|
|
| ||||||||||||
|
| ||||||||||||
|
Anno 4, n. 100 IN
QUESTO NUMERO | |||||||||||||
|
QUOTIDIANI Le
novità di Paciello Mentre scriviamo non abbiamo certezza del fatto che a
guidare 'La Grande Provincia' sarà
ancora il collega Giovanni Dello Iacovo. Alla data di martedì 20 aprile lo è anche se molti fatti
sembrano remare contro l'editore, o il suo alter ego, quel Piero Paciello
che a tutti i costi sembra avvinghiato alla sua creatura al punto da far
scrivere ad 'Italia Oggi',
nella edizione di martedì 30 marzo 2004, cose che non stanno nè in cielo
è in terra. Secondo il giornale economico-finanziario, a partire dallo
scorso 8 aprile 'La Grande Provincia' avrebbe cambiato aspetto. "Non
tanto a livello grafico e di formato ma sui contenuti, cercando una nuova
identità che possa portare le vendite a quota 4 mila copie giornaliere
entro la fine del 2005. Cifra, questa, necessaria per raggiungere il break
even stabilito dalla nuova proprietà". Punto primo: vorremmo capire cosa è realmente cambiato
dallo scorso 8 aprile, rispetto a quel che era fino al 7 aprile 'La Grande
Provincia'. Forse Paciello non potendo dire la verità, e cioè che mezza
redazione lo ha abbandonato, è costretto a fare per forza un giornale
diverso. Punto secondo: ma se il precedente break even - cioè il
punto di pareggio necessario alla sopravvivenza di una qualunque testata -
che era stato fissato in 4.500 copie non è stato nemmeno lontanamente
toccato per ammissione dello stesso Paciello, come potrà accadere con il
nuovo proprietario, che per la cronaca è il padre Donato Paciello? Punto terzo: a noi risulta che le vendite sono di poco al
di sopra delle 200 copie giornaliere. Ma Paciello sfodera il suo consueto
pezzo di magia e le trasforma in dieci volte tanto. Ecco quel che dichiara
a Giorgio Naccari, di 'Italia Oggi': "Partiamo
con una base di 2 mila copie, quota ormai consolidata. Quanto abbiamo
fatto fin qui, pur con risultati soddisfacenti che hanno portato anche a
un incremento pubblicitario del 25%, non ha dato certe risposte, non ci ha
soddisfatto. Puntavamo su un quotidiano popolare ma forse abbiamo fornito
un prodotto troppo sofisticato tranne per l'informazione sportiva che con
l'inserto del lunedì ci ha permesso di conquistare centinaia di
lettori". Sorprende, al solito, che Paciello parli a briglia sciolte
come se a Foggia avessimo tutti il prosciutto davanti agli occhi. Ma
quando mai LGP ha voluto puntare ad essere un "giornale
popolare"? E quando mai c'è stato il cosiddetto settimo numero,
quello del lunedì con annesso "inserto sportivo"? Quello che
esce il lunedì, se lo ricorderà bene il direttore Giovanni Dello Iacovo,
è oggi come ieri un giornale a sé stante, tanto che è interamente
dedicato allo sport! Prosegue Paciello su 'Italia Oggi': "Faremo in modo di fornire un prodotto più naturale e più
commerciale. Siamo certi che con la nuova identità raddoppieremo le
vendite nel giro di un anno e mezzo, raggiungendo le 4 mila copie". "E' certo che
potenzieremo ancor più la parte sportiva che ci ha regalato molti
consensi. Sono allo studio nuovi spazi e nuove soluzioni. sarà in ogni
caso il quotidiano dei foggiani, con i quali vogliamo stabilire un
rapporto nuovo e duraturo". Secondo 'Italia Oggi', 'La Grande Provincia' esce con una
foliazione minima di 24 pagine che cercherà di portare poi a 28. E questo
è vero. Da qualche tempo sono garantite le 24 pagine, ed è aumentata la
cosiddetta pubblicità commerciale. Qualche dubbio lo nutriamo sul
potenziamento dello sport. Con i tempi che corrono, visti i ripetuti
scivoloni calcistico-giudiziari del Foggia Calcio, al più LGP potrà
incorniciare le vicende del Manfredonia in procinto di scalare in C/2 e
diventare così il punto di forza del calcio professionistico in
Capitanata. Il giornale foggiano, sempre secondo Paciello e 'Italia
Oggi', amplierà presto il suo raggio d'azione anche a nord di Bari oltre
che a Foggia. Ma questo non era stato promesso già un anno e mezzo fa? Insomma, siamo alle solite. Tra belle parole, inesattezze,
sogni beati si rinnova il dibattito attorno a questa piccola e comunque
significativa realtà editoriale della nostra provincia. 'La Grande Provincia' nel giro di pochi mesi ha perso per
strada tutti o quasi i suoi pezzi migliori. Hanno abbandonato Franco
Mastroluca, Lello Saracino, Michele Gualano, Siro Palladino, Gianni di
Bari, Mariella Bulso, Enzo Pizzolo, Sergio Imperio e un certo numero di
corrispondenti. Il direttore Giovanni Dello Iacovo sarebbe in procinto di
farlo da un momento all'altro, salvo novità della ultima ora. Possibile che nell'euforia dell'intervista, Piero Paciello
non abbia sentito il dovere morale di fare un minimo cenno a questi
compagni di ventura che per tanto tempo e a costo di grandi sacrifici
hanno creduto in lui e nel suo progetto?
^^^^^^^^ Riproponiamo, a
beneficio dei lettori del 'Vadonline', un pezzo pubblicato
dal nostro giornale, nel numero 61 del 21 ottobre 2002, a proposito della
nascita del quotidiano 'La Grande Provincia'. 'LGP'/ UN LUNGO DECALOGO I 16 punti su cui si
fonda la scommessa de 'La
Grande Provincia' Il direttore Giovanni Dello Iacovo - cui va il nostro
sincero augurio, a lui e a tutti i suoi collaboratori, perchè affrontino
nel migliore dei modi l'impresa - come era nelle previsioni ha firmato
l'editoriale di presentazione. Che ospita una lunga e sterminata serie di
impegni, alcuni realistici altri di là da venire, che dovrebbero dare la
misura del raggio d'azione de 'La
Grande Provincia'. A beneficio di chi non ha letto quell'editoriale,
li riassumiamo: 1) ogni giorno decifrerà l'attualità e il futuro della
comunità provinciale; 2) farà informazione completa (e non solo proponendo una
cronaca fine a se stessa); 3) le coordinate del lavoro giornalistico saranno
all'insegna della qualità, dell'autorevolezza, della imparzialità, della
completezza, degli approfondimenti, delle letture piacevoli; 4) «cercherà di
essere un giornale che selezioni gli indirizzi, chiarendo l'opzione
"politica" in cui s'inscrive e giustificandola con obiettività»; 5) Sarà «un
giornale che raccolga le spinte all'innovazione, concepita come elemento
che produce discontinuità utili a scombinare e ricombinare rapporti di
forza, privilegi e leadership»; 6) Sarà «un
giornale locale, nazionale ed europeo, che sorvegli con attenzione la
combinazione di questi tre registri utili a collocare ciascuna delle
funzioni classiche di un giornale: l'informazione, la denuncia, il libero
confronto di opinioni, la crescita culturale»; 7) Sarà un giornale indipendente «nel senso che scommette sulla professionalità di chi ci lavora»; 8) «Vivrà di
mercato e indirizzerà le sue antenne verso le realtà che ancora
aspettano di essere classificate e interpretate, di modo da allargare la
platea dei potenziali lettori e del pubblico»; 9) «Si impegnerà
nell'attività di denuncia e di inchiesta, ritenendola un fattore
incomprimibile di crescita delle libertà»; 10) «Il piano delle
regole sarà sorvegliato con con obiettività e spregiudicatezza, sia per
quanto attiene alle garanzie individuali, sia per quanto attiene alla
correttezza e all'imparzialità dell'attività pubblica»; 11) «Riserverà
particolare interesse alla qualità della vita e del governo urbani»; 12) «Investirà
sulla pluralità e sull'autonomia come valori-base che giustificano
qualsiasi opzione politica»; 13) «Cercherà di
essere un giornale sintonizzato sui valori del laicismo, del rigore
morale, dell'innovazione e dell'inefficienza»; 14) «Attento e
soggetto ai mutamenti, perchè profondamente inserito nella realtà in cui
è diffuso, avrà come bussola l'onesta rappresentazione degli elementi
che servono ai lettori perchè si formino un libero e consapevole giudizio
sui fatti e sugli argomenti che il giornale affronterà»; 15) «Cercherà di
creare e conservare nel tempo un'appartenenza reciproca con i lettori che,
ogni giorno, sceglieranno di acquistarlo in edicola»; 16) «L'ambizione del prodotto è alta». L'obiettivo è inserirsi in un contesto editoriale nazionale.
| |||||||||||||