nostro obiettivo é fare uno sforzo che
progressivamente sia proporzionato alle forze effettive. Il prossimo
impegno sarà fare 8 pagine di cronache locali, una per ogni area della
provincia, arrivare a 3 pagine per il capoluogo Foggia, isolando nelle
pagine di apertura i grandi temi con il primo piano di economia, quello di
politica, l'altro di cronaca, di cultura, un po' come se fossero i titoli
di testa di un TG. - L'abbinamento col
quotidiano economico napoletano, 'Il
Denaro', che risultati ha dato? - Non abbiamo ancora una stima, non credo comunque che
abbia aggiunto molto in termini di copie anche se onestamente non
l'abbiamo pensata questa accoppiata per incrementare le vendite. Piuttosto
abbiamo puntato su un'abbinata tra gruppi editoriali, alla verifica se un
certo tipo di informazione poteva essere complementare ad un altro. Loro
sono specializzati e attendibili soprattutto sul lavoro di ricerca. - Il numero del lunedì
ha dato i risultati che vi aspettavate? - Sono "traumatizzato" dal risultato! Tant'é che
in redazione é cominciato una specie di gioco, di "invidie" di
una redazione nei confronti dell'altra, per via di queste performance! Il
primo numero (uscito il 31 marzo
scorso - ndr) é stato anche molto ben promosso (agli
edicolanti é stato concesso ben l'85% dei ricavi a fronte del consueto
20/25% - ndr) anche in maniera originale. Il successo c'é stato, non
abbiamo scoperto l'acqua calda. Il giornale bisognava semplicemente farlo. - Rimarrà così o
prevedete di potenziarlo? - Dovremmo potenziarlo sicuramente. Anche in questo caso c'é
stato un lavoro di semina e di integrazione dell'attività che si svolge
all'esterno. E' bello vedere come riescono a dare armonia a tutto il
lavoro, ma non hai idea della fatica che c'é stata prima. - Il CdR (Comitato di
Redazione) si é insediato da poco. Ne fanno parte i colleghi Gualano,
Tardìo e Di Bari. Come sono i rapporti? - Con me ottimi. Con l'editore c'é un negoziato aperto su
alcune cose. Penso che anche questa novità vada affrontata positivamente.
Sono convinto che lo sforzo che stiamo facendo lo si deve convogliare
innanzitutto nella capacità di essere pienamente una "impresa
editoriale", con i ranghi legali, i ranghi amministrativi... - A proposito di
questioni legali: come é andata a finire l'annunciata querela nei vostri
confronti del Sindaco di San Giovanni Rotondo, Squarcella, al tempo della
visita della Commissione Antimafia? - Non abbiamo avuto alcun riscontro alla cosa,
assolutamente. - Quindi, secondo te,
Squarcella ha per così dire solo "millantato" la querela nei
vostri confronti, nonostante un comunicato-stampa la desse per scontata? - L'ha millantata, credo che abbiamo ospitato anche la sua
replica, insomma non ha minacciato nulla di concreto. Ci ha coinvolto nel
gioco dell'aggressione ai due parlamentari Antimafia Vendola e Maritati.
Non é successo nulla. Poi, il problema della querela, per ora, non si
riverbera sul quotidiano con la virulenza che invece abbiamo subìto
all'epoca del settimanale 'Protagonisti'. - Già, il
settimanale: che fine ha fatto? Tornerà in edicola? - Già, il settimanale: un altro bell'aggeggio che abbiamo
messo in bacheca... - Ma perché il
vostro responsabile commerciale ci disse, all'inizio dello scorso mese di
novembre, che 'Protagonisti' sarebbe tornato in edicola cinque mesi fa?
Era uno scherzo? - No, assolutamente. L'idea c'era, come tante altre velleità,
come l'idea di fare già da prima il giornale sportivo, di fare il
rotocalco, il portale. La verità é che il quotidiano sta assorbendo
tante energie. Siamo stati ingenui nel pensare che le professionalità
adulte che già c'erano al nostro interno potessero gestire in scioltezza
tutti i problemi. In sei mesi ti dico che gli "stop
and go" che ci sono stati mica si sono visti all'esterno! - La pubblicità é
sempre poca e quella che compare é in maggioranza il risultato di accordi
con gli Enti Locali di Capitanata. Cos'é: una scelta voluta o un rifiuto
del mercato nei vostri confronti che non vi ritiene appetibili? - Io non la leggerei così. Non credo che la commerciale
manchi tant'é che ci sono dei consolidati rapporti con diversi
operatori... - Sì, ma si tratta
dei soliti noti: GECO di Tarquinio, McDonald's di Caccavo, Sarni, Ipercoop.
Non vedo una presenza reale, nemmeno in termini "fisiologici"
delle imprese e dei commercianti locali e della provincia. - La mia opinione é che anche in questo caso c'é stato un
riverbero negativo della programmazione su più pagine e con un giornale
differente. Alcune cose non sono state seguite subito e solo adesso si
stanno curando. Mi dicono per esempio che si stanno raccogliendo buoni
risultati con la "micropubblicità" nelle cronache cittadine. - Veramente non le
abbiamo viste! - No, no, ancora non escono ma mi dicono che stanno
chiudendo i contratti. Abbiamo pagato lo scotto dell'inesperienza, avendo
per esempio scelto di fare pubblicità su grandi formati (pagina intera,
mezza pagina) senza svendere il prodotto, cercando di stare sul mercato in
maniera seria. Sai benissimo invece che la competizione, a livello locale,
é al ribasso. Quelli della "Manzoni" che sono venuti qui, hanno
detto di aver trovato una situazione scandalosa con quello che fa la
concorrenza diretta, per non parlare dei free
press, alcuni di essi almeno. Ci troviamo a competere con gente che
paga 1 e riceve 15, 20, 40 inserzioni! - Al 'Vadonline',
direttore, cosa mandi a dire? - Che é un gran lavoro quello che fate quando vi tenete
alla larga dalle polemiche facili anche nei nostri confronti. Lo dico con
sincerità: io vedo che sforzo c'é nel vostro sito ed anche la
frustrazione che ne deriva dall'avere un dialogo con pochi intimi. - L'anomalia é
questa: i lettori ci sono e sono tanti ma mancano i loro contributi, gli
interventi che stimolino discussioni serie. - Ho trovato molte volte censurabile quello che scrivevate
su 'La Grande Provincia'. Ma lo
dico per un semplice motivo: prendevate elementi molto marginali della
impresa che invece aveva altre caratteristiche. Considero enorme la
questione, per come l'avete trattata, Agostinacchio-Tatarella, proprio per
il livello di conflittualità che avete con il 'Quotidiano
di Foggia'. - Ma veramente
abbiamo sempre cercato di essere equidistanti e disponibili con tutti... - Sì, ma quella sentenza é monca, imprecisa. - Almeno il 'Vadonline"
ne ha parlato e poi stiamo aspettando che Tatarella, come promesso, ce la
invii. La pubblicheremo integralmente... - D'accordo, ma capite bene cosa significa avere un fattore
inquinante del settore editoriale come é il giornalismo che si pratica lì?
E lo dico con la massima tranquillità essendo leale verso la persona (Matteo
Tatarella - ndr) che mi ha instradato in questo mestiere. Il problema
della deontologia é molto più sfaccettato e va sindacato anche quando la
prima firma amica gioca a nascondino, fa una informazione finta,
palesemente comprata. Insomma, tornando al vostro 'Vadonline',
dalla posizione neutra che avevate potevate essere molto più censori in
altre direzioni piuttosto che verso di noi. - Dacci un
suggerimento. - Per esempio la lettura degli articoli converrebbe
cominciare a farla: vedere i tagli, come vengono affrontati gli argomenti,
pesare oltre i titoli. Se mi permetti, a proposito della
"querelle" che ci ha tenuti impegnati (Dello
Iacovo si riferisce alla vicenda Agostinacchio-Albacom e a come ne hanno
parlato 'LGP' e 'Gazzetta del Mezzogiorno/Capitanata' - ndr), beh mi
sarei aspettato che aveste notato con pari perizia la collocazione che vi
ha dato la 'GdM' la seconda volta e quella che abbiamo dato noi: una
sproporzione gigantesca! Insomma, se avete notato un po' di risentimento da parte
nostra nei confronti del 'Vadonline'
é perché c'era della faziosità e del malanimo nei nostri confronti. =
= = Chiaro, allora? 'La
Grande Provincia' non si occupa del 'Vadonline'
in quanto realtà editoriale della città perchè abbiamo troppe volte, a
dire del direttore Dello Iacovo, sfidato la loro sensibilità. E questo
basta a giustificare la negazione di un giornale andato in rete 85 volte,
con 27.000 lettori e oltre 300.000 pagine sfogliate? Eppure, nella precedente intervista fatta proprio a
Giovanni Dello Iacovo, il direttore de 'LGP' si lamentava del fatto che i
nostri comunicati non gli arrivassero. Era questo, a suo dire, il motivo
per cui non venivano pubblicati. Adesso tira fuori la storia di una
"scelta di campo" che il quotidiano foggiano farebbe nei nostri
confronti. Ci piacerebbe sapere come mai 'Radio
Europa' di Lucera - apprezzata realtà giornalistica di quella città
- é costantemente presente nel notiziario del giornale o perché
bollettini parrocchiali hanno diritto di cittadinanza e noi no. Poco male, tanto adesso il 'Vadonline' chiude e non ci sarà più bisogno di aspettare con
ansia, e a volte, paura il lunedì sera per sapere se qualcuno è finito
nel nostro sommario. |
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