HOMEPAGE

Chi siamo

Il Settimanale

Medi@cap

Agorà S.E.

Banca Dati

Media in rete  

Links Utili  

Arretrati

Contatti

Annunci

Copyright

I partners


clicca qui per aggiungere il sito
ai preferiti

IlVademecum - settimanale di informazione su chi fa informazione
Registrato al Trib. di Foggia al n. 1/2001 - Direttore responsabile: Arcangelo Renzulli
Editore: Agorà Service Editoriale. - Sede legale Via S. Antonio, 214 - Foggia

MEDI@CAP - OSSERVATORIO SUI MEDIA LOCALI

LEGISLAZIONE

ARRETRATI

MEDIA IN RETE

DATI VENDITA

I PARTNERS

Anno 4, n. 97
gennaio 2004

SOMMARIO

Un appello per sollecitare e promuovere un movimento d'opinione per ridare stimolo ed orgoglio alla categoria dei giornalisti

di Lino De Matteis

Per il tramite del collega Nino Abate, ci giunge il testo di questo Appello a firma di Lino De Matteis che sottoscriviamo pienamente e rispetto al quale invitiamo altri, colleghi e non, a diffondere.

Art. 1

Contratto nazionale lavoro giornalistico

La legge su "Ordinamento della professione giornalistica" del 3 febbraio 1963, n. 69 garantisce l'autonomia dei giornalisti e fissa i contenuti della loro deontologia professionale specificando che "è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà di informazione e di critica, limitata dall'osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede".
E' necessario che il giornalista riscopra orgoglio e dignità del suo ruolo per uscire dalla crisi della categoria, determinata dalla rivoluzione tecnologica, da una parte, e dalla volontà degli editori di ridurre gli organici e far saltare le regole contrattuali, dall'altra.
Il giornalista deve riacquistare coscienza della sua funzione sociale e della sua insostituibile opera per la salvaguardia della democrazia, svolgendo, da una parte, il ruolo di contropotere, di "cane da guardia del potere" - qualsiasi potere, di qualsiasi colore e di qualsiasi genere, politico, economico, culturale, ecc. - e, dall'altra, quello di dar voce alle esigente della gente comune, del popolo dei cittadini.
La difesa della "libertà d'informazione e di critica" è il presupposto di questa presa di coscienza del mestiere di giornalista, l'unico costituzionalmente protetto (Art. 21). Un principio sancito nella legge istitutiva dell'Ordine dei Giornalisti (69/1963) ("è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà di informazione e di critica") e richiamato anche nell'Art. 1 del Contratto nazionale di lavoro giornalistico. E proprio questo richiamo nel Cnlg deve far diventare la difesa della libertà d'informazione e di critica argomento di confronto sindacale all'interno delle redazioni, tra giornalisti ed editore e tra giornalisti e direttore, garante dellíautonomia della testata.
Senza questa riscoperta, perdono contesto ed incisività anche le lotte per il rispetto delle altre norme contrattuali. Se il giornalista non ripone al centro del confronto aziendale e sociale la sua fondamentale opera di mediatore tra potere e società, se non riscopre la qualità del suo lavoro resterà inevitabilmente stritolato dai tempi imposti dalle tecnologie ed emarginato dalla dilagante capacità delle fonti di confezionare e sfornare direttamente pacchetti di notizie, servizi ed immagini.
Contro la burocratizzazione impiegatizia strisciante, che gli fa perdere potere contrattuale, il giornalista deve riscoprire l'essenza e la qualità del suo lavoro, deve tornare a sentirsi ed essere orgogliosamente "giornalista", dalle grandi alle piccole redazioni.
I colleghi che sottoscrivono questo appello non intendono essere o costituire gruppi o correnti all'interno del sindacato, ma solo sollecitare e promuovere un movimento d'opinione per ridare stimolo ed orgoglio alla categoria tutta.