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Anno 3, n. 86 IN
QUESTO NUMERO
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INTERVISTA di
Maurizio De Tullio Il
18 aprile scorso é terminata, senza alcun accenno su nessuna delle due
testate, l'esperienza di abbinamento che ha visto per due mesi i lettori
di Foggia e quelli di parte della Campania acquistare al prezzo di un euro
i quotidiani 'La Grande Provincia' di Foggia e 'Il Denaro' di Napoli. Dopo
ripetuti e snervanti tentativi, alla ricerca prima del direttore Alfonso
Ruffo poi di suoi diretti collaboratori, siamo riusciti nell'intento di
strappare qualche domanda ad uno dei responsabili del giornale napoletano.
Così, gentilmente, ha risposto a un paio di domande il vice direttore del
'Denaro', Goffredo Locatelli. - Vuole ricordarci come é nata questa iniziativa tra voi e 'La Grande
Provincia'? -
E' nata in una zona di confine, nel senso che la provincia di Foggia
confina con la Campania e quindi in questa parte di territorio abbiamo
interessi comuni. Ci sembrava giusto che due iniziative editoriali
"minori", comunque di carattere locale, avessero da mettere
insieme le loro energie per cercare di sfondare sul mercato. - E' la prima volta che 'Il Denaro' tenta questo esperimento? -
Sì. Noi crediamo molto in una politica di alleanze. I piccoli gruppi
editoriali non hanno che da allearsi per fare blocco contro i grandi. - Vi interessava solo l'esperimento per i motivi che ha ricordato
oppure ritiene importante anche il riscontro diffusionale, la possibilità
di penetrare meglio in un dato territorio? -
Il problema non é di confermare ognuno i propri lettori, ma di allargare
il mercato. L'unico modo di farlo é di adottare nuove iniziative
editoriali. Crediamo in una politica di alleanze proprio perché il
mercato al Sud, specie per i giornali come il 'Denaro' - che é un
quotidiano economico, per "addetti ai lavori" - ha bisogno di
fare alleanze con altri giornali con i quali non é in concorrenza,
naturalmente, ma con i quali si abbina bene per cercare una alternativa. Io
credo che una teoria positiva debba produrre degli effetti positivi. Noi
siamo partiti da una ipotesi che due giornali complementari messi insieme
possano dare un risultato positivo, tranne a verificare l'esperimento se dà
esiti favorevoli oppure no. Ma questo é ancora prematuro per dirlo. - Quindi non c'é ancora una stima in termini assoluti. -
E' ancora troppo breve il periodo di sperimentazione anche se trattandosi
di giornali complementari, non in concorrenza, credo che il risultato sarà
estremamente gradito. - Quali aspetti hanno giocato a favore della scelta di collaborare con
un giornale come 'La Grande Provincia'? -
Innanzitutto la prima caratteristica che ha questo giornale é
l'indipendenza; la seconda é che si tratta di una piccola realtà
editoriale e come tae va incoraggiata. Credo
che in prospettiva solo i giornali "di nicchia", ossia quelli di
piccole dimensioni, possano avere uno sviluppo. L'unico sforzo che si deve
fare, come avviene all'estero, é di ricavare degli spazi inesplorati,
entro i quali andare ad offrire ai lettori un prodotto diverso,
alternativo, che dà notizie che altri giornali non danno. - Alla scadenza di questo esperimento con 'La Grande Provincia' (scaduto il 18 aprile scorso: l'intervista é stata realizzata il 16
aprile - ndr) pensate di riproporlo? -
Intanto faremo il punto della situazione. Certo é che sopravvivere
qualsiasi iniziativa editoriale ha bisogno di confrontarsi col mercato.
Tutti i sogni di gloria vanno a infrangersi di fronte ai dati nudi e crudi
della realtà, ossia quante copie un giornale vende. Siccome si tratta di
un prodotto che abbiamo affidato al mercato, sarà il mercato stesso a
stabilire le regole, se dobbiamo sopravvivere oppure no. Noi ci auguriamo
che il mercato premi le nostre iniziative, ma bisogna sempre
verificarlo... - Voi siete una realtà essenzialmente a dimensione campana. Non avete
ancora pensato, avendone mezzi e competenze, di fare un passo più grande
cercando di rappresentare a livello di Mezzogiorno d'Italia quello che il
'Sole 24 Ore' rappresenta a livello nazionale? -
Certo. Al momento sono allo studio diversi progetti per ridefinire o
riposizionare il nostro prodotto sul mercato. Io vengo da esperienze più
grandi rispetto a questa del 'Denaro' e so perfettamente che al Sud
potrebbe vivere, o almeno potrebbe tentare l'avventura, un giornale per
tutta l'Italia del Sud. Si tratta di mettere a fuoco una formula di
giornale che in questo momento é di difficile definizione. Si pensa in
linea di massima ad un giornale che abbia una proiezione nel Mediterraneo. Per
raggiungere questo obiettivo abbiamo bisogno prima di tutto di ridefinire
la formula ossia come alimentare poi i canali, le notizie. Il Mediterraneo
é un'area abbastanza vasta e diffusa: occorre capire quali sono i
processi economici e le realtà da cui attingere notizie quotidianamente
per dare vita a questo giornale che in prospettiva dovrebbe diventare
l'organo d'informazione dell'Europa mediterranea. | |||||||||||||