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Anno 3, n. 88 IN
QUESTO NUMERO
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LINK-IOSTRO DELLA RETE Selezione di articoli tratti dai siti che si occupano di mass media e
giornalismo Un
comitato ci difenda dalle domande dei giornalisti di
SELVAGGIA LUCARELLI (*) FACENDO
una ricerca su internet mi sono resa conto che in Italia esistono comitati
per la salvaguardia di qualsiasi cosa. Si va da quello «per la
salvaguardia degli affluenti del fiume Sesia» a quello «per la sicurezza
ed i diritti del pedone», da quello «per la tutela del delfino Filippo»
(tursiope che nuota nel golfo di Manfredonia) a quello «per la
salvaguardia del frutteto della Canonica di Vezzolano». Per
carità, tutte cause nobili, ma viene da pensare che a questo punto, uno
di questi giorni, qualcuno penserà di istituire un «comitato per la
salvaguardia dell'unghia incarnita», affinchè non venga sottoposta al
brutale ed incivile rito dell'asportazione. Parlando seriamente, io
fonderei un «comitato per la difesa dei familiari delle vittime di
omicidi affinché diventi illegale sottoporli alle domande ricorrenti di
intervistatori particolarmente acuti». Mi
spiego. È mai possibile che di fronte a persone colpite da tragedie
disumane quali l'assassinio di un figlio, ad un giornalista su due venga
puntualmente in mente la brillante idea di chiedere: «Come ha reagito
quando ha saputo l'accaduto?». Cosa
mai potrà rispondere un padre affranto? Cari lettori, vi lascio
indovinare quale delle due risposte è quella esatta: a)
«Sono rimasto sconvolto, non riuscivo a crederci». b) «Sono andato al
centro ingrosso di fuochi pirotecnici e ho comprato una cassa di girandole
luminose». Altra
domanda ricorrente: «Cosa ha pensato quando ha visto suo figlio riverso a
terra in un lago di sangue? a)
«Ero completamente sotto shock, ho cercato di rianimarlo, ero disperato».
b)
«Che l'indomani probabilmente avrebbe saltato la lezione di nuoto ed era
un peccato perché nello stile a rana aveva il miglior tempo tra gli
allievi del corso». E
ancora: «Cosa ha fatto, ha chiamato aiuto?». Indovinate un po' la
risposta: a)
«Sì, ho immediatamente chiamato un'ambulanza». b)
«Ho passato immediatamente lo straccio che il cotto è terribile, se non
pulisci subito, la macchia non viene più via!». Poi
c'è una domanda-tipo che mi fa letteralmente uscire il fumo dalle narici:
«Ha perdonato il suo assassino?». Lascio a voi decidere qual è la
risposta più credibile: a)
«Sono troppo sconvolto per poter solo valutare l'ipotesi». b)
«Come no, anzi, ho prenotato per stasera due posti al roof garden
dell'hotel Hassler, sa com'è, sorseggiando un buon vino si chiacchiera
meglio!». Ed
infine, il quesito più classico e arguto di tutti: «Le manca suo figlio?».
Qui,
miei cari lettori, la scelta tra le due opzioni si fa più complessa: a)
«Ci ha lasciato un dolore immenso e non so come faremo a spegnerlo». b)
«Ha lasciato il computer acceso e ora non so come si fa a spegnerlo». | |||||||||||||