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Anno 3, n. 88
5 maggio 2003

IN QUESTO NUMERO

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Selezione di articoli tratti dai siti che si occupano di mass media e giornalismo

 

Un comitato ci difenda dalle domande dei giornalisti

 

di SELVAGGIA LUCARELLI (*)

 

FACENDO una ricerca su internet mi sono resa conto che in Italia esistono comitati per la salvaguardia di qualsiasi cosa. Si va da quello «per la salvaguardia degli affluenti del fiume Sesia» a quello «per la sicurezza ed i diritti del pedone», da quello «per la tutela del delfino Filippo» (tursiope che nuota nel golfo di Manfredonia) a quello «per la salvaguardia del frutteto della Canonica di Vezzolano».

Per carità, tutte cause nobili, ma viene da pensare che a questo punto, uno di questi giorni, qualcuno penserà di istituire un «comitato per la salvaguardia dell'unghia incarnita», affinchè non venga sottoposta al brutale ed incivile rito dell'asportazione. Parlando seriamente, io fonderei un «comitato per la difesa dei familiari delle vittime di omicidi affinché diventi illegale sottoporli alle domande ricorrenti di intervistatori particolarmente acuti».

Mi spiego. È mai possibile che di fronte a persone colpite da tragedie disumane quali l'assassinio di un figlio, ad un giornalista su due venga puntualmente in mente la brillante idea di chiedere: «Come ha reagito quando ha saputo l'accaduto?».

Cosa mai potrà rispondere un padre affranto? Cari lettori, vi lascio indovinare quale delle due risposte è quella esatta:

a) «Sono rimasto sconvolto, non riuscivo a crederci». b) «Sono andato al centro ingrosso di fuochi pirotecnici e ho comprato una cassa di girandole luminose».

Altra domanda ricorrente: «Cosa ha pensato quando ha visto suo figlio riverso a terra in un lago di sangue?

a) «Ero completamente sotto shock, ho cercato di rianimarlo, ero disperato».

b) «Che l'indomani probabilmente avrebbe saltato la lezione di nuoto ed era un peccato perché nello stile a rana aveva il miglior tempo tra gli allievi del corso».

E ancora: «Cosa ha fatto, ha chiamato aiuto?». Indovinate un po' la risposta:

a) «Sì, ho immediatamente chiamato un'ambulanza».

b) «Ho passato immediatamente lo straccio che il cotto è terribile, se non pulisci subito, la macchia non viene più via!».

Poi c'è una domanda-tipo che mi fa letteralmente uscire il fumo dalle narici: «Ha perdonato il suo assassino?». Lascio a voi decidere qual è la risposta più credibile:

a) «Sono troppo sconvolto per poter solo valutare l'ipotesi».

b) «Come no, anzi, ho prenotato per stasera due posti al roof garden dell'hotel Hassler, sa com'è, sorseggiando un buon vino si chiacchiera meglio!».

Ed infine, il quesito più classico e arguto di tutti: «Le manca suo figlio?».

Qui, miei cari lettori, la scelta tra le due opzioni si fa più complessa:

a) «Ci ha lasciato un dolore immenso e non so come faremo a spegnerlo».

b) «Ha lasciato il computer acceso e ora non so come si fa a spegnerlo».

 

Da: ‘Il Tempo’ di Roma del 29 aprile 2003