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A PROPOSITO DI...
A Foggia “I Care”
significa altro
di Maurizio De Tullio
Non molti si sono accorti del nostro ritorno in Rete e del
fatto che ciò sia avvenuto modificando, anzi trasformando, la periodicità
da settimanale a mensile.
E’ vero quel che sottolinea il collega Ciccarelli circa la possibilità
di inserire, quando le circostanze lo meritano, interventi in tempo reale.
Il problema è che un intervento è una cosa, una “ultimora” è
un’altra. Nel senso che non siamo in grado di immaginare quanti
interventi o contributi esterni possano arrivare al ‘Vadonline’.
Apparirebbe poco elegante, nel caso per esempio ne arrivasse uno solo in
un mese, se quell’intervento vi restasse, appeso come una pera cotta, il
tempo che ci separa dal numero successivo.
Meglio dunque, al solito, mettere tutto insieme, aspettare un mesetto e
leggere quel po’ di materiale che al momento serve ad allestire il ‘Vadonline’.
E veniamo alla questione di fondo.
Se essere settari significa mettere - seriamente - in discussione la
presunta autonomia della quasi totalità dei nostri organi di
informazione, siamo contenti di esserlo e non ce ne vergogniamo.
Il buon Enrico sta dirigendo in maniera abbastanza professionale un
settimanale, il suo ‘Foggia & Foggia’, che numero dopo numero
dimostra di prepararsi a fare il grande salto da settimanale a quotidiano.
Non sappiamo quando e come ma le prove generali a mio avviso sono in atto.
Forse quel che prima si doveva chiamare ‘Effeggi’ o ‘Il resto di
niente’ oggi, o dopodomani, si chiamerà ‘Foggia & Foggia’, e su
questo punto nessuno può negare al collega di credere in questo progetto
da anni accarezzato e ogni volta bloccato per difficoltà finanziarie
oltre che dalle insidie del mercato. Oggi quelle difficoltà - come
dimostra il progressivo miglioramento contenutistico e l’aumento di
pagine - sembrano superate.
Altri si stanno facendo carico del settimanale e a parte i nomi di
Santaniello e Zanasi - mai smentiti dai diretti interessati - nulla è
dato sapere circa la reale composizione societaria alle spalle di
‘Foggia & Foggia’. Che non è un giornalino di soli annunci, come
ce ne sono tanti qua e là: ci troviamo di fronte ad una realtà
editoriale non certo di poco conto. Una redazione con tre o quattro
redattori fissi, una trentina di collaboratori esterni, un ottimo grafico
e almeno 10.000 copie da pagare ogni settimana alla tipografia leccese che
da quasi un anno stampa il nuovo ‘Foggia & Foggia’. Più tutti gli
altri costi di gestione. Su questo punto non sbaglia Tatarella a chiedersi
- nei consueti modi impropri che non “ci azzeccano” in un quotidiano -
come faccia a sopravvivere dignitosamente questo settimanale. Sono, più o
meno, le obiezioni che lo stesso Enrico Ciccarelli (e noi del ‘Vadonline’)
poneva a Franco Mastroluca e al quotidiano ‘La Grande Provincia’ a suo
tempo, rimaste lettera morta nel caso del politico diessino e che
rischiano di esserlo anche con l’assessore regionale di Forza Italia.
Lo ripeto: Santaniello potrà candidarsi a Sindaco di Foggia e a
Segretario Generale dell’ONU, ma abbia il buon gusto di precisare la
portata dei suoi interessi nel mondo dell’informazione, che
probabilmente non si esauriscono con ‘Foggia & Foggia’.
E qui ci risiamo, perchè nessuno ci farà credere del contrario e sia
detto non in senso assoluto ma guardando in faccia i foggiani, volendo
anche uno alla volta: ai mecenati non ci crediamo. Agli “editori” che
vogliono così bene ai propri concittadini, da offrire loro platee in
stile hollywoodiano e spazi di libertà un tanto al chilo, non daremo mai
credito. Fino a prova contraria. Quale? Che escano allo scoperto e dicano
col candore dei fanciulli la verità: e cioè che loro finanziano certa
stampa per mera convenienza e non per amore del prossimo. Per il resto
possono pensare, dire e fare quel che vogliono.
Noi staremo sempre qui a dubitare. Perchè il dubbio fa crescere lo
spirito, il denaro fa crescere gli interessi. E non certo nel senso di
Luther King sposato da don Milani.
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