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Anno 4, n. 100 IN
QUESTO NUMERO | |||||||||||||
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INIZIATIVE/2 Per difendere Kàlena
scrivono al Ministro Urbani La Presidente di
"Italia Nostra" Gargano, Menuccia Fontana e la Presidente del
"Centro Studi Martella" di Peschici, Teresa Maria Rauzino, hanno
inviato una lettera all'attuale Ministro per i Beni Culturali prof.
Giuliano Urbani, con l'intento di coinvolgere il suo dicastero per la
salvezza dell'Abbazia di Kàlena dall'incuria. Ecco il testo. Al Ministro dei Beni
Culturali Prof. Giuliano Urbani Gent.mo Ministro, qualche tempo fa, Lei affermò: "Qualche bene pubblico minore, anche se con qualche rilevanza
artistica, potrebbe essere venduto. I privati che lo comprano, se gli
oggetti restano vincolati, li mantengono con più cura di come li mantiene
lo Stato". A smentire purtroppo questa Sua convinzione, Le
sottoponiamo un caso esemplare di cui l'Associazione Italia Nostra e il
Centro Studi Martella si stanno occupando da anni, sensibilizzando
Soprintendenza, Istituzioni ed Enti locali, Ministero dei beni culturali.
Col risultato che oggi siamo tutti chiamati in uníaula di Tribunale a
doverci difendere da accuse pretestuose (diffamazione), soltanto perchè
la realtà delle nostre affermazioni è banalmente verificabile. L'oggetto in questione è Santa Maria di Kàlena. Con il K
perchè a costruire il complesso monastico nell'872 furono i frati greci
di san Basilio, e poi intorno al Mille, come risulta da atti pubblici, fu
donata al monastero benedettino delle Isole Tremiti. La struttura di tutto
il complesso, di elevata qualità, è un'inestimabile documento
dell'architettura primitiva
romanica. Conobbe splendori e decadenza, era luogo di culto, apparteneva a
tutti, come la statua lignea di una Madonna di pregiata fattura, venerata
da tutto il Gargano. Oggi, ad una delle due chiese manca il tetto, così da
rendere tragicamente visibili le pareti di conci, squadrati e firmati da
scalpellini borgognoni, itineranti sulla via Francigena. La chiesa più antica è stata divisa in due magazzini per
macchine ed attrezzi agricoli, dove gli affreschi bizantini sono corrosi
dall'incuria e dal nerofumo. Il degrado ha inizio dalla fine del Settecento, quando Kàlena
cessa di essere un insediamento monastico per passare al Regio Demanio, e
quindi venduta a privati, che la utilizzano come azienda agricola. Il
complesso risulta monumento vincolato già dal 1918. Intorno a questa storia c'è lo sdegno di tutta la società
civile del Gargano e non solo. Associazioni, amministratori, comitati,
Ente Parco (il Gargano è parco nazionale), il clero, nella persona
dell'Arcivescovo, cercano di trovare soluzioni senza riuscirci. C'è la
famiglia proprietaria che rivendica i suoi diritti su questo bene
collettivo di inestimabile valore che non ha saputo preservare, anche per
l'assenza della Soprintendenza, che ancora oggi cerca di minimizzare il
degrado palesemente sotto gli occhi di tutti. Chiediamo il Suo autorevole aiuto, Signor Ministro, per
salvaguardare questo bene e riconsegnarlo alla società civile, che ha il
diritto di poterne fruire. Il Gargano rivuole l'uso della sua abbazia,
vuole ripristinare il culto della chiesa più antica esistente sul suo
territorio. Per "salvarla" dai privati, che vorrebbero
cancellarla dalla memoria storica. Noi non ci lasceremo intimidire dall'arroganza. Difenderemo
questo bene collettivo. Per ridare dignità a quei cosiddetti "beni
minori" che, come in questo caso, sono testimoni di un'antica
cultura. Rappresentano una storia irripetibile, che dovrà ancora
"essere letta" dalle future generazioni. Peschici 19-04-2004 Menuccia Fontana Presidente "Italia Nostra" Gargano Teresa Maria Rauzino Presidente "Centro Studi Martella" di
Peschici (FG) ^^^^^^^^
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