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Anno 3, n. 89 IN
QUESTO NUMERO
IL
PROSSIMO NUMERO | |||||||||||||
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FOGGIA, ITALIA Come
e dove si parla di Foggia e dei foggiani Da:
‘Il Messaggero’ di Roma del 12-5-2003 Raffica
di arresti a Bari e a Napoli Traffico
di bambini e di organi: sgominata una banda di ucraini FOGGIA
- I presunti componenti di una associazione per delinquere finalizzata al
traffico di bambini e di organi, riduzione in schiavitù e induzione alla
prostituzione sono stati arrestati dai carabinieri del reparto operativo
provinciale di Foggia nelle città di Bari e Napoli. Le persone arrestate
sono tutti cittadini ucraini. Secondo le accuse la banda di malviventi
avrebbe venduto bambini, la gran parte appena nati, ad acquirenti per un
importo fino a 50.000 euro. Alcuni
mesi fa - secondo gli investigatori - i carabinieri di Foggia avevano
ricevuto una serie di segnalazioni riguardanti l'esistenza di un traffico
di bambini provenienti dall' Ucraina, di organi umani e di un ampio giro
di prostituzione. I militari hanno effettuato lunghe indagini tra Napoli e
Bari, che, alla fine, hanno portato a smantellare l' organizzazione
criminale. Pochi
i particolari finora resi noti della vicenda. Dalle indagini sarebbe
emerso che in alcuni casi il gruppo di malviventi faceva prostituire donne
provenienti dall’Ucraina e, quando queste rimanevano incinte, le
obbligava a portare a termine la gravidanza, in modo da sottrarre loro i
bambini, appena nati, e venderli. Delle indagini si è occupata anche la
Procura Antimafia di Bari. ==== Da:
‘Il Messaggero’ di Roma dell’11-5-2003 L’AGENZIA
DI VOLO Allarme
sicurezza: troppi scali senza radar ROMA
- Aeroporti privi di radar per i movimenti a terra, altri di primo piano
senza piste di rullaggio parallele a quelle di volo, nove scali dove
mancano radar di avvicinamento, 8 invece dove sono assenti le torri di
controllo e tutto è affidato all'abilità dei piloti. È un
allarme-sicurezza per la circolazione aerea e gli scali italiani quello
che emerge dalla lettura del Rapporto 2002 appena elaborato dall'Agenzia
nazionale per la sicurezza del volo, nel quale si fa il punto dell'attività
investigativa svolta nel 2002 su carenze, disservizi e incidenti nel
settore dell'aviazione civile. Il bilancio dell'anno scorso conta 3
incidenti nel trasporto aereo nazionale e 16 inconvenienti gravi. Nel
Rapporto, l'Agenzia di sicurezza (operativa dall'ottobre 2000 e presieduta
da Bruno Franchi) esprime parere contrario all'affidamento ai gestori
degli scali responsabilità tecniche sulla sicurezza e sulla gestione
delle emergenze: «La maggior parte dei gestori - è il giudizio
conclusivo - sono sprovvisti di strutture adeguate e professionalità
adatte al mantenimento di elevanti standard di sicurezza». Sul piano
numerico, sono stati 37 i casi di Airprox (la vicinanza di due aerei in
volo tale da erodere i margini minimi di sicurezza) nel 2002, 15 in meno
del 2001. Ventisette i casi di Runway Incursion (termina con il quale si
indica il coinvolgimento di un aereo, o altro soggetto che abbia creato il
rischio di collisione o prodotto una diminuzione della separazione minima
prevista con un aereo in fase di decollo), tra il 2001 e 2002, di cui 16
di grave entità e uno culminato nel drammatico incidente di Linate
nell'ottobre del 2001. L'Agenzia ha rilevato che molte piste degli
aeroporti italiani risultano tuttora prive di apparati Ils (instruments
Landing System) e quindi di procedure di atterraggio strumentale. Negli
scali di Alghero, Ancona, Bari, Bergamo, Orio al Serio, Lamezia Terme,
Lampedusa, Pantelleria e Ronchi dei Legionari manca il servizio radar di
avvicinamento. Tuttora mancanti, come già denunciato in precedenti
rapporti, i servizi di Torri di Controllo sugli scali di Albenga, Bolzano,
Crotone, Foggia, Lampedusa, Parma, Perugia e Trento, così da «lasciare
sostanzialmente ai piloti la totale responsabilità delle operazioni di
volo nella zona di aerodromo. Diversi aeroporti nazionali in più, non
hanno vie di rullaggio che scorrano parallele all'intera pista di volo,
obbligando così gli aeromobili a rullare sulla stessa pista di volo, con
conseguenti indesiderate sollecitazioni delle macchine, possibili danni
alle strutture aeroportuali e agli aerei. ==== Da:
‘Il Messaggero’ di Roma del 10-5-2003 ANCONA Due marinai “in fuga" dalla caserma avrebbero visto l’incidente in cui morì il maresciallo Schianto,
testimoni fantasma di
GIAMPAOLO MILZI Si
apre anche il giallo di due testimoni non identificati, due marinai quel
giorno “in fuga", e cioè fuori della caserma senza permesso, nel
processo sullo schianto stradale in cui il primo aprile 2000 perse la vita
il maresciallo 35enne Luigi Cannito, originario di Manfredonia in forze
presso la Capitaneria di Porto di Ancona. Dei due militari, che avrebbero
assistito allo scontro lungo la “Strada degli zingari" (la vecchia
Cameranense) tra il Furgone Mercedes condotto dall'anconetano Massimiliano
Fattori, imputato con l'accusa di omicidio colposo, e la Ford Escort
guidata dalla vittima, si era già parlato in udienza. Quel giorno, anche
loro in auto, si sarebbero trovati subito dietro il furgone, nel suo senso
di marcia (in direzione Ancona-Numana). A loro avviso il mezzo, seguendo
la vettura di Cannito, avrebbe sbandato, urtandola violentemente e finendo
con essa fuori strada. Una versione che avvalorerebbe la ricostruzione del
sinistro - verificatosi subito dopo la curva della vecchia Cameranense nel
tratto all'altezza del bivio che sale verso Varano, proprio a poche decine
di metri dalla casermetta della Marina dove prestavano servizio i due
militari assieme alla vittima - fornita ieri in aula dal consulente
ingegner Della Monaca. Per l'esperto il furgone avrebbe tamponato
lateralmente, con la parte anteriore destra del cofano, la parte destra
della Ford di Cannito. Una dinamica confermata a suo avviso dal fatto che
le ruote del camioncino, ribaltatosi, furono trovate girate a sinistra
“sotto sterzo". Quanto
alla versione dei due marinai, va valutata con le “molle", visto
che fu riferita dagli stessi a un amico della vittima, Domenico Valente,
il quale a sua volta la confidò tempo dopo ad Antonia Di Trani e Elvira
Di Candia, rispettivamente madre e sorella del defunto, mentre si
trovavano vicino alla tomba dello stesso, nel cimitero di Manfredonia. «Luigi
ve l'hanno ammazzato, il furgone sbandava seguendo la sua auto, volevamo
avvertire Luigi del pericolo, ma non ci siamo riusciti», questo si
sarebbe sentito raccontare Valente dai due e lo avrebbe riferito alle
donne (costituitesi parte civile tramite l'avvocato Argentieri). Che hanno
chiesto a Valente i nomi dei testmoni, ma egli - hanno detto in aula - si
rifiutò per “coprirli", visto che il giorno dell'incidente erano
in uscita non autorizzata dalla vicina caserma. Opposta, e favorevole
all'imputato, difeso dall'avvocato Vittorio Minucci, la dinamica
ricostruita dai carabinieri che fecero i rilievi. Il furgone di Fattori
proveniva da Numana verso Ancona e si sarebbe visto arrivare contro dal
senso opposto la Ford di Cannito. Essenziale, quindi, la testimonianza di
Valente e dei carabinieri che saranno in aula il 3 ottobre, per l'udienza
che dovrebbe concludere il processo. ==== Da:
‘Il Resto del Carlino’ di Bologna del 10-5-2003 Ancona Liscio
come l'olio marchigiano PESARO
— Si è conclusa l'edizione 2003 de «L'Orciolo d'Oro», il prestigioso
concorso nazionale organizzato dall'Enohobby Club dei Colli Malatestiani,
diventato un appuntamento consolidato per tutti i produttori di olio che
intendono farsi conoscere in tutta Italia. L'Orciolo, che comprende la 12ª
edizione del concorso nazionale oli extra vergini di oliva e la 4ª del
concorso nazionale oli biologici, è promosso da Provincia di Pesaro e
Urbino, Comune di Gradara, Camera di Commercio di Pesaro e Urbino ed è
patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, dalla
Regione Marche a dall'Associazione Nazionale Città dell'Olio. Nei
giorni scorsi si sono svolte le selezioni degli oli ad opera delle
commissioni presiedute da Giuseppe Fontanazza e dalla presidente dell'Enohobby
Club Marta Cartoceti. Le commissioni erano composte da degustatori
provenienti da tutte le regioni d'Italia, regolarmente iscritti
nell'elenco ministeriale e appartenenti a diverse associazioni di
degustatori (Olea, Onaoo, Umao), o indipendenti. La classifica finale è
il risultato di tre prove successive ad eliminatoria ed è elaborata su un
programma di calcolo appositamente studiato che ha determinato anche la
categoria di fruttato a cui assegnare gli oli in gara. Le
aziende partecipanti sono state oltre 200 e i risultati saranno presentati
questa sera alla locanda del Borgo antico di Montemaggiore. La premiazione
(compresa quella del Concorso nazionale vini "Bollino dell'Enohobby")
si terrà il 28 giugno, durante la settimana del gusto programmata a
Gradara. Ecco i vincitori per categorie. 12° concorso nazionale oli
extravergine d'oliva, categoria fruttato intenso: 1° Falconero Dop Valli
TrapanesiFontanasalsa (Trapani); 2° San CornaioAzienda Caruso
RaffaeleZungoli (Avellino); 3° M.B. Biancolilla Fontanasalsa(Trapani).
Categoria fruttato medio: 1° Arenaro di De Feo Maria Acquavella di
Castelvellino (Salerno); 2° SaeculumAzienda Agricola Villa
PonteChiaramonte (Ragusa); 3° CetroneSonnino (Latina). Categoria Fruttato
Leggero: 1° L'AffioratoGalantinoBisceglie (Bari); 2° Gabrielloni &
C. Recanati (Macerata); 3° Le PeraccioleMassa Lubrense (Napoli); 4°
Concorso nazionale oli biologici "L'Orciolo d'oro". Categoria
fruttato intenso:1° Biobelice diPartanna (Trapani); 2° Masseria
Franciosa bioTorrecuso (Benevento), 3° Titone TitoneMarsala (Trapani);
Fruttato medio: 1°Villa Zottopera RossoRagusa (Ragusa); 2° Mongibello
Team 4 x 4Buccheri (Ragusa); 3° Penisola Sorrentina Li Portali di Galano
SalvatoreSorrento (Napoli); Fruttato leggero: 1° Terrae MaiorisTorre
Maggiore (Foggia); 2° San Martino PersianiAtri (Pescara); 3° Falarco
Galiardi GiordanoCartoceto (Pesaro e Urbino). Le
aziende pesaresi premiate con la distinzione per il 12° Concorso
nazionale oli extravergini di oliva: Azienda agraria Ita di Pesaro,
Guerrieri diPiagge, La CollinaCartoceto; Scatassa di Talacchio di
Colbordolo; Colomboni diSan Costanzo; Orazietti diFano; Marcolini diVilla
Betti; Venturi Agape di Sassocorvaro. 4° Concorso nazionale oli
biologici:Azienda Galiardi diCartoceto, Pietraviva di Pesaro, Serafini
diCartoceto.12° Concorso nazionale oli extravergini di oliva: Azienda
agraria ItaPesaro, Carmine diTorrette (Ancona); Guerrieridi Piagge, La
CollinaCartoceto, Scatassa di Talacchio di Colbordolo tutti di Pesaro e
Urbino, Cestini Spinetoli (Ascoli), Colomboni diSan Costanzo, Orazietti
diFano (Pesaro e Urbino), Gabrielloni & C.Recanati, Marcolini diVilla
Betti (Pesaro e Urbino), Guaitini diRecanati, Montenovo di Ostra Vetere,
Rosini diSan Paolo di Jesi, Venturi Agape Sassocorvaro. 4° Concorso
nazionale oli biologici: Galiardi diCartoceto, Pietraviva diPesaro,
Serafini diCartoceto. Davide Eusebi ==== Da:
‘Il Nuovo.it’ del 9-5-2003 Fischietti
rosa, ecco la cuoca di Collina Al debutto in serie D altre 4 donne: Marlene Arcangioli di Viareggio si allena con il più famoso arbitro italiano. E confessa: "E'
prodigo di consigli, stare con lui è il massimo per imparare". ROMA
- Fa la cuoca come mestiere, ma la passione è quella dell'arbitro. Nata
per scommessa. E come 'maestro' un collega d'eccezione, Pierluigi Collina.
Non è una storia ordinaria quella di Marlene Arcangioli di Viareggio,
domenica al debutto come direttore di gara tra gli uomini, in serie D.
Perché di donne arbitro oramai ce ne sono, ma di 'allieve' del numero uno
al mondo ancora nessuna. Ha
cominciato per scommessa l'avventura di arbitro e domenica, dopo anni
passati sui campi roventi della promozione e poi su quelli del calcio
femminile, farà il suo debutto, insieme ad altre tre colleghe, nella
serie D maschile. Merito anche dei pomeriggi interi trascorsi sul campo
viareggino a studiare assieme al numero 1: "Ho la fortuna di
allenarmi con Collina - dice - è prodigo di consigli e suggerimenti
preziosi. Allenarmi con lui è il massimo". Dopo
il debutto delle prime quattro donne arbitro domenica scorsa, la serie D
raddoppia con altre quattro giacchette rosa, nell'ultima giornata del
campionato regolare, prima di play off e play out. Sarà la prima volta di
altre quattro ragazze, tra le quali Marlene Arcangioli (designata per
Faenza-Riccione) spicca sì, ma solo per il compagno di allenamento:
quanto a capacità di controllare partita e calciatori in campo,
assicurano i responsabili Aia di settore, le nuove sono tutte da
promozione. Con Marlene, sarà la prima volta per Sabina De Nitto, 28
anni, di Brindisi (Termoli-Astrea), Lucia Abruzzese, 27 anni di Foggia (Ferentino-Anagni)
e Tiziana Capria, 31 anni, di Vibo Valentia (Nuova Nardò-Fortis Trani). Ma
è chiaro che i riflettori sono tutte per la donna-arbitro di Viareggio.
"Sono arrivata al calcio praticamente per una scommessa",
racconta Arcangioli, tra un piatto e l'altro preparato a Massarosa, in
provincia di Viareggio. "Il pallone non mi piaceva, e quando il mio
fidanzato mi chiedeva di accompagnarlo allo stadio per vedere la partita,
dicevo subito no: alla fine, quasi per ripicca, la situazione si è
ribaltata. E ora eccomi qui, dopo cinque anni di calcio femminile il
debutto tra gli uomini, in serie D". Oltre
all'arbitraggio, ha un'altra passione: "Faccio la cuoca in una
multinazionale, la mia prima attività è il catering". Festeggerà,
ovviamente, invitando Collina e gli altri amici a una cena interamente
preparata da lei ("alla prima in Eccellenza mi limitai a una torta, e
a Collina piacque"): tra le specialità previste i suoi piatti forti,
risotto al farro e branzino al sale. Ma, oltre ai fornelli, deve essere
altrettanto divertente allenarsi allo stadio dei Pini di Viareggio insieme
con il direttore di gara unanimemente considerato il numero 1 al mondo:
"Sì, è vero - ammette Michelangioli - ho la fortuna di allenarmi
con Collina, e con Pieri. Mi capita spesso di arbitrare nelle partitelle
di allenamento, e in un'occasione l'ho perfino diretto in una partita, a
Firenze, fra la nazionale degli arbitri e dei giornalisti: Collina
giocatore? Non è falloso, e soprattutto non protesta mai...". Ci
sono occasioni, però, in cui l'arbitro della finale Mondiale 2002 qualche
rimprovero sulle decisioni lo tira fuori. Ma solo su richiesta.
"Accetta le decisioni - spiega l'arbitro-cuoca - però se io chiedo
indicazioni sulle scelte, mi fa dei rilievi. Fuori dalle partitelle,
invece, è prodigo di consigli e suggerimenti, per esempio sugli
spostamenti in campo, sulle diagonali, sui vantaggi da applicare: insomma
prepararmi con lui è il massimo. Però mi rimane un sogno: vorrei un
giorno fare il suo guardalinee". Storie di donne arbitro insomma, e
non solo come allieve di Collina. Lucia Abruzzese, ad esempio, di ex
direttori di gara famosi può ringraziarne altri: "Voglio ricordare
il coraggio di Romeo Paparesta, padre dell'attuale arbitro Gianluca ed ex
fischietto anche lui - dice - Una donna arbitro deve sempre superare,
oltre alle difficoltà della partita, i pregiudizi degli uomini: Paparesta
invece mi fece tornare in campo solo quattro mesi dopo la nascita di mia
figlia Beatrice". Così il debutto di sabato sarà anche un fischio
per la parità: e anche il maestro Collina ne sarà di sicuro felice. (9 MAGGIO 2003, ORE 15:25) ==== Da:
‘Il Nuovo.it’ dell’8-5-2003 Mastroberardino:
al Sud ci vorrebbe più Stato Fare impresa nel Mezzogiorno tra tradizione e innovazione. Tornando al
vino pompeiano e usando internet e marketing d'avanguardia. Un'etichetta
che ha fatto il giro del mondo e ora punta al mercato italiano. di Fernanda Alvaro GLI IMPRENDITORI CHE HANNO
SFIDATO LA CRISI
ROMA-
Il terremoto dell'Irpinia ha completamente distrutto il palazzo di
famiglia e mandato in frantumi 48mila bottiglie di Taurasi, ma ci vuole
ben altro per fermare una famiglia che produce vino da oltre trecento anni
(se si dà per buono quel riferimento catastale datato 1734 e riferito a
Pietro Mastroberardino venuto al mondo, in quel di Atripalda nel 1695). Imprenditori
del vino, è il caso di
dirlo, i Mastroberardino, lo sono ufficialmente dal 1878, quando Angiolo
iscrisse l'azienda vinicola alla Camera di commercio creando così
un'impresa arrivata a produrre circa due milioni e quattrocentomila
bottiglie in 300 ettari per un fatturato 2002 di 14 milioni di euro. Piero
Mastroberardino, 37 anni, professore di Economia e gestione d' impresa
all'università di Foggia, è il presente e il futuro. Con suo padre,
Antonio, presidente, gestisce in maniera moderna l'impresa familiare che
oggi ha 50 dipendenti fissi che raddoppiano nel periodo di vendemmia con
gli stagionali. Reduce da un tour
de force per la presentazione di Villa
dei misteri (il vino prodotto all'interno della cinta muraria degli
scavi di Pompei con le stesse tecniche di coltivazione precedenti alla
grande eruzione nato da un progetto condiviso con la Soprintendenza
archeologica), si prepara
al solito maggio. "E' un mese tradizionalmente
importante" - dice, dopo aver
battutto all'asta fino a 850 ?
a lotto, l'ultimo nato. Dunque, l'economia, almeno quella del vino, va? Dopo
un periodo di notevole euforia che ci ha accompagnato fino al 2001, direi
che ora non siamo in una fase di crescita. Certo, non ci sono passi
indietro e visto il momento non proprio favorevole ai consumi che stiamo
attraversando, direi che non possiamo lamentarci.
Insomma, noi continuiamo lentamente a
crescere e a fare più occupati. Vendete più in Italia o più all'estero? E'
dal 1890 che esportiamo, mio nonno e il mio bisnonno hanno viaggiato
moltissimo in quei Paesi dove gli italiani si erano andati a stabilire per
lavoro. Nord e Sud America, Argentina,
sono stati i nostri primi mercati. Ora stiamo registrando una bella
crescita nel mercato interno. E così, se fino a qualche anno fa le
percentuali si dividevano 60 Italia e 40 estero (Usa, Giappone, Canada,
Germania...) adesso sfioriamo il 75%
in Italia. Radici Taurasi, Naturalis Historia, Avalon, Avellanio Aglianico,
Plinius Falanghina e ora Villa dei Misteri nato da vitigni autoctoni
Piedirosso e Sciascinoso scelti sulla scorta di ritrovamenti archeologici,
studi botanici, bibliografici...insomma,
si studia intorno al vino. Avete avuto, chiesto, aiuti statali? In
verità, a parte il credito d'imposta che ci è stato esteso soltanto per
l'anno appena passato, direi
di no. Le agevolazioni, nel nostro settore, vanno ai piccoli, alle imprese
giovani, e noi non siamo assimilabili né alla prima, né alla seconda
tipologia. Da imprenditore del Sud, ritiene che qualcosa sia cambiato in questi
anni? Nel bene e nel male,
s'intende... Nel
Mezzogiorno ci sono esperienze imprenditoriali d'eccezione, si lavora tra
tradizione e innovazione, che
però non hanno il giusto supporto esterno. Non c'è quel collante che
dovrebbe essere garantito dalle istituzioni. Tuttavia devo ammettere è più
facile il rapporto con Roma che con la Regione. Insomma, la burocrazia è
migliorata al centro e peggiorata localmente. (8 MAGGIO 2003; ORE 11:40) ==== Da:
‘La Nazione’ dell’8-5-2003 Arezzo Maxi
sequestro di fuochi d'artificio in una palazzina: «Potevano
farla saltare» AREZZO
— Oltre tre quintali di fuochi d'artificio, tutti di genere vietato e ad
altissimo potenziale esplosivo, sono stati rinvenuti questa mattina, alle
prime luci del giorno, dai carabinieri di Arezzo in un magazzino di una
ditta edile ubicato nel sottoscala di uno stabile con numerosi abitazioni
private (in via IV novembre). Al
termine di alcuni appostamenti, i militari, coordinati dal comandante
della stazione di Arezzo, ieri hanno fatto irruzione nel seminterrato.
Dopo aver scoperto una botola accuratamente nascosta, hanno trovato alcune
migliaia di razzi, bombe-carta ed altro materiale esplosivo di vario
genere, tra cui i pericolosissimi «Rambo 3», «Bombard» e «Enterprise
4000», tutti tristemente famosi per la micidiale potenza di deflagrazione
ed iscritti nelle tabelle a massimo rischio di incolumità e non di libera
vendita. Due
le persone denunciate dai carabinieri per detenzione illecita di materiale
esplosivo: il proprietario dei fuochi d'artificio, un aretino di 50 anni
già conosciuto dalle forze di polizia per analoghi reati, ed il
proprietario del magazzino, un quarantenne di Foggia, anch'egli
pregiudicato. Di altissimo potenziale la carica complessiva del materiale
sequestrato, che secondo i carabinieri sarebbe stato in grado, per uno
scoppio accidentale, di far saltare in aria l'intera palazzina della
centrale via di Arezzo. ==== Da:
‘Il Centro’ di Pescara del 7-5-2003 CONDANNA Sei
mesi per un furto di hi-fi Il
giudice unico del tribunale di Lanciano Tullio Moffa ha condannato a 6
mesi di reclusione e 200 euro di multa (pena non sospesa) Luigi Scarano,
originario di San Marco in Lamis (Foggia). L'uomo era accusato di furto
aggravato. Era stato arrestato alcune settimane fa all'uscita autostradale
di Val di Sangro dai carabinieri di Atessa, perché ritenuto responsabile
del furto di alcuni impianti hi-fi sottratti da auto parcheggiate nel
centro della cittadina. Con lui erano finiti in manette altre due persone,
processate nei giorni scorsi. Si tratta di Antonio Cerrone, condannato a 4
mesi di reclusione e 200 euro di multa, e Michele Limusani, che è stato
invece assolto dalle accuse. ==== Da:
‘il Centro’ di Pescara del 7-5-2003 VASTO - SAN SALVO Droga
nascosta sotto i cartelli stradali Quattro
in manette e 6 denunciati OPERAZIONE ON THE ROAD Paola
Calvano VASTO.
Quattro arresti per detenzione a fini di spaccio di stupefacenti, sei
denunce, venti segnalazioni al prefetto, 20 grammi di cocaina e dieci di
hascisc sequestrati. Sono i primi risultati dell'operazione "On the
road", dei carabinieri dei comandi di Vasto e San Salvo, supportati
da unità cinofile arrivate da Chieti e dai colleghi delle compagnie di
Cerignola e Lanciano. Tutto
è cominciato a settembre 2002. Individuati e arrestati a San Salvo alcuni
spacciatori pugliesi, i militari hanno continuato a indagare sui
collegamenti fra la Puglia e l'Abruzzo, per scoprire i canali di
rifornimento del Vastese. Sono così partiti pedinamenti e
intercettazioni. Sono state necessarie 500 ore di intercettazioni
telefoniche e ben 100 pedinamenti più numerose videoregistrazioni. Poi
quindici giorni fa la svolta. I carabinieri hanno compreso che era
arrivato il momento di passare al piano esecutivo. Fondamentale una
telefonata. «Vai al chilometro...», ordinava una delle persone tenute
sotto controllo. A quella telefonata ne sono seguite altre più o meno
uguali. Ogni volta veniva indicato un punto della statale Adriatica o
della Trignina in cui si trovava un segnale stradale, una pietra miliare,
un cassonetto. I carabinieri hanno cominciato a controllare ogni giorno le
strade. In base al materiale raccolto dai militari quindici giorni fa il
gip Paolo Di Croce ha disposto le prime due misure di custodia cautelare.
A finire in manette Rosario Russo 42 anni di Cerignola (considerato il
personaggio chiave) e D.D. 32 anni di Lanciano (quest'ultimo già rimesso
in libertà). Nel corso della stessa operazione sono stati denunciati sei
giovani, A.Z., 29 anni, T.L.27, T.R. 29,R.V.37, D.T.30 di San Salvo e M.S.
di Vasto e segnalati al prefetto venti ragazzi in qualità di assuntori.
Le indagini non si sono fermate. I carabinieri hanno continuato a fare
appostamenti. Lunedì durante uno dei tanti servizi hanno sorpreso altri
due ventenni di Bari, Angelo Napoleone e Gianvito Palmisano con venti
grammi di cocaina nascosti nella custodia di un rullino fotografico. I due
giovani erano a Vasto Marina e si spacciavano per turisti. Da chiarire
ancora la loro posizione e il loro canale di rifornimento. VASTO
- SAN SALVO OPERAZIONE IN CORSO Cocaina e sesso, dodici arresti A
Termoli festini con i Vip TERMOLI.
Importavano droga, soprattutto cocaina, dal Foggiano, per poi smistarla
verso altre località del centro-nord. Quella che restava a Termoli
(Campobasso), invece, la utilizzavano per organizzare festini in locali e
case private con personaggi in vista della zona. L'organizzazione è stata
sgominata dai carabinieri della cittadina molisana, che hanno eseguito 12
ordinanza di custodia cautelare in carcere (uno era già in cella da
dicembre) emesse dalla procura della Repubblica di Larino, che ora intende
interrogare i circa 400 partecipanti ai festini. Il gruppo, collegato alla
criminalità organizzata pugliese, operava nella cittadina adriatica, nel
Foggiano, in Abruzzo e in Emilia Romagna. Il giro è stato scoperto a
dicembre, quando in autostrada venne arrestato un giovane con 800 grammi
di cocaina. I 12 componenti della gang, tutti di età compresa tra i 25 e
i 35 anni e originari di Termoli (sono 5), Cerignola (Foggia) e San Salvo,
di cui i carabinieri non hanno per ora reso noto i nomi dato che
l'operazione è in corso, coinvolgevano nei loro party personaggi in vista
della zona, professionisti e commercianti, ai quali venivano proposte
feste a base di cocaina e donne del luogo. A
queste ultime, secondo gli investigatori, veniva offerta droga in cambio
di rapporti sessuali, anche collettivi, con gli invitati. Tra gli
arrestati, solo i tre di Cerignola erano già conosciuti dalle forze
dell'ordine. Per l'operazione, denominata "Highlander", sono
stati impiegati complessivamente 140 carabinieri, con unità cinofile
addestrate alla ricerca di stupefacenti ed elicotteri. I militari hanno
effettuato 36 perquisizioni in varie località d'Italia. ==== Da:
‘Corriere delle Alpi’ di Belluno del 7-5-2003 ALPAGO Zoldo.
Il giovane Edoardo Scussel non nasconde la delusione per
le elezioni ritardate: «Abbiamo solo pochi mesi» Minisindaco
pronto a lavorare col Parco Nei prossimi giorni l'incontro con Bonan e il convegno in Puglia ZOLDO.
Il mini-sindaco Edoardo Scussel ha nominato tre assessori: Fabio Badin
alla scuola, Luca De Rocco all'ambiente e Milia Uccel ai giovani. Il
quarto assessore verrà scelto tra Eva Lovat della II A e Karin Uccel
della II B. «La prossima settimana», spiega Scussel, «scioglierò la
riserva del quarto assessore. Ci aspettano, intanto, alcuni impegni». «A
metà mese», spiega il mini-sindaco, «andremo a Feltre per parlare con
il presidente del Parco Dolomiti Bellunesi Valter Bonan al quale
spiegheremo il progetto iniziato due anni fa in Siclia durante l'incontro
con gli altri minisindaci e quali sono le altre iniziative che abbiamo in
serbo, per non lasciare nullal di intentato in occasione del convegno in
Puglia». Della delegazione per Feltre faranno parte, oltre, al
minisindaco Scussel, l'assessore all'ambiente Luca Del Rocco e la docente
Milly Fontanella. E a proposito del 3º convegno nazionale dei minisindaci
e minipresidenti dei parchi d'Italia? «E' fissato dal 19 al 23 maggio»,
racconta Scussel, «organizzato dall'Istituto comprensivo di Carpino (Fg).
Le due precedenti edizioni si erano svolte in Sicilia dove era persente
una rappresentanza dell'Istituto comprensivo di Zoldo. Quest'anno il
convegno è itinerante. Sono previste infatti riunioni in comuni diversi
del Parco del Gargano: Carpino, Sannicandro Garganico, Vieste, Monte
Sant'Angelo. In Puglia andrò con due assessori: quello all'ambiente e per
l'altro deciderò a giorni. Saremo accompagnati dalla professoressa Milly
Fontanella. Del gruppo dovrebbero fare parte anche il sindaco di Forno di
Zoldo Fausta De Feo e il presidente del Parco Valter Bonan o un suo
rappresentante». Ma torniamo alla vita del consiglio. «Certamente», non
manca una nota polemica nelle parole di Scussel, «le elezioni del
minisindaco previste per fine novembre, per una cosa o l'altra, si sono
svolte un po' tardi, solo in prossimità delle feste pasquali. Si capisce
facilmente come non sia possibile portare avanti il nostro programma ben
nutrito. Servirà da insegnamento per il prossimo anno. In questi pochi
mesi cercherò di portare a compimento almeno il primo punto del
programma, quello principale. Vogliamo sistemare il campo di calcio che si
trova all'inizio del paese. E' importante perchè è un punto di
aggregazione per i ragazzi della Valle. Se ne discuterà in consiglio
comunale al più presto, anche perchè in quel posto era previsto un parco
giochi». ==== Da:
‘Il Resto del Carlino’ di Bologna del 7-5-2003 Cronaca Morgan,
tenero diario in musica Con
la scoperta di sentimenti nuovi MILANO
— Morgan gira con una cappelliera piena di musica e parole, libri e cd,
l'arredamento mentale di un artista civile (non pop), che licenzia un
album solista come l'antologia-diario di questi ultimi due anni della sua
vita. "Canzoni dell'appartamento", sono «undici pezzi retrò,
fuori moda nel mondo contemporaneo, che usano un linguaggio più
tradizionale, senza la pretesa di destrutturare e concettualizzare tutto.
E la voglia di avvicinarmi — confessa l'autore — ad un mondo emotivo
che non avevo mai affrontato. Una regressione che avviene, naturalmente,
con l'esperienza dell'infanzia rivissuta attraverso i figli. Quello che mi
è accaduto con Anna Lou». Morgan (nella foto) suona pianoforte, basso
chitarre e altro con una band e una grande orchestra di archi, ottoni,
legni e questo è un progetto di «musica organica in cui è l'ambiente a
influenzare la prospettiva sonora. E non viceversa». Con la cover
imperfetta di "Non arrossire" di Giorgio Gaber e la traduzione
di "If" dei Pink Floyd. Un viaggio a ritroso nel tempo,
accompagnato da canzoni «perchè le tematiche del rock sono quelle
irrisolte o rimosse dell'adolescenza e la forma è una gabbia vincolante.
Qui ho messo le mie anime, i dischi che ascoltavo di mio padre: vinili e
cassette di Elvis, Beatles, Stones, Pink Floyd e De Andrè, qualcosa di
Ravel, niente Bob Dylan, molto Little Richards e Platters, 45 e 78 giri...».
Affascinato dalle contaminazioni fra classica-contemporanea-rock, Marco
Castoldi, 30 anni, monzese, lavora per la prima volta «con i materiali
trovati sul posto, come l'architettura di Lloyd Wright». La metafora
preferita. «Perchè anche le tende e i soprammobili dell'appartamento (a
Città Studi) hanno contribuito a questo lavoro, registrato con session al
pianoforte e le finestre aperte. In modo che i rumori della città
scorressero sotto, dal traffico allo sferraglire del tram. Riascoltando le
tracce ho scoperto che gli uccelli cinguettano a Milano...». Nella musica
entrano anche altri rumori domestici e quotidiani, come la televisione. O
la voce di Paul McCartney che racconta un viaggio in acido in "Heaven
in My Cocktail". Nella casa aleggia la presenza/assenza di Asia
Argento, l'ex compagna a cui è dedicato "Aria", e della figlia
Anna Lou, due anni, a cui canta "The Baby". Ci hanno vissuto per
pochi mesi, adesso stanno in America. E' un argomento doloroso che
affronta cominciando dalla figlia: «Con lei ho scoperto che i bambini
hanno bisogno di ripetizioni, come i loop, perchè le forme moderne, dal
minimalismo in poi, sono inpotiche e terapeutiche. Anche per un bambino
grande come me». Continua: «Nell'appartamento per 3, 4 mesi c'era una
famiglia. Un po' fantasma. Più spesso immaginata che vissuta. Quello che
mi fa male è che ogni tanto leggo di loro e di me aprendo un giornale.
Cose che a volte non mi piacciono e mi fanno pensare che la musica è
fedele, non ti tradisce. Ti risponde di più, ti parla di più». L'album
è stato «scritto per strada, in treno. "Italian Violence", in
aereo, andando in America a trovare la famiglia. Tutto sul computer e poi
trascritto su carta, per un'orchestra di 36 elementi, registrata al Teatro
Giordano di Foggia. "Altrove" è nata al basso, mentre facevo il
verso a "Stand By Me"». Doveva essere un disco di cover, «ma
dopo che Battiato è uscito con "Fleurs", ho cambiato idea e ho
scritto canzoni che hanno l'apparenza vecchia, potrebbero essere
tranquillamente degli anni '60». Ma hanno la rarefazione consapevole
della colonna sonora elegante, dell'impronta emotiva, del segno essenziale
di un'epoca. Contemporaneo e pop, alla Battiato, mai minimalista. Morgan
fa una postilla autobiografica su "Non arrossire". «Volevo
sostituirla con "Arrivederci" di Umberto Bindi, ne ho solo
mandato una versione ad Asia. Più melensa di quella di Don Marino Barreto
jr.». di
Marco Mangiarotti Rovigo Ecco
l'elenco delle 50 scuole medie musicali Domani
alle 9.15 al Museo della Bonifica, si esibiranno gli allievi delle
seguenti scuole : I. Scaturro di Sciacca, Charini de Lollis di Chieti, L.
Pirandello di Linguaglossa, Pirandello di Canicattì, Bacelli di Tivoli,
G. Puecher di Erba, R. Monterisi di Bisceglie, G. Macherione di Giarre, G.
Galilei di Acireale. Ore 12.30, pausa pranzo. Pomeriggio: Bracigliano di
Bracigliano, I. Chinaglia di Montagnana, Gesualdo Nosengo di Gravina,
Motta Sant'Anastasia di Motta Sant'Anastasia, E. Fieramosca di Barletta,
L. Sturzo di Biancavilla, Villadose di Villadose. Teatro parrocchiale di
Scardovari, ore 9.15: G. Verga di Comiso, G. Verga di Acicastello, G.
Leopardi di Catania, Vrabceta - Passerotti di Sofia (Bulgaria), Zanella di
Valmontone. Venerdì
7, Museo della bonifica, ore 9.15: G.B. Angioletti di Torre del Greco,
Catullo di Pomigliano d'Arco, B. Croce di S. Egidio della Vibrata, Ten. A.
Paolillo di Cerignola, Andrea d'Isernia di Isernia, Dimiccoli di Barletta,
Ettore Romagnoli di Gela. Pausa pranzo. Nel pomeriggio, Palazzetto dello
sport di Porto Tolle, ore 9.15, D'Agnillo di Agnone, Cesalpino
-Margaritone di Arezzo, G. Pascoli di Enna. Sabato
10, Museo della bonifica, ore 9.15: Media annessa al Conservatorio di
Adria, Media annessa al Conservatorio di Rovigo, San Vito al Tagliamento
di San Vito al Tagliamento, M. Polo di Fabriano, L. Lucani di Ascoli
Piceno, Cappon di Cavarzere. Pausa pranzo. Pomeriggio: Davila Regina
Margherita di Piove di Sacco, S.G. Perlasca di Rezzato, Ist. Comprensivo
del Po di Revere, L. Brunetti di Porto Tolle. La
rassegna è il risultato della collaborazione tra scuola media Brunetti,
Ente parco regionale veneto Delta del Po e Musique Esperente, ha avuto il
patrocinio della Regione Veneto e dell'Amministrazione provinciale di
Rovigo. ==== Da:
‘Il Maniefesto’ di Roma del 6-5-2003 I
Cappuccini, il Vaticano e la gallina dalle uova d'oro Un
giro di affari stimato intorno ai cinquanta milioni di euro annui, il
secondo santuario del mondo per afflusso di pellegrini (9 milioni all'anno
per una recente ricerca dell'Eurispes), la Casa Sollievo della Sofferenza,
una serie di cooperative che lavorano per l'ospedale come indotto: tutto
affidato a un vescovo di provincia, sua eccellenza Domenico Umberto
D'Ambrosio, 62 anni, che oggi è l'uomo della discordia, colui che si
ritrova in mano una patata bollente come poche. Trasformato in un top
manager proprio lui che, nella pur breve carriera ecclesiastica, ha sempre
sottolineato la dimensione umana e pastorale dell'episcopato, definendosi
un «vescovo col cuore di parroco», come raccontano i suoi fedeli. Dal
`99 era vescovo nella vicina Foggia, dove non sembra aver lasciato molti
estimatori né rimpianti. Oggi si trova catapultato in un pasticcio che
appare più grande di lui, chiamato a sbrogliare una matassa che altri
hanno intricato. D'altronde Oltretevere si pensa possa essere l'uomo
giusto per dirimere l'annosa questione e ristabilire la pace con i frati,
perchè D'Ambrosio è nato sul Gargano, nella nota località balneare
Peschici e conosce San Giovani Rotondo perchè è stato parroco nella
cittadina e finanche vice presidente dei «gruppi di preghiera padre Pio»,
quindi conosce bene ed è anche legato affettivamente a questa realtà che
oggi si presenta come ribelle e recalcitrante ai diktat
romani. La gerarchia ecclesiastica, sin dai primi anni dell'esperienza
mistica del frate, avversò con forza il «fenomeno padre Pio» che aveva
tutta la potenzialità eversiva per destabilizzare i canoni di una curia
vaticana che ha sempre cercato di tenere sotto stretto controllo ogni
fatto che può portare denaro nelle casse cattolico romane. Tantopiù oggi
il sito di padre Pio fa gola per le offerte che procura, una gallina dalle
uova d'oro che in pochi anni hanno permesso di costruire l'imponente
basilica all'aperto firmata da Renzo Piano, dove di recente è stata
innalzata una croce in pietra alta 40 metri e fervono i lavori per la
pavimentazione marmorea del complesso. Quello
che ha spinto Roma al commissariamento del santuario sembra proprio la
gestione azzardata dei frati sul tesoro di padre Pio, dove sarebbero
spariti oltre 9 miliardi di vecchie lire affidate al banchiere-truffatore
Nicola Avorgna. Da allora i cappuccini sono finiti sul libro nero della
Santa Sede che, si sa, prima o poi adotta «opportuni provvedimenti»,
come recita il vaticanese. I frati vengono privati «senza pietà» di
quel tesoro, lasciando loro la cura spirituale delle anime, le sante
messe, le confessioni ma non le cospicue donazioni che attira il
santuario. Ora
però il braccio di ferro tra i cappuccini e il Vaticano sembra destinato
a spostarsi nelle aule di tribunale. Secondo i giuristi resta da appurare
se un vescovo può essere delegato dal Vaticano ad amministrare beni
materiali e immobili non ascrivibili al suo patrimonio, dato che la
proprietà formale appartiene all'ordine dei Cappuccini. (mi.
de. ci.) ==== Da:
‘La Nazione’ di Firenze del 6-5-2003 Pisa Inizia
la «guerra del sale»: ricorso al Tar contro la
cessione degli stabilimenti SALINE
— Inizia la «guerra del sale» e coinvolge anche Saline di Volterra. «Cuneo
e Associati» contesta la cessione da parte dell'Eti di Atisale a Salapia,
che gestisce anche le saline volterrane, avvenuta circa due mesi fa, e ha
appena presentato un ricorso al Tar del Lazio. Una procedura che potrebbe
modificare le sorti degli stabilimenti di salgemma situati nella zona di
Saline di Volterra. «Abbiamo
fatto ricorso al giudice amministrativo — spiega Gianfilippo Cuneo —
perché riteniamo che ci siano state una serie di violazioni nella
procedura di cessione non coerenti con le norme sulla dismissione di
aziende pubbliche». «La
nostra offerta — rileva ancora Cuneo — era la più alta ed è stata
esclusa per cavilli giuridici. Per questo abbiamo deciso di fare ricorso».
Ad
aggiudicarsi la gara, gestita dagli advisor Deloitte and Touche Corporate
Finance e studio legale Ghia, era stata la cordata Salapia nella quale vi
sono imprenditori foggiani e, con il 4,5%, anche il Comune di Margherita
di Savoia. La Salapia è così riuscita a superare gli altri due
concorrenti, non solo la «Cuneo e Associati» ma anche la siciliana
Italkali. Atisale è stata ceduta a Salapia per 14 milioni di euro mentre
l'offerta di Cuneo e Associati, rileva lo stesso Gianfilippo Cuneo, era di
15 milioni. A passare di mano sono state tre saline ancora in attività:
quelle marine nei comuni di Margherita di Savoia in provincia di Foggia e
di Sant'Antioco in provincia di Cagliari e quella di salgemma estratto con
processo di ebollizione a Volterra. Nel
complesso la capacità produttiva può superare un milione di tonnellate
di sale. L'organico è di 233 persone e il valore di produzione è stato
nel 2002 pari a 30,3 milioni di euro. Tra le attività svolte c'è anche
quella della produzione di sale domestico distribuito attraverso la rete
dei tabaccai. ==== Da:
‘Gazzetta del Sud’ di Messina del 6-5-2003
Polemico
intervento per l'esclusione del film «Il posto dell'anima» di
cui è protagonista Italiani
a Cannes, Placido accende la miccia Beatrice
Bertuccioli ROMA
– Michele Placido lancia stoccate a raffica, a Nanni Moretti come a Pupi
Avati, ai selezionatori di Cannes e alla stampa italiana. A scatenare la
sua furia polemica, l'esclusione dal Festival di Cannes del film di cui è
protagonista insieme a Silvio Orlando, «Il posto dell'anima» di Riccardo
Milani, dal 9 maggio nelle sale italiane. Il film, scritto da Milani con
Domenico Starnone, racconta la lotta di un gruppo di operai di un paesino
del sud per evitare la chiusura della fabbrica dove lavorano, una
multinazionale che gli ha succhiato la salute e ora sta per lasciarli in
mezzo a una strada. Interpreti principali, oltre a Placido e a Orlando,
Claudio Santamaria, Paola Cortellesi, Imma Piro, Flavio Pistilli e Maria
Laura Rondanini. «Il posto dell'anima» è stato visto tre volte –
riferisce il produttore Lionello Cerri – dai selezionatori di Cannes
che, però, dopo quella terza visione, hanno deciso di non inserirlo in
alcuna sezione. «Se non si è morettiani, i film non vanno a Cannes»,
attacca Placido. Convinto dell'influenza di Moretti su Cannes, anche se il
regista che ha vinto sulla Croisette con «La stanza del figlio» non ha
nulla a che fare con le scelte del Festival, Placido prosegue: «Sono
certo che se lui l'avesse visto, il film sarebbe stato selezionato per il
concorso». Placido si rammarica anche che «Il posto dell'anima» non sia
stato programmato da Moretti nella sua sala romana, il cinema Nuovo Sacher.
Ma poi Placido torna sulle note dolenti, il Festival di Cannes, prendendo
questa volta di mira Pupi Avati, attuale presidente di Cinecittà Holding,
l'unico italiano in concorso con «Il cuore altrove». «Ci sono certi
meccanismi che mi sfuggono. Ci sono cinque film francesi in concorso e
l'unico regista a rappresentare l'Italia è un personaggio che ricopre una
carica istituzionale, Avati, che forse partecipa al Festival al di là di
tutto. Mentre film meno protetti di quello di Avati non ci vanno. Penso a
Muccino o a Ozpetek». Avati replica pacato alle affermazioni di Placido:
«Sono dispiaciuto che non siano stati presi altri film italiani, come ho
dichiarato da subito. Ma io non sono il selezionatore di Cannes. E chi
conosce i meccanismi di selezione di questo Festival – risponde Avati
– sa che non è possibile interferenza alcuna». Prende le distanze
dalle dichiarazioni di Placido anche l'amministratore delegato di
RaiCinema, coproduttrice del film, Giancarlo Leone: «Capisco il
dispiacere di Placido per la mancata selezione del film. Siamo dispiaciuti
anche noi, ma le regole della rassegna cinematografica non possono essere
chiamate in causa per questo, né tanto meno è giusto metterne in dubbio
la riconosciuta serietà professionale». Ma Placido deve ancora
concludere il suo sfogo:«Questo, proprio nel momento in cui il pubblico
italiano ha riacquistato fiducia in noi. Mi fa indignare. E mi sorprende
ancora di più l'atteggiamento della stampa che, a riguardo, è rimasta in
silenzio». Smorza i toni Milani: «Non credo ci sia stata alcuna volontà
negativa da parte di Moretti: io, tra l'altro, essendo stato suo aiuto
regista, lo conosco bene. Non posso dire, però, di fare parte ora del suo
entourage». Ci tiene, il regista, a riportare il discorso sul contenuto
del film. E spiega: «Mi sembrava che da tempo il cinema italiano non
raccontasse più le classi povere del Paese, ma soltanto quelle agiate.
Io, ispirandomi a persone vere, ho voluto raccontare questa umanità di
perdenti, con le sue lacerazioni, i suoi conflitti, le sue contraddizioni».
Quindi anche Placido mitiga i toni: «Mi dispiace che Pupi Avati abbia
travisato il senso di quanto ho detto. Il suo film è bello e merita
Cannes. Ho solo detto che avrei visto con piacere altri film italiani.
Quando parlo di Pupi Avati – sottolinea – parlo di una persona di
prestigio che ha giustamente un ruolo ufficiale che gli compete e che
tutti noi del cinema abbiamo salutato con affetto e stima, quando è stato
nominato». Poi Placido parla da uomo del Sud: «Il mio paese, che è a
un'ora da Foggia, negli anni è stato svuotato dalla Fiat e dalla Pirelli.
È passato da 12 mila a 3.500 abitanti. Sono tanti i meridionali che hanno
fatto la ricchezza del nord, degli Agnelli. È questo il sud che
raccontiamo nel "Posto dell'anima", il nostro Sud degli operai,
della pasta fatta in casa». Come in un ritorno al passato, ecco allora
sul grande schermo la storia della lotta operaia in un paesino del sud di
un gruppo di operai di una multinazionale americana produttrice di
pneumatici, la Carair, contro la sua chiusura (ovviamente per questione di
esuberi). Nella commedia amara, prodotta da Albachiara e Raicinema e
distribuita da 01 da venerdì in 70 copie, gli operai si organizzeranno,
occuperanno la fabbrica, faranno addirittura un sito Internet riuscendo a
coinvolgere tg e giornali. C'è chi come Salvatore (Michele Placido) è un
sindacalista puro e duro , uno della vecchia guardia che crede nel suo
lavoro, ma che soffre del suo rapporto conflittuale con il figlio Giannino
(Flavio Pistilli) che non capisce proprio come il padre possa essere
orgoglioso di un mestiere come il suo («non voglio fare la tua fine»).
Antonio (Silvio Orlando) invece non sogna altro che di tornare a vivere
nel suo paese d'origine con la sua compagna Nina (Paola Cortellesi) che
però ha preferito già da tempo andare a Milano per trovare lavoro. E c'è
chi invece come Mario (Claudio Santamaria), alla lotta operaia unisce
anche un pragmatico spirito imprenditoriale e, per pagare il mutuo della
casa, si mette in commercio per produrre pasta fresca. Gli operai si
spingeranno fino in America, nella casa madre della Carair, per ottenere
giustizia e denunciare i morti che la multinazionale ha sulla coscienza
per le sostanze usate nella fabbricazione dei pneumatici, ma non ci sarà
nulla da fare e il loro caso cadrà presto nel dimenticatoio. Per Domenico
Starnone, cosceneggiatore con Milani del film, nessuna affinità con «Rocco
e i suoi fratelli», che pure qualcuno ha voluto vedere: «Volevamo
raccontare la crisi del concetto di lavoro, operai costretti a tenersi
stretti un posto che potrebbe anche ucciderli. Gente che ha perso la sua
stessa identità e che fa un mestiere che i figli considerano merda. Di
operai ormai anche sui media si sente parlare sempre meno: c'è una
rimozione – conclude Starnone –. E nel film si rileva anche questa
esigenza: intervenire». ==== Da:
‘Il Centro’ di Pescara del 6-5-2003 VASTO
- SAN SALVO Tamponamento
lungo la corsia sud dell'A14 Incidente
tra tir e bus VASTO.
Tanta paura ma nessuna grave conseguenza ieri mattina sull'A14 a causa di
un tamponamento fra un camion ed un autobus. Entrambi i mezzi erano
diretti a sud. L'incidente è avvenuto qualche minuto dopo le 7 al
chilometro 494. Sul pullman si trovava una scolaresca in gita.
All'improvviso l'autobus è stato tamponato dal camion. Nessuno dei
ragazzi è rimasto ferito. L'unico ad aver bisogno delle cure è stato il
conducente del tir, un giovane di Foggia che se l'è cavata con qualche
escoriazione. PENNE
- VAL TAVO - CITTA S.ANGELO L'asfalto
crolla d'improvviso e "ingoia" il rimorchio in sosta CITTA'
SANT'ANGELO. Ha parcheggiato il rimorchio nella zona industriale del
paese, in una piazzola di sosta riservata ai camion, a due passi dal campo
sportivo. Quando è tornato, avvertito da un amico, ha trovato una
sgradita sorpresa: il mezzo, uscito di fabbrica da soli 3 mesi, era
franato sotto la sede stradale a causa del cedimento dell'asfalto. E'
stato un venerdì da incubo, quello vissuto da Emilio Flumeri,
autotrasportatore foggiano residente a Città Sant'Angelo, che ora chiede
al Comune di risarcirlo. L'uomo,
che doveva trasportare dei truciolati per mobili ad Ancona, è riuscito
solo ieri, con tre giorni di ritardo, a effettuare la consegna. Sul posto
sono intervenuti anche i vigili urbani. Le buche sono state transennate.
«Ho dovuto chiamare io la gru e pagare un milione e mezzo di vecchie lire»,
ha raccontato Flumeri, «Ci sono volute 4 ore per tirare fuori il
rimorchio. Venti amici operai mi hanno dato una mano». Ieri,
l'autotrasportatore si è recato a Torino dalla ditta proprietaria del
mezzo per verificare i danni, che dovrebbero aggirarsi sui 15mila euro. ==== Da:
‘Il Messaggero’ di Roma del 6-5-2003 Controlli
dei carabinieri, tre giovani nei guai per droga “Ponte
sicuro", multe e denunce OSIMO
- Per la parentesi festiva del 1° maggio controlli a maglie strette su
tutto il territorio della Compagnia dei carabinieri di Osimo. Il capitano
Andrea Azzolini, che ha coordinato le operazioni, ha impiegato sette
vetture istituzionali, due del nucleo operativo sulle strade di Osimo,
Numana, Loreto e Castelfidardo. Complessivamente sono state controllate
124 persone e 72 veicoli di cui 24 stranieri. Immancabili le
contravvenzioni scaturite durante le ispezioni di servizio: 1 patente
ritirata, 8 libretti di circolazione sequestrati, 3 persone denunciate. A
Numana intorno alle 23.15 del 30 aprile a bordo di una Peugeot 306 sono
stati individuati S.T. di Castelfidardo, 24 anni e il palestinese K.B.28
18 anni che viaggiavano con 2 grammi di cocaina e 4 di hashish. Entrambi
sono stati denunciati in concorso per detenzione di sostanze stupefacenti
ai fini di spaccio. Poco
dopo il radiomobile ha fermato una Peugeot 106 con a bordo lojesino E.L.
28 anni segnalato alla prefettura per un grammo di cocaina. Gli uomini
della Stazione hanno anche perquisito, davanti ad un pub della Riviera,
l'anconetano A.B. di 21 anni, trovandolo in possesso di un coltello dalla
lama di 7,5 centimetri e un punteruolo. Il ragazzo è stato denunciato per
porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere. A
Loreto, invece, intorno alle 1.30 della stessa notte altre segnalazioni
per illecito amministrativo. Due portorecanatesi, G.L. di 21 anni e L.V.
di 23, sono stati, infatti, fermati su una Fiat Punto con 1 grammo di
hashish già confezionato. E poco più tardi, alle 3 i militari della
Stazione hanno bloccato due fidanzatini, il foggiano D.L. 33 anni con la
lauretana C.P. 18 anni che trasportavano 0.85 grammi di hashish nella loro
Passat. ==== Da:
‘Corriere Adriatico’ di Ancona del 6-5-2003 Controlli I
carabinieri setacciano il territorio Raffica di denunce e segnalazioni OSIMO
- Centoventiquattro persone identificate, di cui 24 stranieri; 72
autoveicoli controllati; una patente e otto libretti di circolazione
ritirati; una macchina sequestrata e tre denunce per detenzioni di droga a
fine di spaccio, oltre a varie segnalazione alla Prefettura per uso di
sostanze stupefacenti. Questi i risultati del controllo coordinato
eseguito nella notte tra sabato e domenica dai carabinieri nei territori
di Osimo, Numana, Loreto e Castelfidardo. S.T., 24 anni di Castelfidardo
è stato fermato mentre era a bordo di una Peugeot 306 in compagnia di un
pakistano di 17 anni, K.B.. Nella vetture sono stati trovati 2 grammi di
cocaina e 4 di hashish. I due sono stati denunciati per concorso in
detenzione di droga ai fini di spaccio. Un anconetano di 21 anni, A.B. è
stato invece denunciato per porto abusivo di armi ed oggetti atti ad
offendere perché trovato in possesso di un coltello con 7,5 centimetri di
lama e di un taglierino. Il giovane stava uscendo da un pub di Numana. I
segnalati alla Prefettura come consumatori di sostanze stupefacenti sono
stati invece: E.L., 27 anni di Jesi; G.L, 23 anni di Porto Recanati; L.V.,
21 anni di Loreto; L.G., 25 anni di Porterecanati; L.D.L., 23 anni di
Foggia e la sua ragazza, C.P., 17 anni di Loreto. In tutti questi i casi
la droga è sbucata fuori dalla perquisizione veicolare eseguita dai
carabinieri. C.C. | |||||||||||||