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Anno 4, n. 100 IN
QUESTO NUMERO | |||||||||||||
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GUARDIE & LADRI OSSERVATORIO
SULLA QUALITA’ DELL’INFORMAZIONE LOCALE Mani rubate
all'agricoltura! Torna, anche se episodicamente, la nostra rubrica dedicata
a chi si diletta a riempire pagine di giornali e riviste locali anche
grazie all'uso di internet. Come si sa, nel grande mare della rete delle
reti è possibile trovare di tutto. Giornali e giornalisti foggiani, come denunciato dal nostro
giornale e da questo originale Osservatorio,
non hanno mai smesso di prendere a piene mani da internet anche se i due
quotidiani cittadini - 'Quotidiano
di Foggia' e 'La Grande
Provincia' - questa pratica l'hanno finalmente messa da parte, in
seguito alle nostre ripetute segnalazioni. Ma qualcosa resta, come dimostriamo in questo 100° numero
del 'Vadonline'. Ricominciamo ad occuparci delle nuove scorribande
telematiche - o commesse utilizzando chissà quali altre fonti - con una
nuova rivista foggiana, della quale sono finora usciti due numeri. Si
chiama 'Eno Gastronomia - Impresa
& mercato', il direttore è Daniele Circiello, la responsabile di
redazione è la collega Rosalia Marcantonio ed è edita da Solution
Service. Un editore che
si muove un po'... confusamente se in copertina risulta il logo Solution edition, all'interno Solution
Service e più avanti Solution
Groups. Poco male, dovrebbe trattarsi sempre dello stesso soggetto la
cui "sede direzionale" è in via Imperiale, 13/I. Quello da noi
monitorato è il numero uno, datato aprile 2004. Il pezzo che a noi sembra
tanto ripreso da internet si trova a pagina 29 ed è intitolato Imprenditrici Agricole: L'esempio di Sibilla e di tre sorelle valdostine.
Il corsivo finale è nostro. A parte l'uso massiccio e inutile delle
maiuscole, quel 'valdostine' va invece letto nel senso di valdostane, cioè
della Valle d'Aosta. Oltre ad aver ovviamente mozzato la firma della legittima
proprietaria di tre quarti di articolo, il "chirurgo" della
rivista si è sbizzarrito a invertire la sequenza delle frasi, riprendendo
poi da qualche altra parte il resto del materiale per concludere il pezzo.
Brano che ovviamente non si è avuta la decenza di firmare, per fortuna... Vi presentiamo l'articolo che abbiamo trovato su internet
all'indirizzo www.donneinviaggio.com/lavoro/lavori%20nella%20natura.htm e che per la
cronaca è datato 3 luglio 2002. Le parti in grassetto - a parte titolo e nome
dell'articolista - sono quelle che compaiono nell'articolo pubblicato
dalla nuova rivista foggiana. Buona lettura con la speranza che i colleghi
di 'Eno Gastronomia - Impresa &
mercato' non abbiano più a ripetersi, soprattutto per tenere fede
all'impegno posto di fianco alla testata in copertina: Sapienza e cultura. LAVORI NELLA NATURA:
IMPRENDITRICI AGRICOLE di
Oriana Pecchio Essere donna non è
facile neanche per chi decide di mollare una vita in ufficio per diventare
imprenditrice agricola. È accaduto così a
Sibilla quando andava a chiedere l'iscrizione ai Coltivatori Diretti: dato
che era incinta della prima figlia le dicevano che non avrebbe potuto fare
certi lavori (come se in passato le donne in montagna e in campagna non
avessero lavorato fino al giorno prima di partorire). Sibilla Mastrangelo,
35 anni, invece ce l'ha fatta, a fare tre figli di 8, 6 e 4 anni e a
gestire un allevamento di ovi-caprini (una settantina di capi in tutto),
con annessi tre cavalli, un asino e tanti coniglietti. L'azienda agricola
Dosila, situata a Lasino in provincia di Trento, ai piedi del Monte
Bondone, produce latte di capra, prodotti artigianali (pantofole,
cappelli, gilet) in feltro ottenuto dalla lana di pecora lavata, cardata e
lavorata con acqua calda e sapone neutro, secondo un'antica tradizione.
L'attività presto si amplierà: si sta costruendo un caseificio e un
agriturismo. "Le capre - mi spiega - hanno latte da gennaio, quando
partoriscono, ad agosto e dal prossimo gennaio inizierà la lavorazione
del latte per fare formaggi di capra freschi e stagionati. Inoltre fin
dall'inizio avevo pensato di abbinare il turismo all'attività
agricola". Sibilla non ha una tradizione di casara alle spalle, ma ha
partecipato a corsi organizzati dalla provincia autonoma di Trento, da cui
ha ricevuto anche qualche incentivo per l'attività. "Sono
rappresentante per il settore delle attività agricole nel patto
territoriale del Monte Bondone, un organismo creato dal Comune di Trento
per rivitalizzare l'area del Monte Bondone, non più competitivo come
centro di sport invernali, coinvolgendo attività di diverso tipo". "I primi anni
sono stati duri -
continua - ma grazie all'aiuto di
mio marito, che ha un lavoro fisso, e al sostegno dell'intera famiglia
(anche i bambini sono coinvolti nelle attività che occupano parecchie ore
al giorno), l'azienda è cresciuta e oggi cominciano ad arrivare le
soddisfazioni". Tra le altre il fatto
che l'azienda sia visitata da molte scuole per assistere alla lavorazione
della lana e alla mungitura. Sibilla, che ha cominciato questo lavoro,
considerandolo quasi un hobby si sente oggi ampiamente ripagata delle
fatiche non indifferenti che deve aver sostenuto, come se avesse trovato lo zucchero per mandar giù la
pillola del lavoro quotidiano. Il suo è un interessante esempio di
rivisitazione di un lavoro antico, gestito con mentalità moderna e
intraprendente e le tecnologie moderne (impianto di mungitura, impianto di
essiccazione del foraggio prodotto in azienda) sono state abbinate all'uso
di materiali tradizionali (pietra e legno nelle costruzioni, alimentazione
del bestiame con fieno e granturco prodotto senza pesticidi o sostanze
chimiche di sintesi). Dall'altra parte
dell'arco alpino, un altro esempio di imprenditoria al femminile:
l'azienda agricola Les Cretes a Oyace in Valpelline (Valle d'Aosta),
gestita da tre sorelle, Elena, Luisella e Nadia Favre. La prima svolge le
mansioni di casara, la seconda si occupa del pascolo e l'ultima dei
problemi igienici. L'azienda produce fontina e fromadzo, formaggi dop, con il latte di
140 bovine che da fine maggio a metà ottobre pascolano negli alpeggi
dell'incontaminata Valpelline. I formaggi si ottengono con un antico
procedimento di cagliatura e cottura del latte, seguiti dalla maturazione
nelle cantine dell'alpeggio. In questa fase le forme vengono salate e
pulite manualmente in superficie. Quando sono pronte vengono trasferite
nel magazzino di fondo valle per un'ulteriore maturazione. La qualità del
prodotto è garantita dal consorzio di tutela del marchio
"fontina". Un'antica attività, riproposta, anche qui, con tutta
l'energia del femminile. Oriana Pecchio Sibilla Mastrangelo è stata relatrice al convegno
"Matriarcato e Montagna" organizzato dal Centro di Ecologia
Alpina a Viozze del Monte Bondone nel dicembre
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