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Anno 3, n. 87
28 aprile 2003

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Quanti sono gli italiani che hanno ultimato almeno un libro nell'anno passato?
Le statistiche presentano stime diverse. Ecco perché

Lettori e no, è guerra di cifre (*)

di Alessandro Zaccuri

Se nel 1616 fossero esistiti quotidiani e telegiornali, quella del 23 aprile sarebbe stata una giornata campale. Nell'arco di poche ore William Shakespeare muore a Stratford-upon-Avon, mentre a Madrid passa a miglior vita Miguel de Cervantes. E non è finita, perché nel frattempo sempre in Spagna, a Cordova, si spegne Garcilaso de la Vega, detto el Inca, il padre delle letterature ispano-americane. Proprio in omaggio a questa straordinaria serie di coincidenze (il 23 aprile, tra l'altro, è pure il compleanno di Vladimir Nabokov...), l'Unesco ha deciso di consacrare la giornata di domani alla celebrazione del libro, della lettura e anche del diritto d'autore. Un istituto, quest'ultimo, sempre più contestato dalla cultura del no-copyright, propensa a considerare i testi letterari come una sorta di bene universale, da condividere senza limitazioni di sorta, tanto meno di tipo economico.

La Giornata del libro sarà celebrata anche in Italia con una serie di iniziative che comprendono, per esempio, visitate guidate alla Biblioteca della Camera dei deputati e animazioni a sorpresa sugli autobus di Palermo. Il problema, però, è un altro. Posto che il 23 aprile è anzitutto la festa dei lettori, quanti italiani sono abilitati a festeggiare? La domanda è tutt'altro che oziosa, come dimostra la combattiva analisi dei dati statistici sulla lettura compiuta da Edoardo Caizzi sulla «Rivisteria». Confrontando le percentuali fornite dall'Istat con quelle provenienti dalle ricerche dell'Aie (Associazione italiana editori), Caizzi si è infatti accorto di un fenomeno inquietante: in Italia esiste qualche milione di lettori «fantasma». Una decina, più o meno. Secondo l'Istat, infatti, il 60% della popolazione nazionale di età superiore ai sei anni ha letto almeno un libro negli ultimi dodici mesi. Ma lo stesso dato è valutato in maniera molto meno ottimistica dall'Aie, per la quale i lettori di almeno un libro non sono più del 38,8%. Una differenza di oltre il 20%, qualcosa come dieci milioni di italiani che passano dalla dignitosa schiera dei lettori, sia pure «deboli», a quella, assolutamente ingloriosa, dei «non lettori».

Come mai? Le motivazioni sono diverse, ma Caizzi si sofferma in particolare su quella che coinvolge i cosiddetti «lettori morbidi». Detto semplicemente, sono quelli che leggono, ma non lo sanno. Non perché siano smemorati, ma semplicemente perché hanno una scarsa considerazione delle proprie letture. Manuali di informatica e raccolte di ricette, guide turistiche e romanzi d'intrattenimento, gialli o rosa non importa. Volumi che godono di scarsa considerazione sotto il profilo culturale, roba da edicola o da scaffale di supermercato piuttosto che da libreria vera e propria. Chi legge libri di questo tipo è o non è un lettore? L'Istat risponde di sì, e questo spiega il dato del 60%. L'Aie è convinta di no, e così si arriva al 38,8%. Tutto sta a capirsi, anche nel caso di una scienza che pretende di essere esatta, qual è appunto la statistica. Il nodo individuato da Caizzi è comunque decisivo. Possibile, si domanda il redattore della «Rivisteria», che in un Paese con carenza cronica di lettori si debba ancora alimentare l'immagine del libro come prodotto raffinato ed elitario e, quindi, della lettura come prassi esclusiva e, in ultima analisi, tutt'altro che popolare? Possibile che chi legge per piacere o anche soltanto per ricavare informazioni utili debba sentirsi in colpa, perché i libri «seri» sono sempre e comunque quelli che leggono gli altri? Domande importanti e anche un po' imbarazzanti, specie alla vigilia della giornata di domani. Se festa dev'essere, infatti, non sarebbe male che il 23 aprile diventasse quella della liberazione del lettore inconsapevole. «Morbido» finché si vuole, ma non per questo meno orgoglioso di quanto possano esserlo i bibliofili duri e puri.

(*)  ‘Avvenire’ del 22-4-2003