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I comunicati pubblicati non impegnano l'Editore nè la Redazione. Le libere opinioni espresse sono di pertinenza esclusiva dei loro autori. Siate possibilmente brevi, chiari e corretti nella stesura. Grazie.

 

dall'Amministrazione Provinciale di Foggia

Comunicato stampa

N. 264 del 29 luglio 2003

(264 – C.M.) CONSIGLIO PROVINCIALE: IL PRESIDENTE STALLONE PRESENTA LE PROPRIE LINEE PROGRAMMATICHE. RINVIATA L’ELEZIONE DEI VICEPRESIDENTI.

Lasciarsi guidare dal territorio, valorizzandone le potenzialità ed affrontando le emergenze che impediscono la piena espressione delle sue risorse: è questa l’idea alla base del programma di governo che il Presidente della Provincia di Foggia Carmine Stallone ha presentato questa mattina al Consiglio Provinciale.
Pace e legalità, disoccupazione giovanile, disagio sociale, aree interne le emergenze identificate nel programma: diversi gli strumenti indicati per la loro risoluzione, a partire dal “tavolo di concertazione per la legalità” per giungere al consolidamento dell’azione di coordinamento della Provincia nei confronti dell’economia del territorio.
La valorizzazione delle potenzialità provinciali passa invece attraverso politiche settoriali mirate alla creazione di un “sistema Capitanata”: in primo piano, dunque, difesa e valorizzazione dell’ambiente, piano territoriale di coordinamento, viabilità, trasporti e infrastrutture, agricoltura, turismo, cultura, sport.
Nel programma non mancano, inoltre, riferimenti al trasporto aereo come essenziale per il rilancio economico della provincia e ad un sistema di relazioni esterne che riprende l’idea, lanciata a suo tempo dall’ex Presidente Antonio Pellegrino, della Federazione delle Quattro Province (Foggia, Avellino, Campobasso e Benevento).

La comunicazione del Presidente Stallone ha aperto quindi il dialogo delle forze di governo sulle linee programmatiche che verranno perseguite nel corso del mandato, discussione che proseguirà dopo la pausa estiva.
Tra gli accapo del Consiglio odierno anche l’elezione dei due vicepresidenti, di cui uno per la maggioranza ed uno per la minoranza: la discussione del punto si è però conclusa con un rinvio, a seguito di una richiesta in questo senso del capogruppo di Forza Italia Michele Del Conte.
Le forze di minoranza non hanno infatti indicato il proprio candidato per la carica di vicepresidente; compatta, invece, la maggioranza nel proporre il nome di Anna Maria Carrabba, già consigliere provinciale nei due precedenti mandati amministrativi e Assessore Provinciale alla Pubblica Istruzione e Politiche Sociali dal febbraio 2002 al maggio scorso.
Il punto sarà quindi discusso durante la prossima seduta del Consiglio Provinciale, prevista tra la fine di agosto ed i primi giorni di settembre.

Ufficializzati, invece, i nomi dei capigruppo consiliari: si tratta di Antonello Summa (Democratici di Sinistra), Francesco Ognissanti (Margherita), Nicola Tavaglione (Socialisti Democratici Italiani), Orazio Schiavone (Udeur), Antonio Rolla (Lista “Stallone Presidente”), Gerardo Valentino (Rifondazione Comunista), Paolo Agostinacchio (Alleanza Nazionale) Michele Del Conte (Forza Italia), Angelo Cera (Udc), Mario Piccirilli (Nuovo Psi).
La riunione dell’assise ha inoltre sancito ufficialmente la surroga di Orazio Ciliberti, nominato Assessore Provinciale alle Politiche del Lavoro e Formazione Professionale, con il primo dei non eletti della Margherita Sergio Clemente.

Il testo dell'intervento del presidente Carmine Stallone

Signor Presidente del Consiglio, Colleghi Consiglieri ed Assessori, Signore e Signori,

La nostra assise è oggi chiamata ad un adempimento tutt’altro che formale: l’approvazione delle linee di governo che ispireranno la nostra azione politico-ammini-strativa durante il mandato che ci è stato affidato dai cittadini.

Per la prima volta, la presentazione e l’esame delle linee si svolgono secondo la nuova procedura, che esalta l’ìmportanza di questo passaggio.

Un’amministrazione locale non può governare all’insegna dell’improvvisazione e della provvisorietà. Non può farlo per una ragione etica, perché ha ottenuto il consenso dei cittadini sulla base di un programma elettorale. Non può farlo in modo particolare un’amministrazione come la nostra, chiamata a governare un territorio complesso ma nello stesso tempo di straordinario valore.

Oggi dunque non celebriamo un rito, qualcosa che si deve fare in ossequio alla legge ed allo statuto. Oggi poniamo le basi concrete del nostro cammino per I prossimi anni, con l’augurio che sia un cammino denso di risultati e di soddisfazione sia per l’amministrazione, sia per il territorio.

La quintessenza del nostro programma, del resto, sta proprio in questo: rendere il rapporto tra amministrazione e territorio qualcosa di sempre più stretto e profondo, fino a farlo diventare un binomio inscindibile.

Non è facile, non sarà facile. Però è un obiettivo decisivo per cercare di dare alla Capitanata prospettive migliori di quelle che le riserva un presente molto critico.

Si tratta di far diventare l’amministrazione provinciale una risorsa centrale per il governo e lo sviluppo del territorio, partendo dalla consapevolezza che il territorio ha in se stesso tutte le risorse necessarie per costruire lo sviluppo.

La nostra amministrazione si insedia all’indomani di due consiliature molto ricche di intuizioni, che hanno considerevolmente modificato, per non dire rivoluzionato, la fisionomia istituzionale dell’Ente Provincia.

Prima dell’esperienza Pellegrino, la Provincia era un ente relegato a poche funzioni, che non riguardavano la totalità dei cittadini. Possiamo dire che oggi l’amministrazione è diventato un Ente a 360 gradi, un punto di riferimento nelle strategie che riguardano il territorio, l’ente che, per eccellenza, è in grado di cercare di risolvere al meglio l’equazione territorio-sviluppo.

Ma proprio perchè la sfida che ci attende è estremamente più impegnativa di quanto non fosse un decennio fa, il compito è ancora più arduo, ed esige tutto il nostro sforzo, il nostro impegno, la nostra dedizione.

Tutto ciò ha posto, infatti, la Provincia di Foggia al centro di nuovi bisogni e di nuove domande sociali, e questo è, da un lato, qualcosa di estremamente affascinante, perché finalmente la Provincia può rappresentare una risorsa importante per lo sviluppo di tutta la Capitanata, ma dall’altro è qualcosa di molto problematico, perché il nostro bilancio non può contare su risorse illimitate e deve fare i conti, anzi, con emergenze endemiche, quali la precaria situazione della viabilità provinciale, le necessità di adeguamento degli istituti scolastici da noi dipendenti, esigenze, queste, assolutamente prioritarie.

Non sarà facile affrontare questa situazione: bisognerà farlo attraverso l’ottimizzazione delle risorse, attraverso una sempre più rigorosa programmazione finanziaria, e, soprattutto, attraverso l’esaltazione del ruolo del consiglio provinciale, in quanto sono fermamente convinto che più collegiale è una decisione, una scelta, maggiore è la possibilità che essa abbia successo. Bisognerà lavorare con molta efficacia anche per cercare di superare i limiti imposti dalle ristrettezze della finanza locale, attraverso la mobilitazione di risorse finanziarie “altre” rispetto ai trasferimenti dello Stato e della Regione.

Penso soprattutto alle opportunità offerte dall’Europa comunitaria, ma occorre in questo senso una progettualità alta, consapevole, orientata ad affrontare e risolvere le grandi emergenze territoriali.

Lo abbiamo scritto a chiare lettere nel programma, sottolineando come nessuna prospettiva di sviluppo e di riscatto sarà possibile per la Capitanata, se non verranno preventivamente affrontati e sciolti i tanti nodi che ne impediscono il decollo: la dotazione infrastrutturale ancora largamente incompleta; lo spopolamento delle aree interne ed il loro dissesto idrogeologico, la drammatica emergenza dell’ordine pubblico, la crisi idrica, i problemi provocati sulla mobilità delle merci e delle persone da una viabilità nazionale, regionale e provinciale senz’altro al di sotto degli standard messi in campo dalle altre province pugliese e meridionali.

In quest’ottica, voglio cogliere l’occasione di ringraziare I consiglieri per I contributi di grande pregio che hanno manifestato nello scorso consiglio provinciale, e mi riferisco sia ai consiglieri di maggioranza, sia a quelli di minoranza. Ricordo le sollecitazioni che già in quella sede sono venute, per affrontare I gravi problemi del nostro territorio. Chi sollecitava la necessità di intrattenere un rapporto ancora più forte di quanto non sia stato fino ad oggi con la Regione Puglia, sottolineando che una maggiore collaborazione con tale Ente avrebbe portato ad un più proficuo coordinamento tra le azioni intraprese dalla Provincia con quelle della Regione. E ancora, I suggerimenti venuti da quanti ricordavano la necessità di mantenere in piedi gli strumenti della programmazione negoziata, uniche realtà di concreto sviluppo presenti sul nostro territorio. Proprio, da ultimo, mi è capitato per motivi di lavoro di recarmi a Napoli ed ho avuto occasione di constatare I lavori che si stanno realizzando nella zona industriale di Ascoli-Candela, grazie anche al contributo di 6 miliardi delle vecchie lire concesso dall’Ente Provincia per far sì che tale patto potesse decollare quanto prima. Non voglio fare un elenco degli interventi che sono stati fatti nell’ultimo consiglio, tutti costruttivi ed apprezzabili, tuttavia, in questo periodo in cui l’emergenza idrica è un problema di rilevanza nazionale, come non ricordare I suggerimenti emersi in relazione alla necessità di programmare una serie politica delle acque e degli invasi. Così pure, voglio sottolineare le qualificate proposte che, riprendendo spunti già compresi nel programma elettorale, sono giunte per la valorizzazione delle zone lagunari, per la zootecnia, per la valorizzazione turistica del Subappennino ed inoltre per la creazione di strumenti operativi moderni per l’esaltazione della funzione sociale dello sport. Tutto questo ha trovato un adeguato rilievo nel documento programmatico.

Il nostro programma, così arricchito, potrà essere, almeno lo speriamo un efficace strumento per affrontare una congiuntura che si presenta delicata e ancora più complessa. Basti pensare all’ imminente allargamento dell’Unione Europea, che mette in discussione gli attuali equilibri e le strategie di sostegno alle aree dell’obiettivo uno, con il rischio per la nostra provincia di rimanere ancora più estranea e lontana rispetto alle dinamiche di sviluppo del versante adriatico.

Corriamo il rischio di diventare il Sud del Sud, se non interverrà una inversione di tendenza.

Qualcuno potrà obiettare che invocare il completamento della superstrada garganica o il raddoppio della statale 16 non rientra nelle strette funzioni istituzionali della Provincia, e questo è sicuramente vero per quanto riguarda l’aspetto relativo al finanziamento ed alla realizzazione di queste opere.

Ma invocare la soluzione dei problemi, confrontarsi con il governo nazionale e quello regionale, cercare di promuovere attorno alle priorità, alle emergenze le più ampie convergenze delle istituzioni, delle forze sociali e culturali significa esercitare fino in fondo il ruolo di ente intermedio che la legge affida alla nostra Amministrazione.

Rinunciare a questo ruolo significherebbe frantumare e parcellizzare la missione istituzionale della Provincia di Foggia in mille rivoli settoriali, incapaci di produrre una visione ed una strategia unitaria di sviluppo.

E’ precisamente a questo ruolo che pensiamo, quando nel programma abbiamo più volte sottolineato la necessità di lasciarsi guidare dal territorio, di porsi in un atteggiamento di costante lettura ed ascolto dei suoi problemi, dei suoi bisogni.

La Capitanata - proprio perché è una provincia-regione che possiede un territorio così ricco ed articolato, ma anche così complesso e difficile - ha bisogno assoluto di un ente intermedio che sia in grado di interpretarne e veicolarne i bisogni.

Spero in una Provincia  in grado di diventare una sorta di “camera di composizione” dei diversi interessi e dei diversi bisogni espressi dai cittadini, della società civile, dalle imprese e dal sindacato: una Provincia in grado, mentre comprende e compone questi bisogni, di orientarli verso un grande e comune progetto di futuro. Perché possono dividerci il passato ed il presente, ma credo che il futuro sia qualcosa che in un certo senso deve andare oltre l’ideologia, gli schemi di partito, per vederci quanto più possibili uniti, almeno sui grandi temi.

E’ proprio per questo che il nostro programma si mantiene, per così dire, molto con i piedi per terra per quanto riguarda le politiche settoriali, per esprimere uno sforzo particolare sulle questioni di metodo.

Perché l’Ente Provincia possa essere all’altezza del ruolo che ho delineato, occorrono un metodo nuovo ed una nuova filosofia dell’azione di governo. Vi prego di non fraintendermi: ogni volta che parlo della necessità del “nuovo” sembra sempre che voglia far scattare chissà quale discontinuità rispetto al passato. Sottolineare la necessità di un metodo, di una mentalità nuova, non significa discontinuità, ma, al contrario, cercare di dare concretezza e respiro ad altre intuizioni delle amministrazioni che ci hanno preceduto: l’idea di un Ente Provincia che sia un fattore propulsivo per lo sviluppo della Capitanata.

Ho esemplificato questo metodo nuova, questa nuova filosofia nelle piazze e nelle decine di incontri di questi mesi parlando della importanza di governare con il sorriso e nella moderazione. Dove sorriso e moderazione significano discussione, confronto, tenace ricerca delle più ampie convergenze possibili. L’ente intermedio non può farsi da solo, ma deve farlo attraverso il rapporto ed il confronto costante con i comuni, con le comunità montane, con gli altri enti territoriali, con l’università e il mondo della scuola e della ricerca, con le associazioni di categoria ed il mondo del lavoro, con le forze sociali e culturali. Tante cose ho imparato in questi incontri: di alcune mie idee ho avuto conferma, di altre ho avuto modo di riflettere più ponderatamente. Ne è esempio la questione aeroportuale, che credo debba imporci ulteriori momenti di riflessione.

Il programma non è scevro da indicazioni molto precise e dettagliate su questo: se vogliamo lasciarci guidare dal territorio, occorre che la consultazione e l’ascolto non siano qualcosa di eccezionale, ma divengano prassi costante, modo d’essere quotidiano dell’Amministrazione.

Con questo spirito, con questa speranza, con questo impegno affidiamo la bozza di programma - della quale, se vorrete, mi accingo a darvi lettura – all’esame ed alla discussione di questo onorevole consesso. Esprimo fin d’ora tutta la mia più ampia disponibilità a prendere in esame con ogni attenzione gli emendamenti che verranno suggeriti o presentati dai consiglieri provinciali, così come prevede il nostro Statuto.

Vi prego soltanto di mantenere la necessaria coerenza con l’impostazione di fondo del nostro documento: ispirando cioé le proposte, I suggerimenti, gli emendamenti ad un realismo che non rifugge dal guardare con ottimismo verso il futuro, senza mai dimenticare, tuttavia, l’ampiezza e la gravità dei problemi che abbiamo di fronte. Grazie.

 

 

Linee programmatiche:

PROVINCIA DI FOGGIA

LINEE PROGRAMMATICHE DELL’AZIONE DI GOVERNO

(Art. 37 dello Statuto Provinciale)

 

 GOVERNARE CON LA GENTE LA CAPITANATA DEL TERZO MILLENNIO

 PREMESSA

Le seguenti linee programmatiche derivano dal programma elettorale della coalizione che mi onoro di rappresentare e si sottopongono all’esame del Consiglio Provinciale in ottemperanza alle disposizioni di cui al comma 3° dell’art. 37 dello Statuto Provinciale.

Ci si richiama al citato documento per quanto riguarda l’analisi della complessiva situazione economico-sociale della Capitanata, intendendosi le presenti linee programmatiche come strumento di attuazione del programma elettorale. Si tratta, infatti, di realizzare quanto proposto ai cittadini, collocandolo nel contesto funzionale ed organizzativo dell’Ente Provincia, in coerenza, però, con le compatibilità del Bilancio.

Gli obiettivi generali dell’Amministrazione riguardano:

 

1.      la soluzione delle diverse emergenze che angustiano il territorio provinciale, impedendogli di sprigionare tutte le sue risorse;

2.      la valorizzazione del territorio stesso attraverso le politiche settoriali rivolte a  qualificarlo, in quanto risorsa peculiare per il futuro della Capitanata;

3.      l’ottimizzazione delle strutture amministrative, attraverso un assetto organizzativo, funzionale e finanziario coerente con la nuova fisionomia istituzionale che essa ha raggiunto.

 

L’idea di fondo, che ispira le linee programmatiche, è che il territorio dev’essere una costante fonte di ispirazione per l’iniziativa della Provincia: dobbiamo farci guidare dal territorio, dalla sua approfondita conoscenza, dalla volontà di affrontarne le emergenze e, nello stesso tempo, valorizzarne le potenzialità e le azioni già opertative.

Per le sue caratteristiche istituzionali, per il rapporto che è riuscita a creare con i cittadini, la Provincia del terzo millennio si candida a svolgere un ruolo attivo e propulsivo per lo sviluppo dell’economia e del lavoro,  per la qualità della vita delle popolazioni.


 

 

LE EMERGENZE

L’elenco delle emergenze che l’Amministrazione ritiene di dover affrontare comprendono sia quelle che nel programma elettorale venivano definite quali “precondizioni” sia quelle individuate quali “priorità”, le une e le altre devono costituire l’asse portante dell’azione di governo della Provincia nel quinquennio.

Si tratta, in particolare, di:

 

·        la difesa della legalità e della pace;

·        la disoccupazione giovanile e lo sviluppo dell’economia attraverso il rilancio dell’agricoltura, dell’artigianato tipico, del turismo, del settore manifatturiero ed una politica di uso a fini produttivi dei giacimenti culturali e dei beni ambientali;

·        il disagio sociale;

·        le aree interne del Subappennino e del Gargano ed il loro recupero sociale e produttivo.

 

 

 

PACE E LEGALITÀ

Nel mondo attuale non ci sono più distanze: tutto riguarda tutti. Ciascuno di noi può e deve fare qualcosa per la pace, perché il mondo non conosca più guerre, perché l’aberrante fenomeno del terrorismo venga bloccato.

È necessario che tutti, a partire dalle Istituzioni locali, si impegnino affinché la  pace venga tutelata, il nostro Paese rispetti scrupolosamente lo spirito pacifista della Costituzione, la Provincia di Foggia diventi un baluardo di pace, consolidando e sviluppando la positiva esperienza di “Palazzo Dogana, ambasciata di pace”.

Operare per la pace, educare alla pace, vivere in pace può contribuire a  migliorare un tessuto civile che mostra preoccupanti segni di lacerazione e di disgregazione. Sempre più spesso, purtroppo, in Capitanata, le cronache quotidiane raccontano episodi di grave e gratuita violenza, di sopraffazione, di ingiustizia.

Occorre, quindi, costruire le condizioni per una maggiore sicurezza dei cittadini e per una migliore qualità della vita, educare alla legalità, porre un argine contro la criminalità organizzata e la microcriminalità, che impediscono una crescita equilibrata della società. Le istituzioni locali debbono, pertanto, operare con la massima trasparenza e la massima legalità possibile.

Il Mezzogiorno ha un’economia condizionata dal cosiddetto “zavorramento mafioso”. L’anima parassitaria della criminalità organizzata “succhia” ricchezza, frena la produzione, impedisce il potenziale sviluppo. Senza questa zavorra, il PIL del Mezzogiorno sarebbe potenzialmente al 97,1 rispetto a 100 del centro-nord. Ed invece è ad un misero 57,5%.

Sono così andati in fumo, negli ultimi vent’anni, 180mila posti di lavoro per anno. La criminalità ha frenato la propensione agli investimenti, ha alimentato la sfiducia. La voragine finanziaria determinata da scelte politiche legate a motivazioni partitiche alziché economiche ha determinato un ulteriore danno di almeno 5.000 miliardi di lire all’anno.

È pertanto evidente che la lotta alla corruzione e l’impegno per la trasparenza nell’amministrazione pubblica sono strategici per evitare l’esclusione della Capitanata dai mercati nazionali ed europei.

S’impone dunque la necessità di “progettare” in modo chiaro lo sviluppo della legalità, attraverso il metodo sperimentato della “concertazione per la legalità”. Intendiamo, cioè, promuovere, in analogia a quanto si è sperimentato nell’ambito della programmazione negoziata per l’economia, un vero e proprio “tavolo di concertazione per la legalità” con il compito di produrre e perfezionare nuovi paradigmi per la diffusione della cultura della legalità: la proposta a livello locale e regionale di norme, regolamenti, leggi, protocolli, buone prassi che agevolino e sostengano anche finanziariamente le attività di educazione alla legalità; l’avvio di programmi di educazione alla legalità; lo scambio di esperienze.

Assieme alle azioni che si illustrano nella parte conclusiva del programma per quanto riguarda la “rete delle conoscenze”, verrà organizzato uno sportello telematico, in rete con il tessuto civile della provincia (no profit, volontariato, cooperative sociali, associazioni culturali) incentrato sugli atti amministrativi, non solo nei percorsi conclusivi ma anche nei procedimenti intermedi.

 

 

 

LAVORO ED ECONOMIA

Dobbiamo essere consapevoli che oggi il problema dei giovani in cerca di lavoro può essere affrontato soltanto attraverso due strumenti: lo sviluppo generale dell'economia locale – di una economia da rendere sempre più “compatibile” con le nostre peculiarità - ed un mercato del lavoro che consenta alla domanda ed all'offerta di incontrarsi più facilmente, attraverso lo strumento fondamentale della formazione professionale, che deve formare i giovani in cerca di prima occupazione affinché rispondano più facilmente alle opportunità che gli si presentano. Cruciale, sotto questo profilo, è il raccordo tra la formazione professionale,  l’imprenditoria, ed il sistema scolastico da orientare verso l’eccellenza, al fine di formare figure in grado di essere positivamente e rapidamente impiegate nel mercato del lavoro.

La Provincia può svolgere un ruolo importante in proposito, anche attraverso le nuove funzioni che le sono state attribuite in materia di politiche attive del lavoro: i Centri Territoriali per l’Impiego e la rete degli Sportelli al Cittadino devono rappresentare uno strumento capillare ed innovativo di orientamento dei giovani, sia verso il mercato del lavoro, sia verso le opportunità formative.

 

La concertazione: strumento vincente per il rilancio dell’economia

L’economia provinciale può venire rilanciata se si rimette in moto un circolo virtuoso che deve vedere tutti protagonisti e compartecipi: le autonomie locali, il mondo dell’impresa e del lavoro, ma soprattutto i giovani. La forza lavoro, la risorsa-uomo è una grande risorsa per lo sviluppo: a patto che sia formata adeguatamente, consapevole della propria funzione, capace di elaborare e di costruire un progetto di futuro.

La questione del lavoro deve intrecciarsi strettamente sia con le politiche sociali (lotta al crescente disagio sociale), sia con la formazione professionale. E’ vero che è ormai definitivamente tramontata l’epoca del “posto fisso”, ma è vero anche che il Mezzogiorno è assolutamente sprovvisto di meccanismi di accompagnamento dei giovani verso il mondo del lavoro.

Una volta uscito dalla scuola, il giovane viene quasi sempre lasciato a se stesso, e matura inevitabilmente sfiducia nelle istituzioni, nella società, e molto spesso anche in se stesso, il che produce disagio, frustrazione, quando non disperazione.

E’ importante, pertanto, mettere in campo una strategia di accompagnamento dei giovani verso il lavoro, dove per “accompagnamento” si intendono sia sostegni di carattere formativo, sia incentivi ed incoraggiamenti di natura finanziaria.

L’Amministrazione intende stare vicina ai giovani, che non ritiene né un problema né numeri cui dar lavoro, ma prima di tutto persone, con un alto bagaglio creativo, con la risorsa dell’entusiasmo che è importante da sprigionare e da valorizzare: i giovani sono una scommessa di futuro.

Alla luce di quanto detto finora, gli interventi della Provincia per affrontare il problema del lavoro e dello sviluppo saranno orientati a:

 

·        mettere a disposizione dei giovani (attraverso loro cooperative o società) il patrimonio pubblico non utilizzato della Provincia e di altri enti locali, con particolare riferimento ai beni culturali;

·        favorire un programma di “educazione permanente” rivolto in modo particolare ai giovani e meno giovani che non proseguono negli studi, da recuperarsi attraverso interventi di formazione e di riqualificazione orientati anche al rilancio dei “vecchi mestieri” che stanno scomparendo;

·        istituire, aprendolo anche all’esterno, uno sportello sui finanziamenti comunitari, avente non soltanto una funzione informativa, ma anche e soprattutto di formazione e di accompagnamento a beneficio delle società, delle cooperative e delle associazioni giovanili che intendano cimentarsi per le opportunità comunitarie

·        promuovere un progetto pilota da attuarsi in collaborazione con le cooperative sociali, affidando ad essi la gestione degli impianti sportivi e delle palestre scolastiche della Provincia;

·        sostenere i giovani nella ricerca di un posto di lavoro, promuovendo un’azione capillare di orientamento e di informazione sulle opportunità del mercato del lavoro, attraverso i Centri territoriali per l’impiego, che vanno riconvertiti così come del resto previsto dalla legge di riforma;

·        agevolare un più efficace incontro tra la domanda e l’offerta del lavoro, attraverso un programma di formazione professionale concordato con le imprese ed orientato a soddisfare i loro bisogni di manodopera, che vanno costamente monitorati, per ridurre i tempi dell’attesa di una prima occupazione;

·        sostenere le iniziative di lavoro autonomo dei giovani in cerca di prima occupazione, attraverso incentivi collegati a quelli nazionali, comunitari e regionali, utilizzando a tal fine il Regolamento che eroga contributi a fondo perduto alle imprese, opportunamente ampliato e modificato.

·        promuovere un programma d’intervento e di sviluppo rivolto in particolare al mondo dell’impresa sociale, da sostenersi senza il ricorso a finanziamenti aggiuntivi, ma attraverso le opportune modifiche al vigente regolamento per gli incentivi alle imprese.

 

L’Amministrazione Provinciale deve inoltre consolidare il suo ruolo di governo e coordinamento nei confronti dell’economia provinciale, già espresso con grande efficacia in questi anni nella gestione della programmazione negoziata, che ha prodotto, in provincia di Foggia, oltre al contratto d’area di Manfredonia, sei patti territoriali (il patto per Foggia, il patto di Ascoli, Candela, Sant’Agata, il patto verde, il patto pesca, il patto Prospettive per il Subappennino, il patto del Fortore Pugliese).

I settori più intensamente interessati dalle iniziative ammesse a finanziamento riguardano l’agroalimentare, l’agricoltura, il turismo, la pesca. La Provincia di Foggia risulta essere tra le Province del Mezzogiorno che hanno maggiormente fatto ricorso a questo strumento che, a tutt’oggi, ha attirato sul territorio finanziamenti per circa 65 milioni di euro, con la realizzazione di 40 attività produttive ed un occupazione aggiuntiva di circa 250 unità.

Sono cifre confortanti e molto significative che rilanciano il ruolo strategico dell’Ente Provincia quale “enzima dello sviluppo”, anche in considerazione del fatto che i patti possono dirsi attuati solo al 35% delle loro potenzialità.

Il consolidamento del ruolo di “cabina di regìa” dell’Ente Provincia può essere affidato alla Consulta Provinciale per l’Economia ed il Lavoro cui si intende attribuire un ruolo che non sia semplicemente consultivo, ma che si caratterizzi in due direzioni essenziali:

 

·        l’essere cerniera e tavolo permanente di una concertazione che guarda e va oltre gli stessi strumenti finanziari della programmazione negoziata, per essere luogo privilegiato di elaborazione dello sviluppo;

·        svolgere la funzione di “ascolto del territorio”: del resto, in seno alla Consulta sono già presenti le più pregnanti espressioni sociali, economiche e culturali del territorio.

 

Tale funzione di ascolto si esprimerà nella redazione di un “libro bianco per lo sviluppo ed il lavoro” al quale la Provincia di Foggia intende  affidare ed uniformare le proprie strategie in merito all’economia ed al lavoro per la prossima legislatura ed ispirare il Piano Territoriale di Coordinamento, ormai in fase avanzata di elaborazione, ritenendo necessario che l’aspetto tecnico venga affiancato da quello politico e culturale: il piano dev’essere frutto di una elaborazione il più possibile collettiva e partecipata.

 

DISAGIO SOCIALE E QUALITÀ DELLA VITA

Il disagio sociale è un fenomeno davvero inquietante, è qualcosa che possiamo respirare, leggere nello sguardo dei giovani che tradisce l'incertezza che essi hanno sul proprio futuro. E' chiaro che, se il disagio nasce dall'incertezza, dalla disoccupazione, il problema va affrontato prima di tutto sul versante dell'economia e dello sviluppo. Ma è difficile immaginare un giovane angosciato, disperato che si occupa positivamente del proprio futuro. Le politiche sociali devono costituire per la Provincia un  impegno costante, non occasionale, da attuare con la più ampia partecipazione della cittadinanza attiva ed organizzata, del mondo del volontariato e delle associazioni, del mondo dello sport, con i quali vanno studiate forme di sussidiarietà orizzontale.

Non vogliamo avere con la cittadinanza attiva ed organizzata un rapporto formale, fine a se stesso, ma stimolare una partecipazione autentica, sia ai processi decisionali, sia a quelli di gestione degli interventi, soprattutto in materia di politiche sociali e culturali. Governare con la gente non sarà per noi uno slogan e basta, ma un metodo costante di governo. Si rinvia, in proposito, alla parte conclusiva del presente documento programmatico, che prevede la formalizzazione di un modello di buon governo, fondato su un nuovo strumento di democrazia e di partecipazione: la rete delle conoscenze.

Combattere il disagio significa promuovere una migliore qualità della vita, ma anche garantire ai cittadini meno fortunati pari opportunità di inserimento sociale, di integrazione. Nell’ambito delle politiche sociali dell’Ente Provincia, ritaglieremo uno spazio di particolare rilevanza alle politiche a favore dei disabili, soprattutto attraverso l’adozione di “azioni positive” rivolte a garantire loro pari opportunità, come, ad esempio, l’istituzione di borse di studio e borse lavoro che ne facilitino il percorso di formazione e l’inserimento nel mondo del lavoro. È inoltre necessario esprimere una spinta positiva verso la Regione per una più avanzata legislazione in materia di politiche sociali e di gestione dei servizi.

 

SUBAPPENNINO E GARGANO INTERNO

Il recupero produttivo delle aree interne non deve costituire una priorità solo in ossequio ad un elementare principio di giustizia sociale e civile. Siamo fermamente convinti che le colline del Subappennino e del Gargano interno posseggano – basti pensare ai loro giacimenti culturali – importanti risorse da valorizzare e da mobilitare per lo sviluppo dell’intera Capitanata. Perché possa essere messo in moto il processo di riscatto, queste zone vanno sottratte dall’isolamento, prima di tutto attraverso il potenziamento della viabilità, la sistemazione idro-geologica del territorio (questione che dev’essere affrontata essenzialmente dal Governo centrale e regionale, con risorse economiche adeguate), l’attivazione di tutte le iniziative e gli interventi necessari per portare le persone ad “abitare” le aree interne, invertendo i processi di spopolamento che le stanno interessando, drammaticamente confermati dai dati dell’ultimo centimento: se non si arresteranno la crisi demografica e i processi di emigrazione che le angustiano, sarà molto difficile parlare di riscatto.

Sottolineando quanto di positivo ed importante ha già fatto la Presidenza del Consiglio Provinciale, che ha sostenuto, tra gli altri, il varo di una legge a favore dei piccoli comuni, in collaborazione con associazioni e forze culturali operanti nell’area, occorre adesso rendere più sistematica questa opzione strategica, procedendo alla costituzione di un’Agenzia per la valorizzazione e lo sviluppo delle aree interne e dei piccoli comuni.

Per riportare le persone ad insediarsi ed a restare  volentieri nei centri maggiormente colpiti da questo fenomeno, è opportuno varare progetti pilota per il lavoro a distanza e per il ricorso a forme di part time che, liberando il tempo per i residenti, possano favorire la ripresa di un’agricoltura di qualità (agricoltura biologica, prodotti tipici, allevamenti e zootecnia, attività che richiedono di abitare in campagna).

Occorre rimuovere anche taluni fattori che attualmente penalizzano i cittadini residenti, come il costo della mobilità che colpisce soprattutto i giovani studenti, costretti al pendolarismo, perché frequentano istituti di istruzione secondaria ubicati nei centri maggiori. Si studieranno forme per ridurre le tariffe del trasporto pubblico, affermando così il principio di un diritto allo studio equo e concreto, per tutti i cittadini. Inoltre, occorre un miglioramento dei collegamenti e dei trasporti tra i diversi Comuni, per favorire il raggiungimento dei Centri di servizio dislocati sul territorio.

Occorre inoltre prevedere una più avanzata ed efficace politica in materia di servizi socio-sanitari, soprattutto a vantaggio dei cittadini anziani.

In una parola, il programma prevede una seria integrazione del sistema collinare con quello, più forte, del Tavoliere.

 


LE POLITICHE SETTORIALI PER COSTRUIRE IL SISTEMA CAPITANATA

Come già detto, le politiche settoriali dell’Amministrazione saranno rivolte da un lato ad affrontare e cercare di risolvere le emergenze appena delineate, dall’altro alla valorizzazione del territorio stesso attraverso le politiche settoriali rivolte ad ottimizzarlo, in quanto risorsa peculiare per il futuro della Capitanata.

Le politiche settoriali dovranno essere rivolte alla costruzione di un “sistema Capitanata”, che sia in grado di dare ancora più energia a questa nuova identità, partendo dalla consapevolezza che essa deve diventare sistematica.

La Capitanata è una delle Province più estese d’Italia ed ha sub-sistemi diversi ed integrabili tra loro: il Tavoliere Nord e Sud, l’asse Foggia-Manfredonia, il Gargano ed i Monti della Daunia. Ognuno di questi sub-sistemi ha problemi specifici, che devono integrarsi in una economia a rete. La città di Foggia, con i suoi servizi, Manfredonia con il suo porto ed il contratto d’area, il Gargano con le sue straordinarie e varie bellezze naturali, con il suo Parco e San Pio, l’Alto Tavoliere e l’agro-alimentare, il marmo e l’industria del mobilio, il Basso Tavoliere con le produzioni agricole d’eccellenza, l’interporto di Cerignola, Lucera ed i Monti Dauni con i propri patrimoni paesaggisti culturali rappresentano, di fatto, un sistema che va riconosciuto e consolidato.

In questa prospettiva, l’Amministrazione provinciale intende pensare anche ad una possibile, proprio diversa articolazione territoriale, attraverso l’istituzione di circondari chiamati a svolgere una funzione attiva di decentramento dei servizi.

La Provincia dovrà sforzarsi di promuovere politiche attive di integrazione di queste aree, politiche che devono coinvolgere, essenzialmente, le autonomie locali, al di là dell’orientamento politico delle rispettive maggioranze: Comuni, Comunità Montane, Enti territoriali come la Camera di Commercio, il sistema delle Fiere, l’Università, gli Ordini ed i Collegi professionali. Si tratta di rendere permanente e costante la concertazione tra istituzioni per consentire a tutto il sistema Capitanata di pesare di più con la Regione Puglia, con le Regioni limitrofe, con il Governo nazionale e con l’Unione Europea, per attuare piani e programmi che siano appetibili anche per le imprese locali.

Questa è la sfida cui è chiamata la nuova classe dirigente.

 

Difesa e valorizzazione dell’ambiente, materia prima per lo sviluppo sostenibile

 

Nella prospettiva di una valorizzazione diffusa del territorio come risorsa, assume cruciale importanza l'ambiente, che riteniamo sia per la provincia di Foggia una risorsa vitale. Una provincia che vive essenzialmente di agricoltura, di turismo, come la nostra, non può permettersi il lusso di consentire la costruzione di tante centrali termoelettriche come quelle che ci impone il Governo, in assenza di un piano energetico regionale e con una previsione di produzione energetica superiore al fabbisogno del territorio.

L’ambiente – e le iniziative di difesa e di tutela, assieme alle politiche per l’energia – devono essere interpretati come “risorsa” da utilizzare per la ripresa economica e civile della Capitanata, come “bene” che in quanto tale non può venire indiscriminatamente sfruttato, ma va prima di tutto tutelato e valorizzato. Per questo, vi è un fermo diniego alla costruzione di tante centrali termolettriche previste dal Governo in Capitanata e vi è l’impegno a costruire sulle tematiche ambientali un percorso positivo, orientato alla sua tutela avanzata ed alla sua valorizzazione, anche attraverso iniziative ed interventi direttamente connessi alle funzioni che la Provincia ha in questo settore: iniziative per lo sviluppo della raccolta differenziata dei rifiuti, pulizia delle spiagge, campagne di disinfestazione, ecc..

Inoltre, è necessario impegnarsi con fermezza per contrastare i crescenti ed inquietanti fenomeni di “ecomafia” che si stanno verificando in provincia di Foggia, anche attraverso un controllo più capillare del territorio, da attuarsi attraverso il potenziamento e la riqualificazione del Corpo dei Vigili Ambientali che fa capo all’Ente Provincia.

La Provincia deve, poi, stabilire un rapporto costante e privilegiato con le istituzioni ambientali operanti in Capitanata, prima tra tutte il Parco Nazionale del Gargano.

Il Parco si è dimostrato un importante fattore di sviluppo per la Capitanata: noi pensiamo che la positiva esperienza maturata nel promontorio possa e debba venire replicata altrove – in modo particolare nelle aree del Subappennino Dauno, facendo diventare la provincia di Foggia un’area di riferimento a valenza internazionale ed europeo per quanto riguarda le aree protette, la loro gestione, la loro capacità di attrarre flussi turistici e quindi di essere anche di supporto all’economia.

Per quanto riguarda le aree protette nel Subappenino, il Piano Territoriale di Coordinamento e la Regione Puglia devono individuare e valorizzare un sistema di parchi regionali che possa efficacemente coniugare il binomio ambiente-sviluppo compatibile.

Un meccanismo analogo di replica va messo in moto per alcune “buone prassi” che sono state indotte sul territorio garganico dalla istituzione dell’area protetta, come l’ “albergo diffuso” che si vuole sperimentare a Vico Garganico: la ricchezza di centri storici caratterizzati da una elevata tipicità (ad esempio, Pietra Montecorvino, Accadia, Serracapriola) rende possibile ed auspicabile l’esportazione del modello di “albergo diffuso”, le cui modalità di attuazione dovrebbero coinvolgere la Provincia, società pubblico-privato, in sintesi più gente possibile.

Un modello del genere può e deve essere esteso anche ad altri contesti rispetto ai quali la provincia di Foggia possiede considerevoli risorse: le aziende rurali (anche attraverso il recupero a fini turistici del considerevole patrimonio immobiliare rurale), nonché aree di grandissima valenza naturalistica e turistica come le oasi agrumarie del Gargano.

 

 

Il piano territoriale di coordinamento come strumento di futuro

 

Ripensare alla Capitanata come “sistema” significa, inevitabilmente, fare i conti con le reti – materiali ed immateriali – senza mai dimenticare che le infrastrutture sono uno strumento fondamentale ma non esaustivo per la costruzione di un “sistema”: ciò che conta realmente sono le persone, la risorsa uomo.

Uno strumento essenziale in questa direzione è il Piano territoriale di coordinamento di cui l’Amministrazione si sta dotando . Da una questione per addetti ai lavori, il P:T:C. deve diventare un grande banco di prova per la democrazia in provincia di Foggia: un piano territoriale di coordinamento “partecipato” nella cui elaborazione possa, in qualche modo, essere direttamente coinvolta la cittadinanza  che viene così messa nelle condizioni di “poter dire la sua” su un documento  di così larga importanza per il futuro.

Il piano territoriale di coordinamento dovrebbe inoltre assumere, quale precondizione centrale ed  irrinunciabile della propria sfera di intervento proprio l’ambiente, la sua tutela, prefigurando non soltanto quanto è necessario per un’adeguata protezione ambientale (istituzione di aree protette, parchi, riserve) ma anche una serie di “azioni positive” rivolte a risanare o a qualificare l’ambiente nelle situazioni di maggiore compromissione.

Un grande sforzo va fatto in collaborazione con la Protezione Civile (prevenzione grandi rischi) ed il Governo per risolvere la drammatica questione del dissesto idrogeologico, ponendo mano, prima di tutto, ad un programma di rimboschimento delle aree maggiormente a rischio. Infatti, come si può parlare di strade da fare o sistemare, se poi i terreni franano?

Va potenziato anche il settore della Protezione Civile dell’Ente Provincia, completando la struttura appositamente allestita a Candela, e creandone una analoga nella zona di Lesina-Poggio Imperiale, va promosso un programma di educazione alla protezione civile, da attuarsi soprattutto nelle scuole.

Così configurato, il Piano Territoriale di Coordinamento può diventare lo strumento fondamentale nella strategia di “ascolto” del territorio di cui si è detto. Lasciarsi guidare dal territorio significa ascoltarlo, leggerlo sistematicamente: per questo, è necessario che il P.T.C. impartisca direttive e, nello stesso tempo, si intrecci con le competenze istituzionali dirette che la Provincia possiede in materia di “reti”: si pensi alla viabilità, ai trasporti, all’ambiente. Il piano territoriale di coordinamento dovrebbe diventare una sorta di “libro mastro” che ispiri quotidianamente gli interventi della Provincia.

 

 

Viabilità, trasporti, infrastrutture

In una prospettiva di reti che diventano “sistema” e di un “sistema provincia” articolato in rete, una evidente importanza ha il sistema della viabilità, dei trasporti, delle infrastrutture. La Provincia si sforzerà per operare non solo in direzione del miglioramento della viabilità di propria competenza, recentemente arricchitasi con il passaggio alla Provincia delle strade ex-statali dell’Anas, ma anche per il completamento della rete della grande viabilità che risulta particolarmente carente in Capitanata, soprattutto il riferimento ai seguenti obiettivi ritenuti prioritari:

 

·        raddoppio della ss.16;

·        completamento della superstrada del Gargano, con immediata apertura delle gallerie in agro di Mattinata, attenuando quanto più è possibile l’impatto ambientale;

·        completamento della strada regionale n.1 – Pedesubappenninica, strategica per sottrarre dall’isolamento le comunità che vivono nelle zone collinari della Provincia;

·        potenziamento della ex SS. Foggia-Troia;

·        potenziamento della strada provinciale “Pedegarganica”, per la realizzazione di un collegamento diretto e rapido tra il casello autostradale di Lesina-Poggio Imperiale e la superstrada garganica (versante Manfredonia), e di altre strade provinciali strategiche, quali la “Beccarini”;

·        completamento della strada provinciale Foggia-San Giusto-Biccari, con apertura del primo tronco, già realizzato, Foggia-San Giusto;

·        ampliamento e sistemazione definitiva della Via del Mare;

·        ampliamento della strada provinciale Lucera-San Severo.

 

In riferimento agli obiettivi che non riguardano direttamente le competenze della Provincia, bisognerà condurre ogni sforzo sugli Enti Competenti (Ministero delle infrastrutture, Anas, Regione Puglia) affinché la Capitanata possa contare su una grande viabilità adeguata alle sue necessità.

Per quanto riguarda la viabilità di competenza provinciale, in considerazione della limitatezza delle risorse finanziarie disponibili, gli interventi dovranno essere graduati attraverso la definizione di una rigorosa scala di priorità fondata sui seguenti valori:

 

·        interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione rivolti ai collegamenti tra i centri collinari e la pianura, serviti solo da strade provinciali (con priorità assoluta per la strada provinciale di Roseto Valfortore e l’ex SS. 546 “La Troiana”)

·        interventi rivolti alla sicurezza stradale (segnaletica orizzontale e verticale nelle zone colpite dalla nebbia)

·        interventi nelle zone a rischio alluvionale.

 

LE POLITICHE PER L’ACQUA

Non si può trascurare la necessità – che va invece messa al centro di un confronto da promuoversi con il Governo regionale e con il Governo Nazionale – di completare il sistema infrastrutturale della Capitanata, a cominciare dalle opere necessarie per risolvere il problema idrico ed irriguo, vitale per la nostra agricoltura e per la nostra economia.

È’ necessaria, sotto questo profilo, una politica immediata, costante e di alto profilo, che non intervenga solo sull’emergenza, ma pianifichi programmi per risolvere radicalmente e definitivamente la questione sia per quanto riguarda gli invasi da realizzarsi, sia per quanto riguarda gli invasi già esistenti, che vanno – tra l’altro – messi in sicurezza. Per scongiurare il ripetersi di situazioni drammatiche come quelle determinatasi nel recente alluvione vanno completato le opere di sistemazione del Fortore, a valle della diga di Occhito e va consolidata e riqualificata la regimazione dei torrenti.

Contemporaneamente va affrontato il problema delle reti fognanti, che presentano in Capitanata un pericoloso stato di obsolescenza, e del riutilizzo delle acque reflue.

 

Agricoltura, risorsa essenziale per il rilancio produttivo della Capitanata

Per quanto riguarda le politiche settoriali a sostegno dell’economia, la Provincia svolgerà un’azione di sostegno e di orientamento, sempre nell’ottica della programmazione negoziata, con particolare riferimento ai comparti dell’agricoltura e del turismo che rappresentano le più evidenti vocazioni produttive della Capitanata.

Per quanto riguarda l’agricoltura, occorre incentivare tutte le iniziative rivolte alla trasformazione in loco dei prodotti agro-alimentari. Inoltre, un più proficuo rapporto tra l’agricoltura ed il turismo può incrementare il valore aggiunto prodotto dai due comparti. La Provincia promuoverà una iniziativa pilota per sostenere la produzione e la commercializzazione (orientata in prevalenza verso il mercato turistico) delle produzioni agroalimentari locali, attraverso il rilascio di un’apposita certificazione etico-biologica-ambientale, che andrà ad affiancarsi con le iniziative rivolte al consolidamento ed alla qualificazione del Marchio Capitanata.

Bisogna sforzarsi per incrementare la commercializzazione dei prodotti di qualità, a partire dall’olio di oliva a denominazione d’origine protetta, i vini DOC, le colture tipiche come i carciofi del Basso Tavoliere, attività peculiari quali la lavorazione dei fiori secchi a Sannicandro Garganico, puntando – in generale – verso un’agricoltura sempre più orientata verso produzioni di qualità, in grado di recuperare significative quote di valore aggiunto.

È inoltre importante operare per garantire condizioni di vivibilità sicurezza in campagna, in modo da stimolare il ritorno alla vita rurale degli operatori, condizioni per un’agricoltura ed una zootecnia che producano maggior valore aggiunto, nonché il recupero ed il riuso – di cui si è già parlato in precedenza – del grande patrimonio di fabbricati rurali, attualmente soggetti ad abbandono ed a razzìa. A tal fine, è fondamentale dotare le campagne che ne sono sprovviste di un’adeguata rete di elettrificazione, in modo da consentire un’agricoltura moderna e al passo con i tempi.

 

Turismo garganico, risorsa di valenza internazionale

In riferimento al turismo, riconosciamo a questo settore il ruolo di comparto trainante dell’economia provinciale: il turismo garganico costituisce, per la qualità, la varietà e la completezza dell’offerta (mare, lagune, foreste, isole, fede, cultura, ambiente, folklore, gastronomia) un fenomeno forse unico in Italia, che va ulteriormente sviluppato.

È necessario sotto questo profilo lavorare per allungare maggiormente la stagione, cosa ampiamente fattibile per il clima mite del promontorio; per qualificare il patrimonio storico, archeologico e monumentale che esso possiede, attraverso un opportuno programma di recupero, di restauro e di valorizzazione dei “giacimenti culturali”; per consolidare – anche attraverso la costituzione di un apposito organismo di coordinamento – il turismo religioso con particolare riferimento ai flussi turistici che interessano San Giovanni Rotondo e Monte S.Angelo.

Per raggiungere questi ambiziosi obiettivi, è tuttavia necessario migliorare la viabilità e soprattutto dotare il territorio di un aeroporto su cui possano convergere voli charter e di linea, integrati con una organizzazione viaria ed aereo (elicotteri) che possa avvicinare definitivamente i flussi turistici europei alle straordinarie risorse naturali di cui la nostra terra dispone.

 

LE RETI IMMATERIALI PER LA SOCIETÀ DELL’INFORMAZIONE E DELLA CULTURA

Uno forzo particolare dev’essere espresso nella direzione delle “reti immateriali” per quanto riguarda l’accesso delle comunità locali di Capitanata alla “società dell’informazione”. Nei prossimi anni, la maggior parte dei processi economici “globalizzati”, compreso il mercato del lavoro, sarà interamente fondata sulle reti immateriali e in particolare su Internet, la rete delle reti.

La Capitanata accusa notevoli ritardi in questa direzione e la Provincia può diventare una risorsa strategica per superare questo “gap”.

Vanno ricomprese in questa logica di “rete che diventa sistema” anche le politiche dell’istruzione, della ricerca e della cultura. Anche il rapporto con l’Università, con le altre istituzioni di ricerca presenti sul territorio deve ergersi a “sistema”: diventare costante, quotidiano, deve trasformarsi in un’autentica osmosi.

La Provincia opererà in sostanziale continuità con l’amministrazione Pellegrino per il consolidamento e lo sviluppo dell’Università di Foggia, impegnandosi in particolare:

 

·        alla soluzione dei problemi logistici del Politecnico,

·        ad offrire concreti sostegni per l’ulteriore sviluppo dell’offerta formativa, con nuovi corsi di laurea finalizzati in particolare agli insegnamenti tecnologici, alle attività connesse alla gestione ed al restauro dei beni culturali, alla comunicazione.

 

Per quanto riguarda il mondo della scuola, lo sforzo della nuova Amministrazione sarà orientato ad affrontare e risolvere radicalmente un annoso quanto drammatico problema, esploso in tutta la sua evidenza dopo gli eventi sismici dello scorso autunno e cioè la messa in sicurezza degli istituti scolastici. Vanno quindi reperite le necessarie risorse finanziarie: la vita umana non ha prezzo. Auspicabile è anche l’utilizzo dell’energia solare in tutti gli edifici di proprietà della Provincia.

 

LA CULTURA

Per quanto riguarda la promozione culturale, l’Amministrazione di centrosinistra, guidata dal prof. Antonio Pellegrino, ha fatto di essa uno dei suoi obiettivi più qualificati, più costanti, riuscendo davvero a far operare all’Ente Provincia un salto di qualità nel settore delle politiche culturali. E’ adesso necessario operare per consolidare i risultati raggiunti, tenendo presente che non sarà facile, date le crescenti ristrettezze finanziarie imposte ai bilanci delle autonomie locali e la necessità di cogliere altri obiettivi strategici, dando risposte concrete alle nostre popolazioni.

 

LO SPORT

È importante anche potenziare la politica per lo sport, chiamando ad un’attiva compartecipazione, anche nella gestione delle strutture e nell’organizzazione degli interventi, il Coni, le sue federazioni, le società sportive, che costituiscono degli argini fondamentali contro la devianza ed il disagio giovanile.

In particolare, la Provincia opererà per sostenere la cultura dello sport e la diffusione della pratica sportiva con interventi nelle scuole elementari a favore dei minori e particolare attenzione e sostegno all’attività motoria rivolta ai disabili; costituzione di una consulta provinciale per lo sport; organizzazione di interventi promozionali in collaborazione con la Scuola Regionale dello sport, individuazione e valorizzazione di “palestre a cielo aperto”, in grado di incrementare le discipline sportive a valenza ambientale e di richiamo turistico-sportivo (vela, windsurf, arrampicata, deltaplano, orientamento, mountain bike); la costituzione di un “osservatorio dello sport” per la’analisi dell’offerta e la domanda di sport, l’impiantistica, anche a supporto dei comuni.


 

IL SISTEMA DI RELAZIONI ESTERNE: RIPENSARE LA PUGLIA E LA CAPITANATA

Il sistema Capitanata non può fare a meno di guardare con interesse anche a ciò che sta fuori ed oltre il territorio, per rilanciare la sua vocazione di terra di frontiera e di crocevia di civiltà. La Provincia ha puntato con convinzione, negli ultimi anni, su un nuovo modello di sviluppo, dichiaramente fondato su una nuova dimensione territoriale ed una nuova qualità dello sviluppo stesso. Per nuova dimensione territoriale, si intende un “quadrante” orientato a sfruttare meglio la fortunata posizione geografica della Capitanata che è stata fino ad oggi non adeguatamente valorizzata.

La questione riguarda, com’è noto, il complesso rapporto tra la Provincia di Foggia e il resto della Puglia, inteso sia come entità istituzionale che come entità geografica. La convinzione che occorresse puntare ad un diverso sistema di relazioni territoriali ha portato l’Amministrazione a varare, in collaborazione con le Province di Campobasso, Benevento ed Avellino il progetto per la costituzione di una Federazione delle Quattro Province che costituisce forse l’unico esempio nel Paese di un “federalismo dal basso” di stampo spiccatamente e dichiaratamene meridionalista.

 

La federazione della 4 province: una intuizione da consolidare

Si continuerà a lavorare nella direzione delle “4 Province”, con particolare riferimento ai rapporti con il vicino Molise, al quale la Capitanata è legata da consolidati vincoli storici, culturali e socio-economici.

Ma perché si sviluppi un sistema di relazioni esterne, è anche necessario rilanciare il sistema dei trasporti, a cominciare dalla questione del volo aereo.

La provincia di Foggia ha pagato durante la sua storia un prezzo molto alto alla sua posizione strategica, Basti ricordare, in proposito, che nell’ultima guerra il Tavoliere è stato sede di diversi aeroporti, e che il ruolo strategico del nodo ferroviario è stata una delle ragioni che hanno provocato i nefasti bombardamenti sul capoluogo dauno, che hanno provocato 22.000 vittime.

Lo sviluppo del volo aereo va perseguito con realismo, senza fughe in avanti, com’è invece successo nella negativa esperienza della Federico II Airways. Vanno in tal senso ripensate le iniziative già intraprese e gli strumenti adottati in modo da dare centralità all’Ente Provincia, che deve riappropriarsi del proprio ruolo strategico e di programmazione.

 

Lo sviluppo del volo aereo, sfida decisiva

Lo sviluppo del volo aereo deve passare per una riconsiderazione “a trecentosessanta gradi” delle sue potenzialità, non escludendo neanche la possibilità di una diversa collocazione dello scalo aeroportuale, che deve essere orientato anche verso la gestione di un tipo di traffico in grado di produrre maggior valore aggiunto, come il traffico merci.

Foggia ed il Tavoliere possono diventare un hub di rilievo addirittura internazionale per la gestione del traffico aereo merci, trasformando il trasporto aereo da una “criticità” in una risorsa che, da sola, potrebbe fondare una nuova prospettiva di sviluppo per la Capitanata.

In questo prospettiva, potrebbe essere utile valutare realisticamente l’utilizzazione dell’aeroporto di Borgo Mezzanone, che accrescerebbe il valore strategico dell’aeroporto, anche alla luce della maggiore contiguità di questa struttura con altre due strutture nodali del sistema dei trasporti: l’interporto di Cerignola ed il porto di Manfredonia, il cui ruolo va consolidato e rilanciato, anche alla luce delle importanti prospettive di crescita produttiva che nel centro sipontino vanno maturandosi con l’attuazione del contratto d’area, promosso e voluto dal Governo di centrosinistra.

Il sistema di “relazioni esterne” tra la Capitanata e il resto d’Italia e d’Europa va potenziato anche attraverso il consolidamento dei porti turistici del Gargano, che può rappresentare un momento importante per una ulteriore qualificazione dell’offerta turistica del promontorio.

 


 

GOVERNARE CON LA GENTE: UN NUOVO MODO DI GOVERNARE PER LA CAPITANATA

 “Governare con la gente”, al di là dell’orientamento politico, non deve essere uno slogan, ma la base dell’ azione amministrativa quotidiana. È un metodo nuovo di governo, in grado di offrire una risposta innovativa e concreta  alle presumibili, crescenti ristrettezze cui andrà incontro il bilancio provinciale.

Calare i programmi negli obiettivi consolidati dell’istituzione cui si riferiscono, nelle sue prassi, nelle sue procedure quotidiane non è facile, soprattutto quando la situazione finanziaria non offre ampi spazi di manovra.

Ogni programma comporta un certo numero di nuovi obiettivi, che vanno a sommarsi a quelli esistenti, ormai consolidati nella prassi dell’ente. Come affrontare il problema? Si tratta di rinnovare profondamente l’assetto funzionale ed organizzativo della Provincia, che si trova, peraltro, a dover fare i conti anche con il trasferimento delle funzioni delegate dallo Stato e dalla Regione. Si tratta, in poche parole, di riclassificare e riposizionare l’intera organizzazione dell’amministrazione locale, ricollocando le sue funzioni,  le modalità con cui queste vengono esercitate, lo stesso bilancio di previsione.

Si tratta di capire fino in fondo i bisogni che l’amministrazione deve soddisfare: non già sulla base della sua organizzazione consolidata, ma sulla base dei programmi, delle reali e concrete richieste di servizi e di soddisfazione di bisogni che giungono da parte della cittadinanza e della comunità di utenti.

In questa prospettiva, assumono un’importanza cruciale le modalità con cui l’amministrazione prende coscienza di questi bisogni, li verifica, li sottopone a costante monitoraggio, assumendoli come costante nella propria azione amministrativa.

L’Amministrazione intende raggiungere questo obiettivo  attraverso la “rete delle conoscenze”: uno strumento fondato sia su tecniche di comunicazione e di discussione tipiche di internet, sia su strumenti più convenzionali e tradizionali di conoscenza dei bisogni,   che l’Amministrazione utilizzerà per venire costantemente a contatto con i cittadini, per conoscerne le necessità ed i problemi, per orientare al loro soddisfacimento la propria azione amministrativa, in una parola, per governare con la gente, per fare della democrazia una risorsa di vita e di futuro per la Capitanata.

Per governare insieme, per crescere insieme.

 

Foggia, 10 luglio 2003

 

Carmine Stallone

 

“Noi non vogliamo essere gli uomini del passato, ma quelli dell’avvenire.

Il domani non appartiene ai conservatori ed ai tiranni: è degli innovatori attenti, seri, senza retorica.

Noi siamo diversi. Noi vogliamo essere diversi dagli stanchi e rari sostenitori di un mondo superato.”

Aldo Moro
 
dal WWF sezione di Foggia

Gravissima la situazione d’inquinamento del torrente Candelaro, evidenzia la Sezione di Foggia del WWF, uno dei pochissimi corsi d’acqua presenti sul territorio di Capitanata.

Il torrente raccoglie i reflui dei depuratori mal funzionanti del comune di Manfredonia e di quelli dell’Alto Tavoliere e si è perciò trasformato in una specie di fogna a cielo aperto.

È indispensabile, per il WWF, raccogliere immediatamente da parte delle Autorità la denuncia degli ospiti degli insediamenti turistici della riviera sud di Manfredonia e procedere ad una verifica nella zona della foce del fiume e lungo la stessa riviera.

Odori nauseabondi e apporto inquinante, valutato alla prefoce del fiume, di Coliformi e Streptococchi fecali almeno 10 volte oltre i limiti di legge stanno determinando forti lamentele da parte dei turisti e pongono seri dubbi sulla balneabilità del mare.

Si deve anche osservare che il luogo inquinato, poco distante dall’Oasi Lago Salso e dalla Palude Frattarolo, compromette anche questi importantissimi ecosistemi oggetto di notevoli interventi di rivalorizzazione del Parco Nazionale del Gargano.

Sotto l'aspetto naturalistico non si deve inoltre dimenticare che il torrente rappresenta l'aspetto terminale di un fenomeno idrogeologico importante e delicato. Se l’acqua fosse restituita al suo naturale grado di salubrità e limpidezza, vi tornerebbe la vita nelle sue varie forme di vegetazione ripariale e specie presenti nelle acque.

Gli ospiti del Villaggio Sciale delle Rondinelle, organizzati in Comitato, si sono rivolti all’Amministrazione di Manfredonia per studiare insieme le migliori soluzioni del problema.

Il WWF, nel sostenere pienamente l’iniziativa e la volontà di dialogo dei cittadini, evidenzia che inquinare le acque è un gravissimo reato penale per il quale è indispensabile fare luce sulle eventuali responsabilità.