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Anno 3, n. 91
27 maggio 2003

IN QUESTO NUMERO

LINK-IOSTRO DELLA RETE
Il comitato don Peppe Diana contro il Corriere di Caserta
  (*)

 

Un durissimo appello è stato diffuso dal comitato don Peppe Diana contro il Corriere di Caserta, il quotidiano edito da Maurizio Clemente (l'amministratore è il fratello Pasquale e il redattore capo responsabile Gianluigi Guarino).

Con l'appello si chiede ai cittadini casertani di boicottare l'acquisto del giornale "per non alimentare la cultura camorrista, fatta di violenza, diffamazioni e prevaricazioni". "La stampa 'spazzatura' -scrivono gli esponenti del comitato - uccide il futuro ed inquina le coscienze. I mezzi d'informazione in una democrazia hanno un ruolo fondamentale, quando sono corretti ed imparziali e non quando spargono disinformazione e menzogna. Contro un modo di intendere l'informazione, che in spregio a qualsiasi principio etico, diventa pura diffamazione ed offende le coscienze e le intelligenze dei cittadini, non si può che intervenire boicottandone l'acquisto".

Il boicottaggio è stato deciso dopo la pubblicazione sul Corriere di Caserta del 28 marzo di un titolo a tutta pagina di apertura di prima: "Don Peppe Diana era camorrista".

"È un titolo scandaloso, ma non è una novità; - dichiara Renato Franco Natale, ex sindaco di Casal di Principe (incarico che conta di riprendere alle elezioni del 25 maggio) e portavoce del comitato don Peppe Diana, formato da cinque associazioni impegnate nel sociale accomunate dal filo rosso del ricordo di Giuseppe Diana, il sacerdote ucciso dalla camorra il 19 marzo del '94 - è l'ennesimo titolo falso sul fronte delicatissimo della lotta alla criminalità. Una linea inaccettabile, duramente sanzionata pochi giorni fa da una sentenza della magistratura civile. I giudici hanno infatti condannato il giornale per un articolo pubblicato due anni fa con il quale si coinvolgeva don Diana in una storia di donne. Il Corriere dovrà ora risarcire ai familiari del sacerdote oltre sessantamila euro. Sullo stesso articolo è aperto anche un procedimento penale promosso dalle persone citate con don Diana; la prossima udienza è fissata per il 26 maggio al tribunale di Benevento, dove c'è la sede legale del Corriere".

Le accuse di Natale sul titolo del 28 marzo vengono respinte da Maurizio Clemente. "Non riesco ancora bene a capire - dice - che cosa è successo. Mi sembra evidente che siamo stati fraintesi. Nel commentare la sentenza di assoluzione dei presunti assassini di don Diana riportiamo tra virgolette la lettura che ne dà uno degli avvocati: se i presunti killer sono innocenti, se ne potrebbe dedurre che don Diana era camorrista. Siamo quindi di fronte a un attacco ingiusto e strumentale da parte del comitato don Diana. Abbiamo però deciso di non replicare e non pensiamo di adire le vie legali. Quanto al boicottaggio, posso in tranquillità dire che non ha avuto nessun riflesso sulle vendite. Ci sono giornali, come il Mattino, che negli ultimi tre anni accusano in Campania una flessione secca, largamente superiore al 20 per cento. Il Corriere di Caserta e Cronache di Napoli, con dati certificati dall'Ads, sono in controtendenza: a febbraio e marzo registriamo una media di venduto quotidiano superiore alle 12mila copie". E Clemente smentisce anche la voce che a fine anno la concessionaria di pubblicità Publikompass intenda disdire il contratto con Corriere e Cronache. "Non ho nessuna notizia al riguardo, - precisa - per di più non mi pare che Pk disponga in Campania di mezzi tali da poter rinunciare a cuor leggero a due quotidiani che vendono".

Le spiegazioni di Clemente non convincono i dirigenti del comitato. "Sulla questione Corriere di Caserta - annuncia Renato Franco Natale - siamo decisi ad andare avanti perché un'informazione distorta ha un impatto dirompente. Stiamo preparando le iniziative per il decimo anniversario della morte di don Diana e siamo decisi a contrastare con il massimo rigore editori e giornalisti che, con l'obiettivo di vendere qualche copia in più, non si preoccupano di creare polveroni o, peggio, di diffondere notizie false. Non è un caso del resto che del boicottaggio abbiamo tempestivamente informato il presidente dell'Ordine dei giornalisti della Campania Ermanno Corsi (vedi lettera allegata in calce al presente articolo - ndr del Vadonline) e Marcello Sorgi, direttore della Stampa, quotidiano che nel Casertano va in edicola in abbinamento con il Corriere".

 

(*)  Da: www.iustitia.it/05_aprile/media/apertura.htm (del 5 aprile 2003 - anno XI numero 12)


SCHEDA

 

Presidente dell'ordine dei giornalisti - Napoli

dott. Ermanno Corsi Via Cappella Vecchia, 8/b

80121 - Napoli

 

Oggetto: segnalazione di violazione e richiesta di provvedimenti disciplinari nei confronti del direttoire del quotidiano "Corriere di Caserta.

 

Egregio presidente,

è con profondo rammarico che dobbiamo segnalarLe la condotta del quotidiano "Corriere di Caserta" e, conseguentemente, del suo direttore responsabile Gianluigi Guarino.

In data 28 marzo 2003, infatti, la testata in oggetto in prima pagina ed a titoli cubitale titolava "don Peppe Diana era un camorrista" (si allega fotocopia).

Questo è l'ennesimo, meschino "raid" contro la memoria di don Giuseppe Diana, sacerdote ucciso dalla camorra il 19/03/94, perpetuato del "Corriere di Caserta", che per vendere qualche copia in più nelle terre di camorra, nella sua scellerata linea editoriale, non ha scrupoli a falsificare la realtà ed a diffondere "notizie" prive di qualsiasi fondamento.

Con questo comportamento riteniamo, che la testata citata ed i suoi responsabili si siano resi colpevoli di fatti non conformi al decoro e alla dignità professionale e di fatti che compromettono la reputazione e la dignità dei giornalisti tutti.

Non occorre ricordare alla Sua professionalità e correttezza, che l'art 2 della Legge n°69/63, nel sancire la libertà d'informazione e di critica afferma che è obbligo inderogabile dei giornalisti "il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede".

Contro un modo d'intendere l'informazione, che in spregio a qualsiasi principio etico, diventa pura diffamazione ed offende le coscienze e le intelligenze dei cittadini, chiediamo che l'ordine dei giornalisti intervenga per arginare i volgari comportamenti di una stampa senza decoro ed anche per difendere la dignità dei tanti professionisti dell'informazione, che in maniera corretta fanno il loro mestiere.

La stampa "spazzatura" uccide il futuro ed inquina le coscienze. I mezzi d'informazione in una democrazia hanno un ruolo fondamentale, quando sono corretti ed imparziali e non quando spargono disinformazione e menzogna.

Confidando nella correttezza e nella professionalità che da sempre caratterizza la sua persona e l'Ordine che Lei rappresenta,

Le porgiamo distinti saluti.

 

Casal di Principe, 31/03/03

Per il Comitato don Peppe Diana

Dott. Renato Franco Natale

 

 

Da: www.iustitia.it/05_aprile/documenti/documento3.htm (del 5 aprile 2003 - anno XI numero 12 )