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IlVademecum - periodico di informazione su chi fa informazione
Registrato al Trib. di Foggia al n. 1/2001 - Direttore responsabile: Arcangelo Renzulli
Editore: Agorà Service Editoriale. - Sede legale Via S. Antonio, 214 - Foggia

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Anno 4, n. 100
22 aprile 2004

IN QUESTO NUMERO

  • AI LETTORI
    100 numeri del "Vadonline"

  • POSTA & RISPOSTA/1
    «Più rispetto per l'intelligenza degli interlocutori»
    di Enrico Ciccarelli


  • POSTA & RISPOSTA
    Le ragioni di Enrico
    di Arcangelo Renzulli


  • POSTA & RISPOSTA/2
    Cosa sarà 'To Be News' lo vedremo nel tempo
    di Francesco Quitadamo


  • POSTA & RISPOSTA/3
    Auguri e precisazioni
    di Renato Forlani


  • A PROPOSITO DI...
    A Foggia “I Care” significa altro
    di Maurizio De Tullio


  • IL CASO
    Scusi? Manca la firma...


  • PUBBLICITA' ELETTORALE
    Io esiste


  • QUOTIDIANI
    'La Grande Provincia': le novità di Paciello
    -
    QUOTIDIANI/STORY
    I 16 punti su cui si fonda la scommessa de 'La Grande Provincia'


     

  • CAUSE MILIONARIE
    Don Fausto batte Tatarella uno a zero

  • PERIODICI
    Dal 'Risveglio' alla prima colazione
     

  • TELEVISIONE
    Micky, se ci sei batti un colpo. Di telefono
    di Arcangelo Renzulli

     

  • INTERNET
    Un sito (e un movimento) per gli “indignati” foggiani
     

  • SERVICE GIORNALISTICI
    Sull'informazione foggiana ora spira 'Il Grecale'
     

  • FORUM TELEMATICI
    “Prendi la parola” in famiglia
    di Maurizio De Tullio

     

  • EDITORIA
    La Nikon che parla foggiano
     

  • STATISTICHE
    Teatro? Sì, ma non a Foggia
     

  • ANNUNCI
    Vendesi testata giornalistica regionale da 30mila copie...

     

  • OFFERTA DI LAVORO
    Fumettisti e illustratori cercansi

     

  • PREMIO GIORNALISTICO
     "M. CAMPIONE"

    Alla ribalta i foggiani Jarussi (Foglio) e Labia (LGP)


  • LIBERTA' DI STAMPA
    L'Italia? E’ al 40° posto, dopo Cile e Corea del Sud

     

  • DAI MEDIA NAZIONALI
    Spenti per colpa di 'Retequattro'
    Intervista a Francesco Di Stefano

     

  • GUARDIE & LADRI
    OSSERVATORIO SULLA QUALITA’ DELL’INFORMAZIONE LOCALE
    Mani rubate all'agricoltura!

     

  • CINEMA
    "Festival del Cinema Indipendente" di Foggia: le novita' dell'edizione 2004
     

  • INIZIATIVE/1
    «La Magna Capitana» aderisce all'iniziativa
    "Non pago di Leggere"

     

  • INIZIATIVE/2
    Per difendere Kàlena scrivono al Ministro Urbani
    di Menuccia Fontana e Teresa Maria Rauzino

     

  • RIFLESSIONI
    Cattolici col guanto
    di Maurizio De Tullio

     

  • APPELLO/ COSA VUOL DIRE LEGALITA'
    di don Luigi Ciotti

     

  • RIFLESSIONI EXTRA
    …Pasqua: la vita durante la vita...
    di Francesco Armenti

  • A PROPOSITO DI...

    A Foggia “I Care” significa altro

    di Maurizio De Tullio

    Non molti si sono accorti del nostro ritorno in Rete e del fatto che ciò sia avvenuto modificando, anzi trasformando, la periodicità da settimanale a mensile.
    E’ vero quel che sottolinea il collega Ciccarelli circa la possibilità di inserire, quando le circostanze lo meritano, interventi in tempo reale. Il problema è che un intervento è una cosa, una “ultimora” è un’altra. Nel senso che non siamo in grado di immaginare quanti interventi o contributi esterni possano arrivare al ‘Vadonline’. Apparirebbe poco elegante, nel caso per esempio ne arrivasse uno solo in un mese, se quell’intervento vi restasse, appeso come una pera cotta, il tempo che ci separa dal numero successivo.
    Meglio dunque, al solito, mettere tutto insieme, aspettare un mesetto e leggere quel po’ di materiale che al momento serve ad allestire il ‘Vadonline’.
    E veniamo alla questione di fondo.
    Se essere settari significa mettere - seriamente - in discussione la presunta autonomia della quasi totalità dei nostri organi di informazione, siamo contenti di esserlo e non ce ne vergogniamo.
    Il buon Enrico sta dirigendo in maniera abbastanza professionale un settimanale, il suo ‘Foggia & Foggia’, che numero dopo numero dimostra di prepararsi a fare il grande salto da settimanale a quotidiano. Non sappiamo quando e come ma le prove generali a mio avviso sono in atto. Forse quel che prima si doveva chiamare ‘Effeggi’ o ‘Il resto di niente’ oggi, o dopodomani, si chiamerà ‘Foggia & Foggia’, e su questo punto nessuno può negare al collega di credere in questo progetto da anni accarezzato e ogni volta bloccato per difficoltà finanziarie oltre che dalle insidie del mercato. Oggi quelle difficoltà - come dimostra il progressivo miglioramento contenutistico e l’aumento di pagine - sembrano superate.
    Altri si stanno facendo carico del settimanale e a parte i nomi di Santaniello e Zanasi - mai smentiti dai diretti interessati - nulla è dato sapere circa la reale composizione societaria alle spalle di ‘Foggia & Foggia’. Che non è un giornalino di soli annunci, come ce ne sono tanti qua e là: ci troviamo di fronte ad una realtà editoriale non certo di poco conto. Una redazione con tre o quattro redattori fissi, una trentina di collaboratori esterni, un ottimo grafico e almeno 10.000 copie da pagare ogni settimana alla tipografia leccese che da quasi un anno stampa il nuovo ‘Foggia & Foggia’. Più tutti gli altri costi di gestione. Su questo punto non sbaglia Tatarella a chiedersi - nei consueti modi impropri che non “ci azzeccano” in un quotidiano - come faccia a sopravvivere dignitosamente questo settimanale. Sono, più o meno, le obiezioni che lo stesso Enrico Ciccarelli (e noi del ‘Vadonline’) poneva a Franco Mastroluca e al quotidiano ‘La Grande Provincia’ a suo tempo, rimaste lettera morta nel caso del politico diessino e che rischiano di esserlo anche con l’assessore regionale di Forza Italia.
    Lo ripeto: Santaniello potrà candidarsi a Sindaco di Foggia e a Segretario Generale dell’ONU, ma abbia il buon gusto di precisare la portata dei suoi interessi nel mondo dell’informazione, che probabilmente non si esauriscono con ‘Foggia & Foggia’.
    E qui ci risiamo, perchè nessuno ci farà credere del contrario e sia detto non in senso assoluto ma guardando in faccia i foggiani, volendo anche uno alla volta: ai mecenati non ci crediamo. Agli “editori” che vogliono così bene ai propri concittadini, da offrire loro platee in stile hollywoodiano e spazi di libertà un tanto al chilo, non daremo mai credito. Fino a prova contraria. Quale? Che escano allo scoperto e dicano col candore dei fanciulli la verità: e cioè che loro finanziano certa stampa per mera convenienza e non per amore del prossimo. Per il resto possono pensare, dire e fare quel che vogliono.
    Noi staremo sempre qui a dubitare. Perchè il dubbio fa crescere lo spirito, il denaro fa crescere gli interessi. E non certo nel senso di Luther King sposato da don Milani.
     

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