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Registrato al Trib. di Foggia al n. 1/2001 - Direttore responsabile: Arcangelo Renzulli
Editore: Agorà Service Editoriale. - Sede legale Via S. Antonio, 214 - Foggia

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Anno 3, n. 88
5 maggio 2003

IN QUESTO NUMERO

FOGGIA, ITALIA
Come e dove si parla di Foggia e dei foggiani

Da: ‘La Provincia di Cremona’ del 4-5-2003

Premio. Internazionale

Il vincitore è siciliano Olio biologico da Oscar

 

BARI — Un olio biologico siciliano si è classificato al primo posto nell’ottavo concorso internazionale per i migliori extravergini ecocompatibili «Premio Biol». Si tratta del «Titone dop valli trapanesi», di Marsala (Trapani) che ha superato gli altri 170 oli giunti da vari continenti. Al secondo posto si è piazzato il «Bosco falconeria» di Partinico (Palermo), terzo il «Marcialla» dell’omonima azienda di Barberino Val d' Elsa (Firenze). Miglior olio straniero è stato giudicato il cileno «Olave valle grande», classificato al quinto posto. «Dopo 18 anni di attività nel settore biologico — ha detto il vincitore, Nicola Titone — si tratta di una premiazione morale che ci conferma che l’investimento fatto nel tempo ha successo non solo a livello locale ma anche internazionale». Il premio «Biol frantoio» è stato assegnato al pugliese «Terrae maioris» della cooperativa Fortore di Torremaggiore (Foggia), mentre tra i riconoscimenti territoriali il «Biol Puglia» è andato al fruttato intenso «Marcinase» dell' azienda Minervini di Molfetta (Bari) che l’hanno scorso fu vincitore ex equo del «Premio Biol».

 

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Da: ‘Il Tempo’ di Roma del 4-5-2003

 

GAETA/COMUNICAZIONI

 

Firmato accordo Comune-Università

 

GAETA - Siglato ieri mattina nell'Aula Consiliare del Comune una convenzione tra il Comune di Gaeta ed un consorzio di atenei italiani e stranieri denominato " Consorzio Interuniversitario For.Com - Formazione per la comunicazione ". Lo scopo del protocollo d'intesa è legato all'istituzione di corsi di formazione di livello universitario riguardanti in particolare programmi di ricerca rivolti alla valorizzazione delle risorse del territorio in genere e di quelle dell'ambiente marino in particolare, nonchè di tutte le attività connesse con la risorsa mare. Al For.Com aderiscono atenei prestigiosi quali quelli di Torino, di Macerata, di Salerno, del Molise, di Cassino, di Udine, di Bari, di Foggia, di Sassari, di Camerino, ed università straniere come quella di Liverpool, di Malta e di Romania. Un centro di ricerca specialistica del For. Com. verrà dunque ospitato proprio a Gaeta, mediante la messa a disposizione di parte dei locali individuati in Via Angioina, in parte dell'ex Palazzo San Giacomo, nel quartiere medievale della città. L'accordo tra il Comune di Gaeta ed il Consorzio Interuniversitario For. Com. è stato siglato alla presenza del sindaco di Gaeta Massimo Magliozzi e dell'assessore alla sanità ed all'ambiente Felice D'Argenzio. " Il For. Com. cura il corso a distanza delle lauree, delle Specializzazioni e dei Master attivati secondo l'ordinamento didattico vigente " - ha spiegato l'assessore D'Argenzio - " ed il fatto che Gaeta sia coinvolta in tale discorso, soprattutto per quanto concerne la didattica legata al mare, all'ambiente ed al territorio, è particolarmente qualificante ed importante".

 

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Da: ‘Il Giornale di Vicenza’ del 4-5-2003

 

I ciclopellegrini da Padre Pio

 

 

Volevano farcela, e ce l’hanno fatta. I 18 ciclisti, della società "Rowan Elettronica-Bicisport Sandrigo", hanno portato a termine la "Pedalata della pace" al santuario di padre Pio a San Giovanni Rotondo. Varia l’età dei partecipanti, dai 28 ai 67 anni. La partenza, il 25 aprile è avvenuta dal piazzale del municipio di Caldogno, dopo il saluto del sindaco. Prima tappa (187 chilometri) fino a Marina Romea, transitando per Vicenza, Barbarano, Noventa, Monselice, Rovigo, Comacchio.

La seconda tappa (184 chilometri) ha avuto come meta Ancona, dopo essere passati per Cervia, Rimini, Sinigallia. Il terzo giorno l’arrivo programmato è stato a Pescara (158 chilometri), toccando S. Benedetto del Tronto e Roseto degli Abruzzi. Il trasferimento è stato caratterizzato da tempo pessimo, con pioggia, nella prima parte, e per fortuna un po’ di sole nel finale.

Il 28 aprile era in programma la tappa più lunga (190 chilometri) da Pescara a Rodi Garganico, transitando per Vasto e Termoli. Il giorno dopo, solo 52 chilometri fino a San Giovanni Rotondo, attraverso il Gargano, ma con salita finale di 20 chilometri.

Quasi 800 chilometri, senza grossi problemi e soprattutto senza incidenti. La volontà di arrivare al santuario era tanta; e la missione è stata portata a termine.

Il gruppo ( nella foto  ) era formato da: presidente Modesto Boesso; accompagnatori Renato Bortolozzo, Dolores Pellegrini, Nerina Ozzi; ciclisti Daniele Bellin, Agostino Cadaldini, Attilio Carta, Giuseppe Casarotto, Luciano Cibotto, Valentino Dal Toso, Antonio Dalle Carbonare, Mario De Forni, Vittorio Nardi, Giampaolo Nogara, Antonio Pontarin, Renato Quadri, Dario Stefani, Giovanni Trevisan, Giovanni Battista Vezzaro, Vito Zanin.

 

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Da: ‘il Resto del Carlino’ di Bologna del 3-5-2003

 

Ferrara

Infarto la uccide in strada

 

Non ha avuto nemmeno il tempo di gridare. L'infarto fulminante che l'ha uccisa non gli ha lasciato neanche il tempo di chiedere aiuto, di reagire in qualche modo.

Lei, Luigia Cavron, 59 anni, originaria di Foggia ma con casa nell'hinterland di Milano, è stramazzata sull'asfalto del Lungomare Italia, a Lido delle Nazioni, e non si è più mossa. Lì è restata, stroncata da un colpo al cuore che non le ha lasciato scampo. Erano le 15.40 dell'altro ieri quando la donna è spirata a causa del malore. Dopo avere pranzato ai Lidi si stava dirigendo verso un'agenzia immobiliare per scegleire l'abitazione della prossime ferie estive quando l'infarto l'ha sorpresa.

La donna è crollata sotto gli occhi di tantissimi turisti, molti dei quali hanno chiesto l'intervento dei sanitari telefonando alla centrale operativa del 118. Ma il medico dell'ambulanza partita dal Delta è servito soltanto per constatare il decesso avvenuto, appunto per cause naturali.

La salma della donna è stata condotta all'obitorio del San Camillo.

 

 

Cronaca

 

«Noi sindaci, lasciati sempre più soli a lottare in trincea»

 

ROMA — Assolvono a un compito estremamente delicato che li vede impegnati su fronti diversi, ma non sempre hanno gli strumenti e diventano capro espiatorio di chi chiede risposte che spesso non rientrano nelle loro competenze.

I sindaci sono sempre più in prima linea e alla luce della strage compiuta ad Aci Castello da parte di un giovane disoccupato temono di essere lasciati soli. L'ha detto il presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, che ha sottolineato come «i sindaci sono coloro cui si attribuiscono sempre più spesso oneri che non sono in realtà di loro competenza, o comportamenti che il più delle volte derivano da decisioni prese altrove».

Gli fa eco il presidente del Consiglio nazionale dell'Anci e sindaco di Foggia, Paolo Agostinacchio, il quale nell'esprimere a nome di tutti i sindaci cordoglio per la morte di Michele Toscano (nella foto) e delle altre vittime, afferma che i sindaci «rischiano in prima persona nel quotidiano impegno a favore della comunità» e ricorda che «dal federalismo i sindaci si aspettano più ed adeguate competenze».

 

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Da: ‘Corriere della Sera’ di Milano dell’1-5-2003

 

A SAN NICANDRO GARGANICO

 

Gli studenti e le aree protette Via alla prima festa della scuola

 

Il  parco, i giovani, la scuola: un incontro magico, che ispira le fiabe dei più piccoli e i racconti dei più grandi. Per poi diventare spesso impegno di tutela ambientale. Sono tutti argomenti che verranno trattati nel «Primo concorso delle scuole dei parchi italiani ed europei», con una «Festa della scuola» che si aprirà oggi e proseguirà fino al 4 maggio a San Nicandro Garganico (Foggia). Già 2500 studenti si sono iscritti: arriveranno da tutte le regioni italiane ma anche da Ungheria, Lituania, Croazia e Russia. La gara è divisa in dieci sezioni. E per quattro giorni gli alunni che competono nella sezioni Folklore, danza e suoni si esibiranno su un grande palcoscenico nel centro della cittadina pugliese. Verranno anche esposte le foto, gli articoli giornalistici e le opere d’arte realizzate dai concorrenti della altre sezioni, con la proiezione dei cortometraggi e degli spot girati dalle classi italiane e straniere. Al centro della manifestazione - che ha ottenuto, tra l’altro, il patrocinio della presidenza della Repubblica e dei presidenti di Camera e Senato - è sempre il parco. E San Nicola Garganico, che sorge all’incrocio tra le lagune di Lesina e Varano, nel cuore dell’oasi protetta del Gargano, rappresenta uno dei migliori esempi di tutela ambientale nell’Italia meridionale.

 

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Da: ‘Corriere Adriatico’ di Ancona dell’1-5-2003

 

Non passa giorno senza che automobilisti segnalino la presenza

di caprioli e capre Anche ieri un impatto tra autocarro e animale  

 

Lo zoo in superstrada  

 

Incidenti frequentissimi. La situazione è preoccupante 

 

ORCIANO DI PESARO - La strada statale 73 bis di Bocca Trabaria, meglio conosciuta come superstrada, sembra uno... zoo. Animali che attraversano, addirittura che pascolano. E provocano incidenti. Una situazione a dire poco preoccupante.

Praticamente, non passa giorno senza che automobilisti in transito segnalino la presenza di caprioli e capre.

Intorno alle 5 di ieri, un camionista pesarese, che era al volante di un autocarro e procedeva con direzione di marcia mare-monti, si è trovato davanti un capriolo che sgambettava tranquillamente lungo la corsia di sorpasso. L'impatto è risultato inevitabile. Il capriolo è morto. L'autocarro ha subìto danni alla parte anteriore sinistra. Del fatto si occupa la polizia stradale di Fano, intervenuta anche giorni prima in seguito ad incidenti. Intorno alle 8,30 del mattino, un automobilista umbro residente a Foligno, che era alla guida di un'Opel Zafira e viaggiava diretto verso Fano, più o meno nella zona dove è stato registrato l'incidente di ieri mattina, si trovava davanti a due capre che erano entrate nella sede stradale passando attraverso buchi aperti nella recinzione. Le due capre stavano pascolando. Malgrado la disperata frenata, l'automobilista non evitava l'impatto contro le due capre, uccise sul colpo.

Poco meno di un'ora dopo, lungo la stessa corsia, il protagonista dell'incidente era un automobilista di Peschici, in provincia di Foggia, che guidava una Volkswagen Passat. Anch'egli si trovava impossibilitato ad evitare un capra.

Settimane addietro, a trovarsi davanti un capriolo era stato un disc jockey di Radio Fano.

Per tutti i protagonisti, la paura è stata grande. Ed in alcuni casi i danni ai veicoli non sono stati di poco conto.

Ovviamente - la polizia stradale per prima - ci si domanda colme sia possibile che gli animali possano raggiungere tranquillamente la sede stradale. Passi per i caprioli, capaci di salti discreti, ma le capre...

Intanto restano stabili, nella loro gravità, le condizioni di Angelo Alesi, 59 anni, residente a Lucrezia, ricoverato con prognosi riservata nell'ospedale regionale di Torrette in seguito all'incidente di martedì pomeriggio.

L.M.

 

 

Il primo premio è stato assegnato a Rosa Spera

 

Un concorso poetico di successo che ha avuto tanti partecipanti  

 

RECANATI - Si è tenuta nei giorni scorsi la seconda edizione del premio letterario "Giacomo Leopardi". Alla poetessa Rosa Spera di Barletta è andato il primo premio, seguita dal secondo classificato Claudio Angelini di Roma, mentre il premio per il terzo classificato è stato assegnato ex aequo ad Antonio Capriotti di S.Benedetto e Antonio De Michele di Manfredonia. Gli altri finalisti che hanno partecipato alla manifestazione sono Elisabetta Paolella Berti di Laives Bolzano, Teresa Ferri di Urbino, Anna Gasparrini di Appignano, Serena Dal Borgo di Farra d'Alpago Belluno, Paolo Ferretti di Fabriano, Maria Pironi di Bologna, Claudio Bellini di Valenza (Alessandria), Eliana Montebello di Macerata, Mara Vitale Santoni di Belvedere Ostrense, Teodoro Procicchiani di Jesi, Italo Paolella di Laives Bolzano, Alessandro Rossi di Roma, Valeria Serofilli di Pontesserchio Pistoia.

G.M.

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Da: ‘Il Gazzettino’ di Venezia dell’1-5-2003

 

PADOVA

 

Sui siti pornografici dalla caserma Nei guai 3 carabinieri

 

Padova - Lunghe conversazioni sulle linee 144 e "navigazioni" notturne, via computer, su siti porno a pagamento. Nella caserma dei Carabinieri, a quanto pare, c'era chi ingannava il tempo così. Ai comandi giungevano poi bollette incompatibili col traffico telefonico normale. Per smascherare i colpevoli è bastato confrontare i registri delle presenze con i tabulati. Indagati dalla Procura militare - tre le inchieste aperte in meno di un anno del pm militare Sergio Dini - due brigadieri, in servizio a Mirano (Ve) e in una caserma triestina, per peculato e violata consegna. Un terzo carabiniere ha preferito abbandonare la divisa. Michele Nista, 22 anni, originario del Foggiano, ha patteggiato 8 mesi e 20 giorni di reclusione coi doppi benefici. L'estate scorsa, dopo il trasferimento del Comando provinciale di Padova in via Rismondo, l'Arma aveva dovuto chiudere la stazione di Ponte di Brenta. Nella caserma di via San Marco era stato garantito solo un servizio di piantone, 24 ore su 24, per le emergenze. I carabinieri avevano a disposizione un'utenza di servizio. Dalla bolletta di luglio erano spuntate fuori cifre incredibili. E' bastato esaminare i tabulati per scovare una sfilza di 144. E non c'è voluto molto per individuare l'assiduo frequentatore delle linee hard.

Luca Ingegneri

 

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Da: ‘La Nazione’ di Firenze dell’1-5-2003

 

Empoli

 

Assegni a vuoto, condannato

 

POGGIBONSI — Era il re della «sòla». Convincente, educato e, soprattutto, insospettabile. «Armi» con cui è riuscito a truffare cinque ditte valdelsane, pagando merce per un importo complessivo di circa 150 milioni di lire con assegni a vuoto. Una vicenda tutta da raccontare, anche se alcuni lati rimangono oscuri per il semplice fatto che l'imputato ha patteggiato (sei mesi di reclusione con sospensione della pena), e quindi non c'è stato dibattimento in aula. Di sicuro in questa storia c'è che ci sono cinque imprenditori della zona che hanno abboccato all'amo lanciato dal legale rappresentante di una ditta poggibonsese che forniva prodotti alberghieri. Stando all'accusa, l'uomo, un trentaseienne di origine foggiana, residente in provincia di Pisa, contattava telefonicamente le sue vittime per fare degli ordini.

Nel mirino i titolari di aziende di vari settori a cui faveva ordinazioni per svariati milioni di lire. Un po' perché ci sapeva fare, un po' perché godeva di stima a livello imprenditoriale, fatto sta che il foggiano non sbagliava un colpo. Nel senso che le grosse partite di prodotti da lui ordinate venivano regolarmente consegnate. Il problema è che la merce veniva pagava con assegni che risultavano protestati.

Gli acquisti preferiti? Materassi e cuscini, tubi in propilene, ceramiche, arredi da bagno e persino quadri d'autore. Il tutto per un importo di quasi 150 milioni di lire (la storia risale a cinque anni fa, a prima cioè dell'arrivo dell'euro). Preso atto che i prodotti erano stati pagati con assegni a vuoto, le persone truffate avevano presentato denuncia alle forze dell'ordine. Ieri il caso è approdato all'attenzione del giudice unico della sezione poggibonsese del Tribunale di Siena Francesco Bagnai. Nella stessa mattinata erano in programma numerose udienze. Alcune sono state rinviate.

 

di Marco Brogi

 

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Da: ‘Avvenire’ del 30-4-2003

 

D'Ambrosio entra a Manfredonia

 

Da Foggia Giovanni Cataleta

 

Monsignor Domenico D'Ambrosio si insedierà domenica 4 maggio nella diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo. Sarà il primo pastore a guidarla dopo l'aggiunta nella denominazione ufficiale di «San Giovanni Rotondo», in omaggio a san Pio. Prima di lasciare l'arcidiocesi di Foggia-Bovino, D'Ambrosio ha salutato - durante un'affollata Messa in cattedrale - i gruppi, le comunità, le associazioni, le autorità e i sacerdoti che gli sono stati vicino nei quasi quattro anni di permanenza nel capoluogo dauno.

Originario di Peschici, sul Gargano, D'Ambrosio ha cominciato il suo cammino pastorale nella diocesi di Termoli-Larino, poi, nel '99, il trasferimento all'arcidiocesi Foggia-Bovino: «È stata una prova importante, in una Chiesa vivace e partecipe dove sono stati accolti molto bene e ho stabilito rapporti cordiali e positivi con tutte le comunità», dice. Ma accanto alla capacità di interagire con i fedeli, l'arcivescovo ricorda i motivi di preoccupazione che attraversano la comunità foggiana, con due persone ammazzate nella guerra di "mala" alla vigilia di Pasqua: «Questa assurda scia di violenza che non accenna ad arrestarsi - confida - mi turba molto. Foggia e l'intera Capitanata meritano un clima sociale migliore». E dopo i due omicidi in città, un altro venerdì scorso: a Monte Sant'Angelo, a poche decine di metri dalla basilica di San Michele, davanti a centinaia di turisti e pellegrini. Poco dopo il suo arrivo a Foggia ci fu il terribile crollo del palazzo di viale Giotto, con la morte di 67 persone, una sofferenza incancellabile anche per lui «Quella notte di novembre mi rimarrà sempre impressa nella memoria».

La missione pastorale di D'Ambrosio continuerà a Manfredonia, diocesi di San Pio da Pietrelcina, dove l'arcivescovo attende una visita del Papa, cui ha rivolto l'invito ufficiale. E fra gli impegni di D'Ambrosio c'è quello di raccogliere l'eredità del santo di Pietrelcina, gestendo, in qualità di delegato della Santa Sede, le sue Opere: «Sarà un compito che richiederà una particolare attenzione - ammette - spero di assolverlo bene. Punterò molto sui gruppi di preghiera di Padre Pio, sparsi in tutto il mondo». D'Ambrosio è stato anche parroco a San Giovanni Rotondo e ha rivestito proprio l'incarico di direttore dei gruppi di preghiera di Padre Pio.

A Manfredonia D'Ambrosio arriverà direttamente dal mare del suo Gargano, nel pomeriggio di domenica. Salperà da Peschici, suo paese natale e l'imbarcazione attraccherà al molo di Ponente alle 17. Subito dopo l'arcivescovo s'insedierà nel duomo. Nella nuova diocesi D'Ambrosio è atteso da un fitto calendario di ricorrenze legate a Padre Pio. Ecco le prime: il 25 maggio, il 116° anniversario della nascita del frate con le stimmate, e poi il 16 giugno, primo anniversario della canonizzazione. Ma D'Ambrosio non dimenticherà i fedeli foggiani: una lampada sarà sempre accesa per loro, ha promesso l'arcivescovo, sulla finestra della sua nuova sede.

 

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Da: ‘   Il Centro’ di Pescara del 30-4-2003

 

LANCIANO - ORTONA

 

LA PROPOSTA

 

«Toponomastica da rivisitare con nomi illustri ma dimenticati»

 

LANCIANO. Rivedere la toponomastica, intitolando alcune strade a personaggi illustri della storia frentana dimenticati da lancianesi e Comune. E' la richiesta che arriva da Maurizio Angelucci, che lo scorso anno ha pubblicato il libro «Contradando per Lanciano» e che ha inviato una lettera aperta al sindaco Paolini. Nel suo volume l'autore ha ripercorso la storia delle frazioni, scoprendo alcune figure che a molti erano sconosciute. Come quella di monsignor Giuseppe Maria Cotellessa, vescovo di Lucera dal 1872 al 1889 (anno della sua morte), sepolto sotto una cappella privata poi diventata la chiesa dell'Immacolata Concezione di Torre Sansone. «Credo che Cotellessa», dice Angelucci, «meriti di essere ricordato. E per celebrare la sua figura ho già inviato una richiesta di gemellaggio con Lanciano alle autorità civili e religiose di Lucera». Ma Angelucci invita il sindaco a dedicare una strada anche a Theodor Mommsen, un insigne studioso tedesco che nell'Ottocento riuscì a tradurre una lapide romana (tuttora conservata a palazzo di città) che testimonia la municipalità di Lanciano all'epoca dell'impero romano. E un'altra via andrebbe invece intitolata ad un altro dei più grandi protagonisti della storia di Lanciano: Francesco Petrini, autore della facciata gotica di Santa Maria Maggiore. «E' assurdo», continua Angelucci, «che di questi personaggi non ci sia traccia nella toponomastica cittadina». La parola ora passa a Paolini che non è escluso accolga l'istanza, alla luce del fatto che negli ultimi mesi ha intitolato strade e piazze a figure della recente storia cittadina, come Errico D'Amico. (f.f.)

 

 

 

AVEZZANO CRONACA

 

A Collelongo una rassegna di canti e danze folkloristici

 

m.l.

 

COLLELONGO. Dal 6 al 9 maggio si terrà in paese la 15esima rassegna di musiche, danze e canti folkloristici. All'iniziativa parteciperanno 17 gruppi di scuole medie della Marsica e di altre località. Il 6 maggio si esibiranno i gruppi delle scuole medie di San Benedetto, Fermi di Avezzano, Monteroduni (Isernia) e della scuola media Futani (Salerno).

Il 7 maggio spettacolo degli alunni della scuola media di Collelongo, San Vincenzo Valle Roveto, Corradini Avezzano e Di Scapoli (Isernia). L'8 sarà la volta dei gruppi delle scuole medie di Pescina, Vivenza di Avezzano, Faenza (Ravenna), Arsoli-Rio Freddo (Roma) e di Carovilli (Isernia).

Infine il 9 esibizione dei gruppi di Roviano (Roma), Arnara (Frosinone), San Marco La Catola (Foggia) e Trasacco. Gli spettacoli si terranno alle 15 nel centro sportivo «Chiaravalle».

La rassegna nelle edizioni passate ha riscosso grande successo. Anche quest'anno il successo non dovrebbe venire meno. L'iniziativa è stata promossa dal Comune e dalla scuola media di Collelongo. La scuola del paese fa parte dell'istituto comprensivo di Trasacco, di cui è dirigente Michele Manna.

Tante le iniziative che l'istituto organizza durante l'anno. Nei vari progetti vengono coinvolti docenti, alunni e genitori.

 

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Da: ‘Il Giornale di Vicenza’ del 30-4-2003

 

Sacro e profano, musica maestro "Il mondo canta Maria" e "PFM"

 

(p.r.) Doppia serata di musica, stasera a Schio. Ad un centinaio di metri l’una dall’altra, infatti, si svolgeranno due manifestazioni musicali che richiameranno indubbiamente un gran numero di persone: il concerto "Il mondo canta Maria", alle 20.30 al palazzetto dello sport "Don Bosco", e quello della "Premiata Forneria Marconi", alle 21 al teatro "Astra". Data la capienza dei due luoghi che ospiteranno i concerti e le buone aspettative dei rispettivi organizzatori, stasera in città è lecito attendersi la presenza di duemila persone, considerando che il palazzetto può accogliere quasi 1.300 spettatori e l’"Astra" ha circa 900 posti a sedere.

Una serata del tutto particolare, quindi, quella che Schio si appresta a vivere oggi, non solo per il livello dei due concerti, ma anche dal punto di vista organizzativo e logistico. Trattandosi della vigilia di una giornata festiva, cioè di un momento in cui la città normalmente registra un maggior movimento, si devono infatti mettere in conto anche le centinaia di auto di quanti giungeranno per i concerti.

A tale proposito, il piazzale dell’Istituto salesiano sarà riservato al pubblico del concerto dei cantautori cristiani; mentre gli organizzatori consigliano di utilizzare soprattutto il grande posteggio dell’ex scalo merci della stazione ferroviaria.

Programma confermato per il concerto "Il mondo canta Maria", organizzato dall’associazione "San Massimiliano Maria Kolbe" e dall’omonima emittente radiofonica, manifestazione internazionale giunta alla quarta edizione. Al "Don Bosco" si esibiranno la cantautrice ed europarlamentare irlandese Dana Scallon, l’ex "Rockets" Sal Solo, la statunitense Annie Karto, e poi il veronese Claudio Venturi, il napoletano don Paolo Auricchio ed il foggiano fra Gianni.

Dal vicino palco dell’"Astra", la "PFM" presenterà invece i suoi cavalli di battaglia, da "Impressioni di settembre" a "È festa", da "La carrozza di Hans" a "Suonare suonare"; oltre agli altri successi di una trentennale carriera che prosegue a tutt’oggi.

Venuti a conoscenza della concomitanza dei due concerti, in una sorta di legame ideale con la manifestazione di musica cristiana, Franz Di Cioccio e compagni hanno annunciato che dedicheranno alla manifestazione musicale in onore della Madonna la loro celebre "Dolcissima Maria".

Richieste di informazioni per il quarto festival di musica cristiana sono giunte agli organizzatori da tutto il Veneto ed anche dall’Emilia Romagna; soddisfacente è stata finora pure la prevendita per il concerto della "PFM". Tutti ingredienti che lasciano presumere una felice riuscita di entrambe le manifestazioni.

 

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Da: ‘Corriere Romagna’ di Rimini del 29-4-2003

 

Fa l’amore nell’auto e finisce alla sbarra

 

RIMINI - Gli amici erano scesi dall’auto per fare colazione all’alba con i bomboloni caldi del Bar Bombo. E loro - una coppia di fidanzatini pugliesi, lui 16 anni, lei 20 - avevano approfittato del momento d’intimità per consumare una “sveltina” all’interno della vettura parcheggiata davanti al locale. La scena, era una domenica mattina del luglio 2000, non era passata inosservata e alcuni passanti avevano con insistenza richiesto l’intervento di una vigilessa in servizio a poca distanza dall’improvvisato nido d’amore della coppietta. La donna agente della polizia municipale di Riccione, constatata la situazione, non aveva potuto far altro che denunciare entrambi per atti osceni in luogo pubblico.Ieri la vigilessa in Tribunale ha ribadito di aver visto “glutei maschili nudi che si muovevano in modo non equivocabile sopra la ragazza”, smentendo la tesi difensiva secondo la quale il coito sarebbe stato solo simulato.Alla sbarra c’è solo la ragazza proveniente da San Giovanni Rotondo (Foggia), il paese di Padre Pio. Il suo fidanzatino dell’epoca, che lavorava come stagionale a San Marino e deporrà nel corso della prossima udienza, ha già definito la sua posizione davanti al Tribunale per i minorenni.Il reato di atti osceni prevede la reclusione da tre mesi a due anni, pena convertibile in caso di “colpa” in pena pecuniaria. Il processo davanti al giudice riminese Sonia Pasini riprenderà in dicembre.

 

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Da: ‘L’Unione Sarda’ di Cagliari del 29-4-2003

 

Un artista pugliese a cagliari

 

Giochi, immaginazioni e colori d’infanzia

nel mondo informale di Nando Granito

 

Formelle di legno incise o colorate, scavate o unite a spago, creta, pietra, materiali che richiamano le origini pugliesi di Nando Granito, in mostra con una personale alla “G28” di Cagliari. Ci sono continue citazioni al mondo del gioco e dell’infanzia, alle origini, all’attenzione per i più svariati materiali, oltre che un recupero della capacità manuale del fare. Quadrati, triangoli, disegnati con lo spago, e ancora lunette, motivi decorativi romanici costruiti o disegnati su supporti combusti, o intrecci a raggiera che riconducono al mondo artigianale, al mondo del mito, citato, alluso, immaginato.

Sono per lo più lavori polimaterici esaltati da interventi cromatici e riferimenti continui a racconti mitici, storie popolari, a forme archetipali. Un recupero dell’antico, della memoria che Granito carpisce dalla sua terra Apricena, nei pressi di Foggia, una delle città tenute a battesimo dall’imperatore Federico II di Svevia. In questo contesto ricco di storia antica e moderna tecnologia lo scultore è cresciuto - fin dagli anni Settanta - e dopo essersi avvicinato al mondo dell’informale ha scelto di operare nella ricerca sui materiali e di impegnarsi in una serie di interventi progettuali sul territorio o in collaborazione con progettisti di architettura.
Da anni si impegna alla divulgazione dell’arte al di là degli stretti ambiti delle gallerie e delle esposizioni nei grandi centri metropolitani. Perché la sua idea è quella di un’arte che arrivi dovunque e che tutti possano riconoscere come propria.

M. D. P.

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Da: ‘Il Resto del Carlino’ di Bologna del 29-4-2003

Ancona

«In via Monte e Tognetti si rischiò l'incendio»

FALCONARA — Sarebbe bastato un semplice mozzicone di sigaretta gettato ancora ardente in terra a far alzare le fiamme in via Monte e Tognetti su un'area larga 200 metri quadri. E' questo, secondo un maresciallo dei carabinieri del Nucleo tutela ambiente (ex Noe), il pericolo che si corse nell'agosto del 2000 a Villanova, dove erano stati appena avviati i lavori per la costruzione di un sottovia ferroviario. Quando le ruspe cominciarono a scavare tutto il quartiere venne invaso da odori nauseabondi provenienti dalla massa di terra tirata su dalla falsa e impregnata per lo più di idrocarburi.
Il potenziale pericolo è stato ricordato ieri in tribunale dal maresciallo Campaniolo nel corso della prima udienza del processo che vede imputate cinque persone. Secondo l'accusa avrebbero provocato un pericolo concreto di inquinamento ambientale prima smuovendo quei rifiuti finiti da tempo nel sottosuolo di quell'area tra l'altro non di proprietà delle Fs e poi facendoli in sostanza risprofondare nel terreno con un intervento di bonifica. Intervento che, sempre a parere dell'accusa, risolse il propblema dei cattivi odori ma non quello dell'inquinamento. A giudizio sono finiti Domenico Di Marzio, 61 anni, di Chieti, responsabile della omonima ditta che seguì i lavori per il sottovia; Roberto Di Marzio, 37 anni, anch'egli di Chieti, direttore dei lavori; Tomasino Salvatori, 56 anni, di Merano ma residente in Ancona, direttore compartimentale infrastruttura delle Ferrovie; Mario Esposito, 47 anni, di Ortona, anch'egli direttore dei lavori; Stefano Morellina, 47 anni, ingegnere foggiano residente ad Ancona, tecnico del progetto del sottovia.
Nell'udienza di ieri, che ha visto la costituzione come parti civili del comitato dei cittadini di Villanova e di quattro residenti attraverso gli avvocati Stefano Crispiani e Carlo Pesaresi, hanno deposto come testi d'accusa anche un tenente dei vigili urbani e Paolo Angeloni dirigente del Servizio ambiente del Comune di Falconara. Angeloni ha rimarcato che, dopo l'ordinanza inviata alle Fs di provvedere ad un'immediata bonifica della zona, il problema di cattivi odori per i residenti fu risolto con gli interventi apportati dalla ditta ma sotto terra l'inquinamento rimase diffuso a macchia di leopardo. Il processo proseguirà il 30 marzo. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Cinzia Molinaro dello studio Scaloni, Marco Maria Brunetti, Lamberto Giusti e Giuliano Milia.

l. mo.

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Da: ‘Corriere Adriatico’ di Ancona del 28-4-2003

La procura ipotizza il reato di emissioni nocive nonostante la perizia abbia escluso un legame con le morti da tumore avvenute nel condominio

Pericoli da elettrosmog, processo all'Enel

Quattro dirigenti a giudizio per la centralina di via Manzoni

Ci sarà un processo, uno dei primi in Italia in tema di elettrosmog, per la cabina di trasformazione elettrica che da trent'anni l'Enel tiene in un condominio di via Manzoni, al quartiere Verbena. La procura ha deciso di citare a giudizio per il reato di "getto pericoloso di cose", punito con l'arresto fino a un mese o un'ammenda di oltre 200 euro, quattro dirigenti di primo piano dell'Enel. Si tratta di Virgilio Tomassini, anconetano di 43 anni, responsabile del compartimento Marche, e dei tre dirigenti che l'hanno preceduto in quel ruolo di vertice: Ettore Puglisi, anconetano di 74 anni, Adriano Formiconi, jesino di 64 anni, e Mauro Curiale, 50 anni, di Ancona. Non è sufficiente, secondo l'inchiesta condotta dal pm Irene Bilotta, rispettare i limiti di legge sulle emissioni di elettrosmog per escludere rischi di ricadute nocive per la salute.
Per questo i capi dell'Enel nelle Marche subiranno un processo per "getto pericoloso di cose", un reato ad ampio spettro, che può andare dalla secchiata d'acqua dal terrazzo al fumo di un falò acceso in campagna, fino appunto all'emissione di sostanze o agenti inquinanti. Nel capo d'imputazione non figurano più i reati più gravi - omicidio colposo e lesioni colpose - ipotizzati all'inizio dell'indagine aperta due anni anni fa da un esposto presentato dall'avvocato Roberto Tiberi per conto di Carlo Mantini e di sua moglie Elvia Felcini, che s'era ammalata di cancro e durante l'inchiesta, dopo mesi di sofferenze e chemioterapia, è morta allungando la scia di lutto nel condominio dove in un paio d'anni cinque inquilini si sono ammalati di cancro e quattro di loro sono deceduti.
"Voglio andare avanti, non è giusto che questo tubercolo stia dentro casa nostra, devono smantellarlo o spostarlo", ci diceva anche ieri Carlo Mantini ripetendo quanto sosteneva all'inizio dell'inchiesta, quando sua moglie lottava ancora contro il cancro e lui s'era convinto che c'entrasse quella centralina che staziona a 85 centimetri dalla sua camera da letto. Un anno dopo la perizia disposta dal gip Bascucci aveva escluso il legame tra l'elettrosmog prodotto dalla centralina Enel e la successione di morti da tumore nella palazzina che la ospita, ma gli esperti non hanno escluso che le emissioni di onde elettromagnetiche da un punto così vicino agli appartamenti siano un potenziale rischio per la salute dei bambini, potendo favorire anzi l'insorgere di leucemie infantili. L'audizione del professor Vittorio Fineschi, medico legale dell'Università di Foggia, aveva accennato alla possibilità di ricadute negative dell'elettrosmog su alcune patologie infantili, anche leucemie, tenendo vivi i sospetto sull centralina piazzata da oltre vent'anni in un seminterrato del palazzo, a pochi centimetri dalle camere da letto del piano superiore. "Ma si tratta di un accenno fatto dal perito a una possibilità puramente teorica - aveva subito precisato l'avvocato difensore Paolo Pauri quasi a voler scongiurare l'eventualità di un processo -, mentre è assodato che non c'è alcun legame con il caso concreto delle morti da tumore avvenute nel condominio di via Manzoni".
Nell'avviso di chiusura indagini, preludio alla citazione diretta in tribunale che la procura ha deciso proprio in questi giorni, il pubblico ministero contesta ai dirigenti Enel di aver provocato, facendo funzionare quella centrale a meno di tre metri da locali abitati, "emissioni pericolose per la salute pubblica per la possibile causazione di leucemia infantile e co-promozione di malattie oncogene".

LORENZO SCONOCCHINI

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a: ‘il Manifesto’ di Roma del 27-4-2003

LA BILANCIA

Vizio italiano

DARIA LUCCA

Settimana di passione a posteriori per la giustizia, quella appena conclusa. Poiché non è successo nulla di eccezionale (si scherza, naturalmente), piace l'idea di trattenersi sui dettagli. Ma in ordine sparso, senza la pretesa di un filo conduttore che non siano le libere associazioni di idee. Cominciamo segnalando un'iniziativa della camera penale di Foggia. Gli avvocati locali hanno deciso di scioperare per un mese (30 giorni), come forma di protesta per la sospensione (udite, udite) del servizio di stenotipia, causa mancanza di fondi. Non si vuole qui fare della facile ironia sulla mancata coerenza degli appartenenti all'ordine forense, grandi critici dello sciopero quando lo indicono i giudici (per un giorno) e poi grandi scioperanti quando la decisione è loro. Né interessa rimarcare la sottigliezza della motivazione, perché il servizio giustizia è in rapporto anche con il servizio stenotipia (e tuttavia, gli avvocati avrebbero forse ragioni più alte per protestare).
Vogliamo soltanto fornirvi una cifra. Sapete quanto hanno speso in quel settore a Foggia nel 2002? Più o meno 200 mila euro. Impossibile al momento sapere se il costo è dovuto alla quantità di parole pronunciate nelle aule foggiane o all'esosità degli stenotipisti pugliesi.
Dagli avvocati ai testimoni, il salto ci porta al processo di Palermo in cui è imputato per concorso esterno in associazione mafiosa il senatore Marcello Dell'Utri. Martedì scorso, il presidente della seconda sezione del tribunale, Leonardo Guarnotta, ha diffidato il fratello dell'imputato, Alberto, a comparire in aula per deporre. E' successo infatti che il teste non si è presentato né la settimana precedente (quando il tribunale era a Roma, residenza del teste, per raccogliere altre deposizioni) né il 22 aprile. E non si è nemmeno degnato di inviare una giustificazione alla sua assenza. Così il presidente lo ha riconvocato per lunedì 28, cioè domani, con diffida.
Dai testimoni, di nuovo agli avvocati. Il difensore di Ahmad Naseer, pakistano, accusato di avere organizzato in Italia un'associazione eversiva finalizzata al compimento di attentati per conto di al Qaeda, non ha trovato di meglio che chiedere la citazione in aula di Osama Bin Laden. Nessuno più del capo di al Qaeda, sostiene l'avvocato Simonetta Crisci, può spiegare i suoi rapporti con il suo assistito all'interno della cellula terroristica più famosa del mondo.
Il processo in questione si aprirà il prossimo 5 maggio nell'aula bunker di Rebibbia a Roma, contro un gruppo di musulmani. L'iniziativa è tanto provocatoria quanto perditempo (oltreché di dubbia efficacia).
Ecco, questo forse è il filo conduttore della settimana: il permanere nella cultura dei difensori italiani del mai tramontato sistema della perdita di tempo (in vista di miracoli, amnistie e più realisticamente prescrizioni).
Se pensate che l'associazione di idee sia con le note vicende milanesi Imi-Sir Lodo Mondadori, siete dei sospettosi.