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DIFFAMAZIONE
Diffamazione, torna il carcere per i giornalisti
Roma
(Adnkronos) - Fino a tre anni di carcere ai giornalisti condannati per
diffamazione. Lo prevede la legge approvata in sede referente dalla
commissione Giustizia della Camera, corretta da un emendamento di Forza
Italia che ha determinato le dimissioni per protesta del relatore di An
Gianfranco Anedda. Mentre l'Ulivo insorge, denunciando ad un tempo ''una
nuova intimidazione alla liberta' di informazione'' e la nuova divisione
interna alla maggioranza.
Mentre a Montecitorio arriva il segretario della Fnsi, Paolo Serventi
Longhi, il diessino Beppe Giulietti parla di una ''vicenda gravissima e
sconcertante''. E avanza la richiesta all'aula di ''radicale modifica o
annullamento'' della legge approvata in commissione. ''Quanto accaduto e'
ancor piu' sbalorditivo -sottolinea- perche' il blitz e' intervenuto su un
provvedimento senza problemi, rispetto ad un testo concordato''.
Nel risultato del voto sono state determinanti le molte assenze. ''I Verdi
-precisa Paolo Cento- non hanno partecipato oggi ai lavori della
commissione Giustizia, per protestare contro l'ennesima prova di regime da
parte di Forza Italia. Le norme sul carcere per i giornalisti sono
gravissime. Nel nostro Paese si configura sempre piu' il rischio che venga
instaurato un regime''.
''La Cdl -fa eco il rappresentante della Margherita in commissione
Giustizia Pierluigi Mantini- vuole l'immunita', impunita' per i politici
eccellenti e il carcere per i giornalisti. Il colpo di mano di Fi in
commissione e' inaccettabile. Non puo' che essere inquadrato nella 'logica
di regime' con la quale si intendono aumentare i controlli sulla liberta'
di informazione''.
Da: www.og.puglia.it dell’8-5-2003
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