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Anno 3, n. 90
19 maggio 2003

IN QUESTO NUMERO

INTERVENTI
Una scuola che non cresce

Controspot sul miliardario “lancio" mediatico della Riforma Moratti

di Teresa Maria Rauzino

Dai primi di aprile, è in onda su tutte le tv nazionali uno spot televisivo del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca. Cosa pubblicizza? Naturalmente la Riforma della Scuola, la  legge n. 53 del 28 marzo 2003 targata Letizia Moratti. Lo spot,  rivolgendosi agli utenti-scolari,  fa leva sulle fatidiche parole: "La scuola cresceÖ proprio come te". Per accattivarsi la benevolenza dei docenti-attori, declama la tipica frase-cult della  TV : “Vi presentiamo i veri protagonisti della Riforma della Scuola". Ha scelto, non c'è dubbio,  messaggi incisivi, che fanno “presa” sul target prescelto.

Una vera campagna di comunicazione-informazione integrata: si rivolge oltre che a docenti e studenti anche alle famiglie. Il riscontro di una presunta partecipazione di queste ultime alle "magnifiche sorti e progressive" della politica scolastica governativa ci viene dall’Indagine Eurispes: "I genitori italiani sono favorevoli alle tre I: Informatica, Inglese, Impresa".  

E già Gaspare Barbiellini Amidei, nell’editoriale del Corriere della sera, sembra ribattere ai docenti “che remano contro la Riforma: " Avete visto? Contrari alla Moratti siete soltanto voi! ".  

A dire il vero, qualche lieve dissenso, le famiglie, lo hanno espresso: sui due anni e mezzo per l’entrata alla scuola materna e per i cinque anni e mezzo per l’iscrizione "anticipata" alle elementari...

Ma ora chi glielo andrà a dire, a questi entusiasti  genitori, che le scuole elementari non hanno affatto i computer, che il collegamento ad Internet è ancora una pura chimera anche per alcune scuole superiori, che l’Inglese verrà insegnato dalle maestre (Dio ce ne liberi ... se lo faranno dopo aver frequentato soltanto un corso accelerato...), e che le industrie del Sud non amano fare gli stage con gli studenti dei professionali?

Una campagna mediatica di "onda lunga", senza dubbio, quella a favore della "Riforma epocale" con l’imprimatur berlusconian/morattiano: si svilupperà con gradualità fino alla primavera del 2004 anche sui quotidiani, sui periodici nazionali e locali; sarà accompagnata da una serie di iniziative di informazione nelle città e nelle province, oltre che dalla distribuzione di 8 milioni di opuscoli che illustreranno le novità della Riforma agli studenti. Prevedendo, en passant, l'utilizzo di Internet (lo spot è già on line sul sito del Ministero: www.istruzione.it). C’è di più: un piano di monitoraggio seguirà la campagna pro Riforma Moratti per 15 mesi. Per verificarne il corretto svolgimento.

E noi, di fronte a tale dispiegamento di "spot" a tutto campo, ci chiediamo: “Quanto costa, quanto costerà, tutto questo?”.

La risposta ci è venuta l’altro giorno, 14 maggio 2003, durante un’affollata assemblea sindacale tenuta all'Istituto Superiore "Mauro del Giudice di Rodi Garganico". "La campagna mediatica - ci hanno informato i sindacalisti della GILDA di Foggia Gianfranco Claudione e Ruggiero Pinto - costerà ai contribuenti italiani la bellezza di 5 milioni di euro (cioè 9 miliardi 681 milioni e 350 mila di vecchie lire!!!!!!!! ). Una cifra enorme, spesa per pubblicizzare una Riforma che se è davvero tanto "epocale", come affermano Berlusconi e la Moratti, non dovrebbe avere affatto bisogno di essere  pubblicizzata: dovrebbe parlare da sé.

Il paradosso è che sono trovate subito le risorse per questo lancio mediatico costosissimo di una “scatola vuota” (La Riforma è soltanto, per ora, una legge quadro, una bozza ancora tutta da definire)  mentre, da quindici mesi, si lesina sui centesimi di euro da dare ai numerosi docenti che ancora non vedono rinnovato il proprio contratto. Aumenti “dovuti”, semplici adeguamenti  del costo della vita. Il loro Datore di lavoro inadempiente è purtroppo, ancora una volta, lo Stato. 

 

UN CONTRATTO SCUOLA BLOCCATO 

 

Le dichiarazioni del ministro Moratti di questi giorni confermano quanto ampiamente denunciato in più occasioni dalla Gilda. Le risorse per il contratto della scuola, scaduto ormai da 15 mesi, non ci sono. Non solo. Le presunte verifiche del Ministro dell’economia Tremonti, che vanno avanti dal 20 dicembre, stanno assumendo l'aspetto di una vera e propria farsa. Una farsa consumata a danno di tutto il personale della scuola che si aspettava una rapida conclusione della vicenda contrattuale. Una farsa, da cui la Gilda si è tirata fuori, qualche giorno fa, abbandonando il tavolo delle trattative con l'ARAN.

Sul versante della Riforma, mancano le risorse necessarie per l’adozione dei singoli decreti attuativi.  Ci si chiede: "Perché avviare un processo di cambiamento epocale, senza risorse? Perchè  fermarlo, di volta in volta, in corso d’opera? Non sarebbe bene trovare prima i finanziamenti necessari? ".

La reazione del mondo della scuola, e dei docenti in particolare, è di complessivo sconcerto, soprattutto in ordine ai vari temi come le “carriere” introdotte, le valutazioni biennali, gli anticipi, la scelta in controtendenza, rispetto ai paesi industrializzati, di riduzione dell’obbligo scolastico, con l’anticipazione dell’ingresso nel percorso di formazione professionale. Un percorso che, al di là delle pie invocazioni di principio, resterà, in mano a privati e Regioni, un percorso di serie B.

 

UNA SCUOLA CHE CADE A PEZZI

 

Ritornando allo spot della Moratti,  a noi comuni Docenti,  viene ora spontanea una domanda: “Perché si sta sprecando, soprattutto in spot televisivi, tanto danaro pubblico per pubblicizzare una Riforma che non sta affatto entusiasmando quelli che dovrebbero essere i veri protagonisti del cambiamento, cioè gli studenti e i docenti?". "Forse lo si fa per rimpinguare le casse delle TV private del Cavaliere? ". Potrebbe essere una facile risposta, verosimile in questa Italia in cui tutto viene fatto pro- domo del Capo del Governo...

Un’altra risposta, forse più pertinente, potrebbe essere: “Lo si fa per dare un’immagine del cambiamento della scuola che purtroppo non è nella percezione di nessuno”. Non è nella percezione dei docenti, non è nella percezione dei genitori. Non è nella percezione soprattutto degli studenti: essi crescono nella scuola, vi passano la maggior parte del loro tempo, ma la vedono peggiorare sempre più, nelle sue strutture sempre più obsolete e fatiscenti. Sia detto per inciso, non la vedono affatto crescere insieme a loro. Piuttosto la vedono de-crescere, mentre loro crescono. La vedono peggiorare ad ogni cambio di governo. Sempre di più... E si sono stancati persino di scioperare, tanto ritengono questo peggioramento una iattura ineluttabile...

Le province ed i comuni non hanno soldi per sistemare gli edifici scolastici che sono sotto la loro giurisdizione, perché il governo attuale, forse più dei governi che lo hanno preceduto, lesina le spese su interventi di manutenzione e strutturali inderogabili.  Gli edifici scolastici sono in condizioni di degrado inaccettabili per un paese civile. Stanno cadendo proprio a pezzi. La scuola "tipo" è sempre più inadeguata: senza certificato di agibilità e di prevenzione incendi, con termosifoni sempre in tilt, impianti elettrici non a norma, condizioni igieniche inadeguate; senza  uscite di sicurezza; con forti  barriere architettoniche (oltre al fatto che il 70% delle scuole non possiede Wc per alunni disabili). Scuole  caratterizzate dal crollo di intonaci, dalla presenza di spigoli vivi e di materiali di risulta; da fili scoperti, da prese ed interruttori dell'impianto elettrico rotti.

Questa ennesima denuncia giunge dagli studenti della Consulta Provinciale per gli Istituti Superiori di Capitanata. A febbraio, nelle 54 scuole foggiane, fu distribuito un questionario, mirante a certificare, «a vista», lo stato di attuazione della legge 626 sulla sicurezza. Hanno risposto 40 degli istituti interpellati, testimoniando, semmai ce ne fosse ancora bisogno, dopo le polemiche seguite al crollo della scuola di san Giuliano, che  la situazione è drammatica sia a  Foggia che in provincia. Molti studenti, in alcuni  centri del Gargano e del Subappennino, fanno ancora lezione in appartamenti privati. Scuole in costruzione da lustri, come il “Liceo Virgilio” di Vico del Gargano,  diventano obsolete prima ancora di essere inaugurate.

 

I DRASTICI TAGLI DEI POSTI DI LAVORO NELLE SCUOLE SUPERIORI

 

Intanto, sul fronte docente, mai come quest’anno, in sede di determinazione degli organici delle scuole superiori, si sono effettuati tagli drastici, sfruttando al massimo i piani di dimensionamento e di razionalizzazione degli istituti scolastici.  Lo si è fatto senza sconti e senza mezze misure. Molte classi sono state tagliate ed accorpate sulla nuda realtà dei numeri. L’intento è di non attuare le immissioni in ruolo dei docenti supplenti, che aspettano una sistemazione. Dopo decenni di precarietà, dopo abilitazioni e concorsi superati. Ma l'effetto boomerang è stato devastante anche per molti docenti di ruolo (pardonÖ a tempo indeterminato) costretti, in questi giorni, a fare domanda di trasferimento "obbligato" dalle loro scuole.

Gli effetti della legge Finanziaria si sono abbattuti come una mannaia. Quasi 800 le cattedre "sparite" in Puglia. In tutt'Italia 12.500 cattedre in meno. Nel 2002 in Puglia erano già state tagliate 748 cattedre (in tutta Italia sono state 8.500). Così, nel giro di due anni in Italia siamo giunti a 20mila cattedre in meno. Cioè 20.000 posti di lavoro in meno. Non è poca cosa.

Come si è arrivati a questa situazione? La spiegazione va ricercata non nel calo demografico, ma in alcune disposizioni della Finanziaria: eliminazione dell'organico funzionale, taglio di molti docenti di sostegno. L’effetto dirompente nasce soprattutto dall’aver voluto  i fatidici  25 alunni per classe e le cattedre di 18 ore frontali (ora ce ne sono anche di 14 ore + 4 ore di supplenze. A proposito, a chi toccherà l’anno prossimo l’arduo compito di sostituire, a costo zero,  i colleghi assenti? Ai Dirigenti?).  Le cattedre di Lettere prevedono smembramenti delle varie discipline: si arriva fino ad otto classi per docente. Salta il principio della continuità didattica e dei punti di riferimento “forti” di cui gli studenti avrebbero un forte bisogno. 

Cosa succederà agli insegnanti «tagliati»? Quelli di ruolo, avranno il «salvataggio» costituito da un trasferimento in altra sede.

Assolutamente senza salvagente, invece, i docenti precari e supplenti...