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Anno 4, n. 100 IN
QUESTO NUMERO | |||||||||||||
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RIFLESSIONI Cattolici col guanto Ci perdoneranno i lettori del 'Vadonline' se apriamo una finestra, che a qualcuno apparirà fuori
luogo. Precisiamo invece che questa finestra si affaccia nel vasto e
intrigato mondo dei media locali, poiché è da qui che possiamo
verificare l'uso che viene fatto, specie in prossimità delle competizioni
elettorali, di taluni organi di informazione. Non se ne abbia a male qualcuno. Non intendiamo
identificare nè processare alcuno di essi. Ci offrono solo lo spunto per
ampliare il discorso sulla responsabilità dei cattolici non solo rispetto
al mondo della informazione e della comunicazione ma soprattutto verso la
società. Assistiamo ormai da svariati anni alla proliferazione in
città, di numerose associazioni, centri culturali, movimenti che
affermano di guardare ai cattolici. E ad essi si rivolgono, soprattutto
quando c'è qualche voto nei paraggi da raccogliere, evitando che magari
vada disperso. Un aspetto del tutto legittimo, per carità. Ma vorremmo fermarci un momento prima che ciò accada,
diciamo al momento in cui un cattolico ha avuto la folgorazione ed è
diventato tale, con i relativi diritti e doveri. Se aguzziamo bene la vista, e magari dotati di qualche
virtuale telecamera nascosta, cerchiamo di capire in che modo questi
cattolici della nuova generazione si comportano verso la società di cui
sono espressione e che cercano a vario titolo di rappresentare. C'era un tempo, nemmeno troppo lontano, in cui senza l'énfasi
della ribalta mediatica tanti cattolici venivano identificati per un
marchio inconfondibile: la capacità di rapportarsi al prossimo, per
intenderci meglio quello più bisognoso, i diseredati, gli ammalati gravi,
gli afflitti. Insomma gli Ultimi, che pure qualcuno in tonaca nera e
grigia recentemente ha cercato - inutilmente - di rappresentare. Nel silenzio, ruminando fatica e dedizione, applicando in
buona parte dell'anno e non solo nel periodo pre-pasquale, i tre gesti
quaresimali canonici - preghiera, elemosina, digiuno - si riusciva ancora
a distinguere un Buon Cristiano da un cristiano buono a fare tante cose
tranne quelle per cui è chiamato a rispettare un patto di straordinario
valore. Poi sono arrivate le associazioni, quelle di Volontariato
con la "V" maiuscola che presto l'hanno ridotta in "V"
minuscola. Sempre di area cattolica e quasi sempre affini a questo o a
quel politico, sempre in cerca di finanziamenti pubblici. Ma va bene,
diciamo noi, purchè si combatta per la causa. Peccato che nel frattempo i poveri si siano moltiplicati,
gli ammalati crepino in casa nel disagio delle famiglie, gli
extracomunitari vengano cacciati. In questo contesto le Parrocchie
appaiono sempre più centri culturali che Chiese. Insomma, vanno bene i cattolici in politica salvo poi,
quando falliscono, scegliere cosa fare, se i cattolici veri o i politici
di mestiere ma senza etichette-chic. E per fallimento intendiamo politiche
sociali disattese, riluttanza a dialogare con i bisognosi, compravendita
di voti (nella migliore delle ipotesi) o di posti di lavoro (nella più
vergognosa). Foggia è piena di episodi del genere, magari solo
accennati, talvolta ammessi tra le righe o eloquenti come quando le
inchieste giudiziarie finiscono per dimostrarlo in maniera
incontrovertibile. E badate, parliamo di cattolici a 360°, senza preferenze
di sorta. Cattolici sono Agostinacchio, Pellegrino, Ciliberti e Vittorio
Salvatori. Dichiaratemente cattolici sono i coniugi Irmici-Fidanza,
inossidabile coppia di politici della nuova generazione esplosa con la
meteora berlusconiana, anche se accasati in AN. Cattolico era il famoso
Sindaco da tanti definito "mister 10 per cento". Tutti
probabilmente devoti alla Madonna dei Sette Veli che, per una città come
Foggia, dovremmo trasformare in Sette Veline per come va il
"mercato" dell'informazione. Evitiamo però di imbastire un inutile dibattito sul pedigree
di chi, metaforicamente, ce l'ha più duro e puro. Il credo, naturalmente. Questo vorremmo ricordare ai cattolici della nuova
generazione: non si può prescindere dai valori veri, dal sentimento più
autentico che dovrebbe portare una persona realmente credente a fare passi
successivi sempre più importanti ma sempre coerenti. Parafrasando uno slogan epico di Berlusconi, aggiungerei al
fatidico "Meno tasse per tutti" anche un "Più culi da
pulire". E' da quell'impegno che può ripartire il Cattolicesimo
autentico dei finti cattolici. (m.d.t.) ^^^^^^^^
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