HOMEPAGE

Chi siamo

Il Settimanale

Medi@cap

Agorà S.E.

Banca Dati

Media in rete  

Links Utili  

Arretrati

Contatti

Annunci

Copyright

I partners


clicca qui per aggiungere il sito
ai preferiti

IlVademecum - settimanale di informazione su chi fa informazione
Registrato al Trib. di Foggia al n. 1/2001 - Direttore responsabile: Arcangelo Renzulli
Editore: Agorà Service Editoriale. - Sede legale Via S. Antonio, 214 - Foggia

MEDI@CAP - OSSERVATORIO SUI MEDIA LOCALI

LEGISLAZIONE

ARRETRATI

MEDIA IN RETE

DATI VENDITA

I PARTNERS

Anno 3, n. 86
21 aprile 2003

IN QUESTO NUMERO

A PROPOSITO DI...
Cosa combiniamo noi? Voi, piuttosto!

Caro Maurizio

cosa state combinando?

Non si può sospendere un'iniziativa del genere. Non si può, non si deve, far la felicità degli stolti.

Spiegate cosa potrebbe servire per continuare. Cosa posso fare per non far sospendere questa preziosa pubblicazione.

Io sono disponibile a sacrificarmi con voi se può servire.

Aspetto Vs. notizie. Buona Pasqua.  

***

Cari Amici.
Leggo con sorpresa e, soprattutto, con rammarico il vostro editoriale dedicato
ai lettori, nel quale si comunica la sospensione delle pubblicazioni del
Vademecum online.
Oltre che dall'amicizia che mi lega a Voi, il rammarico deriva dalla splendida
idea alla base del Vademecum: uno strumento di 'lettura' del mondo giornalistico
locale, di intervento da parte degli stessi attori dell'Informazione di
Capitanata, di analisi delle dinamiche dei vari settori della Comunicazione.
In definitiva, uno strumento di 'democrazia giornalistica', che assicura
l'informazione sull'Informazione.
Ho sempre apprezzato gli interventi decisi ma misurati, esercitati con lo
spirito di critica costruttiva che dovrebbe improntare -pia illusione!-
tutti gli organi di informazione.
Un periodico letto -e spesso 'saccheggiato'- anche da chi lo ha contrastato
con ogni mezzo e, ora, piange lacrime di coccodrillo facendosi promotore
di grandi gesti ipocriti e populisti.
La verità è che le testate di qualità come Il Vademecum online, ahinoi,
non hanno il seguito e il sostegno che meritano. Fare cultura in un territorio
che vive un annoso torpore intellettuale è difficile e, spesso, cade vittima
di questo 'pantano' chi più si 'dibatte' per uscirne.
"La culdura è un'aldra cosa", diceva il buon Tatarella (Peppino, uno di
quelli seri!), e Il Vadonline è cultura: speriamo che possa riprendere al
più presto le pubblicazioni per riportare una pennellata di luce in un quadro
anche troppo fosco.

Loris Castriota Skanderbegh

 

 

Ecco un’altra dimostrazione di affetto e simpatia per il nostro giornale. Grazie innanzitutto per gli auguri anche se ricambiati con ritardo. Ed ecco un’altra richiesta di spiegazioni circa il nostro stop forzato, alla quale rispondiamo con una domanda: ma perché continuate a nascondervi, a camuffarvi, a usare incomprensibili sigle (anche se l’anonimo lettore pensiamo di averlo individuato, ed é un caro amico di vecchia data del ‘Vadonline’)?

In questi due anni abbiamo ricevuto un gran numero di lettere interessanti, a volte provocatorie, ma il più delle volte o anonime o vergate da improbabili pseudonimi che abbiamo, inevitabilmente, cestinato.

E poi l’altra faccia della medaglia: potremmo farvi un elenco lunghissimo di colleghi e amici (che brutta categoria quest’ultima quando si parla di Informazione e Giornalismo!) che avevano, hanno e certamente avranno tanti argomenti e stimoli da riempire annate del ‘Vadonline’ ma che per ritrosìa (chiamiamola così, va!), paura, pigrizia preferivano/preferiscono starsene alla lontana, magari assistendo dal comodo video di casa o di ufficio quel che accade nel mare nostrum del ‘Vadonline’.

Eppure parliamo non di diciottenni alle prime armi ma di navigati pubblicisti e professionisti, oppure di colleghi che pur avendo a disposizione la garanzia più totale che le proprie generalità non verranno mai rese pubbliche - se richiestoci - preferiscono fare spallucce e contribuire a che la melma resti tale.

In questo atteggiamento ci par di scorgere la verità delle parole del Presidente Pellegrino che qualche tempo fa dipinse la tipicità del foggiano con le ormai note parole “A Foggia ognuno preferisce farsi i fatti propri”.

Quindi, per tornare a noi caro anonimo amico lettore, nel ringraziarti per le belle parole che hai usato nei nostri confronti, eccoti servito. Tu vuoi sapere cosa ci sarebbe da fare per riattivare questo sito animato da buone volontà ma corroso dalla limitatezza di uomini, mezzi e soddisfazioni?

Nell’ordine sparso - mettili pure tu nell’ordine che preferisci - indicheremmo:

- costituzione di un gruppo redazionale più ampio e omogeneo che lavori anche in direzione del raggiungimento degli obiettivi di “Mediacap”, vero piatto forte del sito;

- reperimento di una sede più adeguata;

- trasformazione grafica, tecnica e contenutistica del sito;

- trasformazione del sito dall’ambito amatoriale a quello imprenditoriale con un occhio non indifferente alla necessità di pervenire a ricavi editoriali.

L’editore/direttore del ‘Quotidiano di Foggia’, Matteo Tatarella, in uno slancio impovviso di affetto per il nostro giornale ha pubblicamente lamentato l’assenza forzata del ‘Vadonline’ ed ha addirittura manifestato la disponibilità a raccogliere fondi perché il nostro giornale torni quanto prima ad operare. Troppa grazia.

Da morti é sempre facile ricevere consensi. Avremmo preferito, in questi due anni,  ricevere e fare inutili querele (con inevitabili esborsi economici e perdite di tempo) visto che il collega Tatarella in proposito espresse - era il gennaio del 2000 - il presente pensiero: “Chiedo che si metta mano ad una nuova disciplina che ponga un freno alle richieste risarcitorie e, nel contempo, stabilisca regole chiare e meno punitive per le eventuali rettifiche a mezzo stampa”.

Avremmo preferito fare più un giornale di servizio, per esempio rendendoci utili a colleghi e lettori pubblicando settimanalmente i sommari dei settimanali e degli altri periodici in uscita. Credeteci, abbiamo ricevuto solo in qualche occasione questo miserabile materiale che, si badi, tutti i giornali dispongono in comodi files. Lo stesso nei confronti delle radio e televisioni quando chiedemmo loro di pubblicare - in maniera ovviamente ragionata - i palinsesti delle programmazioni. Niente, se non in poche circostanze. Chi sfoglia ‘La Grande Provincia’, oggi, li trova lucidamente elencati...

Evidentemente abbiamo meno charme o chessò, parliamo lingue diverse.

Per non dire - amico lettore - della richiesta di ricevere notizie o comunicati (ma per tempo, ovvio!, non a cose fatte) circa nuove trasmissioni, rubriche, iniziative, nuovi incarichi. Non c’era mai tempo per noi.

Insomma, la volontà ad andare oltre ce l’abbiamo ma - domandiamo a voce alta - senza uomini, energie, luoghi, collaborazione e denari dove andiamo?

Per contrarre matrimonio ci vogliono due soggetti. Uno é il ‘Vadonline’, ma l’altro dov’é?