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Il 28 febbraio scorso
- tre mesi dopo Gianni Piomelli - è prematuramente scomparso il collega
Bruno Orsini. Lo abbiamo appreso per caso, leggendo un manifesto scritto
dai suoi colleghi della ASL, azienda sanitaria locale presso la quale
lavorava da una quindicina di anni. Non abbiamo avuto il tempo necessario
di tracciare un ricordo professionale dell’amico e collega Bruno. Lo
faremo certamente nel prossimo numero del ‘Vadonline’.
Oggi ci piace ricordarlo, umanamente, con le parole che ci ha gentilmente
concesso Claudio Botta, che ringraziamo. Alla famiglia Orsini Della Rovere
e ad Angela in particolare, validissima collega impegnata per lavoro da
qualche anno in Romagna, il nostro sincero cordoglio. Il mio amico Bruno di
Claudio Botta L’ho conosciuto giovanissimo, Bruno Orsini. Attraverso i
ricordi di Aldo, attraverso i gesti, le parole, il viso di un figlio che
più lontano non poteva essere, ma che proprio per questo lo adorava, con
il rispetto e la distanza di chi non si sente all’altezza, e allora
punta tutto sulla rottura. Aldo era un mito, nei corridoi della Carducci,
con il suo skateboard e con la sua irriverenza; ed era la simpatia in
persona nei nostri pomeriggi di primavera in motorino e nei nostri giochi
inventati d’estate, nelle ragazzine da ammirare da desiderare da
prendere in giro, per sentirci già grandi, già pronti a un mondo che di
noi non aveva ancora la minima percezione, mannaggia.
di
Teresa Maria Rauzino |
Anno 3, n. 80 IN
QUESTO NUMERO
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