HOMEPAGE

Chi siamo

Il Settimanale

Medi@cap

Agorà S.E.

Banca Dati

Media in rete  

Links Utili  

Arretrati

Contatti

Annunci

Copyright

I partners


clicca qui per aggiungere il sito
ai preferiti

IlVademecum - settimanale di informazione su chi fa informazione
Registrato al Trib. di Foggia al n. 1/2001 - Direttore responsabile: Arcangelo Renzulli
Editore: Agorà Service Editoriale. - Sede legale Via S. Antonio, 214 - Foggia

MEDI@CAP - OSSERVATORIO SUI MEDIA LOCALI

LEGISLAZIONE

ARRETRATI

MEDIA IN RETE

DATI VENDITA

I PARTNERS

Anno 3, n. 87
28 aprile 2003

IN QUESTO NUMERO

INTERVENTI
Le boutade di Dello Iacovo tra legalità vera e presunta

 

Cari colleghi del “Vadonline”,

le vacanze pasquali e l'inopinato annuncio della vostra autosospensione (che mi auguro termini molto presto) mi hanno distolto dal commentare la divertente intervista concessa a Maurizio De Tullio dal direttore della “Grande Provincia” Giovanni Dello Iacovo. Non voglio entrare nel merito delle affermazioni più esilaranti del povero collega, come quella secondo la quale mentire sulle copie che si diffondono “è un gioco che tutti gli editori fanno”; vorrei soffermarmi solo sulla parte relativa alla pubblicità; intanto per invitare Dello Iacovo a specificare quali giornali free press pratichino la politica del paghi uno-prendi quaranta come da lui sostenuto.

Su “Foggia&Foggia” non funziona così, per esempio, ed un giornalista dovrebbe sentire il dovere, quando lancia accuse o formula critiche, di specificare a chi sono dirette. Conoscendo Dello Iacovo, tuttavia, non mi stupisco di questa genericità. Trovo singolare che il direttore della “Grande Provincia” non abbia ritenuto di fare cenno alcuno ai diversi episodi di inserzioni comparse sul suo giornale senza alcuna autorizzazione ed aspramente contestate dagli interessati: si può ricordare il caso di “Villa Igea”, di “Confimprese”, del Comune di Foggia per “Spazio giovani”, tanto per citarne alcuni.

“La Grande Provincia” si è cioè distinta nella pubblicazione di pagine pubblicitarie che non erano state commissionate. Una procedura squalificante e vergognosa, tanto più grave quando coinvolge amministrazioni pubbliche (che come sapete sono tenute ad osservare procedure rigorose, quando erogano soldi della collettività): possibile che Dello Iacovo non ritenga di spendere una parola su vicende così gravi?

Ma lui dice che “intende stare sul mercato in maniera seria, senza svendere il prodotto”. Suppongo  che anche nel mercato pubblicitario il prezzo sia la risultante di un rapporto costi-benefici; che, in particolare, debba esistere un rapporto fra costo della pubblicità e  copie vendute o lettori. Dello Iacovo potrebbe spiegarci per quale motivo una pagina della “Grande Provincia”, che secondo lui vende 1000-1200 copie al giorno (a me, peraltro, risultano vendite ben inferiori alla metà di questa cifra; ma accettiamola per amor di discorso) dovrebbe costare duemila euro, laddove una pagina della “Gazzetta del Mezzogiorno / Capitanata” (che vende, secondo dati verificati e consolidati, tra le 6500 e le 7000 copie al giorno) viene venduta a settecento euro? Perchè, cioè, un giornale che nella migliore delle ipotesi vende un quinto di un altro dovrebbe costare il triplo?

I dati non li ho inventati, sono quelli forniti alla Camera di Commercio di Foggia per consentire all'Ente di organizzare la propria spesa pubblicitaria secondo criteri trasparenti. Dov'è il mercato, allora? E' il mercato trasparente regolato dalle leggi della domanda e dell'offerta, o il mercato drogato e manipolato della politica, dell'affarismo, del saccheggio delle risorse pubbliche? E non è questo un serio problema di cultura della legalità, quella che secondo Dello Iacovo doveva essere uno dei capisaldi del quotidiano che dirige? Ma anche questa solenne affermazione valeva quanto le altre: una pura e semplice boutade propagandistica.

La boria sine causa del suo direttore sarebbe ragion sufficiente a spiegare il fallimento del nuovo quotidiano, anche ove mancassero le cospicue ulteriori prove. Ritengo che i colleghi del “Vadonline” non debbano prendersela troppo per il silenzio censorio di un giornale del genere, anzi! Mi pare possa essere un motivo di orgoglio.

Cordialmente

Enrico Ciccarelli

Direttore del settimanale ‘Foggia & Foggia’

 

Solo una precisazione: è vero che attorno al ‘Vadonline’ si è instaurato e diffuso un clima di chiusura quasi totale ma i motivi - unici e reali - alla base della sospensione li abbiamo elencati nel numero scorso, nella risposta al lettore che poi, riscrivendoci, si é qualificato nella persona del collega Mimmo Di Conza, del quale ospitiamo nella sezione ‘C’è posta per noi’, un breve intervento intriso di straordinaria disponibilità.